Sono, l'amante e lui va in terapia di coppia

Inviata da Bianca · 7 mar 2013 Terapia di coppia

Buongiorno, ho una relazione con un uomo sposato, da circa un anno e mezzo, sua moglie è venuta a sapere del fatto, ci siamo lasciati per circa un mese e mezzo, poi tutto è ricominciato, con dinamiche diverse e ovviamente spostamenti di lui, più controllati. Lui è innamorato di me. Ma ha grandi resistenze. Non sa decidere. Nonostante alcune evidenze.
Lui, mi ha detto, che è in terapia individualmente ed in coppia.
Gli ho chiesto se il suo terapista, è al corrente della nostra storia e lui mi ha detto che ne è al corrente, mi chiedo, quanto possa essere utile, una terapia di coppia, con a fianco la mia persona, il terapista che li segue, ha consigliato a lui, di accogliere e vivere il desiderio. Ma per quale motivo? E poi, il terapista di entrambi? Gli ho anche detto, che non mi pareva il modo giusto, ma lui ha detto: "Ci sono molti modi, esiste anche questo ".
A lui, avevo consigliato di mettermi da parte e non contattarmi più, ma non ci riusciamo, la volontà in questo caso è nulla.
Lui, mi ha detto, che mi ostino a pensare, che la terapia serva solo a riunire la coppia, quando invece potrebbe servire anche a prendere le decisioni.
La mia domanda è: cosa dovrei fare? Pensare a me e venire via da questo momento, oppure, seguire il loro percorso? Ho letto che il terapista della coppia, nel caso in cui, sappia di una relazione extraconiugale, non può mantenere il segreto e porterà, la persona a parlarne con il coniuge. Sarò sincera, ho sempre, sperato, che lui dicesse alla sua compagna, della nostra relazione, per darle una possibilità di scelta sincera e reale, anche perché, sarebbe la seconda volta che verrebbe a sapere del tradimento, mi pare, una sofferenza che potrebbe essere evitata, senza farle credere che lui adesso, abbia smesso di frequentarmi. Sono molto combattuta e vorrei avere un consiglio, alla fine, tanto se dovrà essere, fra me e lui, lo sarà comunque.
Lui cerca, nel suo passato, le risposte per oggi, a volte penso, che non abbia la sincerità di dire, che manchi semplicemente il coraggio di cambiare e accettare di sentirsi felici, con un'altra persona, rispetto a quella scelta 20 anni fa.

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Miglior risposta 8 MAR 2013

Gentile Bianca, comprendo la sua scomoda posizione, quasi fosse relegata e in attesa che siano gli altri a scegliere. Vorrei però dirle che, come le è stato giustamente accennato, una terapia di coppia serve a fare luce su dinamiche relazionali, desideri non accolti, aspettative e quant'altro e non necessariamente a ricostituire la coppia. Cara Bianca, lei si è inserita in una relazione che aveva già una lunga storia. 20 anni di matrimonio non possono essere trascurati e non compresi, necessitano almeno di una riflessione e di uno spazio adeguato. Innamorarsi di qualcun altro, dopo molto tempo trascorso con la stessa persona purtroppo può accadere, ma diventa anche opportuno capire se si tratta di una fuga o se dell'inizio di un nuovo progetto di vita. E se manca il coraggio di cambiare, dopo una unione così lunga, direi che è comprensibile ed anche in questo senso una terapia di coppia può essere chiarificatrice. Un augurio che le cose possano prendere la piega migliore per tutti quanti.. Dott.ssa S. Orlandini

Dott.ssa Sabina Orlandini Psicologo a Torino

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4 LUG 2013

Buongiorno, volevo aggiornare la situazione, lui e lei hanno smesso la terapia di coppia un mese fa o qualcosa di piu, lui ha cambiato psicologo perchè non gli piaceva e si è fatto seguire dallo stesso che seguiva entrambi, ieri, proprio ieri mi ha fatto la dichiarazione d'amore, mi ha ringraziato per averlo aspettato, lui e sua moglie hanno deciso di separarsi. Sono molto felice. ps. io sto continuando la mia terapia e non smetterò, almeno al momento.

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14 MAR 2013

Buongiorno e grazie per l'attenzione dedicata, riuscire è difficile, per mesi, poi, solo quello, mi rende triste.
Sono molto in conflitto con tutto questo, ed è per questo che ho deciso e non vedo l'ora che sia domani, per iniziare il mio percorso personale. Scegliere, è sempre una cosa molto dolorosa, ma a volte inevitabile, il tormento interiore che nasce è dovuto anche a questo. Sono molto confusa e combattuta.
Ripeto sapere della terapia di coppia è stato, cadere dalle nuvole. Ma comprendo per lui che sia necessario. La ragione, senza cuore, me lo fa capire, il cuore, mi dice altro. Le zone comfort, sono anche i posti del dolore. Ed, io ho scoperto che a questo sono molto legata. E, me ne voglio liberare.
Sono sicura, e vorrei crederci, che i miei talenti, verranno fuori, permettendomi una maggiore autostima. Rendendomi, partecipe della mia vita, in modo attivo. Non penso che fra e me lui sia un fuoco di paglia. Ma ovviamente, 20 anni insieme sono tanti, e se per me è difficile decidere di non vederlo più, e siamo assieme, da un anno e mezzo, figuriamoci per lui. Lui mi ha ribadito, o accetti questo percorso o non lo accetti. E, questa è la frase per un mio punto di svolta.Rivedo, comunque una persona presa dal senso del dovere. Un uomo non felice, e nemmeno convinto di quel che fa, fosse convinto, mi avrebbe allontanato. Invece, poi, lo psicologo, gli dice di esprimere il suo desiderio. E', colpa mia se l'ho fatto ritornare dopo un mese e mezzo di stacco. Ma debbo pensare a me, e pensare, se ci volessi rimanere, perché, è inutile che stacchi quando non sono pronta e vivere nel pentimento sarebbe infliggermi un ulteriore dolore. Vorrei farlo quando sono pronta. Perché, è bene decidere quando a supporto, abbiamo un animo forte e risoluto. Almeno credo.

