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Non riesco a capire come mi sento.

Inviata da Sara · 18 ago 2015 Autostima

Non riesco a capirmi. Non riesco a capire se sono triste o felice. Le uniche sensazioni che provo sono rabbia e invidia. Invidio tutte quelle ragazze là fuori che riescono ad avere tanti amici, invidio quelle ragazze che il sabato sera escono con gli amici con un bel vestito, ma allo stesso tempo le odio. Odio tutti. Esco, e non riesco ad essere felice, non mi sento al mio posto e vorrei che tutti sparissero, il mio ragazzo mi ha lasciata da poco, neanche lui capiva cos'avessi in testa. A volte ero dolce, altre acida, altre volte di una tristezza disarmante. Non so cosa fare. Penso di essere inadatta a tutto.

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Miglior risposta 29 AGO 2015

Gentile Sara,
mi sembra evidente che hai un problema di mancanza di autostima e che la rabbia e l'invidia per la felicità degli altri danneggiano direttamente te stessa rendendoti inavvicinabile e/o insopportabile e di questo si è reso conto il tuo ragazzo scoraggiandosi dal portare avanti la relazione.
L'invidia può essere , come nel tuo caso, una invidia "cattiva" che si traduce nel desiderare l'annientamento di quelli che hanno successo ed una invidia "buona" che invece è uno stimolo per voler diventare come come loro.
Anche la rabbia può essere una emozione positiva quando è finalizzata, sotto forma di orgoglio, a perseguire gli obbiettivi prefissati, nonostante le difficoltà.
Per poter essere apprezzata e benvoluta dagli altri, tu per prima devi farlo ma devono esserci delle ragioni profonde che te lo impediscono e che sarebbe salutare per te far emergere in un percorso di psicoterapia.
Pertanto mi auguro che vorrai fare questo lavoro su di te con l'aiuto di un bravo terapista per non dover più invidiare le altre ragazze e magari, chissà, anche recuperare l'amore perduto o trovarne uno nuovo senza porti con le stesse modalità di prima.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico,psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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31 AGO 2015

Cara Sara
in realtà descrive delle situazioni abbastanza generiche e non da una dele informazioni su di se quali l'età,la situazione familiare ecc..che sono utili per capire se il suo è un problema transitorio, legato ad un periodo della sua vita qualead esempio l'adolesenza o la prima età adulta, tuttavia è una situazione che la fa spffrire e che da sola non sa come affrontare senza e questo basta a suggerirle di fare un colloquio con una persona comperente che possa effettuare una diagnosi e poi indicrle l'eventuale terapia, è una condizione curabile ma bisogna capirne le origini. Se non sa come fare cerchi nella sua zona uno psicologo che sappia indirizzarla. saluti Dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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25 AGO 2015

Buongiorno Sara,
sarebbe importante capire da quando sta così o se, più probabilmente, è il continuum di un modo di essere che si trascinava da tempo e ora si sta intensificando.
Tutti proviamo emozioni, ma non tutti siamo stati abituati a riconoscerle e a dargli un senso.
La inviterei ad iniziare un percorso di psicoterapia considerando questi obiettivi.
Un saluto,
Dott. Piacentini

Dott. Hermes Piacentini Psicologo a Seveso

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25 AGO 2015

Cara Sara,
Non è semplice trovare il proprio ambiente e modificarlo per cucirselo addosso.. A non vice versa. Non mi è chiara la sua età e le sue esperienze di una se non il "trauma' recente dell'essere stata lasciata. Le emozioni che però lei riferisce, come la rabbia, sono emozioni preziose ma che io cambio" di caos e confondimento. La rabbia copre sempre qualcosa, spesso paura.. Ora io credo debba cercare uno spazio terapeutico dove potere interrogare e ascoltare queste emozioni perché la aiutino a capire cosa succede dentro. Non Allo scopo di placare la rabbia, ma di restituirle il senso che ha (ha avuto) e sta avendo per lei. In bocca a lupo

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19 AGO 2015

Cara Sara,
pensi davvero di essere inadatta a tutto? personalmente ti trovo molto capace nel leggere dentro te stessa e riconoscere emozioni e pensieri, anche quelli apparentemente spiacevoli.

