La metafora della stanza

LImmaginate di trovarvi nel bel mezzo una stanza, siete soli e non c'è nulla di rilevante all'interno né importa perché vi troviate lì o come vi siate arrivati.

14 NOV 2017 · Tempo di lettura: min.

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La metafora della stanza

Immaginate di trovarvi nel bel mezzo una stanza, siete soli e non c'è nulla di rilevante all'interno né importa perché vi troviate lì o come vi siate arrivati. Vi guardate intorno, non vi sono corridoi o finestre ma solo una porta alla distanza di qualche passo. La porta è chiusa (all'apparenza), se vi avvicinate e girate la maniglia si aprirà oppure no? D'un tratto vi sorge un dubbio: se la porta fosse chiusa a chiave? Se non poteste uscire neanche volendo? L'idea improvvisa di scoprirvi prigionieri vi opprime: solo ora vi accorgete di come la stanza sia piccola e soffocante, un peso invisibile vi attanaglia il petto, cominciate ad ansimare, vi manca il respiro.

Il vostro corpo sta reagendo COME SE voi aveste già controllato trovando effettivamente la porta chiusa. Eppure non avete davvero provato ad andarvene né vi siete avvicinati alla sola ed unica via di uscita.

Il dubbio è ciò che la mente teme. Il dubbio è in grado di distruggere le certezze più solide. Le certezze sono necessarie, in base ad esse fondiamo la nostra esistenza, senza di esse sarebbe solo caos e stress senza fine. Noi dobbiamo credere che tutto sia (a grandi linee) sempre a posto perché si possa uscire di casa la mattina e vivere il nostro quotidiano. Psicologicamente parlando abbiamo bisogno che la nostra realtà sia solida. Una volta valutato un evento, un'emozione, un ricordo la mente tende a non tornare sui propri passi se non strettamente necessario. La mente cerca una nicchia sicura all'interno della quale adagiarsi. Preferiamo di gran lunga che qualcuno ci dica se la stanza sia o no isolata piuttosto che alzarci di persona per controllare.

L'ansia è la reazione di allarme ad un pericolo percepito, l'ansia cronica è un allarme troppo sensibile che suona quasi in continuazione. Preferiamo evitare un pericolo potenziale, pur restando chiusi nel malessere, piuttosto che verificare se quel pericolo sia reale. Ciò che conosciamo, pur non piacendoci, è preferibile a ciò che non ci sentiamo in grado di affrontare. L'ansia è quel fantasma che ci fa credere che una porta sia chiusa. L'ansia è una gabbia senza sbarre perché ciò che conta è credere che non si possa uscirne.

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Scritto da

Dott. Roberto Pasero

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