Relazione parallela da anni

Inviata da Giusy il 11 mag 2015 Terapia di coppia

Ho una relazione parallela da due anni. Ambedue siamo sposati con famiglia. Con mio marito non vado d'accordo, lui fa finta di niente insieme abbiamo una famiglia con due figli uno maggiorenne e l'altro minorenne (23-14), mi sono innamorata di un mio ex che a paragone di mio marito non è un adone anzi è completamente l'opposto mio marito>persona brillante, sportivo voglia di vivere. L'altro, anasportivo spesso a casa ma ama viaggiare vedere e fare tante cose. Ci vediamo una volta al mese quando va bene e qualche settimana durante l'anno, è succube della figlia maggiorenne, dice di amarmi come non mai e come mai nessuna donna al mondo, ci sentiamo due tre volte al giorno e continua a mandarmi messaggi d'amore incredibili, dai ti amo a non finire a come vorrei addormentarmi e svegliarmi al tuo fianco, ti sposerei anche domani, amo solo te, vorrei che fossi tu al mio fianco, vorrei essere al posto di tuo marito, sono solo pochi esempi. In una giornata ci sentiamo spesso, dal buongiorno alla buonanotte equando siamo insieme la nostra vita è un sogno, una favola! Sono consapevole del suo amore nei miei confronti, ma non lascia la moglie per sua figlia che un giorno gli ha detto "se mai lascerai la mamma io non te lo perdonerò mai e se avessi figli non te li farei vedere..."!!! Ecco crollato il mondo addosso ad ambedue... mi ha detto ," non potrò mai lasciare mia moglie amo troppo mia figlia! Ora sei tu che devi scegliere, io tia amo e ti amerò per tutta la vita ma di fronte a mia figlia sono inerte. (Piangeva...) Io non sono riuscita a mollarlo, anche perchè ho provato ma la mia sofferenza era talmente atroce che ho preferito dirgli "viviamo il presente..." per il futuro ci penseremo. Ho sbagliato? Stiamo vivendo ingannanado i ns corrispettivi patner e figli... IO non ho alcun scrupolo di coscienza, poichè a mio marito ho detto più volte che non lo amo più, che non faccio l'amore con lui che quando mi concedo è solo atto sessuale che non lo bacio da anni che sto insieme a lui per i miei figli! A differenza di lui che alla moglie non ha detto nulla e continua a vivere codardamente con un'ipocrisia incredibile, fanno sesso raramente, ma vanno insieme ovunque, veterinario, visite mediche, ristorante... ecc tutto per apparenza. Mi chiedo cosa sto facendo? Ho al mio fianco un marito fantastico, perchè mi sono innamorata di un'ipocrita codardo e sono così folle da sopportare questa situazione? Non ho dubbi sull'amore che il mio amante prova per me. A volte penso di dovergli dare tempo, perchè nemmeno io sarei oggi pronta a lasciare la mia famiglia, però vorrei iniziare con lui a sognare un futuro insieme (anche se spesso ne parliamo come se dovessimo un giorno coronare questo desiderio) sono solo parole? Da dove comincio... sto andando anche da un psicologo ma sono veramente testarda, con lui sono felice e sono incredibilmente gelosa di sua moglie, il mio e anche il suo desiderio è quello di vivere insieme... ogni giorno me lo ripete. Cosa devo fare per non soffrire... aiutatemi. Grazie infinite

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Buongiorno Antonia,
la mia sensazione è che nella vostra condizione, voi avete il privilegio di colmare dei vuoti esistenti nelle altre relazioni di coppia senza intaccare degli equilibri necessari ai vostri rispettivi ruoli di madre e padre senza mettere in crisi le altre due persone con le quali vi sete trovati a collaborare. Si tratta di un caso particolare nel quale quello che conta non è la progettualità ma piuttosto di vivere e godere la vostra relazione come una perenne avventura e questo è il 'suo bello'! Resto comunque a disposizione per eventuali ulteriori comunicazioni.
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta in Milano

