Ricordi traumatici e EMDR

Dopo un trauma la memoria dell’evento resta “congelata” nelle reti del cervello. L’EMDR è un approccio terapeutico che permette la rielaborazione adeguata dei ricordi.

26 FEB 2016 · Tempo di lettura: min.

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Ricordi traumatici e EMDR

Dopo un trauma come un lutto, una violenza, un incidente, una catastrofe naturale, ma anche la perdita del lavoro, una separazione, la memoria dell'evento resta "congelata" nelle reti del cervello in modo non funzionale, se l'informazione non viene elaborata, continua a provocare patologie come il disturbo post traumatico da stress (Ptsd) e altri disturbi psicologici.

Il blocco dell'elaborazione è dovuto ad un elevato livello di attivazione del sistema nervoso causato dagli eventi di vita stressanti che "bloccano" le reti della memoria attinenti a quei ricordi: immagini intrusive, incubi, pensieri continui tipici del disturbo post traumatico da stress sono un esempio tipico di quei sintomi derivanti dall'attivazione di ricordi immagazzinati in maniera disfunzionale e che predispongono quindi allo sviluppo di disturbi come depressione, ansia, attacchi di panico, disturbi da somatizzazione.

L'EMDR è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico perché permette la rielaborazione adeguata dei ricordi. L'EMDR si focalizza sul ricordo dell'esperienza traumatica ed è una metodologia completa che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra per trattare disturbi legati direttamente a esperienze traumatiche o particolarmente stressanti dal punto di vista emotivo.

Dopo una o più sedute di EMDR, i ricordi disturbanti legati all'evento traumatico hanno una desensibilizzazione, perdono la loro carica emotiva negativa. Il cambiamento è molto rapido, indipendentemente dagli anni che sono passati dall'evento. L'immagine cambia nei contenuti e nel modo in cui si presenta, i pensieri intrusivi in genere si attutiscono o spariscono, diventando più adattivi dal punto di vista terapeutico e le emozioni e sensazioni fisiche si riducono di intensità. L'elaborazione dell'esperienza traumatica che avviene con l'EMDR permette al paziente, attraverso la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che avviene, di cambiare prospettiva, cambiando le valutazioni cognitive su di sé, incorporando emozioni adeguate alla situazione oltre ad eliminare le reazioni fisiche. Questo permette, in ultima istanza, di adottare comportamenti più adattivi.

I movimenti oculari dell'EMDR, simili a quelli del sonno Rem e quindi del tutto naturali, riattivano la capacità di "autoguarigione" del cervello che trova le risorse per metabolizzare l'evento traumatico. Dopo il lavoro i pazienti ricordano il fatto ma sentono che fa ormai parte del passato.

Dalle numerose ricerche svolte sull'efficacia dell'EMDR che hanno preso in considerazione i substrati neurobiologici e tutte hanno messo in evidenza una normalizzazione dell'attività cerebrale associata con una remissione dei sintomi tipi del PTSD. La corteccia prefrontale riacquista il suo ruolo inibitorio riducendo l'attivazione dell'amigdala, e in generale le anomalie cerebrali tipiche del PTSD mostrano una sorprendente inversione di tendenza in seguito al trattamento EMDR.

Numerose organizzazioni, come l'American Psychiatric Association e l'Organizzazione Mondiale della sanità raccomandano la terapia EMDR come trattamento efficace per le vittime che hanno subito traumi. Le Guidelines for the Menagement of Conditions that are Specifically Related to Stress, pubblicate dall'OMS nel 2013, indicano questa terapia, insieme alla Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) il trattamento di elezione per la cura del trauma e dei disturbi ad esso correlati, sia nei bambini, adolescenti ed adulti.

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Scritto da

Studio di Psicologia e Psicoterapia Dott.ssa Francesca Birello

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