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Non riesco a dire "no": come Elena è riuscita a smettere di farsi schiacciare nelle relazioni

Molte persone che incontro nei miei percorsi arrivano dando per scontato che siano loro a doversi sempre adattare ai bisogni degli altri. Ma le cose possono andare diversamente?

17 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.
Non riesco a dire "no": come Elena è riuscita a smettere di farsi schiacciare nelle relazioni

"Mi rimprovero sempre di accettare troppi compromessi ma alla fine non riesco a fare diversamente". Così Elena (nome di fantasia) in un pianto soffocato tra rabbia, dolore e rassegnazione mi spiega come mai mi abbia contattata.

Elena ha circa 30 anni, laureata con 110 e lode e un lavoro che le piace ma in cui fa enorme fatica a gestire le richieste: arrivano richieste da responsabili e colleghi e lei dice sempre di sì. Non importa quanto siano "fuori dal mondo" o ingiuste; accetta. Lavora fino a tardi, fa il lavoro suo e degli altri, lascia che i suoi meriti se li prendano gli altri arrabbiandosi molto dentro di sé ma senza dire nulla.

Ha avuto molti successi nello studio e nei risultati raggiunti ma vede i suoi successi come la conseguenza ("l'effetto collaterale positivo" racconta lei) del suo "odioso perfezionismo" e non riesce ad apprezzarli fino in fondo.

Questo la fa sentire a disagio perché porta gli altri a dire: "non ti accontenti mai". Così si sente in colpa, si arrabbia e si chiude agli altri.

Nelle relazioni si adegua; fa il possibile per intercettare ciò che l'altro si aspetta da lei e fa quindi il possibile per accontentarlo per poi sentirsi svuotata, scarica, insofferente e scontenta. Racconta di conoscere una marea di persone ma di non "sentirsi a casa da nessuna parte". Inoltre, deve fare i conti con i colleghi che se ne approfittano o con quelli che si prendono i suoi meriti a volte anche in modo spudorato. Il massimo che riesce a fare è dare "rispostine acide" che ovviamente non fanno che peggiorare la situazione.

Quando le domando cosa succederebbe se dicesse di no alle richieste che le vengono fatte, mi dice che non osa pensare a quanto si sentirebbe in colpa o a quanto sarebbe dura gestire la delusione che l'altro manifesterebbe. Inoltre, sul lavoro, c'è la paura che "me la facciano pagare".

Lavorando sulle percezioni di Elena, sulla visione di sé e degli altri nella relazione, siamo riuscite a mettere a fuoco i suoi blocchi. La prima reazione è stata quella di sorpresa nel comprendere che era possibile "mettere paletti" senza che le relazioni ne avrebbero risentito negativamente. Il passo successivo fu quello di mettere a fuoco quello che io chiamo il "paradosso dell'accondiscendenza": si tende a dire sempre sì per non rovinare le relazioni ma si finisce per rovinarle.

Perché questo accade? Perché quando diciamo di sì ma in cuor nostro quella cosa non la vogliamo fare o quando non diciamo nulla ma siamo incavolati, il risultato è che accumuliamo frustrazione. I risultati di solito sono due:

  1. gli altri imparano che possono chiederci qualunque cosa tanto non ci ribelleremo mai;
  2. il nostro modo di apparire nelle relazioni appare falso o quantomeno poco chiaro (nascondere un'emozione è difficilissimo) e così gli altri si allontanano.

Rimane quindi la domanda: vale davvero la pena "ingozzare giù" senza dire nulla per il bene e per la pace?

Scritto da

Dott.ssa Luisa Fossati

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2 Commenti
  • Elena Di"Addabbo

    Mi chiamo Elena davvero

  • ElleElle

    Salve, Mi rispecchio molto nel racconto di Elena l'unica differenza è che io ho gestito così Un rapporto sentimentale andato avanti per 9 anni io ero il soldato che rispondeva sempre Signor sì signore pur essendo nella vita una che si ribella alle ingiustizie ma lui non riusciva a dire di no E questo dentro di me ha portato solo cattive sensazioni quali frustrazione senso di inadeguatezza , paura, ansia , angoscia e lacrime tante lacrime alla fine dopo 9 anni è finita un mese e mezzo fa ed è pure finita nel peggiore dei modi Quindi io penso che dire di sì ed essere accondiscendenti e tenersi dentro quello che si pensa non ha senso tanto gli altri non si faranno un'opinione migliore di noi ma continueranno a riposarci e a trattarci come fossimo servi . Aiuto Si servitù No mai più. P.s. Se volete potete pubblicare ciò che ho scritto ma mettendo soltanto le mie iniziali oppure nulla per favore non mettere il nome e cognome per intero Grazie Cordiali Saluti. Luisa

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