Trasferimento

Inviata da Alessia Battiato · 8 nov 2016 Depressione

Ciao a tutti. Da quando mi sono trasferita sono iniziati i miei problemi: sto male, non esco più, piango sempre. Dovrei andare in terzo superiore ma purtroppo non sto frequentando perché nella scuola dove mi sono trasferita mi hanno preso in giro e inoltre era lontana. Ho cambiato indirizzo e non mi sono sentita accettata; inoltre la scuola non mi piace: non ho il desiderio di andarci, anche perché non si deve studiare tanto o di più ma perchè cambiando a terzo già iniziato devo recuperare tanto e non mi sento spronata. Il problema fondamentale è che quando vedo altri ragazzi scappo, mi vengono degli attacchi di ansia e panico e divento pallida. Non riesco più andare a scuola perché al solo pensiero sono terrorizzata. Sono andata da uno psicologo e la diagnosi è stata: depressione, rabbia, attacchi di ansia e panico a causa del giudizio altrui, ipersensibilità, depressione, isolamento, conflitti familiari( litigo con i miei genitori per questo discorso) e immaturità (non riesco a risolvere il problema). Mi sento inutile, una delusione. Prima di trasferirmi ero diversa: uscivo, avevo tanti amici e a scuola ci andavo con piacere.

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Miglior risposta 8 NOV 2016

Cara Alessia,
a volte un trasferimento, con la conseguente perdita dei propri amici e affetti, può essere vissuto come un lutto. Non farti etichettare da una diagnosi, stai vivendo un momento in cui senti di aver perso qualcosa di importante. Ma se deciderai di intraprendere un percorso psicologico, è probabile che tu riesca a cogliere in questo trasferimento degli aspetti positivi e a elaborare questo tuo senso di perdita che provi in questo momento.
In bocca al lupo.

Dott.ssa Loredana BELIGNI
Psicologa
Torino

Dott.ssa Loredana Beligni Psicologo a Torino

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9 NOV 2016

Cara Alessia,
I cambiamenti , specie se così forti ed importanti come un trasferimento, possono provocare sentimenti di ansia, paura, disorientamento e quant'altro.
La situazione che descrivi mi sembra abbastanza invalidante, ed alla tua età hai bisogno di fare esperienze, di vedere gente, di confrontarti con pari e non.
Un percorso terapeutico potrebbe aiutarti a capire il perché di questi sentimenti e stati d'animo.
Una "diagnosi" buttata così non mi sembra esplicativa , e soprattutto utile praticamente.
Resto a disposizione per ogni cosa,
Stai su, un caro saluto !

Dott.ssa Marilù Altavilla Psicologo a Ceglie Messapica

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9 NOV 2016

Cara Alessia, un trasferimento chiama in causa la nostra capacità di cambiare, cambiare è affrontare le difficoltà e aprirsi al nuovo.
Sento molto dolore nelle tue parole, quindi ti suggerisco di rivolgerti ad un professionista.
Voglio salutarti con questa frase di Albert Camus: Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza.
Lentamente tutto si chiude, si indurisce e si atrofizza come un muscolo.
Rimango a disposizione,

un caro saluto
Dott.ssa Monica Salvadore
Psicoterapeuta
Torino

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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9 NOV 2016

Buingiorno, a volte ciò che si evdenzia da molte mail, come la sua ad esemio, è che quasi tutti dicono di essere andati da uno psicologo, ma poi si rivolgono a questo sito per avere consigli. Se lo psicoogo ha già fatto una diagnosile avrà consigliato un proseguo, quindi se ha fiducia in lui continui per risolvere , se non si è creata invece la necessaria fiducia è bene che ne trovi uno con cui sentirsi a suo agio. La diagnosi di panico e depressione motiva poi a un lavoro su se stessi, per superare quell'insicurezza e i problemi a monte , a causa dei quali si ritrova a nn riuscire a superare un cambiamento di scuola, di compagni, di cambiamento di quartiere.
Un augurio, alla sua età puo essere anche un problema di identità in formazione, che consiglio di risolvere al piu presto.
dott.ssa Paola Federici
Ricevo a Binasco (MI)

Centro Psicologico della Dott.ssa Paola Federici Psicologo a Binasco

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9 NOV 2016

Gentile Alessia,
Non mi è chiaro se vai ancora dallo psicologo che ti ha fatto la diagnosi oppure no. Cosa è stato fatto insieme allo psicologo per superare questa situazione?
Se hai interrotto il percorso con lo psicologo a causa del trasferimento o di altri motivi, ti suggerisco o di tornare da quello psicologo oppure, se la distanza non te lo consente, parlane con uno psicologo/a della zona dove vivi attualmente.
Per il resto posso dirti che sicuramente l'inserimento in una nuova città e scuola non è facile, tuttavia evitare e rifiutare la scuola non è la soluzione migliore. Occorre che tu impari ad affrontare i tuoi compagni anche qualora ti dovessero prendere in giro, e imparare a farlo sarà più fattibile per te se affronti questa situazione parlandone con uno psicologo/a.
Aggiungo poi che a 16-17 anni le prese in giro capitano a molti ragazzi e ragazze a scuola, per chi le fa sono un'azione superficiale e forse un modo per trascorrere il tempo senza annoiarsi a scuola. Per lo più le prese in giro iniziano e finiscono nel momento in cui vengono fatte, ma se reagisci male ad esse, rischiano di avere degli effetti che si trascinano a lungo e che ti fanno soffrire. Occorre che tu impari ad attribuire minor peso alle prese in giro e a rispondere a chi ti prende in giro in modo da stemperare il peso di esse invece di ingigantirle. Trovare risposte scherzose ad esse potrebbe essere un modo per stemperarle. Ma ancora una volta, se vedi che riuscire a fare tutte queste cose da sola ti riesce difficile, parlane con uno psicologo/a.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta, Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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9 NOV 2016

