Cambiare è possibile!

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Cambiare è facile se sai come fare. Istruzione per l'uso in tre mosse. Come superare se stessi e uscire dalla zona di comfort per accedere al proprio potenziale più ampio?

12 apr 2019 · Tempo di lettura: min.
Cambiare è possibile!

Siamo fatti in modo tale da scegliere continuamente strade che conosciamo. L'abitudine, si sa, è rassicurante. Il cervello, se deve scegliere fra una situazione completamente nuova e un'altra che presenta qualche somiglianza con l'esperienza già fatta, sceglierà in modo quasi automatico quello che conosce.

Il motivo è semplice: risparmio energetico, senso di sicurezza, abitudine. Quello che facciamo in modo automatico ci impegna meno. Anche se non ci gratifica, anche se è faticoso, anche se l'intuizione ci dice che ci sarebbe un modo migliore per affrontare certe situazioni, noi con caparbietà e impegno continuiamo a ripetere le stesse esperienze, a scegliere gli stessi modi di reagire al mondo che ci circonda, gli stessi tipi di partner.

Tutto come prima, tutto come sempre, per rischiare il meno possibile. Si tratta però di un comfort solo illusorio, in realtà il prezzo di questa sicurezza, in termini di soddisfazione di vita e di serenità, è infatti molto alto.

Dimentichiamo che, di fatto, il cambiamento avviene continuamente in noi e attorno a noi, anche se non ce ne rendiamo conto. Contrastare il cambiamento è faticoso e soprattutto impossibile. Non possiamo fermare il tempo né congelare la realtà. Siamo in continua interazione con il mondo intorno a noi, gli stimoli che arrivano sono sempre diversi. Continuando a rispondere a questa molteplicità di stimoli sempre nello stesso modo, cambiamo comunque perché le nostre strutture interne si cristallizzano, diventano sempre meno flessibili e sempre meno capaci di captare quello che accade fuori. Cambiamo dunque ma in modo poco adattivo.

È decisamente meglio accettare il cambiamento come parte integrante della vita e rispondere flessibilmente, rimanendo in contatto con noi stessi, ma esercitando consapevolmente la capacità di cogliere quello che accade fuori e comportarsi di volta in volta nel modo più adeguato, diverso, adatto alla situazione che si presenta in quel preciso momento.

Non è sempre facile. Come fare?

Per cambiare qualcosa nella propria vita occorre cominciare a fare qualcosa di diverso da quello che si fa di solito. È chiaro: se faccio sempre le stesse cose, quello che accade sarà più o meno sempre uguale. Voglio che la mia vita cambi? Miracoli a parte, è necessario che cambi io. Un traguardo non vale l'altro!

A volte, presi dallo sconforto per la vita che non ci soddisfa, o dall'entusiasmo per qualcosa che vorremmo ottenere, ci lanciamo in progetti ambiziosi per poi abbandonarli qualche giorno dopo. Il compito può risultare troppo difficile. Il rischio del fallimento ci blocca, subentrano paura e demotivazione. Ed eccoci ricadere nei vecchi schemi, la rassicurante abitudine. Ci attende la nostra vecchia vita, non proprio soddisfacente ma conosciuta e tutto sommato sopportabile. Secondo BJ Fogg, ricercatore della Stanford University, il problema sta nel darsi obiettivi troppo ambiziosi, distanti dai nostri standard, poco accessibili. Basterebbe scegliere un traguardo più gestibile e sarebbe possibile ottenere degli ottimi risultati. Perché? Il successo gratifica e crea dipendenza. Se riusciamo a ottenerlo scegliendo all'inizio obiettivi accessibili, il nostro cervello riceverà conferma della nostra capacità di cambiare. Una volta convinto che il cambiamento è possibile, sarà pronto a riprodurlo in imprese sempre più ambiziose.

Meglio poco alla volta che tutto subito

Per modificare comportamenti consolidati nel tempo non serve stravolgere la propria vita in modo radicale, bensì agire sulle piccole abitudini quotidiane: i piccoli cambiamenti inducono cambiamenti più consistenti. Pensiamo ai bambini piccoli: prima alzano la testa, poi si mettono seduti, iniziano a gattonare e a muovere i primi passi, solo dopo, molto dopo corrono e lo fanno sempre più velocemente.

E gratificati!

Molto importante: dopo ogni successo, anche piccolo, visibile solo a te e a nessun'altro, hai bisogno di un premio. È un auto-riconoscimento del tuo valore, del tuo impegno, conferma della tua capacità. Il ricordo della sensazione di essere capaci di arrivare a un traguardo rimane archiviato nel nostro cervello e serve da sostegno e da carburante nei momenti in cui la vita sollecita un cambiamento e noi dobbiamo scegliere se adagiarsi nelle vecchie, poco soddisfacenti abitudini, o uscire dalla zona di comfort per essere felici.

Articolo della Dott.ssa Maria Putynska, iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Scritto da

Dott.ssa Maria Putynska

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