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Diventare padre dopo i 40?

Inviata da Marica il 30 set 2019 Terapia di coppia

Salve,
sono una ragazza di 34 anni e sto con un uomo di 42. Siamo fidanzati da 11 anni, conviviamo da 4 e l'anno scorso siamo finalmente riusciti a comprare casa. Purtroppo io non ho ancora una posizione lavorativa stabile mentre lui si. Siamo molto felici, ci piace stare insieme e abbiamo una vita sessuale che ci piace. Mi sono sempre ritenuta una persona matura, tranne che per una cosa: il desiderio di maternità. Solo quest'anno ho cominciato a pensare di volere mettere su famiglia. Il mio compagno sarebbe già pronto da tempo, lui non mi ha mai fatto pressione ed io gli ho sempre detto, con grande vergogna, che non mi sentivo pronta. Lui mi ha capita e mi ha aspettata. Una delle mie grandi paure, dopo la paura del parto, è la sua età. Per colpa mia lui diventerà padre dopo i 40 anni. L' ho fatto aspettare troppo? Riuscirà ad affrontare l'adolescenza dei nostri figli? Mi sento in colpa perché IO l'ho fatto aspettare e sempre IO ho timori sulla sua età. Purtroppo, fino ad un anno fa' io non ne volevo sentir parlare di bambini, ero consapevole di non essere pronta. Temo di far vivere ai miei figli l'infanzia che ho vissuto io: i miei genitori hanno 12 anni di differenza e quando sono nata mio padre aveva circa 43 anni. Non ho mai avuto un buon rapporto con mio padre (nè io nè mia sorella), una persona a tratti violenta (più nelle parole che i fatti) e soprattutto vecchia. Non era disposto ad accettare il minimo cambiamento, non ci ha mai capite, tutte le nostre richieste erano "sciocchezze", non potevamo piangere perché lui non lo sopportava. Ho sempre dato la colpa di tutto questo alla sua età. Sono in terapia perché ne ho sentito il bisogno e, parte della mia ansia è dovuta a lui, a come sono stata trattata. Ad oggi mio padre ha quasi 80 anni, si è "calmato". Non è una cattiva persona, ma non era psicologicamente adatto a fare il padre. A volte mi vergogno di farmi vedere con lui perché è troppo vecchio, mentre i genitori dei miei compagni sono più giovani.... La mia vita mi sembra destinata a ripetersi uguale...

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Una delle cose che non si può cambiare è la nostra famiglia di origine. Tuo padre ha indubbiamente commesso degli errori in passato ma tu non sei responsabile di questo. Mi sembra che inconsciamente tu ti stia colpevolizzando e ti stia privando di molte cose belle .

Dott.ssa Maristella Basile Psicologo a Monza

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La vita comprende anche l'inaspettato. si goda quello che Le può capitare se questo La può rendere felice.
Un percorso psicologico può solo aiutarLa ad esprimere meglio se stessa. Auguri.
Cristiano Marion

Dott. Cristiano Marion Psicologo, Psicoterapeuta, Specialista In Psicologia Psicologo a Mariano Comense

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Buingiorno,

avere 40 o poco più anni non incide minimamente sulla qualità del rapporto che ci sarà col bambino. Non è che la senilità piomba addosso a un uomo rendendolo borbottone, noioso, intollerante, incapace di comprendere i bambini, troppo dismpegnato perché sempre stanco ... Stiamo infine parlando di un 40enne! Lei fa un'associazione indebita con suo padre. La memoria di suo padre, le ha fatto commettere l'errore di equivocare e imputare alla sua età i suoi limiti e difetti. Ma erano probabilmente quello che aveva a 20anni. Così come l'apertura mentale, la fiducia, la curiosità, l'intelligenza emotiva si hanno tanto a 20 quanto a 40 anni. Gli anni possono portare anzi esperienza e dunque ulteriore saggezza. E non ce n'è mai troppa per fare il padre. Sta idealizzando degli stereotipi che non esistono. Se sa amare ed essere presente è un buon padre, se sa dare limiti e regole di cose sostanziali è un buon padre, se sa toccare alcuni temi di vita importanti con lui/lei è un buon padre, se non lo farà rindeficientire su schermi piatti di ogni genere ma stimolerà il suo pensiero, il suo domandare, la sua immaginazione, la rappresentazione di ciò che attiene alla sfera emotiva... sarà un buon padre. Il tutto seguendo i ritmi, i tempi e le inclinazioni del bambino. Se riuscirà a non troncare mai il canale di comunicazione tra lui e suo figlio sarà un fantastico padre. È questione di chi lui è, non se ha 30 o 40 anni. È una questione di età solo se è malato: diabetico, infartuato e con insufficienze epatiche e renali. Allora, che sia 20enne, 30enne, 40enne, 50enne, sconsiglierei :). Ma se è in buona salute mentale e fisica può essere un padre perfetto. Come anche inetto (prenda il suo caso). Però questo attiene alla persona e non all'età

