Termine della terapia da parte dell’analista

Inviata da Cecilia · 10 giu 2020 Psicoterapia

Buongiorno, ho 43 anni e l’anno scorso ho seguito un percorso di terapia classica (immagino perché non mi è stato riferito)durante la quale sono riuscita ad avere un discreto risultato. Solo che il mio analista ha insistito per chiudere l’analisi annunciandomi però che avevo ancora tanto da lavorare e, in più di un occasione, mi ha ridicolizzata dicendomi che se mi faceva piacere fare una chiacchierata sarebbe stato disponibile perché lo pagavo. Aggiungo che in più di una seduta scherzava in modo erotico con me.
L’ultima seduta abbiamo avuto un dibattito sul Covid e mi ha lasciata con la frase relativa al costo della seduta.
Per evitare di chiamarlo per un incontro, (Rispetto al quale mi avrebbe presa in giro per la questione del costo)gli ho scritto una lettera alla quale dopo due settimane non ho ancora ricevuto risposta.
Mi sento abbandonata dalla persona cui avevo riposto la mia fiducia e non so se l’abbia fatto apposta o abbia tenuto un comportamento non professionale.

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Miglior risposta 11 GIU 2020

Buongiorno, questa esperienza è sicuramente difficile da accettare e da comprendere ancora di più da elaborare proprio per la fiducia che riponeva in lui. Ha parlato di un percorso che comunque ha portato a dei risultati ma che poi il suo analista, senza molte spiegazioni, ha deciso di interrompere. Se lei pensa che possa aiutarla, per non rimanere "sospesa" e per non sentirsi abbandonata, potrebbe cercare un confronto con lui per capire cosa effettivamente lo ha portato a questa decisione in modo da lavorare sulla chiusura della terapia e sui suoi vissuti attuali.
Cordialmente Dott.ssa Sofia Aiello.

Sofia Aiello Psicologo a Selargius

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6 LUG 2020

Buonasera Cecilia,
quello che racconta mi lascia l'amaro in bocca in quanto la fine di una terapia è sempre un momento delicato e io credo che vada concordato fra terapeuta e paziente.
Ovviamente non posso sapere perché il collega si sia comportato in questo modo, ma è possibile partire da quello che Lei sa.

Cerchi di focalizzare l'attenzione su quello che ha appreso da questo percorso, è soprattutto merito Suo, raccolga le idee per capire se c'è qualcosa su cui vuole ancora lavorare e nel caso si affidi ad un terapeuta che possa sostenerla con maggiore professionalità.

A presto,
Roberta Collalti
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

Dott.ssa Roberta Collalti Psicologo a Roma

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24 GIU 2020

Cara Cecilia,
la conclusione di una terapia è un momento molto delicato perchè comporta da parte del paziente la presa di consapevolezza del distacco dal terapeuta, persona sulla quale si riponeva fiducia e rispetto. La sua esperienza credo le abbia lasciato un forte senso di incomprensione e di vuoto che meritano di essere affrontati. Non credo sia utile insistere con il vecchio terapeuta dati i numerosi segnali della sua non volontà di riprendere gli incontri; potrebbe essere più utile cercare una nuova figura che potrebbe aiutarla a capire il senso di quello che ha vissuto a partire da lei e che potrebbe guidarla a riprendere il cammino psicologico da dove lo aveva interrotto. Sul sito troverà tante figure a cui poter chiedere aiuto per una terapia in presenza oppure on-line. Rimango a disposizione nel caso avesse bisogno.
Un caro saluto.
Dott.ssa Simona Daledo

Dr. ssa Simona Daledo Psicologo a Pavia

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16 GIU 2020

Cara Cecilia, se ha raggiunto qualche obiettiva che la fa sentire meglio, se ne prenda il merito. Per il resto descrive una relazione terapeutica in cui qualcosa non va. Professionalmente trovo scorretto che un terapeuta tronchi una terapia (a meno che non vada in pensione). Se permane un senso di incompiutezza, si cerchi un altro/a psicoterapeuta (preferibilmente non analista), Cordialmente.

