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Complesso di Edipo e personalità adulta

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Il complesso di Edipo (o di Elettra al femminile) si riferisce all'attrazione che il bambino sperimenta verso il genitore dell’altro sesso.

3 MAG 2019 · Tempo di lettura: min.
Complesso di Edipo e personalità adulta

Il concetto di complesso di Edipo fu sviluppato per la prima volta nell'ambito della teoria psicoanalitica da Freud che lo analizzò in una delle fasi di crescita del bambino.

Il suo nome, derivante dalla mitologia greca, si riferisce all'attrazione che il bambino sperimenta per il genitore di sesso opposto e, al tempo stesso, al rifiuto che in maniera del tutto inconscia il bambino prova nei confronti del genitore dello stesso sesso al quale si rivolge anche in modo aggressivo.

È un tentativo costante di mettere in disparte il padre, avvertito come un "rivale" e l'avvicinamento sempre più intenso da parte del bambino alla madre nei confronti della quale proietta il proprio amore. Sono dunque comuni atteggiamenti come il ricercare e desiderare le attenzioni della mamma in modo assoluto, essere possessivo nei riguardi della stessa, provare a limitare lo spazio di condivisione tra i genitori e non gradire la presenza della figura paterna.

Il complesso di Edipo al femminile (in questo caso prende il nome di complesso di Elettra) si caratterizza invece per la tendenza da parte della bambina a legarsi al padre in una maniera che può apparire morbosa. In questo caso la figlia richiede numerose manifestazioni d'affetto al papà, ne ricerca continuamente le attenzioni e la madre diventa una rivale.

Spesso la distinzione tra i due sessi non è così netta perché, a seconda dei casi, entrambi i genitori possono essere oggetto d'amore e di ostilità, anche se in modo diverso.

Il complesso di Edipo e quello di Elettra sono assolutamente normali, collegati all'identificazione sessuale che si affronta necessariamente durante il percorso di crescita e necessari per lo sviluppo di una propria identità sessuale.

Generalmente la risoluzione avviene spontaneamente man mano che il bambino si identifica con il genitore del proprio sesso. Intorno ai cinque o sei anni il bambino respingerà le proprie emozioni e rinuncerà gradualmente a prendere il posto del genitore del suo stesso sesso. Inizia così la fase in cui le bambine vogliono imitare la mamma; i bambini sono felici di adottare comportamenti simili a quelli del papà e di condividere momenti e attività con lui. Il bambino rivolgerà il suo interesse ad un'altra donna e la bambina ad un altro uomo al di fuori del nucleo familiare.

Sono comportamenti che evidenziano concretamente il superamento del complesso edipico e l'inizio di una nuova fase di crescita cruciale per la futura strutturazione della personalità. Il bambino assumerà un approccio corretton ei confronti delle figure genitoriali: proverà sensi di colpa nei riguardi del genitore che sino a quel momento ha attaccato, scoprirà le differenze - nei caratteri sessuali - rispetto al genitore di sesso opposto e le analogie con il genitore del proprio stesso sesso e così comprenderà il ruolo che deve occupare.

Il compito dei genitori in questa fase è quello di prestare attenzione ai comportamenti dei loro figli e aiutarli a comprendere le differenze tra i diversi ruoli: anche se può risultare difficile occorre dare loro limiti, delineare confini ben precisi e specificare le differenze che vi devono essere nella relazione con i due sessi.

Il genitore che il bambino considera al momento un "rivale" deve continuare ad assolvere al suo compito educativo senza indugio, mentre il genitore "oggetto" di amore deve valorizzare l'altro agli occhi del pargolo.

Aggressività e rabbia da parte del bambino nei riguardi del genitore del suo stesso sesso invece, nel caso in cui si manifestino, necessitano di un contenimento e di una canalizzazione delle energie. Compito del genitore sarà dunque quello di rassicurare il figlio o la figlia sul fatto che non corre il rischio di essere abbandonato/a dal genitore che tanto ama.

Il complesso di Edipo o di Elettra è un periodo comune per lo sviluppo della sessualità e della personalità di ogni persona, ma il modo in cui viene affrontato e superato dipende da come procedono e si oltrepassano le precedenti tappe evolutive e dal modo in cui ciascun genitore "costruisce" la relazione con i propri figli.

Ovviamente la teorizzazione originaria di Freud deve essere contestualizzata alla società attuale connotata da caratteristiche sociologiche e psicologiche differenti rispetto al contesto storico in cui fu sviluppata; oggigiorno inoltre si devono considerare nuove forme di famiglia come quella monoparentale in cui una delle due figure genitoriali è assente e quelle omoparentali in cui a ricoprire il ruolo di genitori in uno stesso nucleo sono due uomini o due donne.

Tuttavia il rifiuto di manifestazioni di affetto da parte di un genitore e il distacco emotivo possono scatenare nel bambino senso di colpa e di vergogna e possono diventare causa di inibizione nella sfera sessuale, ed in particolare nella capacità di goderne, influenzando negativamente lo sviluppo di sane relazioni intime.

Anche atteggiamenti eccessivamente punitivi da parte del genitore come i maltrattamenti, fisici o verbali che siano, o nei casi più gravi gli abusi sessuali, possono impedire un adeguato superamento del complesso edipico.

Un rapporto tutt'altro che risolto con la madre o, nel caso del complesso di Elettra, con il padre può generare rabbia che viene repressa, tensioni nelle relazioni affettive, difficoltà nel gestire le comunicazioni e/o la tendenza ad idealizzare la persona del sesso opposto con la quale si prova ad instaurare una relazione. Da tali condizioni può aver origine la difficoltà di instaurare e far crescere una relazione a due.

Disturbi della personalità e problemi con la sessualità in età adulta che hanno origine nell'infanzia dovranno dunque essere riconosciuti e affrontati con l'aiuto di professionisti capaci di intervenire in modo incisivo ma con delicatezza in una sfera così intima ed estremamente importante quale è quella sessuale.

Articolo della dottoressa Anna Moscatelli, iscritta all'Ordine degli Psicologi della regione Puglia.

Scritto da

Dott.ssa Anna Moscatelli

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