Dott. Franco Fusi Psicologo a Milano

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Gentile Marica il succo della questione è se la sua vita sia destinata a ripetere la sua esperienza della famiglia di origine oppure se possa e sappia dare una svolta nuova. Lei è in terapia, ne parli col suo terapeuta perchè questa è la questione centrale di ogni terapia. In questa risposta posso quindi solo darle la mia testimonianza personale. Sono da poco diventato padre a 58 anni di una bambina bellissima e sono certo preoccupato della mia età ma sono più occupato ad essere un buon padre e un buon marito per mia moglie più giovane. Occuparsi delle cose della vita e non preocccuparsi, questa è la soluzione. Auguri!

Dr. Paolo Ciotti Psicologo a Carate Brianza

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Buonasera Marica,
Penso che porsi certe domande visto il suo trascorso sia segno di maturità e consapevolezza circa le responsabilità che la genitorialità comporta. Però dalla descrizione che lei ha fatto di suo padre sembrerebbe che le caratteristiche disfunzionali siano state più caratteriali che di età. Non per tutti più anni significano più impazienza, meno tolleranza e più rigidità. Anzi molte persone è proprio dopo i 40anni che acquisiscono più equilibrio e autocontrollo. Inoltre difficilmente ripeterà la stessa esperienza proprio perché questa idea la spaventa. Non esistono due storie uguali, perché non esistono persone uguali né tantomeno coppie uguali.
Le suggerisco di utilizzare magari il periodo della gravidanza come momento di condivisione con suo marito/compagno di un libro scritto per i genitori così da poter iniziare a condividere modalità di approccio ai figli prima di incontrare le situazioni; questo potrebbe aiutarvi a costruire una buona alleanza genitoriale e rassicurarla circa la vostra somiglianza di pensiero.
Cordialmente
Dr.ssa Raffaella Moioli

Dott.ssa Raffaella Moioli Psicologo a Biella

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Buonasera Marica,
Colgo che sta attraversando un momento di grandi cambiamenti a livello personale, emotivo e relazionale.
Sembra che si stia domandando se alcune modalità di stringere relazioni oggi, siano l’eco di qualcosa di più antico, che ha già sperimentato nel passato nella sua famiglia d’origine. Questo é prezioso. Son sicura che potrà prendersi cura di questo aspetto nella sua terapia, così anche da valutare non solo le somiglianze, ma anche se ci sono differenze tra il suo compagno e suo padre.
Tanti auguri per tutto
Dottoressa Gabriella Meloni

Dott.ssa Gabriella Meloni Psicologo a Sassari

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Buon pomeriggio signora Marica, dalla sua descrizione comprendo che vi sono molti vissuti e paure da affrontare.
Il fatto che stia portando avanti una terapia è un passo molto importante perché sicuramemte esternando il tutto al suo terapeuta riuscirete insieme a comprendere le motivazioni dei suoi vissuti e delle sue emozioni.
Porti avanti con fiducia ciò che ha iniziato, dandosi il tempo necessario.
Saluti Dottoressa Ciacci.

Dott.ssa Maria Noemi Ciacci Psicologo a Grosseto

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Stanno emergendo queste paure perché rivedi nei tuoi figli, te stessa bambina, ma loro avranno un altro padre che non sarà il tuo. Il quale, a dir tuo, sembra molto propenso a questo ruolo. Spesse volte non è tanto l'età ma la qualità del rapporto. Non darti sensi di colpa, se adesso ritenete di essere pronti come coppia vuol dire che è arrivato il momento per entrambi. Il tuo percorso terapico fai bene a proseguirlo, parlane col tuo psicologo

Dott.ssa Valeria Alescio Psicologo a Vittoria

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