mia figlia 5 anni piange e non vuole andare a scuola

Inviata da angela · 7 feb 2017 Psicologia sociale e legale

salve ho una bimba di 5 anni che fino a poco tempo fa amava la scuola...e da un po che piange e dice di voler stare sempre con me, premetto che e cresciuta semprev con me 24 ore su 24 dorme nel lettone e dove sto io sta lei.... era migliorata con gli anni ma da quando in casa c e un altro bimbo suo fratello di mesi 6 e diventato ancora più morbosa con me anche se non mi ascolta per niente anzi sembra arrabbiata urla in continuazione.... eravamo riusciti anche a iscriverla a danza cosa che lei ama tanto ma dopo poco ha lasciato dicendo che voleva stare con me....ora siamo riusciti a iscriverla in piscina, all inizio piange ma basta che sto li mi chiama in continuazione e tutto va bene...non so che fare lo stress e' tanto vorrei capire come devo comportarmi, se fare avere il poso più duro a essere ancora più tenerla con lei ma di sicuro ha bisogno di una scossa per staccarsi da me e riuscire a cavarsela anche da sola...

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Miglior risposta 9 FEB 2017

Buongiorno Angela,
come suggerito anche dalle colleghe una scossa adesso avrebbe come effetto un maggiore attaccamento della bambina a lei. Sicuramente è importante che la bambina incrementi la sua autonomia, ma per fare questo bisogna tenere a mente che l'autonomia si sviluppa stando insieme. E' un concetto che può sembrare strano, ma se ci pensa lei stessa non uscirebbe di casa se non avesse la certezza di ritrovarla così come l'ha lasciata, non uscirebbe se avesse paura di trovarla occupata da qualcun'altro al suo ritorno. Questa è un pò la paura che hanno i bimbi quando nasce un fratellino, ed è fisiologico che la bimba reagisca con un maggiore attaccamento al lei. Aumenta il controllo per assicurarsi che nessuno le rubi la sua casa/mamma. Probabilmente non è questo il momento per forzarla nell'autonomia, bensì credo sia il momento perfetto per trovare, da una parte, un modo diverso per stare insieme, dall'altra per sostenere la bimba in attività di esplorazione che sono alla sua portata, così come fa con il nuoto.
Dei colloqui con uno psicologo possono sicuramente aiutarla in questa fase delicata.
Rimango a disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Barbara Gentile

Dott.ssa Barbara Gentile Psicologo a Roma

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6 SET 2017

Gentile Angela,
in base alle poche informazioni che ho a riguardo, il mio consiglio è di provare ad instaurare un dialogo con sua figlia, chiedendole in modo semplice e rassicurante il perché di questo suo comportamento, provando ad ascoltarla e a capirla senza troppe forzature.
Se è davvero terrorizzata per la sua mancanza, le consiglio di valorizzare le ore trascorse insieme, trasmettendole sicurezza e dimostrandole con attenzione e serenità la non pericolosità delle attività che svolge mentre lei non è presente. In questo modo capirà che la sua paura, seppur lecita, non ha più modo di esistere.
Per approfondimenti non esiti a contattarmi.
Un saluto
Dott.ssa Ilaria Albano - Psicologa a Roma