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13 MAR 2013

Gent.ma Bianca, credo che sia un passo estremamente importante , il primo passo nel riprendersi la sua vita da protagonista iniziando un suo percorso individuale. Rifletta sui suoi sentimenti che la legano a questa persona, chiedendosi meno quali siano i sentimenti che lui prova verso di lei. Se le riesce, provi lei a non contattarlo , o a fargli accettare la sua decisione di non essere contattata per un pò di tempo (mesi non giorni) , prendendosi lei per prima il tempo di riflettere su quale decisione prendere...anche
lei potrebbe decidere che lui non è il compagno adatto a lei....
molti auguri.
Patriiza Pezzella, psicologa psicoterapeuta

Studio Medico In Trastevere Psicologo a Roma

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11 MAR 2013

Buongiorno e grazie per le risposte.
Da quando ho saputo, pochi giorni fa, che lui è in terapia di coppia da ben 5 mesi, continuandomi a vedere, si è scatenato un inferno dentro di me. Le mie emozioni? Fin quando le parole di lui sono state : "debbo accettare che tu esista nella mia vita " e poteva e può essere un discorso credibile, mi sento, la persona piena di vita e speranza. Adesso, che so di questo, sembra essermi passato sopra un treno. Fare la terapia di coppia con l'amante vicina, quanta credibilità ai miei occhi ha questo uomo? Mi sto domandando questo. Quanta onestà c'è nel non mettersi in discussione pienamente per chi siamo veramente? E' vero, mi sono ostinata a pensare che la terapia ha come unico scopo metterli nuovamente insieme. Non riesco in questo momento a vedere altra visione, nonostante le parole di lui e certe situazioni dimostrino, anche altro. Non mi sento più in grado di reggere niente. Il tempo che passiamo insieme è bello, ma non sufficiente, per sopperire a questo percorso. Ci dovremmo vedere al doppio e forse con dinamiche più importanti, per darmi anche un tempo importante.
Giovedì, inizierò, un mio percorso personale, con lo psicologo, alzo la mano, chiedo aiuto.
Per me, per riappropriarmi della mia vita, per ascoltare questa ferita che è arrivata. Per ritornare come ero prima e forse una nuova persona, che non lascia passare i giorni senza viverli. Penso che in tutto questo, ci sia anche un mio carico personale, un attaccamento, in più, rispetto al normale, non è possibile soffrire cosi tanto. Aspettare...e poi, lui mi merita veramente? Non è la solita frase di circostanza, e nemmeno banale. Si che si risolva. Si risolva e basta.

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11 MAR 2013

Gent.ma Bianca, come le ha già detto la collega la terapia di coppia serve a modulare delle dinamiche disfunzionali che portano poi ad una scelta individuale. Forse però sarebbe il caso che lei diventi anche protagonista della sua vita anzichè spettatrice in attesa delle scelte altrui...Forse lei dovrebbe fare un percorso personale e valutare quali sono realmente i suoi desideri e quanto sia la disponibilità ad aspettare che qualcun altro decida per lei? Il suo partner sta facendo un percorso con la sua compagna, ma lei che ruolo ha e quale vuole realmente avere? In bocca al lupo.... dott.sa Mirabelli

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11 MAR 2013

Salve Bianca,
posso comprendere la complessità della situazione ma vorrei farle una domanda: nel suo post lei parla molto dei comportamenti, dei pensieri, delle emozioni e delle scelte del suo partner, ma dice poco delle sue, parla poco in prima persona, sembra tutta concentrata sull'aspettativa e sull'attesa delle azioni di lui. E lei dov'è? se decide di mettersi nella posizione di attendere la situazione diventa di passività quasi assoluta e dunque molto pesante e stressante perché lei potrebbe sentire e pensare di non avere alcuna influenza sugli eventi. Forse le mie parole potrebbero essere eccessivamente inferenziali basandosi su una breve comunicazsioni ma comunque è la prima cosa che mi ha colpito e ho pensato fosse giusto rimandarle la mia impressione.
Spero davvero che la situazione si risolva, magari nel modo migliore per lei, ma soprattutto che si risolva e basta.

Un caro e affettuoso saluto.

Anonimo-126894 Psicologo a Roma

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8 MAR 2013

Buongiorno e la ringrazio per la risposta, mi piacerebbe pensare e credere che possa essere difficile il cambiamento e lo comprendo, spero di non essere una via di fuga, non mi ci sento e seguendo l'istinto e le emozioni di pancia, oltre che a sentimenti, nella sua idea, c'è stata anche la voglia di portare tutto questo alla luce, ma con dinamiche ufficiali, e spero che la terapia accompagni questa coppia verso un cammino che chiarirà le situazioni. Penso, anche, che, se lui, non si manifesti in modo sincero verso la compagna, alla fine questa terapia abbia di per sè, il fallimento. Nessuna crescita, potrebbe dire, non che mi frequenta ma che mi pensa, senza creare ulteriori ferite. Per dare a quella persona la possibilità di valutare la persona che ha davanti e lui, senza il timore di essere se stesso. Ed esprimersi.

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