Dott. Ivano Ancora Psicologo a Torino

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16 GIU 2020

Buongiorno Cecilia
Io leggendo la sua mail ho pensato, ma come mai cecilia continua a voler andare da questo collega dal momento che nn si trova bene?
Valuti un po cosa la porta a voler persistere..
Serena giornata a lei
Dott.ssa Alice Vacca

Dott.ssa Alice Vacca Psicologo a Quartu Sant'Elena

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16 GIU 2020

Salve
Mi sento di suggerirle di contattare un altro terapeuta e poter affrontare con il nuovo questo suo abbandono. Perché da quanto scrive sembra proprio lo sia.
Può darsi che un terapeuta suggerisca la fine di un percorso e che certo certi modi vitali possono rimanere. Ma di sicuro si fa con un percorso comunque di accompagnamento. Non un’interruzione immediata.
Non so dove abita.
Tramite questo sito potrà provare a trovare un terapeuta vicino alla sua residenza o luogo di lavoro.
In caso io effettuo anche terapie online
In bocca al lupo
Claudia Corti

Dr.ssa Claudia Corti Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Empoli

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12 GIU 2020

Buongiorno sig.ra cecilia, i colleghi prima di me hanno toccato molti punti mi portanti sui quali concordo. Avrei due domande, alle quali può rispondere qui o anche fra sé e sé: ha controllato l'iscrizione all'ordine di questo "analista" e il suo inserimento nell'elenco degli psicoterapeuti? la seconda è più a lei: per quale motivo ci ha raccontato che cosa è successo? nel senso, che cosa vorrebbe adesso?

Dott.ssa Giuliana Gibellini Psicologo a Carpi

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12 GIU 2020

Buongiorno Cecilia,
sicuramente è una situazione delicata e occorrerebbe comprendere le ragioni di tale comportamento. Sentirsi abbandonati dopo un tale gesto è assolutamente normale, in quanto il terapeuta rimane sempre un punto di riferimento importante.
Se avesse piacere potremmo parlarne privatamente in quanto argomento delicato che va preso con le dovute cautele.
Un caro saluto.

Dottssa Isabella Ciardo Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Cesena

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11 GIU 2020

Buona sera Cecilia, indipendentemente dal comportamento del terapeuta, se lei sente ancora qualcosa in sospeso credo sia opportuno parlargli apertamente per capire insieme il modo più corretto di interrompere un percorso che a quanto scrive le ha dato un discreto risultato. Cosi facendo può colmare quell'abbandono e chiudere un percorso che sicuramente andava concordato insieme e per tempo. Non entro nel merito delle battute ridicolizzanti o a sfondo erotico di cui parla dato che non se ne conosce il contesto. Chissà che il terapeuta non abbia interrotto così bruscamente il percorso proprio perché resosi conto di non aver rispettato i confini professionali. Non si arrenda, può trovare un terapeuta più affine alla sua persona. A disposizione

Dott.ssa Jessica Agnelli

Dott.ssa Jessica Agnelli Psicologa Psicologo a Pescara

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11 GIU 2020

Gentile Cecilia,
Lei ha detto che il professionista scherzava in modo erotico ma non ha dato delle specifiche,ha detto anche che l'ha ridicolizzata sul costo della seduta ma non mi è chiaro neanche questo... è strano che un terapista decida di chiudere quando ritiene che c'è ancora molto da lavorare,ma se si è sentita ridicolizzata e trattata in maniera inopportuna si senta libera di contattare una persona diversa,soprattutto se ritiene di avere ancora bisogno di lavorare su di sé. Dispiace,ma purtroppo capita di non entrare in sintonia e/o di non comprendersi..
Cordialmente,
Dott.ssa Comi

Dott.ssa Gabriella Comi Psicologo a Reggio Calabria

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11 GIU 2020

Gentile Cecilia, non avendo la versione del suo analista quello che mi sembra importante è che, indipendentemente dalle motivazioni e dal comportamento del terapeuta, per lei sono rimasti in sospeso dei punti importanti del suo percorso e delle incertezze riguardo la relazione che le generano un malessere. Il trattamento terapeutico non è a senso unico ed ogni decisione, anche sul termine del percorso, dovrebbe essere concordata tra paziente e terapeuta. Non conoscendo i metodi utilizzati dal collega, quello che posso dirle è che probabilmente questi non erano adatti alla sua persona, per cui il mio consiglio è di cercare un altro professionista a cui rivolgere tutti i suoi dubbi e continuare un percorso che la aiuti a risolvere le sue difficoltà senza sentirsi giudicata o ridicolizzata.
Un augurio. Resto a disposizione per eventuale consulto
Saluti, Dott.ssa Ferraro Francesca

Dott.ssa Francesca Ferraro Psicologo a Firenze

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11 GIU 2020

Mi dispiace molto per questa brusca interruzione posso immaginare quanto questo la ferisca e metta a dura prova la sua fiducia. Sicuramente la fine di un trattamento si decide insieme e si concorda mesi prima così da potersi preparare a questa separazione. Così non è stato e qualcosa non ha funzionato! Non entro nel merito delle battute con atmosfera erotica e ridicolizzante poiché solo voi che eravate presenti ne conoscete il tono e il contesto, certo è che sarebbe stato opportuno parlare del suo stato d animo per poter sia andare ad analizzare se si erano attivate sue difese nei confronti della terapia sia per permettere al terapeuta di calibrarsi in modo da non metterla a disagio e farla sentire accolta. Quanto è durato questo percorso? Una Psicoterapia è comunque basata su una relazione e a volte purtroppo succede che qualcosa non funzioni in questi casi la cosa migliore che un terapeuta onesto può fare è interrompere il percorso se si rende conto che non la sta aiutando anche se questo è doloroso. Non si arrenda troverà un terapeuta più adatto a lei.