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Antonia,
dal suo racconto emerge una ricerca ed un bisogno di affettività profonda e significativa per la quale, nonostante l'ambivalenza nel relazionarsi: da una parte con suo marito e dall'altra con un altro partner che come da lei affermato è un suo ex e nonostante tutto non riesce a cogliere ed a viversi un rapporto sereno e soddisfacente. Proverei innanzi tutto a porsi in una modalità autoriflessiva

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Salve Antonia
capisco il disagio che sta provando nel vivere una situazione così complessa e ambivalente. Afferma di non provare alcun sentimento per suo marito e di essere stata franca con lui ma riferisce di non essere pronta a lasciare la sua famiglia. Vorrebbe vivere la sua storia clandestina alla luce del sole ma allo stato attuale le possibilità sembrano ridotte. Mi sembra di capire che prima di tutto sia fondamentale capire cosa lei chiede a se stessa. La invito a partire da sè stessa, da ciò che prova, pensa e desidera per trovare la sua strada che non è detto sia con l'uno o l'altro di questi due uomini così diversi ma simili.
Buona fortuna!

Dott.ssa Antonella Battistelli Psicologo a Riccione

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buongiorno, mi sembra che sia opportuno essere aiutata ad affrontare il suo problema di coppia con un terapeuta specializzato per essere aiutati (lei e suo marito) a giocare a carte scoperte. I suoi figli potrebbero soffrire di ciò che sta avvenendo. Se il partner è troppo distratto o assente, uno o entrambi i figli potrebbero ricevere dei segnali spiacevoli su quanto sta accadendo. Nella mia esperienza capita spesso e con gravi danni per i figli. Cordiali saluti

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Buongiorno Antonia, è davvero in una situazione difficile. Succede che siano i figli a prendere delle decisioni al posto dei genitori che non riescono a fare delle scelte. Ha mai pensato che se suo marito è distratto, i suoi figli potrebbero essere molto attenti e interessati a quello che succede alla loro madre, magari controllando il suo cell o altro? Per i ragazzi già adolescenti è un grande trauma accorgersi dei tradimenti dei genitori. il lavoro psicologico individuale potrebbe essere integrato rivolgendosi ad un terapeuta della coppia, perché lei e suo marito possiate essere aiutati a giocare a carte scoperte, per il vostro benessere e per quello dei vostri figli. Auguri

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Buongiorno, capisco la sua sofferenza, credo che debba fare una scelta. Forse e è utile riflettere come l'amore non sia solo passione e sentimento, è una cosa complessa, costituita da tante cose. Innamorarsi è un sentimento bello, ma amare è una cosa diversa, consiste nel sapere fare delle scelte, talvolta anche dolorose in apparenza, per il bene dell'altro. Forse è utile per lei riflettere sulla differenza tra amare e provare un desiderio pulsionale quale è l'innamoramento, e decidere su cosa vale la pena di investire, senza troppi sensi di colpa, ma tenendo conto dei prezzi da pagare in entrambi i casi, buona fortuna.

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'nemmeno io sarei oggi pronta a lasciare la mia famiglia' parole che mi hanno risuonato.
Potrebbe provare a concentrarsi su se stessa, su quello che desidera, su quali sono le cose importanti per lei. Consiglio anch'io di continuare il percorso di psicoterapia proprio per analizzare meglio questi aspetti insieme ad una persona esperta.
Buona giornata.
Dott.ssa Daniela Barozzi

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relazioni parallele , come le rette non si incontrano mai , quella con suo marito e con l amante che dice di amarla, cosi come le relazioni che entrambi i partner rispettivi hanno verso ciascuno di voi.
Il tema scottante e doloroso è mancare di intimità e rispetto soprattutto a sè stessi, cosa vogliamo noi e chi vogliamo accanto. l ideale è una terapia di coppia con suo marito in cui provare un incontro o definirne la fine, poi girerei al largo da chi piange.

