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Perché non riesco a dare confidenza alle persone?

Inviata da Sara il 17 feb 2018 Psicologia risorse umane e lavoro

Sono una ragazza di 20 anni,
Ho da poco iniziato l'università e si riconfermano i miei problemi a socializzare, in particolare non riesco a dare confidenza alle persone. Mi spiego meglio, quando, in generale, si conosce una persona nuova inizialmente è normale provare un po' di imbarazzo e non è subito facile trovare degli argomenti in comune di cui parlare, ma poi con il passare dei giorni, delle settimane, questo imbarazzo svanisce e ci si comincia a sentire a proprio agio con le persone che prima erano degli sconosciuti. Nel mio caso non è così, non riesco ad andare oltre la fase "conoscenza", anche dopo mesi di frequentazione c'è sempre quell'imbarazzo tra noi, io mi sento a disagio con queste persone e vedo dai loro sguardi che è la stessa cosa per loro. Perché mi capita questa cosa? Mi sento trattata diversamente dagli altri, mi sento esclusa e fuori luogo.

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Cara Sara, coinvolgersi nel mondo sociale significa scoprire se stessa agli altri. Scoprirsi con la paura di come si viene guardati. Parta dall'idea che non vi sono categorie, che non vi sono dimensioni di giudizio, che non vi sono spazi di non accettazione. Parta da se stessa e dalle possibilità che la sua vita le regala giorno dopo giorno, presentificando sempre di più il suo modo di relazionarsi con il mondo sociale, che altro non è che la sua rappresentazione. E' giovane e ha tantissime possibilità davanti. Spero di essere stato d'aiuto.
Saluti, Luca.

Centro Clinico Spazio IRIS Psicologo a Milano

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Buon giorno Sara,
da quello che dice sembra che quando entra in gioco l'intimità e le emozioni legate ad un rapporto più stretto, entrano in gioco quello che lei chiama "i miei problemi a socializzare, in particolare non riesco a dare confidenza alle persone". Dal mio punto di vista, probabilmente entrano in gioco emozioni che la bloccano (vergogna, paura ad esempio).
potrebbe esserle utile una consultazione psicologica per capire "quali blocchi emotivi" e poterli risolvere, sbloccandosi. Dare un senso alle sue difficoltà è importante così come aprire scenari altri per altre soluzioni.

In bocca al lupo.
Dr.ssa Ines Romy Cutrona

Dr. ssa Ines Romy Cutrona - Studio Psicologico La Salute Della Mente Psicologo a Mestrino

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Gentile ragazza,
da quello che descrive nel suo messaggio sembra che ci sia una importante paura dell'intimità emotiva. Una barriera emotiva che scatta in automatico come difesa a dei dolori e paure interiori. Ci può essere una predisposizione genetica ma questa paura deriva principalmente dalla nostra storia personale. Dal tipo di attaccamento materno, dalle relazioni genitoriali e nei nostri confronti dei genitori stessi, dalla presenza di questo blocco anche nei genitori, dalla presenza e interazione con eventuali fratelli e sorelle, dal contesto scolastico e sociale nel quale si è cresciuti e dalla qualità dei rapporti umani e di rispetto reciproco. Nella sua storia personale ci sono certamente le risposte alle sue domande ed è necessario indagarle e comprenderle a fondo dal punto di vista psicologico. Dopo la comprensione poi ha bisogno di un percorso psicologico per affrontare le sue paure e acquisire delle nuove abilità sociali che scattino in automatico a livello emotivo profondo nell'interazione con le altre persone.

Cordialmente,

dr. Fabrizio Mardegan - Psicologo

Dott. Fabrizio Mardegan Psicologo a Vedelago

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Gentile ragazza,
da quello che descrive nel suo messaggio sembra che ci sia una importante paura dell'intimità emotiva. Una barriera emotiva che scatta in automatico come difesa a dei dolori e paure interiori. Ci può essere una predisposizione genetica ma questa paura deriva principalmente dalla nostra storia personale. Dal tipo di attaccamento materno, dalle relazioni genitoriali e nei nostri confronti dei genitori stessi, dalla presenza di questo blocco anche nei genitori, dalla presenza e interazione con eventuali fratelli e sorelle, dal contesto scolastico e sociale nel quale si è cresciuti e dalla qualità dei rapporti umani e di rispetto reciproco. Nella sua storia personale ci sono certamente le risposte alle sue domande, è necessario indagarle e comprenderle a fondo dal punto di vista psicologico. Dopo la comprensione poi ha bisogno di un percorso psicologico per affrontare le sue paure e acquisire delle nuove abilità sociali che scattino in automatico a livello emotivo profondo nell'interazione con le altre persone.

Cordialmente,

dr. Fabrizio Mardegan - Psicologo

Dott. Fabrizio Mardegan Psicologo a Vedelago

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Gentile Sara,
ciò che scrivi non permette di comprendere al meglio la situazione che descrivi e di darti, di conseguenza, una risposta esaustiva, tuttavia l’ultima frase del tuo scritto mi ha portato ad interrogarmi su una questione in particolare: il tuo sentirti trattata diversamente, esclusa e fuori luogo risultano, ai tuoi occhi, una conseguenza della poca confidenza che sostieni esista nelle tue relazioni oppure una possibile causa scatenante del tuo vissuto di disagio?
Dalle tue parole traspare un notevole malessere legato alla difficoltà di raggiungere una certa intimità e vicinanza emotiva con le persone con cui entri in relazione, pertanto ti consiglierei, qualora lo ritenessi opportuno e ne sentissi la motivazione, di intraprendere un percorso di Psicoterapia che possa aiutare il raggiungimento di una maggiore consapevolezza e benessere.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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Ciao Sara,
leggendo le tue parole riesco a cogliere e sentire il tuo disagio legato a questa situazione e mi viene spontanea una domanda che ritengo molto importante: se ci fosse uno scopo preciso per cui tu non volessi spingerti con le persone oltre la sola conoscenza superficiale, quale potrebbe essere?
I rapporti con le persone sono generalmente governati dalla logica universale del dare-avere, per andare oltre ad una conoscenza superficiale occorre mettersi in gioco dando qualcosa in più oltre al saluto e al semplice scambio di convenevoli, dare qualcosa di noi stessi, qualcosa che venga riconosciuto come autentico, in modo che anche l'altro, se lo vuole, possa ricambiare con una parte autentica di se. E' con questo meccanismo, e solo con questo, che si costruiscono relazioni più intense e profonde. Dietro a questo semplice meccanismo di scambio molto spesso però ci sono dei rischi e dei pericoli che non siamo disposti ad accettare e che provocano il suo blocco. Onestamente mi sono anche fatto una fantasia su quale potrebbe essere la tua paura legata ai rischi insitamente presenti nel decidere di tentare di "alzare la posta in gioco" nelle relazioni, però questo non mi sembra il modo ne il luogo di comunicartela.
Rimango comunque a tua disposizione per eventuali richieste o domande.
Un abbraccio.
P. Salvi

Dott. Pierluigi Salvi - Associazione di Promozione Sociale LOGOS Psicologo a Empoli

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