Stabilità economica o felicità?

Inviata da Michela il 11 mag 2015 Autorealizzazione e orientamiento personale

Salve a tutti,
intanto ringrazio per la cortesia di chiunque risponderà!
Sono una ragazza di 23 anni, vivo in un piccolo paese di provincia e convivo con il mio compagno (coetaneo) da un anno e mezzo.
Ho frequentato l'Istituto Tecnico Commerciale ma è stata una scelta presa a 14 anni solamente per seguire le amicizie. In realtà la scuola che davvero volevo frequentare era l'Istituto d'Arte. Così per "recuperare" , per colmare questo rimpianto mi son laureata presso l'Accademia di Belle Arti circa due mesi fa.
Mi piace lavorare al computer con la grafica.. di ogni tipo. Solo che non ho mai fatto esperienza diretta nel campo lavorativo (tranne un tirocinio di 6 mesi presso un fotografo - che mi è piaciuto molto, ma l'esperienza non è andata avanti perchè il datore di lavoro "allungava un po' troppo le mani").
Mi piacerebbe molto poter trovare un lavoro inerente i miei studi, so che di questi tempi è dura ma non voglio darmi per vinta! Ho ancora 23 anni e (credo) tempo prima di dire "basta ci rinuncio"!
Solamente che convivo... fortunatamente non paghiamo nè affitti nè bollette perchè viviamo dai miei suoceri (anche se per avere ciò sono costretta a tollerare cose che mi stanno distruggendo psicologicamente e fisicamente). Di conseguenza premetto che vorrei poter andare via, trovare una nuova casa e vivere in tranquillità la mia vita e quella con il mio compagno!
Proprio questo motivo mi ha portata ad accettare una proposta di lavoro, presso lo zio del mio compagno, che non mi soddisfa molto.
So che di questi tempi è dura trovare lavoro e che molti pagherebbero oro per avere il mio: un posto in ufficio, 8 ore al giorno, a due minuti da casa, quasi 2 ore di pausa pranzo, dal lunedì al venerdì e tutta la libertà di questo mondo (almeno per il momento dato che vengo pagata dalla regione lazio per aver aderito al progetto Garanzia Giovani. Non credo che le cose saranno ancora così quando sarà lo zio del mio compagno a dovermi pagare!).
Comunque nell'insieme è il lavoro perfetto... me lo dice il mio compagno.. me lo ripeto tutti i giorni... eppure continuo ad alzarmi al mattino con una forte ansia!
4 su 5 giorni lavorativi non vorrei proprio andare! Il lavoro riguarda mansioni che non ho mai svolto (ma non mi ferma questo). Si tratta di un ufficio tecnico dove vengono svolti progetti gas, aria e antincendio. Ma io non ne capisco nulla! Proprio per questo, al momento sono una tirocinante per 6 mesi con lo scopo di capire se questo è un lavoro che può fare al caso mio. Attualmente ho lavorato due mesi e continuo a credere che non lo sia. Senza considerare che sempre 4 giorni su 5 non ho nulla da fare! Loro non hanno molto da farmi fare, io provo ad assistere datore e colleghi per imparare, leggo decreti e libri per apprendere... ma è dura far passare 8 ore (a volte anche più) solo leggendo e osservando... cinque giorni di seguito! Sono molte poche le volte che mi viene dato un compito... e inizio a credere che la cosa sia molto più stressante e pesante del lavorare in un bar (per esempio!).
Mi sento inutile e preferirei fare altro. Così sto iniziando a pensare di abbandonare per trovare un lavoro che mi soddisfi maggiormente!
Ho provato a parlarne con il compagno ma lui ritiene che quello per cui ho studiato, oggi come oggi, sia già un lavoro "morto".
Lui pensa che io non abbia possibilità di trovare quello che voglio e che è giusto per il momento adattarmi pur di riportare qualcosina a casa (se pur poco).
Tengo presente che lui lavora con il padre che ha una piccola ditta individuale aperta da 25 anni... ma che si ritrova a non avere molto lavoro! Tanto è vero che mentre io sono in ufficio, il mio compagno è a casa a dormire! Non è intenzionato a trovare un lavoro diverso perchè non vuole far rimanere male il padre. Inoltre sostiene che vuole restare sempre disponibile per qualsiasi lavoro improvviso dovesse uscire.
Ovviamente questo è un discorso prettamente estivo... perchè d'inverno il mio compagno possiede assistenza tecnica per le stufe a pellet e non abbiamo di questi problemi! Altrimenti non saremmo nemmeno andati a vivere insieme.
Comunque, io torno a casa ogni giorno con il mal di testa dato dalla noia in ufficio, con il mal di pancia dato dall'ansia (un anno fa mi hanno riscontrato un'ulcera gastrointestinale) e non so più come fare!
Inizio a credere di comportarmi male, penso che forse ragiono così perchè non ho voglia di fare nulla e non ho voglia di lavorare.. ma in realtà non è così! Perchè sarei disposta a lavorare anche per due spicci per un'azienda grafica ad esempio!
Perciò mi ritrovo da un lato che vorrei scappare da questo ufficio e girare ogni giorno tutti i giorni per trovare quello che mi piace fare! Dall'altro non voglio abbandonare il posto perchè vorrei scappare da quella casa infernale dove non mi lasciano nemmeno respirare (i miei suoceri) e per farlo ho bisogno di iniziare a mettere qualcosa da parte.. o almeno garantirmi la possibilità di pagare mutuo e bollette! Cosa devo fare?
Lo zio del mio compagno (attualmente il mio datore di lavoro) mi ha "assunta" come tirocinante tramite questo progetto ed è stato molto chiaro sul fatto che questi sei mesi mi servono per capire se questo lavoro può piacermi. Se così fosse alla fine lui sarebbe disposto ad assumermi ma io dovrei affrontare una serie di studi (come la scuola serale) per essere almeno abilitata come geometra o perito dato che non ho mai fatto studi del genere.
Ed io devo essere onesta... il solo pensiero di ricominciare a studiare per una cosa che (inoltre) non mi attira molto... mi mette ancora più ansia!!! Però ogni volta che ci penso vedo il volto del mio compagno, dei miei nonni e dei miei suoceri che non fanno altro che dirmi di trovare un posto fisso per vivere e lasciar stare di "credere alle favole".
Non so cosa fare...!Grazie!

