La Summer SAD: il disturbo affettivo stagionale

​Non sempre l'estate e la luce sono sinonimo di benessere e di gioia di vivere. Anche in estate alcune persone possono essere colpite dalla SAD, il disturbo affettivo stagionale.

23 AGO 2022 · Tempo di lettura: min.

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La Summer SAD: il disturbo affettivo stagionale

Non sempre l'estate e la luce sono sinonimo di benessere e di gioia di vivere.

In un articolo precedente avevo già affrontato il tema della SAD, il Disturbo affettivo stagionale, ma in quel caso mi riferivo alla sua forma più comune, ovvero quella invernale che, insorgendo in autunno, ha il suo picco massimo in pieno inverno, per poi migliorare con l'allungamento della luce solare quotidiana.

Questo disturbo, lo ricordo per chi non avesse letto l'altro articolo, è caratterizzato da episodi depressivi, anche gravi, assieme a problematiche affettive e comportamentali, ed è causato, principalmente, dalla mancanza di luce che causa degli scompensi ormonali, andando a incidere sul binomio serotonina/melatonina.

Il DSM-5, manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, non considera la SAD una patologia a sé stante ma un disturbo aggiuntivo della depressione maggiore o del disturbo bipolare.

Ma se può essere abbastanza comprensibile un disturbo di questo tipo nel periodo invernale, quando la luce solare è scarsa, ci chiediamo come mai, in alcune persone, possa comparire in tarda primavera e avere il suo picco in piena estate.

Sono molte le figure a rischio di essere colpiti dalla Summer SAD. Per molti, soprattutto donne, in estate aumenta il carico lavorativo, perché i figli rimangono a casa da scuola, il proprio tempo deve essere riorganizzato e aumenta inevitabilmente il livello di stress.

Lo stop estivo, inoltre, può essere negativo per quelle persone particolarmente impegnate sul lavoro, che non sono capaci di staccare la spina. Lo stop estivo può rappresentare un momento di riflessione sulla propria vita e sul proprio mondo interiore.

Per molte persone il cambiamento delle abitudini che avviene in estate, con la riduzione delle ore di sonno causate dal caldo e dalla luce precoce mattutina, oppure dalle attività inusuali che si fanno in vacanza, non sono assolutamente associate al benessere.

Alcune persone, poi, non amano le situazioni con la presenza di molta gente, per cui le condizioni di affollamento dei luoghi di villeggiatura e le feste frequenti possono aggravare una condizione depressiva pre-esistente.

Questi individui vivono con malessere la gioia degli altri, si sentono diversi, fuori luogo e tendono ad isolarsi. Questo isolamento aumenta il senso di inadeguatezza, solitudine, malinconia, senso di abbandono e vuoto.

Contrariamente a quanto avviene nel caso della SAD invernale, nella quale le persone soffrono solitamente di letargia, non hanno la forza di alzarsi e rimangono quasi sempre a letto, in questo caso chi ne è colpito soffre di insonnia, è apatico, ha un basso tono dell'umore, presenta difficoltà di concentrazione, inappetenza, perde peso e soffre di un continuo stato di agitazione.

Secondo alcuni studi la causa sarebbe da imputare all'aumento della luce, che provocherebbe un innalzamento del cortisolo, l'ormone dello stress e questo causerebbe un'alterazione della serotonina che, come si sa, è l'ormone del benessere.

Secondo altri studi, la molta luce diurna potrebbe essere la causa di una modifica dei ritmi circadiani che influiscono sui nostri neurotrasmettitori, provocando eccessiva apatia, sonnolenza e debolezza.

Ma che cosa possiamo fare se ci troviamo in questa situazione e, all'arrivo della bella stagione, incominciamo a soffrire di disturbo affettivo stagionale? Come sempre, in casi simili, cercare di far finta di nulla e sforzarsi di comportarsi come gli altri non può che aumentare il senso di inadeguatezza e peggiorare la situazione.

Nel momento in cui sentiamo che l'umore tende a calare, cerchiamo di accoglierlo e di accettarlo, non proviamo ad andare contro. Cerchiamo di comprendere che cosa ci vogliono comunicare la mente e il corpo, attraverso questa tristezza che ci invade. Proviamo a contemplare le nostre emozioni, entrando in un rapporto più profondo con la nostra interiorità per capire se si tratta di un momento passeggero o se ci sia qualcosa di più profondo sul quale sarebbe bene lavorare.

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Scritto da

Dott. Rodolfo Vittori

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2013). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Quinta edizione, DSM-V. Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Sherry Melrose, (2015). Seasonal Affective Disorder: An Overview of Assessment and Treatment Approaches. Depression Research and Treatment.

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