Eritrofobia

Inviata da Vito · 20 nov 2012 Fobie

Come posso risolvere il problema dell'eritrofobia?
Avverto l'adrenalina che sale e mi fa arrossire il volto, una specie di ansia sociale..come posso risolverla?
Da premettere che la psicoterapia che ho già praticato non mi è servita...

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Miglior risposta 20 NOV 2012

Gent.le Vito,
arrossire , se spesso viene descritto come un segno di timidezza con nota di simpatia, può divenire per chi lo vive un vissuto di disagio. Si crea come un circolo vizioso, per cui l'arrossire crea imbarazzo e l'imbarazzo viene manifestato con il rossore. Può accadere che un percorso di terapia può non essere stato risolutivo, ma La invito ad insistere, cercando magari di comprendere i motivi per i quali non si sono raggiunti gli obiettivi prefissati insieme al terapeuta(rapporto terapeutico, approccio, orientamento, tempi, risorse personali, risorse del terapeuta ecc) oppure può rivolgersi ad un altro/a terapeuta per comprendere che messaggio porta questo arrossire. Certamente ogni cosa ha un senso e un suo speciale valore, anche se ci mette in difficoltà.
Cordiali saluti

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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27 NOV 2012

Salve Vito, i trattamenti per la eritrofobia sono diversi: tecniche di rilassamento, trattamenti psicoterapeutici e farmacologici e persino operazioni chirurgiche. La psicoterapia di elezione per questo tipo di fobia, come per altre è quella cognitivo-comportamentale. Vicina a tale approccio è la rational-emotive behavior therapy (REBT). L'ipotesi di partenza è quella di ridurre l'ansia associata all'arrossire smontando il problema secondario. Semplificando una persona potrebbe arrossire perchè teme il giudizio degli altri. La REBT smonta tale paura piuttosto che il timore di arrossire in sè. L'efficacia della REBT per il trattameto delle fobie è comprovata in molte ricerche scientifiche.

Dott.ssa Picucci Luciana Psicologo a Bisceglie

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26 NOV 2012

Salve Vito
non sono ben specificate le situazioni in cui il problema si manifesta ne che tipo di psicoterapia hai fatto tuttavia mi pare si tratti di un disturbo d'ansia che può essere ben trattato con una psicoterapia cognitivo- comportamentale
buona fortuna
Dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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22 NOV 2012

Gentile Vito,

non esistono rimedi fai da te o scorciatoie, infatti ha fatto bene ha iniziare una psicoterapia.
La sua efficacia probabilmente è stata limitata o nulla per diversi motivi e va sottolineata che non esiste un solo tipo di psicoterapia ma ci sono diversi orientamenti.
Per questi motivi Le consiglio di provare ancora una volta di affidarsi a uno psicoterapeuta e di aver fiducia nel percorso psicoterapeutico che Le proporrà.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Ornella Convertino

Studio Convertino Psicologo a Monza

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21 NOV 2012

Gentile Vito,
il problema di cui parla si può accomunare ai disturbi di natura ansiosa e come tale la psicoterapia può essere considerata terapia d'elezione per la soluzione di queste difficoltà; esistono tuttavia diversi orientamenti e diversi approcci e alla fine si può dire che, al di là dell'impianto teorico a cui si rifà il terapeuta, è una dinamica relazionale quella che si crea con il paziente ed è importante capire cosa e in che senso non abbia funzionato prima di passare oltre e intraprendere eventualmente un nuovo percorso. Le suggerirei quindi di chiarire con il suo terapeuta la situazione passata, esplicitando le sue aspettative e i suoi vissuti di delusione per capire insieme se e come proseguire. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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21 NOV 2012

