Lo sforzo di parola per capire e curare l

Oggi vorrei parlarvi dell'attacco di panico, visto che è un disturbo che coinvolge sempre più persone, vorrei presentarlo e creare se possibile un momento di condivisione con chi è interessa

23 NOV 2018 · Tempo di lettura: min.

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Lo sforzo di parola per capire e curare l

Chi sperimenta un attacco di panico, sa bene che si trova in una situazione di estrema urgenza, molti sentono l'impellente necessità di scappare dal posto in cui si trova per recarsi in un posto che reputa sicuro. Da qui può nascere il comportamento di evitare il luogo in cui si è verificata questa prima sgradevole situazione. Si finisce quindi col preferire sempre più il rimanere a casa, luogo dove di solito non si verificano attacchi di panico, oppure allontanarsi da casa con la sicurezza che in qualsiasi momento si possa far ritorno al proprio luogo sicuro. Può anche nascere, nella persona che ha sperimentato un attacco di panico, la necessità di essere accompagnata nei vari spostamenti, da una persona a lei cara, con la quale si sente al sicuro.

Solitamente il primo episodio di panico lascia degli strascichi, una ferita profonda anche nella propria autostima: la propria identità è stata messa a repentaglio, la propria capacità di raziocinio e di saper gestire ogni situazione. Chi sperimenta questo disturbo sente minacciata la propria integrità e la propria salute mentale.

Da questa prima premessa è evidente come sia importante ascoltare quello che il corpo sta comunicando seppur in modo irruento e doloroso. Quello che il corpo ci comunica è uno stato di allerta e di emergenza che potrà essere riportato alla normalità e rassicurato soltanto con l'ascolto passivo e privo di giudizio di quello che ci porta alla coscienza.

Un'altra cosa che mi sento di aggiungere è l'assoluta necessità di prendersi cura di questo disturbo per evitare che si verifichi nuovamente perché è senz'altro una pessima sensazione ma quello che posso assicurare è che procedendo per step e seguendo le indicazioni dei professionisti si può migliorare notevolmente la propria qualità di vita e attenuare se non eliminare gli attacchi di panico.

Mi sento inoltre di dover fare una distinzione tra ansia generalizzata e attacco di panico al quale dedicherò un altro articolo. Intanto una prima premessa è che la prima che io ho chiamato ansia generalizzata può essere definita come uno stato di malessere, di agitazione ( più o meno elevata) che si verifica in diverse circostanze e che può accompagnare la persona durante tutta la giornata. Non si conosce in quei momenti la causa, la persona non riesce o non sa ricondurre quella sensazione a nessuna preoccupazione specifica o ad un evento particolare della propria vita. E' normale. Potrebbe anche essere che non ci sia nessuna preoccupazione impellente in quel momento ma è fuor di dubbio che qualcosa sta accadendo. E' un disagio che si esprime attraverso il corpo perché probabilmente non è stato mai pensato, mai verbalizzato.

L'attacco di panico si distingue per l'irruenza e il picco di ansia con il quale si manifesta, e cosa altrettanto importante, va ad incidere sulla capacità di pensare della persona.

Ecco quindi l'importanza, come riporto sul titolo, di fare uno sforzo di parola, ovvero di riattivare quelli che sono i circuiti razionali del cervello, riattivare la capacità di pensiero per poter capire e con un po' di sforzo liberarsi della sofferenza.

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Scritto da

Dott.ssa Tania Sanna

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