Mio figlio a 7 anni non vuole piu andare a scuola e non vuole staccarsi da me

Inviata da Giusi · 18 mag 2016 Psicologia infantile

Mio figlio ha 7 anni e ultimamente non vuole piu'andare a scuola. Inizia a piangere, tremare, come fosse terrorizzato che non lo vada più a prendere o che qualche cattivo mi prenda, mi tira per la strada. Piange arrivato lì e devo aspettare la maestra che lo porta in classe. Io e mio marito non sappiamo più come comportarci, se siamo troppo dolci sbagliamo, se siamo troppo duri sbagliamo, se usiamo la via di mezzo non otteniamo risultati. Abbiamo gentilmente bisogno di un consiglio urgente. Grazie
Giusi

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Miglior risposta 20 MAG 2016

Cara Giusi
sembra che in questa fase, il bambino soffra di un forte senso d'insicurezza che potrebbe essersi risvegliato in lui o per qualche fatto successo e di cui non ha parlato o, ancor più probabile, per un suo personale momento evolutivo magari anche accompagnato da stanchezza e noia della scuola.
A mio parere sarebbe utile, per aiutarlo, "agire" non solo al momento di accompagnarlo a scuola ma, più complessivamente, nell'arco della giornata, tenendolo vicino, giocando con lui e facendogli sentire partecipazione e accoglienza.
E' possibile che voi genitori vi troviate in un momento di stress lavorativo o altro e magari siete un pochino presi da tanti impegni?
Perché a volte i bambini sono come dei piccoli "radar" che riflettono atteggiamenti e difficoltà delle persone attorno (soprattutto dei genitori).
Può essere che lui avverta e reagisca a una vostra "distanza"?
Pensateci... e comunque può essere utile indagare e comprendere meglio la situazione anche attraverso le maestre.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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6 SET 2017

Gentile,
in base alle poche informazioni che ho a riguardo, il mio consiglio è di provare ad instaurare un dialogo con suo figlio, chiedendogli in modo semplice e rassicurante il perché di questo suo comportamento, provando ad ascoltarlo e a capirlo senza troppe forzature.
Se il bambino è terrorizzato per la sua perdita, le consiglio di valorizzare le ore trascorse insieme, trasmettendogli sicurezza e dimostrandogli con attenzione e serenità la non pericolosità delle attività che svolge mentre lei non è con lui. In questo modo capirà che la sua paura, seppur lecita, non ha più modo di esistere.
Per approfondimenti non esiti a contattarmi.
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Albano - Psicologa a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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24 MAG 2016

Consigli di questo tipo rischiano sempre di essere vaghi. Quindi, la cosa migliore è rivolgersi a un terapeuta: prima, Voi genitori potrete sottoporgli il caso (ed è probabile che si possa arrivare a una soluzione senza coinvolgere direttamente il bambino), poi, eventualmente e se il terapeuta lo ritiene opportuno, facendo anche delle sedute con il bambino (e senza i genitori). Detto questo, aggiungo anche che Vi può essere molto utile la lettura di "Il mondo incantato" di Bettelheim: perché queste paure del bambino, che da quel che leggo dalle Vostre parole, sono piuttosto forti, possono essere affrontate da Voi Genitori, attraverso l'uso delle fiabe. E queste sue paure sono il nucleo centrale del disagio che sta vivendo. Riuscire a fargliele comunicare è la via maestra per il superamento del disagio Cordiali saluti,
Dr. Roberto De Pas Psicologo Psicoterapeuta