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Mimma,
dire che, nella nostra società (soprattutto nella nostra Italia), soldi e un lavoro sicuro non siano una cosa importante sarebbe un'ipocrisia grande come una casa, una di quelle che molti giovani non si possono comprare perché non hanno i soldi, ad esempio.
D'altronde leggo che il tuo sogno è quallo di fare la grafica, un sogno che mi pare assolutamente realizzabile, approcciabile e coerente con le speranze di una 23enne. Allora mi sembra di capire che il vero problema non si giochi tanto fra la scelta tecnica e pragmatica di fare la grafica o fare la ragioniera al soldo del marito o del suocero o chicchessia. Il problema è comprendere se il partner che è al tuo fianco è pronto a pronto a tenerti per mano e dirti: "Ok, i promblemi economici possono esere tanti e, francamente non è facile trovare un lavoro come grafica, ma sai cosa? Hai 23 anni e se magari adesso continui a lavorare facendo qualcosa che non ti piace tanto, nello stesso tempo puoi provare a cercare il lavoro che ti piace e poi vediamo dov'è, quanto ti pagano, se ha senso, se ci permette di vivere, etc". Insomma, Mimma, il tuo compagno non può prescindere dall'essere un compagno, uno sparring partner (una spalla), dato che il tuo sogno professionale non è così assurdo come se avessi detto che vuoi fare l'astronauta.
Quello che voglio dire è che ora hai due problemi: capire se vuoi combattere per trovarti il lavoro di grafica e capire se una delle persone contro le quali devi combattere è il tuo uomo.
Parlagli col cuore in mano, fai capire al tuo lui quanto per te è importante, se non altro, TENTARE e AVERLO AL FIANCO in questo tentativo.L'atteggiamento col quale affrontiamo le cose spesso vale di più dei risultati che possiamo raggiungere e per te, combattere per cercare di ottenere il lavoro che vuoi, significa anche fare questo lavoro di diplomazia che, se fatto con le persone che ami, dovrebbe pesare poco a te e a loro.