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Io sto bene con il mio amante, insieme siamo felici. 30 anni fa eravamo troppo giovani e ci siamo persi di vista per motivi lavorativi... il ritrovarsi non ha fatto rifiorire nulla ci siamo semplicemente innamorati forse lui lo è sempre stato. Comunque ora la situazione è complicata ed il problema che mi affligge è il diktat di sua figlia e lui che non vuole deluderla. Di certo non ho alcun dubbio sul suo amore per me... la mia paura e che non riuscirà mai a prendere la giusta decisione e che si adagerà ad una vita piatta e monotona se lo lascio, ad una vita senza stimoli e senza amore, emozione, passione... ma solo circondato dall'affetto e dal bene dei suoi famigliari. Ci si deve accontentare? Non è frustrante... non lo dico con "facilità" e lo so che posso sembrare poco responsabile ma, sono convinta che la vita va vissuta al meglio senza ipocrisia, codardia. Si deve vivere serenamente per amore di chi ci circonda. Io amo i miei figli e voglio bene a mio marito penso sia un uomo straordinario ma non lo amo più, l'amore è finito. Ciò che maggiormente mi preoccupa è dover vivere il resto della mia vita in modo clandestino perchè lui è succube di un "diktat" infantile (la ragazza ha più di ventanni!), forse dovrò supportare questa debolezza, forse riuscirò a fargli cambiare idea a portarlo alla ragione...

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Buongiorno Antonia, continui il suo percorso di psicoterapia per capire cosa la tenga in bilico dentro questa doppia relazione. Dopo che lo avrá capito, potrà decidere con serenità chi e cosa scegliere.
Non solo per mera onestá verso i due uomini, ma soprattutto verso se stessa.
Auguri.
D.ssa Barbara Paolinelli

Dott.ssa Barbara Paolinelli Psicologo a Trento

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Gentilissima Antonia
Da quello che leggo mi sembra una situazione simile a molte coppie...prendere una decisione è difficilissimo ma è molto comodo rimanere fermi piuttosto che camminare. Io penso che a volte nella vita bisognerebbe pensare a se a quelle che si prova stando con un altra persona...emozioni, sensazioni, farfalle nello stomaco.
Non si può stare con una persona ( marito o amante) solo per non far soffrire i figli. I figli non dovrebbero essere illusi sull'amore inesistente tra due persone...dovrebbe secondo me cercare di capire se vuole portare avanti il suo matrimonio ma certamente non in questo modo...incominciare una terapia di coppia?

Dott.ssa Maria Ilaria Di Donato Psicologo a Palermo

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La mia sensazione è che nelle vostre condizioni avete il privilegio di colmare dei vuoti esistenti nelle altre relazioni senza intaccare degli equilibri necessari ai vostri rispettivi ruoli di madre e padree non mettendo in crisi le altre due persone con le quali vi siete trovati a collaborare. E' un caso particolare nel quale non è necessaria una progettualità ma piuttosto di godere la possibilità di vivere la vostra relazione come una perenne avventura e quest è il suo bello! Resto comunque a disposizione per ulteriori comunicazioni.
Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta in Milano