Anonimo-179487 Psicologo a Pescara

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11 GIU 2020

Cara Cecilia, è molto spiacevole ciò che racconti.. in assenza di un chiarimento diretto con il tuo terapeuta puoi fare solo delle ipotesi e se pensi che lui non abbia rispettato i confini professionali potrebbe essere questo il motivo per cui ha deciso di chiudere la terapia.
Dott.ssa Michela Roselli

Dott.ssa Michela Roselli Psicologo a Aprilia

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11 GIU 2020

Gentile Cecilia,
mi dispiace molto per ciò che ha vissuto. Sentirsi ridicolizzati e abbandonati è spiacevole e doloroso. La chiusura di una terapia può rivelarsi complicato, dalle sue parole sembra che sia accaduto qualcosa che ha disturbato la comunicazione tra voi. Credo che abbia fatto bene a scrivere una lettera in cui mi auguro che abbia espresso tutte le sue emozioni e le sue perplessità. Mi auguro anche che il suo terqpeuta le risponda. A volte occorre tempo e suggerisco anche a lei Cecilia di prendersi tempo per riflettere ancora su quanto accaduto, magari anche alla luce di quanto ha imparato su di sè e sulle sue modalità di stare in relazione. Se le sembrerà utile potrà anche pensare di cercare un altro terapeuta con cui confrontarsi...
Un caro saluto
Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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11 GIU 2020

Gentile Cecilia,
chiaramente non posso entrare nel merito delle decisioni e delle modalità relazionali del collega, ma conosco sufficientemente bene le regole del setting ed il codice deontologico per distinguere comportamenti professionalmente etici da altri che nulla hanno a che vedere non solo con una relazione terapeutica, ma anche con una qualsivoglia relazione sana. Preferirei non entrare nel merito dei tanti episodi che ha menzionato nella sua richiesta, sarebbe vano; la invito invece a trasformare questa situazione altamente frustrante e potenzialmente rischiosa per il suo equilibrio in una occasione di ascolto e di riscatto. Provi ad ascoltare i sentimenti e le emozioni che hanno risuonato in lei la prima volta che ha notato un comportamento sgradevole da parte del suo ex terapeuta, rammentando anche le sensazioni fisiche che sono sopraggiunte (o eventualmente quelle che sopraggiungono ora mentre ci ripensa), respirarci un po' su e tentare di lasciar andare, distanziando il ricordo. Sarebbe interessante che lei divenisse consapevole di cosa le ha impedito allora di dire no ed andarsene, e se le è familiare subire talvolta comportamenti altrui che le generano disturbo. I vissuti che lei porta, e per i quali richiede chiarezza a questa piattaforma, richiedono seriamente di essere rielaborati, anche se mi rendo conto del rischio che la sua fiducia nei confronti della psicoterapia rischia possa essere seriamente compromessa. Un'ultima cosa: se è rimasta in terapia malgrado alcuni comportamenti non graditi, probabilmente qualcosa di utile sarà accaduto, e le motivazioni con cui il collega ha deciso di concludere il percorso avranno pure un loro senso; la invito ad ascoltare anche questo contenuto, cercando di tenerlo separato dalle modalità con cui è stato espresso, ed a rifletterci un po' su per maturare una risposta interna, per quanto possibile, più obiettiva.
Le auguro il meglio.

Daniele Sandri Boriani Psicologo a Pescara

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11 GIU 2020

È molto difficile esprimere un parere nei confronti di un collega e non sarebbe deontologicamente professionale da parte mia. Lasciata un attimo da parte la correttezza professionale è comunque difficile ed inopportuno in quanto non avrei comunque gli elementi per valutare tutto il percorso fatto insieme da voi. Evidentemente anche i rapporti fra terapeuti e pazienti sono rapporti fatti da persone umane e ciò li espone a diversi esiti anche nelle migliori intenzioni dei terapeuti e dei pazienti stessi. Quello che mi sento di dirle in tutta onestà è parlare con un altro/a collega per capire cosa è accaduto e cosa ha lasciato in lei questa esperienza che di certo racconta con amarezza e delusione. Resto a disposizione per chiarimenti e la saluto cordialmente. Dott.ssa Daniela La Porta

Dott.ssa Daniela La Porta Psicologo a Roma

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