cari saluti
Dott. Alessandro Pedrazzi

Alessandro Pedrazzi Psicologo a Milano

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Cara Mimma, dal mio punto di vista a 23 anni è lecito credere nelle "favole" e provare a fare ogni cosa è in nostro potere per realizzare le proprie aspirazioni. La considerazione più importante l'hai fatta tu quando sostieni che è ancora presto per dire "ci rinuncio". Sii onesta con te stessa, come hai detto tu, non fare scelte dettate unicamente dal desiderio di compiacere gli altri. Hai dimostrato determinazione, coraggio e passione quando hai scelto di iscriverti in Accademia, non volendo rimanere col rimpianto di non aver fatto quello che realmente desideravi. Non farti scoraggiare adesso dalle opinioni altrui e ascolta te stessa per prima cosa.
In bocca al lupo

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Buongiorno, è evidente che non Lei non sa cosa fare e non mi sembra semplice fare una scelta. Tuttavia sei mesi non sono molti e non sono tutta la vita. E' una esperienza che va presa come tale, tutto ha una sua utilità e fa curriculum. Invece nel frattempo le consiglio di vedere la cosa in una prospettiva più ampia: che progetti ha complessivamente nella sua vita? come pensa che potrebbe essere per Lei una vita felice? le piace l'ambiente di lavoro? inteso come le persone che le stanno intorno? è possibile integrare in qualche modo il suo progetto con quello che fa ora? non ha bisogno di terapia per questo, ma forse la sua ansia le dice che deve rifletterci sopra, forse farsi aiutare da qualcuno - di neutrale - in questa riflessione non è male.

Dott. Daniele Malerba Psicologo a Mestre

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Gentile Mimma,
leggendo il suo scritto mi è venuta l'immagine di lei, come una animale chiuso in gabbia, che in aggiunta, chiude pure da solo il luchetto. Cosa voglio dire. Lei è una ragazza giovane, con interessi di natura creativa, per i quali si è anche formata. Di contro una convivenza presso i suoceri, una lavoro insoddisfacente presso un altro parente del suo compagno. Non ha mai pensato, che potrebbe essere tempo di ascoltarsi e prendere in mano la sua vita, anzichè delegarla a terzi, che pur con tutta la buona fede, corrono su binari diversi dal suo? Ci rifletta e metta anche in conto che quando operiamo delle scelte, possiamo trovarci anche soli, ma la vita è lunga e lei ha solo 23 anni! Non lo dimentichi.
Un affettuoso saluto.
Dott. Annalisa Orsenigo

Dott.ssa Annalisa Orsenigo Psicologo a Monza

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Buongiorno Mimma, lei chiede un parere professionale e sono contenta di offrire il mio punto di vista. Ho la sensazione che lei stia mettendo tanta, troppa carne al fuoco! Nella vita si fa un passo dopo l'altro e lei ha dalla sua il fatto di essere giovane e di avere molta strada davanti a se. Faccia un passo per volta, concluda questa esperienza lavorativa e solo allora tirerà le somme. Nel frattempo si attivi per cercare o inventare qualcosa più in linea con le sue inclinazioni.
Senza ansia e senza fretta.
Auguri per la sua vita!
D.ssa Barbara Paolinelli

Dott.ssa Barbara Paolinelli Psicologo a Trento

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Buongiorno mimma
È vero con i tempi che corrono è difficile avere un lavoro come il suo se anche a tempo determinato...dovrebbe ora cercare di applicare le sue competenze in questo ambito...non si limiti a fare quello che non la soddisfa...poi riguardo alla situazione familiare è non facile accettare tutto ciò ma ora non potrebbe fare altro o meglio dovrebbe incominciare a trovare interessante il suo lavoro attuale per non essere resistente in altre situazioni...prova a fare altro nello stesso ufficio forse dovrebbe chiedere carta bianca a suo zio...il primo passo è sempre più difficile del secondo.