Cara Alessia,
la diagnosi interminabile che ti è stata fatta decisamente non ti aiuta a venir fuori da questa scomoda situazione, quindi la prima cosa da fare è abbandonare qualsiasi tipo di etichettamento diagnostico!
Purtroppo i cambiamenti comportano spesso necessità di riadattarsi al nuovo contesto, al nuovo modo di trascorrere le giornate e alle nuove compagnie. Inoltre sei in un periodo della vita già di per sè complesso e delicato.
Ciò su cui vorrei porre l'attenzione però sono quelli che descrivi come stati d'ansia e panico: hai mai lavorato su quest'aspetto? Dal mio punto di vista sarebbe necessario che ti seguisse un collega della tua zona, probabilmente se tu lavorassi bene su questo anche il resto potrebbe trarne giovamento.
Non esitare a contattare un terapeuta, vedrai che ti aiuterà a risolvere e a vivere questa nuova realtà in modo più sereno!
Un saluto,
dott.ssa M. De Simone

Dott.ssa Michela De Simone Psicologo a Nardò

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9 NOV 2016

Gentile Alessia,
Hai subito un grosso cambiamente che forse hai sentito di subire, se cosi fosse non hai avuto il tempo di strutturare dentro di te l evoluzione che questo comporta e di conseguenza cerchi di resistere al nuovo. Quella che tu definisci diagnosi non sono altro che una serie di emozioni esplose all improvviso che come una sorta di termometro ti indicano il livello di disagio che il cambio scuola ha comportato. Cerca di aprirti al nuovo anche se questo fa paura tenendo presente che il nuovo porta con se cose positive e non solo cose negative. La chiusura che stai vivendo non ti aiuta a vedere le risorse di questo cambiamento. Se da sola senti di non riuscire a farcela parlane con le tue amiche e se anche questo non bastasse chiedi aiuto ad uno psicoterapeuta non per ricevere una diagnosi, ma per aiutarti a vedere il positivo e le risorse che sono dentro te e nella nuova esperienza.
Dott. Rosa Ranieri ( Bari)

Dottoressa Rosa Ranieri Psicologo a Bari

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9 NOV 2016

Cara Alessia, le tue parole esprimono in modo chiaro e forte la tua sofferenza. Esprimi un grido di dolore, e allo stesso tempo hai cercato di farci capire bene i tanti fattori che rendono difficile la gestione di questo passaggio: mi spiace molto per le tue difficoltà. Trasferirsi è un evento che ti costringe a cambiare, magari non sei pronta a farlo, ed è probabile che non sia una tua decisione. Hai fatto bene a condividere quello che pensi e senti dentro. Oggi cambiare tutto è purtroppo un evento che coinvolge molti di noi, alla ricerca di un futuro migliore. Mettere nuove radici non è senza difficoltà e a mio parere più che una diagnosi ora ti serve dare senso a tutto: poter creare un ponte per non perdere o dimenticare ciò che sei stata, che è la tua forza, ti permetterà di trovare un tuo modo per creare nuovi legami.
Un caro saluto, letizia

Dott.ssa Letizia Iannopollo Psicologo a Cassola

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9 NOV 2016

Cara Alessia,
il fatto che lei abbia già individuato la causa del suo malessere ci dice che lei è una ragazza con delle buone risorse che sta vivendo un momento di malessere. L' aver avuto in precedenza soddisfazioni dalle sue amicizie e dal percorso scolastico ci dice inoltre che il suo malessere psicologico, se adeguatamente accompagnata da un professionista, sarà temporaneo e potrà presto recuperare la sua serenità e il piacere di stare con gli altri che prima la caratterizzavano. Le diagnosi servono a capire come meglio aiutare la persona, non si lasci spaventare. Chieda al collega che la segue che significato hanno tutte queste definizioni (depressione, ipersensibilità ecc) che le ha dato e come potete affrontarle insieme.
Un grosso in bocca al lupo.
dott.ssa M. Cadoni

Dott.ssa Margherita Cadoni Psicologo a Trento

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8 NOV 2016

Gentile Alessia,
ovviamente non basta andare dallo psicologo solo per avere una diagnosi ma è necessario essere presi in carico per iniziare un trattamento al fine di recuperare il benessere psicologico.
Per questo è opportuno che lo psicologo in questione sia anche psicoterapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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