L'odio e l'invidia che descrivi potrebbero essere un modo per proteggersi dalla differenza che riscontri tra te e le altre ragazze e che ritieni svantaggiosa per te.
Hai mai pensato che questa differenza potrebbe essere, invece, un vantaggio e che potrebbe permetterti di distinguerti?

Non permettere che i dubbi sulle tue capacità influenzino il tuo umore al punto da renderti "acida". Da oggi, prova ad osservare, nelle ragazze che incontri i segnali di insicurezza e di sicurezza e prendine nota: vedrai che in ognuna vi sono sfumature di entrambe.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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19 AGO 2015

Gentile Sara,
sono poche le informazioni che fornisce di lei per poter formulare ipotesi e poterle essere concretamente di aiuto, sarebbe necessario un approfondimento circa lei e il suo funzionamento, oltre che in merito al periodo di vita che sta attraversando. Per questo motivo potrebbe esserle utile un percorso psicologico, un percorso con caratteristiche esplorative e supportive nel quale guardare a queste emozioni e capire su cosa si radicano, nel quale riflettere su di sè (punti di forza, capacità, limiti, desideri, bisogni).

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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19 AGO 2015

Cara Sara
di buono c'è che almeno riconosci con onestà questi difficili stati emotivi di invidia, gelosia, odio. Non è facile ammetterli e tu invece li dichiari apertamente.
Questo denota che hai coraggio e che non intendi mistificare il problema.
Mi sembri volerlo affrontare di petto e ti percepisco come una persona decisa.
In realtà le cose sono più sfumate, infatti tutte queste ragazze che sembri invidiare e che vedi uscire brillantemente il sabato sera, coi loro look e amici e corteggiatori al seguito, mi sembra di comprendere che non facciano tanto parte del tuo mondo.
Di fatto più che invidia credo che di loro te ne freghi poco o forse pochissimo, solo che, essendo tu volitiva e passionale, è come che scambi invidia e odio con indifferenza e poco interesse.
Ho idea che tu appartenga ad un mondo meno patinato e lustrinato (consentimi il termine), un modo di maggior spessore e profondità.
Penso che sia questa maggior penombra il tuo ambiente migliore dove realizzarti e brillare di luce più lunare che solare.
Saranno tutte mie elucubrazioni mentali o magari c'è del vero in quello che dico??
Bèh ti offro la mia visione, fanne quello che vuoi.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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18 AGO 2015

Gentile Sara,
penso dovrebbe approfondire i motivi e le origini di questa insoddisfazione. Uno psicologo psicoterapeuta può senz'altro aiutarla, sia che essa origini da problematiche radicate nel passato sia che si alimenti di comportamenti, atteggiamenti e convinzioni del presente.
Anche fattori inveterati possono essere modificati, come spiego in un articolo sull'imprinting che può trovare sul mio sito. Perciò non indugi, ciò che può sembrarle insormontabile potrebbe essere facilmente risolvibile con l'aiuto d uno psicologo.

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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18 AGO 2015

Gentile Sara,
la sensazione di "essere inadatta", di odiare tutti desiderando che tutti spariscano molto spesso è frutto di un processo di idealizzazione dell'altro e di un conseguente processo incosaoevole di svalutazione di sé. Se si rispecchia in questa spiegazione sarebbe interessante vedere come mai lei abbia bisogno di svalutarsi così tanto, ipervalutando gli altri. Tutto questo è oggetto di un lavoro terapeutico, che potrà sicuramente giovarle per ampliare la consapevolezza su di sè e sul suo funzionamento psichico.
I miei auguri di ogni bene.
Dr.ssa Fabiola Santicchio

Dott.ssa Fabiola Santicchio Psicologo a Potenza

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