Mia figlia di 3 anni all'improvviso non dorme più da sola

Inviata da Elena il 12 nov 2015 Psicologia infantile

Salve. Ho una bimba di tre anni appena compiuti, una settimana fa, e dal 1 settembre ha deciso che non vuole più dormire da sola. Lei è sempre stata nella sua cameretta, nella sua culla. Nulla è cambiato nelle nostre abitudini ma lei ha preso questa posizione. Diceva che aveva paura ma non sapeva dire di cosa (perché secondo me non ha nessuna paura), adesso dice che vuole stare con me. Io ogni sera la metto nel suo letto, sto finché non si addormenta...poi, dopo circa 2 ore si alza e viene nella nostra camera. Le ho detto di tutto, con le buone e con le cattive. Ma niente. Per il resto è una bambina serena, normale, socievole, molto vivace. Come è sempre stata. Io lavoro ma faccio i salti mortali per stare più tempo possibile con lei. Sono tre anni che non esco con un'amica. Adesso, per giunta, io ed il padre non abbiamo più un secondo per noi e non possiamo neppure uscire e lasciarla con nonni o babysitter perché vuole stare solo con noi. Cosa posso fare? Grazie mille

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Cara elena , leggendola la frase che piu' mi colpisce e' " sono tre anni che non esco con un' amica". . Condivido cio' che hanno scritto i miei colleghi e sottolineo l ' importanza di un approfondito colloquio per indagare sulle
Cause del
Comportamento della piccola, ma mi chiedo anche quanto spazio lei abbia dedicato a se stessa e quanto questo abbia condizionato in qualche modo la relazione tra lei e sua figlia inducendola a prenderne sempre di piu'.. Le consiglio di pronotare un colloquio con uno psicologo della sua sua zona ..

Dott.ssa Mariarosaria Grazioso Psicologo a Bari

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Gentile Elena, sicuramente la bambina sta manifestando a suo modo un disagio che ha vissuto. I bambini sentono molto le emozioni proprie e altrui, ma spesso non sanno come riconoscerle, esprimerle e gestirle e quindi lo fanno con questi cambi repentini di comportamento o con delle somatizzazioni. Può essere che abbia vissuto anche all'esterno una situazione che l'ha messa in uno stato emotivo negativo, potrebbe essere anche una sciocchezza per un adulto, che però i bambini vivono diversamente.
Ci sarebbero dei metodi comportamentali che aiutano i bambini gradualmente a eliminare determinati comportamenti e rinforzarne di altri, le consiglio quindi di rivolgersi ad uno psicologo dello sviluppo per fare qualche colloquio psicoeducazionale con voi genitori in modo che vi aiuti nella gestione del problema.
Cordiali saluti

Dott.ssa Valentina Dal Col (Treviso)

Dott.ssa Valentina Dal Col Psicologo a Montebelluna

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Cara Elena
la bambina, in questo momento, sta entrando nella fase edipica (circa dai 3 ai 6 anni) e i suoi elementi emotivi si stanno modificando assumendo una maggiore complessità ed intensità.
In questo senso credo di poter comprendere quanto accade come una richiesta di "inclusione" a fronte dell'affacciarsi di timori (del tutto naturali) di poter essere esclusa dal rapporto che i genitori hanno tra loro.
Sono fasi che vanno attraversate e, se i genitori si dimostrano accoglienti e consapevoli dei bisogni emotivi di questto particolare momento, poi le cose rientrano naturalmente nelle precedenti abitudini.
Certo per voi genitori sarebbe importante recuparare qualche spazio extrafamigliare per continuare ad essere coppia. Questo vi permetterebbe poi maggior agio e distensione nell'essere disponibili per la piccola.
Cercate di gestirvi in questo modo con qualche piccola "fuga" dalla vita quotidiana.
Cordiali saluti
Dott.Silvana ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Buongiorno Elena, quando le difficoltà nel sonno compaiono dai 3 anni in su è molto probabile che siano implicati fattori emotivi che rendono difficile alla bambina il momento della separazione e quindi della gestione autonoma del momento del sonno. Si tratta di difficoltà del tutto normali che si possono incontrare a quell'età e che, quindi,possono essere passeggere. E' importante però accogliere tale bisogno di vicinanza agendo però contemporaneamente sul rinforzo della bambina stessa. Quando lei dice "secondo me non ha nessuna paura" si sta allontanando dal sentire della bambina perché a 3 anni le paure oltre che essere normali sono molto reali e vivide, oltre che difficili da gestire a livello cognitivo. A 3 anni una bambina può non saper spiegare cosa le accade ma avvertire semplicemente il bisogno di vicinanza.
Saluti. Dott.ssa Serena Costa, psicologa e consulente sul sonno dei bambini

