Quasi 23 anni ,sono delusa da me stessa e ho un blocco con l'università

Inviata da Mile · 21 apr 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve ,ho quasi 23 anni e mi sento una fallita. Da marzo sono ufficialmente fuoricorso. Mi mancano 6 esami di ingegneria e non riesco a studiare. Ci sono due professori della mia facoltà che su un appello di più di 100 persone ne promuovono al max 3. Questa cosa mi ha bloccata perché a causa del covid conosco pochissime persone della mia università e molti si sono laureati o stanno per finire. Il mio ambiente è competitivo, ho cercato di buttare una frase ad una mia collega del tipo: "sto studiando questo esame, magari possiamo farlo insieme" e non ho ricevuto nessuna risposta. Una mia amica riesce a superare brillantemente gli esami da quando studia con un ragazzo ma non mi fanno "entrare nella cerchia". Sono sola e demotivata. Ho provato a studiare ma ogni giorno mi assale l'ansia anche per motivi familiari. Mia madre è una persona che non mi appoggia molto e vorrebbe sempre che facessi di più, non è mai soddisfatta del mio operato e mio padre a casa non c'è mai. Ritorna tardi da lavoro quindi lo vediamo solo a cena , mi chiede come sto e com'è andata la giornata in maniera passiva senza alcun ascolto reale. Ho anche provato a cercare lavoro come laureanda per vedere cosa potesse offrirmi questa laurea nel caso l'avessi finita e purtroppo non c'è quasi niente (biomedica). La motivazione è ormai esaurita ,non ho stimoli perché i miei colleghi non vogliono avere a che fare con una persona che passa difficilmente gli esami. Sono sotto stress eppure questo non mi aiuta a darmi da fare. Mi sono iscritta in palestra per scaricare la tensione ma qualsiasi cosa faccia mi dà ansia perché ho paura di togliere tempo allo studio e rallentare ulteriormente. Sei esami sembrerebbero pochi ,potrebbero fare pensare che a marzo dell'anno prossimo sia tutto finito ma non è così. I due professori che bocciano di continuo non caricano materiale didattico, gli esercizi che si trovano in giro hanno degli errori minimi che però portano alla bocciatura. Non è possibile riseguire le lezioni e hanno anche cambiato il piano di studi. L'unico modo per "sopravvivere" è conoscere qualcuno che abbia ancora voglia di andare avanti e che possa studiare con me ma nessuno mi vuole...Ho paura perché so che da sola non posso farcela a causa di queste problematiche e sono triste perché so quanto mio padre lavori per potermi pagare gli studi e io sto ricambiando così. So benissimo che riceverò il consiglio di parlarne con uno psicologo ma questo portale dovrà pure essere più esaustivo di così. Vorrei capire se per me ci sono delle opzioni,se c'è ancora speranza nella mia vita e come posso fare per raggiungere questo sogno che sembra lontano. Spesso mi chiedo perché non riesco più a darmi valore e che cosa sto facendo , una volta mi sentivo in grado di poter finire gli studi ma ora non ci credo più. Grazie anticipatamente per le risposte che riceverò.

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Miglior risposta 22 APR 2022

Ciao,
sembra una situazione davvero difficile. Leggendoti avevo come un senso di "pistola puntata alla tempia", quindi capisco l'ansia!
Partiamo dal problema pratico. Questi 2 professori tengono esami per te obbligatori? Perchè se è vero che con loro c'è una percentuale di promozione del 3% direi che il problema sono loro e non voi studenti. Se bisogna fare per forza l'esame con loro, credo si possa creare una forte solidarietà tra i bocciati o chi ancora deve dar l'esame, organizzarsi su gruppi anche via facebook o telegram, sia per studiare assieme sia per segnalare questi eccessivi tassi di bocciatura a chi di dovere. Nel senso, non dovresti essere l'unica che si sente così!
Tu comunque parli di ansia legata ai tuoi genitori, e mi pare di capire che senti fortissime aspettative e responsabilità su di te. Quindi l'ansia di essere all'altezza (senti che tua madre non è contenta) e il senso di colpa e responsabilità (tuo padre che ti mantiene gli studi)... e in tutto ciò non ti senti capita e ascoltata.
Non sei costretta a reggere il peso del mondo sulle tue spalle, hai diritto a rallentare, a metterci più tempo del previsto per concludere l'università. Hai anche diritto a sentirti un po'insicura, frustrata, stai passando un momento difficile dopotutto.
Per il lavoro ragionaci più tardi, intanto prova a concludere l'università, senza pistola alla tempia. Sei fuoricorso da marzo, non da 3 anni. Datti un tempo, prova ad organizzarti, vedrai che troverai un modo di sistemare.
Un caro saluto