Dott.ssa Maria Ilaria Di Donato Psicologo a Palermo

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Gentie Mimma,
pensare che, in una società come la nostra (e, ahimé, in un'Italia come la nostra!) i soldi non abbiano un'importanza e un lavoro sicuro non la abbia, sarebbe una vera ipocrisia. D'altra parte lei, dall'alto dei suoi 23 può davvero permettersi di dominare con la vista il paesaggio e guardare verso orizzonti distanti. Beh, almeno guardare dai!
Proviamo a guardare la faccenda con un occhio pratico. Attualmente lei ha un lavoro, più o meno gratificante ma lo ha, un lavoro che parltro non le impedisce di cercare un'alternativa che vada incontro ai suoi sogni che, mi lasci dire, sono sogni assolutamente leciti e realizzabili. Avesse scritto che il suo desiderio era fare l'astronauta sarebbero state un altro paio di maniche ma per la grafica credo che ci siano ampi margini di spazio.
Ora, il vero problema non è questo o quel lavoro, ma piuttosto questa o quell'ottica di vita. Il suo compagno, cioé, è pronto ad accettare un suo progetto di vita che la vede PER ORA lavorare ad una mansione sgradita ma POI svilupparsi per una profesione amata? Quindi: il suo compagno ha voglia di tenerla per mano verso questo suo sogno professionale? Ci crede anche lui? Quali e quanti compromessi deve accettare?
Allora, prima, ancora prima di capire che scelta lavorativa deve accettare, cerchi di capire che scelta di vita relazionale sta facendo, cosa che è ancora più basilare. Il suo uomo è un suo alleato? Magari lui ha ragione e lei deve, per qualche motivo molto molto pratico, rinunciare ai suoi sogni di grafica, ma come lui riesce a trasmetterle questo messaggio, come la fa sentire?
Mi spiace Mimma, perché lei aveva fatto delle domande e io ho finito per fargliene di più, ma la questione che lei pone è grande, complessa e concreta. Aggrediamola da tanti lati con prospettive diverse e vediamo cosa ci dice ciò che abbiamo intorno.

Cari saluti
Alessandro Pedrazzi

Alessandro Pedrazzi Psicologo a Milano

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E. Roosevelt diceva: "il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni", quindi non smettere mai di sognare, è ciò che da linfa alla nostra vita, altrimenti rischiamo di sacrificarci, e il sacrificio è morte.
E' importante definire bene qual'è il sogno, se questo ha delle sfumature, se magari ci sono sogni più accessibili ma comunque appaganti.
Non bisogna sacrificarsi ma è importante sapere accettare dei compromessi.
Credo sia utile affrontare un percorso di orientamento professionale, per capire quale strada prendere e su cui investire.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Buona sera Mimma.. Leggo della sua situazione non facile.. Quanti compromessi per una vita che attualmente non la soddisfa.. Forse questo stage non è la sua strada ma mi verrebbe da consigliare comunque di portarlo a termine fosse anche solo per orgoglio e correttezza verso un impegno preso.. Nel tempo a sua disposizione provi a studiare come rilanciare dal punto di vista grafico l immagine dell azienda.. Le servirà comunque per pubblicizzare le sue competenze e a non annoiarsi.. Assuma un atteggiamento propositivo e non passivo. Al termine dell esperienza trarrà le sue conclusioni.. Un caro saluto

Dott.ssa Maria Elena Michelone Psicologo a Vercelli

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Gentile Mimma,
lei dice che ha "recuperato" e colmato un rimpianto, laureandosi in Belle Arti. Un tale "recupero" le è probabilmente costato doppia fatica rispetto ad altri giovani che avevano già conseguito diplomi ad indirizzo artistico, forse è il caso che rifletta anche su questo.
Quasi tutte le persone hanno un'abilità in cui eccellono o sono sopra la media e ovviamente è più facile e molto più salutare trovare un lavoro che corrisponda alle proprie abilità. Non mi risulta che il lavoro di grafico sia senza futuro, soprattutto se ci si occupa di PC, siti, pubblicità ecc..Ho anche conosciuto chi lavorava in questo settore da free lance, anche se con difficoltà. Ricordi che la salute è la prima cosa cui pensare, ma in ogni caso la scelta rimane e deve rimanere sua perchè personale. cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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