Egregio signor Vito,
tante sono le psicoterapie quante le scuole di pensiero , inoltre - come per tutte le professioni - ci sono specialisti più o meno capaci.... L'importante scegliere bene (per una scelta oculata, evitando problemi anche economici pagg. 495- 527 del recente "Il manuale pratioco del benessere," edizioni Ipertesto). Consideri che ogni cura raggiunge risultati concreti migliori se anticipata da valutazione clinica accurata inoltre la psicoterapeia comportamentale risulta di maggior efficacia e con tempi brevi - secondo "clinical evidence" e letteratura scientifica internazionale in argomento per l'eritrofobia (un particolare importante: Lei possiede una diagnosi, non necessariamente scritta, che definisce il suo problema con l'etichetta diagnostica "eritrofobia"?)
dr Paolo Zucconi, psicoterapeuta e sessuologo comportamentale a Udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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21 NOV 2012

Caro Vito
Sono dispiaciuta che il suo percorso terapeutico non sia andato a buon fine, anche se sarebbe necessario capire quali aspettative aveva prima di cominciare.
Per le fobie una terapia molto efficace è la cognitivo-comportamentale che in tempi brevi riesce a dare sollievo ai sintomi riportati.

Dott.ssa Rossella Boretti Psicologo a Prato

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21 NOV 2012

Salve,
il suo problema da quanto scrive sembra legato a un eccesso d'ansia. Il solo fatto che ancora si preoccupi di questa reazione è indice che il suo percorso psicoterapico non è ancora portato a termine. L'obiettivo primario a cui dovrebbe puntare non è quello di far svanire il rossore, ma di smettere di dargli importanza. L'arrossamento del viso è una reazione fisiologica, generalmente ben accettata a livello sociale. Quello che avviene è che chi l'osserva non si pone particolari problemi, anzi solitamente ha una risposta spontanea di accoglimento. Le reazioni spontanee del nostro corpo hanno lo scopo di difenderci e, dall'altro lato, siamo programmati a cogliere questi indici negli altri e a essere empatici con loro.
Il problema è che quando si ha paura di arrossire si entra in ansia e ciò genera il rossore, il calore sul viso o il dubbio che sia comparso aumenta lo stato di ansia e di conseguenza la reazione, è un circolo vizioso che perpetua l'evento, ma è sorretto dalla paura che l'evento si presenti. Più si preoccuperà di questa cosa più si troverà a convivere con essa.
L'American Psychological Association (APA) suggerisce i trattamento cognitivo-comportamentali come strumento più efficace per trattare problemi legati all'ansia. Tuttavia il mio consiglio, visto che è già un corso una psicoterapia, è quello di fare almeno un periodo di prova continuando il percorso col suo terapeuta. Magari potete se diversi da quelli proposti, ridefinire gli obiettivi della terapia focalizzandovi maggiormente sull'abbattimento della paura del problema, piuttosto che sul problema stesso.
A presto

Dott.ssa Serena Carnì Psicologo a Catanzaro

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20 NOV 2012

Salve Vito, mi spiace che la psicoterapia a suo dire non le è servita, sarebbe opportuno rivedere a che obiettivo aspirava insieme al suo terapeuta, e i motivi che hanno costituito un ostacolo.
Le consiglio l'indirizzo cognitivo comportamentale come terapia di specializzazione del terapeuta, è una metodica particolarmente efficace nelle fobie.
Disponibile ad ulteriori spiegazioni, le auguro di ritrovare fiducia nella psicoterapia!
D.ssa Strippoli, psicologa psicoterapeuta Fano

D.ssa Valentina Strippoli Psicologo a Fano

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20 NOV 2012

Salve Vito, comprendo benissimo la sua situazione e quanto desidera uscirne;
non sono al corrente di quali percorsi terapeutici ha intrapreso.
Esistono diverse opzioni terapeutiche con le quali si può trattare l'eritrofobia quali le tecniche di rilassamento, la psicoterapia ed altre. Mi permetto di suggerirle di rivolgersi ad uno psicologo/psicoterapeuta per chiedere aiuto. La terapia cognitivo-comportamentale a mio avviso risulta molto efficace.
Dott.ssa Irene Olivi

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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