Dott. David Maddalon

Dott. David Maddalon Psicologo a Treviso

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28 APR 2022

Gentile utente,
è molto forte il senso di frustrazione e disorientamento rispetto alle difficoltà che sperimenta.
Il punto è che l'impressione è che stia cercando una risposta manualistica di cosa potrebbe aiutarla ad andare avanti.
Questa possibilità è solo nelle sue mani, laddove si mette in una posizione di poter fare e agire sulla sua vita. Nessuno potrà dirle cosa fare/non fare e ne stia alla larga.
Laddove ci sono risorse e motivazione può trovare la strada per il benessere, se solo apre le mani per poter prendere.
Questo senso di disfatta e impotenza non la aiuta se non ad esacerbare un circolo vizioso, paralizzante e distruttivo.
Cordialmente,
Studio Associato Dott. Diego Ferrara Dott.ssa Sonia Simeoli

Dott. Ferrara Dott.ssa Simeoli Psicologo a Quarto

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25 APR 2022

Gentile Mile, credo che il nucleo del suo malessere e delle sue difficoltà sia dovuta al fatto che è convinta di essere sola e che nessuno la vuole. Lo ripete spesso e tende a confermare questa convinzione con timidi tentativi di trovare ascolto e aiuto, che le persone non colgono per loro ansie o difficoltà.
Dal senso di abbandono che deriva da questa posizione esistenziale, scaturiscono una serie di pensieri persecutori rispetto ai suoi genitori (mia madre non è mai soddisfatta del mio operato, mio padre si sacrifica per pagarmi l'università). A ciò si sommano i pensieri legati al venir meno della speranza per il suo futuro. Questi due ultimi elementi lasciano ipotizzare un inizio di stato depressivo. Al di là del fatto che è giusto ricevere già qualche suggerimento in questa rubrica, è comunque opportuno considerare l'avvio di un percorso psicoterapeutico, anche breve, per invertire questa tendenza.
Consideri degli elementi positivi. Ingegneria è una facoltà molto difficile ed andare fuori corso è estremamente comune. E' giovanissima, non ha ancora compiuto 23 anni ed è in dirittura di arrivo. Al di là dello scoglio dei 2 esami difficilissimi, gli altri le sembrano abbordabili: ricominci da quelli per recuperare convinzione e fare morale. Il tempo passato in palestra non è tempo sprecato, è tempo dedicato al recupero delle energie nervose e magari a socializzare...
Dedichi un po' di tempo per ripercorrere tutto ciò che ha fatto di positivo. Individui le caratteristiche positive che le hanno permesso di superare tutti gli esami che ha fatto. Cerchi con più convinzione il supporto di colleghi ed amici. Provi a parlare con i professori "difficili" per verificare se può fare qualcosa per migliorare la sua preparazione. Ad ogni modo tenga conto che lei non ha mai provato questi esami e quindi non può sapere come andranno. Non eviti le difficoltà, perché più le si evita e più diventano gigantesche.

Dott. Lelio Bizzarri Psicologo a Roma

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25 APR 2022

Buonasera Mile
è vero sei mesi non sono pochi ma indicano comunque che a 23 anni lei ha raggiunto eccome degli ottimi risultati in una facoltà che non perdona. continui a esporsi chiedendo supporto a conoscenti magari anche già laureati. i due docenti in questione rispondono alle mail o ricevono a colloquio?
andare in palestra e cercare uno spazio di sfogo e tranquillità va benissimo anzi le consiglio di trovarlo. l'ansia di togliere tempo allo studio è indice del suo senso di responsabilità ma necessitiamo tutti di un momento di pausa. nel suo caso può esser utile per chiarire il significato di questa impasse e ripartire.
potrebbe confidarsi con suo padre provando a chiedergli un momento in cui non lavora?
se è arrivata a questo punto il suo sogno non è lontano.
Sempre a disposizione
Dott. Sommi Lorenzo

Dott. Lorenzo Sommi Psicologo a Sarzana

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25 APR 2022

Ciao Mile, il consiglio di parlare con lo psicologo può essere anche vero, ma credo che ti serva un professionista che si occupa anche si career counseling (consulenza di carriera) e di orientamento universitario e professionale! Io me ne occupo e presso il mio centro multidisciplinare lavoriamo in più professionisti per progettare il miglior aiuto e sostegno per risolvere il tuo problema! Abbiamo anche una pedagogista degli adulti esperta di metodo di studio, oltre che io e una collega che ci occupiamo proprio di queste problematiche che tu ci descrivi. Mi piacerebbe capire meglio come poterti sostenere. A preso e vedrai che risolviamo insieme! Dr.ssa Cipriana Mengozzi, Psicologa del lavoro, Psicoterapeuta, ricevo online e nel mio studio principale di Firenze