Dott.ssa Ilaria Albano Psicologa Psicologo a Milano

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21 FEB 2017

Cara Angela,
Credo che il focus attentivo dovrebbe essere spostato dalla bambina a VOI GENITORI. Quando un genitore si relaziona a un bambino, si attiva nella relazione di cura uno STILE DI ATTACCAMENTO/ACCUDIMENTO, un pattern relazionale di risposte emotive-comportamentali, che deriva dalla QUALITÀ DELLA RELAZIONE STESSA. Il suo pianto, in quest'ottica, acquisisce un significato "nuovo" poiché ci suggerisce qualcosa NON SULLA BAMBINA, ma sulla EFFICACIA DELLA RELAZIONE con voi genitori. Osservatevi di più, notate se siete disponibili al suo contenimento emotivo, se siete attenti al pieno soddisfacimento dei suoi bisogni emotivi, se siete stati sufficientemente aperti alle sue nuove esperienze (non ansiosi quindi), se siete coerenti tra ciò che verbalizzate e ciò che esprimete con i gesti, gli sguardi, i toni... Giocate con lei, abbracciatela... Angela le consiglio di leggere qualcosa sull'attaccamento così le risulterà più chiaro il mio intervento. Non esiti a chiedere chiarimenti se ne avesse bisogno. I figli sono il bene più prezioso e la loro "cura" è la cosa più bella che colorirà sempre la vostra memoria. Buon lavoro Angela... anche al papà!
Mara Porcaro
Psicologa, psicoterapeuta, Sessuologa
Psicoterapia cognitivo-comportamentale
Psicoterapia EMDR
Psicoterapia dell'età evolutiva

Dott.ssa Mara Porcaro Psicologo a Salerno

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8 FEB 2017

Nessuna scossa, gentile mamma, perchè l'autonomia e il distacco non li si conquistano con una scossa all'improvviso, ma con una progressiva e lenta abitudine, ogni giorno di più, a rendersi conto che la mamma c'è , che non scappa anche se non sta sempre vicina. Certo che se lei ha cresciuto sua figlia in un rapporto simbiotico, con la sua eccessiva vicinanza costante, l'ha fatta dormire ne lettone e poi, all'improvviso, la bimba si è vista sostituita nelle attenzioni dal fratellino "usurpatore", come pensa che si senta?
Perciò adesso dovrebbe cercare di fare ciò che non ha fatto neli anni precedenti, con un po' di fatica in più, non ci sono altre soluzioni: la bambina va rassicurata , anche con le parole oltre che coi fatti, che la mamma le vuole bene come sempre , che c'è per lei come prima e che il fratellino non le toglie l'amore della mamma, esattamente come prima. Intanto le racconti la fiaba della sera , ma si metta lei a sedere di fianco al lettino di sua figlia, finchè si tranquillizza, lasci la porta aperta e una lucina accesa, se gradita. Se la bambina la chiama vada da lei con calma e pazienza, e cosi via, nelle tante situazioni quotidiane. Non le dia incombenza per ora, di primogenita o bambina "grande", per esempio accudire il fratellino o farle fare i complimenti per forza, La piccola deve recuperare le fasi evolutive affettive che non ha avuto modo di attarversare, ancorata a una madre troppo presente.
Vedrà che le cose miglioreranno, solo allora potrà apprezzare , dicendoglielo, il suo desiderio di crescere, la premi quando fa qualcosa in autonomia. Insomma, proceda gradatamente, non pensi a darle delle "scosse", perchè le darebbe invece solo traumi e la situazione peggiorerebbe , radicandosi nel tempo . E non tenga nel lettone il second bambino , lo metta fin da subito nel suo lettino. Ci guadagnerà il bambino e anche i genitori.
Dott.ssa Paola Federici, psicologa psicoterapeuta pedagogista.
Ricevo a Binasco (MI)

Centro Psicologico della Dott.ssa Paola Federici Psicologo a Binasco

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8 FEB 2017

Carissima, nei bambini è fisiologico un periodo di forte attaccamento alla mamma, si tratta di un periodo importante perché fa parte di quel processo di separazione -individuazione importantissimo per un sano sviluppo. Bisogna fare attenzione perché è una fase molto delicata, bisogna che la bimba superi questo periodo con i suoi tempi e nel modo piu sereno possibile. Cerchi di trasmettere alla bambina tutta la sua presenza e il suo affetto, ma cerchi anche di farle capire che anche quando non è fisicamente con lei non e detto che non le voglia bene o che se la è dimenticata. Per far questo io non l'allontanerei ovvero, non cercherei di mandarla a danza o farla dormire in un altro letto, piuttosto aspetterei che questo periodo passi senza forzarla. Nello specifico pero, bisognerebbe valutare il comportamento quotidiano, servirebbe quindi, definire una serie di comportamenti da poter asecondare ed altri invecie, da evitare.
Sono a sua disposizione . Cordiali saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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