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La mia sensazione è che nelle vostre condizioni avete il privilegio di colmare dei vuoti esistenti nelle altre relazioni senza intaccare degli equilibri necessari ai vostri rispettivi ruoli di madre e padree non mettendo in crisi le altre due persone con le quali vi siete trovati a collaborare. E' un caso particolare nel quale non è necessaria una progettualità ma piuttosto di godere la possibilità di vivere la vostra relazione come una perenne avventura e quest è il suo bello! Resto comunque a disposizione per ulteriori comunicazioni.
Dottssa Carla Panno
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Gent.ma Antonia , grazie per averci scritto, la sua lettera è ricca di aspetti sui quali sarebbe un piacere confrontarsi dal vivo. Cercherò di essere sintetico per sottolineare quegli aspetti che saltano all'occhio di un osservatore esterno: ciò che mi colpisce è la facilità con la quale assolve se stessa e condanna a codardia il suo amante , che esattamente come lei, non lascerà l'attuale consorte per amore ( e ricatto ) dei figli. Non è sufficiente aver detto "non ti amo" per convincersi di aver detto la verità. Perché ciò che la fa soffrire oggi credo sia proprio il fatto che lei stia mentendo a se stessa. Lei mente a se stessa quando nega i limiti che la realtà impone, che siete entrambi sposati e che portare avanti una quotidianità nel matrimonio è rassicurante ma faticoso contemporaneamente, quando sogna a occhi aperti un futuro che non c'è stato una prima volta (come mai??) e che - a quanto pare -non potrà esserci nemmeno oggi. Lei sceglie una serie di superlativi per descrivere suo marito e una serie di aggettivi che screditano il suo irresistibile amante\ ex fiamma di gioventù : ha bisogno di sentirsi migliore di chi la ama? Suo marito è migliore di lei? Lei è divorata dalla gelosia dell' altra moglie. Per non soffrire dovrebbe stravolgere tutto e aspettare qualche anno oppure accettare la realtà. Accontentarsi. Del tempo che già condividete. Sognare in quei momenti e poi tornare alla propria vita. Riuscire più spesso a mettere da parte i propri bisogni di conferma. Dare il giusto valore, in termini di tempo e spazio, a tutto quello che la vita le ha regalato. C'è chi riesce. C'è chi serenamente non rinuncia né al marito né all'amante. Ma per farlo è utile trovare dei compromessi e altri equilibri. Fossi in lei per esempio, prenderei le distanze dalle cose che mi fanno soffrire ( la gelosia ) e darei più spazio a me! Ai miei hobby. Al MIO fare sport. Alle altre amicizie. Troppe telefonate illudono. Ascolterei più volentieri musiche che non conosco. Scegliere di fare psicoterapia credo sia stata un ottima idea per cominciare un percorso di cambiamento, considerata la complessità del suo conflitto emotivo ed esistenziale. Le faccio i miei migliori auguri per una vita serena e appagante. Un grande in bocca al lupo. Con stima Dott. Roberto Fantasia

Psicologo Dott. Fantasia Roberto Psicologo a San Severo

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Gentile signora,
mi sembra ci sia qualcosa che non quadra nella sua descrizione: suo marito è secondo lei una persona fantastica, il suo amante un codardo ipocrita. Converrà con me che solitamente quando ci si innamora si tende anche ad idealizzare l'altro.
Le consiglierei di consultare uno psicologo di persona per venire a capo di un problema che probabilmente coinvolge anche il rapporto con suo marito. Può iniziare ad andare da sola o magari coinvolgere subito anche suo marito.
Le segnalo anche degli articoli sulle storie sentimentali e sul matrimonio sul mio sito professionale, che raccontano quanto non sempre sia facile rompere una storia d'amore. cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Gentile Antonia,
partiamo dal fondo. Come fare per non soffrire? Beh, non può, quella che vive è una relazione emotivamente tanto forte quanto tormentata e quindi la sofferenza è insita in essa. Quello che le sto per dire pare assurdo ma, ecco, accetti questa sofferenza, intesa soprattutto come tormento del cuore, come un elemento dell'esperienza che sta vivendo perché, cosa che sembra ancora più assurda, il tormento è uno degli elementi che rende questa relazione extraconiugale meritevole di esistere dato che va a compensare con il suo "tormento ed estasi" il rapporto con suo marito, che lei descrive come piatto e privo di passione fisica e psicologica.
Ora, il problema quindi non è il tormento, che a tratti strazia ma che ci fa sentire vivi, piuttosto il problema direi che è la progettualità: lei ha un futuro con questo uomo?
Io credo che il suo vivere giorno per giorno questa complessa dinamica sia una soluzione contingente e pragmatica, cioé va bene ma va bene ora, giorno per giorno appunto. Il futuro con quest'uomo esiste se, come già lei ha percepito, quest'uomo vede un futuro insieme. Se lui, affranto, si descrive come intrappolato dai ricatti della figlia e impossibilitato a fare altro che non siano le direttive della sua famiglia, beh, le probabilità che assisteremo ad un atto di coraggio sono poche.
Forse nel "giorno per giorno" potete costruire una forza comune che può essere usata per gestire e rimodellare i diktat della figlia di lui. Forse lei, Antonia, ha la voglia e la forza di supportare (sopportare?) le paure di questo uomo, paure comprensibili e rispettabilisssime.
Per farlo deve fare della sofferenza una forza, uno scudo e una spada, e probabilmnete combattere per un certo tempo anche parando colpi a beneficio del suo partner.
Se la sente?

cari saluti
Alessandro Pedrazzi

Alessandro Pedrazzi Psicologo a Milano

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