Dott.ssa Cipriana Mengozzi Psicologo a Campi Bisenzio

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22 APR 2022

Cara Mile,
mi dispiace per il carico emotivo che esprimi. Da quello che scrivi mi arriva una ragazza ricca di risorse, bloccata però in pregiudizi e demotivazione. Sai anche che ti sarebbe utile fare un percorso con uno psicologo, magari di orientamento e potenziamento dell’ autoefficacia e autostima, ma ne richiedi solo un’opinione. Per noi è difficile e non professionale esprimerla da qualche riga, senza aver la possibilità di esplorare il tuo potenziale, ma vorrei provare a lasciarti qualche spunto di riflessione. Sei bloccata in un esame difficile, con la nomea di facile bocciatura, con i professori poco inclini al dialogo, e ti sei convinta che da sola non potrai mai farcela… Sei proprio sicura che le cose stanno proprio così? …Quando la mente è inondata da pensieri negativi, le possibilità di riuscita ne sono offuscate, ma non vuol dire che non ci sono! Prova a “fermarti” un attimo al momento presente, ad analizzare oggettivamente il dar farsi, a lasciar andare i pregiudizi del fallimento, ad allenare la mente a fare piccoli passi e a non proiettarsi troppo nel futuro…(il futuro spaventa e blocca, ma è il presente l’unico tempo che conta!). Un’ultima cosa, se vuoi “ricambiare” gli sforzi e sacrifici di tuo padre, riparti dal dialogo (sincero ed emotivo). Torna stanco e ti chiede come stai. Rifletti a come e cosa effettivamente rispondi. Sei sicura che rispondi al come stai?, come ti senti veramente? O ancora, hai mai chiesto tu come sta, com’è andata la giornata, cos’ha fatto, come lo vedi, o se ti piacerebbe trascorrere più tempo con lui quando non lavora? (Un buon dialogo dovrebbe essere bidirezionale, anche se ci si aspetta che sia il genitore a “preoccuparsi”. Puoi pensare di iniziare ad “occuparti” di ciò che vuoi.). Spero di esserti stata utile e ti auguro il meglio.
Un caro saluto.
Dott.ssa Myria Laghi

Dott.ssa Myria Laghi Psicologo a Porto d'Ascoli

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22 APR 2022

Buongiorno cara Mile,
una speranza nella vita c'è sempre, anche nelle situazioni più disperate!
Note che sei immersa in pensieri catastrofici, che sono ovviamente dettati dalla situazione sconfortante che vivi, ma che non ti fanno vedere alternative più realistiche.
Ti do alcuni consigli pratici: datti degli step minimi, non dirti che devi affrontare sei esami, ma concentrati su un esame alla volta e immergiti in esso, darsi solo obiettivi a lungo termine a volte ci scoraggia...prendi un obiettivo più a breve termine alla volta e affrontalo. Poi parli dello studiare in gruppo, condivido con te l'importanza nel farlo, prova anche però a cercare su forum più ampi dove c'è sicuramente qualcuno pronto per studiare insieme, ma anche li se non trovi nessuno non disperare, sono sicura che sei in grado di affrontare le cose in maniera ottimale comunque.
Oltre questi consigli pratici, però ti dico che mi sembri molto concentrata sull'esterno (la tua famiglia, gli amici)... stai su di te, affronta i tuoi conflitti perchè a volte stare sull'esterno non permette di prendersi cura di sè.
Per qualsiasi approfondimento rimando a disposizione.
Dott.ssa Vincenza Cetrangolo

Dott.ssa Vincenza Cetrangolo Psicologo a Roma

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22 APR 2022

Salve, come ha ben detto anche lei, ritagliarsi uno spazio è quello che le suggerisco. Perché potrebbe individuare le origini di questo blocco. Cosa significa per lei crescere? Può farlo? Quali cambiamenti ci saranno in seguito?
Resto a disposizione
Intanto le auguro una buona giornata
Dott.ssa Fabiana Marra

Dott.ssa Fabiana Marra Psicologo a Lecce

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22 APR 2022

Cara Mile, l'università spesso pone davanti ad ostacoli che sembrano insormontabili, alcuni esami risulteranno più facili mentre altri saranno oggettivamente più complicati, quello su cui puoi lavorare è la modalità che hai per affrontarli.
L'ultimo periodo di emergenza sanitaria ha influito molto sulla motivazione allo studio, il tuo caso non è così raro come potresti pensare, e la costruzione di relazioni sociali è stata messa in difficoltà per molti studenti.
Quello che scrivi mi suggerisce di approfondire il carico delle aspettative che hai su te stessa e sul tuo percorso e sulle aspettative che gli altri hanno su di te, capire se queste sono una zavorra o una spinta a continuare con determinazione, e nel caso ad imparare ad usarle nel modo più proficuo.
Ti consiglierei anche di approfondire il tema del tempo, come lo vivi, quanto è importante essere "in tempo" e cosa vuol dire rimanere indietro.
Queste sono alcune indicazioni ovviamente sommarie, che andrebbero approfondite ed esplorate. La conoscenza di sé e la consapevolezza delle proprie risorse e di come poterle mettere a frutto hanno bisogno di un percorso che purtroppo è difficile riassumere in poche parole qui. Per questo ti consiglierei di intraprendere un percorso per prenderti cura dei tuoi sogni, come già ti aspettavi. Resto a disposizione anche online e ti auguro di ritrovare presto la tua strada. Un abbraccio

Dott.ssa Chiara Dini Psicologo a Cascina

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22 APR 2022

Salve Mile, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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