De Pas Dr. Roberto Psicologo a Milano

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19 MAG 2016

Gentile Giusi,
occorre indagare con garbate domande esplorative rivolte al bambino se è accaduto qualche evento nuovo che lo abbia spaventato a scuola o a casa, tanto da scatenare in lui paure di abbandono.
E' anche utile un colloquio con le maestre per sapere come il bambino si comporta in classe e come si relaziona a lei e agli altri scolari.
Anche se non dovesse emergere nulla, il bambino ha bisogno di rassicurazioni e incoraggiamento e non di rimproveri.
Una consulenza con uno psicoterapeuta dell'età evolutiva potrà servire per avere più informazioni, comprendere cosa ha turbato il bambino e mettere in atto modalità adeguate di intervento.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 MAG 2016

Gentile Giusi,
deduco che il problema si sia presentato improvvisamente e prima il bimbo andasse a scuola serenamente (altrimenti lei ci avrebbe raccontato la difficoltà che c'è sempre stata...) giusto? Pertanto mi vien da pensare che è il caso di ricostuire la storia e capire se è successo qualcosa. E' arrivato qualcuno di nuovo a scuola? E' stata raccontata una storia, è successo qualcosa che abbia scaturito fantasie di abbandono nel bambino? E' successo un qui-pro-quo che ha creato una situazioni di "abbandono" momentaneo e risolto ma che magari in vostro figlio ha lasciato un ricordo estremamente vivido? Parlate con le mestre e fatevi aiutare per trovare quell'evento particolare (a casa o a scuola) che possa aver scaturito questa situazione così difficile. Eventualmente fatevi aiutare da uno psicologo della zona per farvi guidare in un piccolo percorso per gestire la situazione. Nel frattempo, siate dolci e accoglienti, il bambino, dal vostro racconto, non sta capricciando, è proprio terrorizzato... ha bisogno dell'abbraccio e della parola dolce... rassicuratelo del vostro ritorno e accordatevi per qualcosa di bello al rientro da scuola, ditegli di pensare a quello (un gelato a passeggio con la mamma, una partita a pallone col papà...). Affidatelo poi alla maestra ma sempre col sorriso sulle labbra perchè tutto andrà bene (dategli un pupazzetto porta fortuna da tenere in tasca e rivestitelo di magia, sarà il suo talismano porta-sicurezza).
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

Dott.ssa Sabrina Fontolan Psicologo a Piove di Sacco

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18 MAG 2016

Cara Giusi,
Sicuramente e' difficile gestire una situazione del genere da parte dei genitori. Di certo non dovete arrendervi e continuare comunque a mandare vostro figlio a scuola nonostante i pianti e i suoi continui no. Il fatto che non voglia distaccarsi da lei può essere sintomo di molti fattori che sicuramente andrebbero più indagati magari attraverso una visita specialistica con un professionista.
Cordiali saluti

Dott.ssa Leone

Dott.ssa Morena Leone Psicologo a Bari

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18 MAG 2016

Buongiorno Giusi,
quando dice che è terrorizzato "come se..non lo andassi più a prendere ecc.." quel "come se" è una vostra ipotesi o avete chiesto al bambino quali sono i suoi timori? E dopo che entra in classe, cosa fa? La maestra cosa vi riporta?
Ci sono sempre svariati fattori che possono portare al rifiuto scolare, alcune volte sono timori legati all'ambito scolastico (ad es. timore di qualche compagno, o delle interrogazioni, o di qualche insegnante ecc..), altre volte sono ansie da separazione dal nucleo familiare (ma in questo caso occorrerebbe capire come si rapporta a voi anche in altri contesti, escluso quello scolastico), altre volte può essere un mezzo per attirare la vostra attenzione, per farlo sentire "al centro" dei vostri pensieri... Può quindi comprendere che a seconda della motivazione, le strade da intraprendere possono essere ben diverse.
Vi consiglierei un colloquio di coppia, con un terapeuta che si occupi di sostegno alla genitorialità ed età evolutiva, in modo da poter spiegare ed esaminare più specificamente la situazione e ricevere quindi consigli più mirati.
Resto a disposizione per ulteriori informazioni
un caro saluto,
dott.ssa Chiara Francesconi
psicologa psicoterapeuta cognitiva

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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