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Gentile Elena,
è improbabile che questa piccola regressione della bambina sia avvenuta casualmente senza alcuna causa scatenante che forse c'è ma sfugge alla sua attenzione. Può essere che qualche situazione ansiogena si sia verificata quando la bambina non era con voi genitori e quindi non ne siete venuti a conoscenza.
Comunque, negare protezione e accoglienza alla bambina con rifiuto e rimprovero sarebbe sbagliato e quindi ritengo che la soluzione migliore sia di tranquillizzarla negoziando su questo bisogno emergente finchè non si sentirà di nuovo tranquilla come era in precedenza.
Se invece di recedere, questo problema si dovesse nel tempo intensificare è consigliabile una consultazione con uno/a psicoterapeuta dell'età evolutiva per un approfondimento.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Elena,
nella mail che ha scritto lei dice che le abitudini di sua figlia e quelle della famiglia non sono cambiate. In genere, quando improvvisamente il comportamente dei bambini muta, è sempre addebbitabile ad un cambiamento. Se nella famiglia non c'è stato, dovrebbe capire se è successo qualcosa all'asilo o quando non era con voi genitori (nonni, zii...). Provi ancora una volta a comprendere quali sono le motivazioni che hanno spinto sua figlia a questa scelta anche se è difficile data l'età.
Cari saluti
Dott.ssa Carla Francesca Carcione

Dott.ssa Carla Francesca Carcione Psicologo a Capo d'Orlando

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Gentile Elena,
niente succede per caso e nelle faccende umane, niente succede improvvisamente. I bambini sono sensibili anche solo all'umore di un adulto e reagiscono mandando messaggi come possono, con quello che hanno a disposizione nel loro piccolo bagaglio esistenziale. Sono concorde con quento suggerito dalla collega Mattioli.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Cara Elena, gestire una famiglia non è mai semplice, tutti i componenti fanno i salti morrtali, bambini compresi, e spesso tutti in qualche modo portano dentro dei dispiaceri. La bimba nel richiedere la sua presenza e quella di suo marito sta solo esprimendo il desiderio di sentirsi accolta e accettata dai suoi unici punti di riferimento che magari vede poco durante il giorno,(nonni e babysitter non sostituiscono la valenza affettiva di un genitore nel cuore di un bambino). Per quanto riguarda la paura che sua figlia esprime non la sottovaluti: sua figlia sta crescendo e molte cose la possono spaventare, anche piccoli rumori o luci/ombre, anche cose che prima invece sembravano passare inosservate. Potrebbe parlarne insieme in modo giocoso, per accogliere questa emozione e darle un senso più accettabile per entrambe. Pensando poi al fatto che viene nel lettone suo e di suo marito mi viene da pensare: "quale luogo può proteggere di più una bambina impaurita nel buio della notte se non l'abbraccio di mamma e papà?". Per quanto riguarda la vita sociale e quella intima tra lei e suo marito, mi viene da confortarla dicendole che per tutti i genitori sono due aree molto sacrificate, specialmente quando i bimbi sono piccoli. Ciò non toglie però il fatto che qualche spazio sia necessario ricavarselo, per il benessere di tutta la famiglia. Quindi le direi di accogliere serenamente le paure di sua figlia, e di accoglierla anche nel vostro letto, anche perchè molto probabilmente sarà solo una fase passeggera. Se così non dovesse essere potrebbe rivolgersi a uno psicologo per vedere meglio tutti gli aspetti coinvolti.
Cordialmente
Claudia Vian

Dott.ssa Claudia Vian Psicologo a Mirano

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Buongiorno Elena, nella Sua mail scrive che nulla è cambiato nelle sue abitudini, ma andrebbe invece indagato se è successo qualche episodio particolare che abbia portato la bambina non solo ad avere paura di dormire sola, ma anche a non volere vicino a sè nessun altro se non i genitori. Infatti, se questo atteggiamento non si è verificato in passato è sicuramente intervenuto qualche nuovo elemento, non facile da notare ed identificare , che porta la bimba ad avere paure e timori nuovi. Certamente è difficile dialogare con una bambina così piccola, ma capire il perchè di tale comportamento è fondamentale per la risoluzione dello stesso.
Un caro saluto
Dott.ssa Ilaria Mattioli, Psicologa Brescia

Dott.ssa Ilaria Mattioli, Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Psicologo a Cellatica

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