Il lavoro mi spaventa?

Inviata da Ell · 2 nov 2015 Ansia

Innanzitutto vorrei specificare che da alcuni tempi soffro di ansia, am ancora non ho contattato un consulente. Ne ho parlato con il mio medico, che mi ha consigliato di trovare una/o psicologa/o che possa aiutarmi, ma continuo a rimandare.
Mi sono laureata da quasi due settimane e ho già fatto un colloquio per un tirocinio; dovrebbero farmi sapere a breve il responso. Sono tre giorni però che sono in ansia. Credevo di avere un mese circa per raccogliere alcuni appuntamenti, fare colloqui e chiarirmi anche le idee, ma ora sta succedendo tutto in fretta e questo mi porta ad essere ansiosa e preoccupata. Il tirocinio "sulla carta" è molto buono, rispecchia i miei interessi e sarebbe utile per la mia formazione professionale. Ma vorrei tanto che non mi accettassero, sia per non dover dire io di no, sia perché continuo a pensare che non voglio andare li a lavorare.
Questo è un pensiero irrazionale e la cosa peggiore per me è che riesco ancora a capire che non sto ragionando obiettivamente. Tuttavia c'è una parte di me che si lascia trasportare dall'irrazionalità.
Vorrei poter essere tranquilla e, nel caso in cui fossi presa per questa posizione, essere felice di poter accettare. Invece al momento mi sento solo sopraffatta dagli eventi e ho paura che se seguissi il mio pensiero razionale, poi non mi troverei bene. Credo che dovrei seguire i miei tempi e se questa fretta mi crea disagio non dovrei accettare (nel caso in cui risultassi idonea) il tirocinio, perché rischierei poi di viverlo in maniera del tutto sbagliata.
Come dovrei pensare? E cosa dovrei fare se ipoteticamente mi offrissero il posto? Seguire la ragione sperando di trovarmi bene e che la sensazione di ansia passi col tempo, oppure seguire la mia parte irrazionale, che mi dice "scappa"?

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Miglior risposta 3 NOV 2015

Cara Ell,

stai vivendo un momento di transizione, che non investe solo il modo in cui occupi il tuo tempo e le tuev energie, ma anche la tua identità. Accettare o meno questo tirocinio per te significa molto di più che occupare il tempo in un modo o nell'altro, rappresenta qualcosa che ti definisce e che ha per te significato.
Dalle tue parole emerge una forte ambivalenza, dici che sulla carta è molto buono, che rispecchia i tuoi interessi e sarebbe utile per la tua formazione professionale, ma che in realtà non vorresti lavorare li! Perchè non vuoi lavorare li? E' forse qualcun altro che pensa che questo tirocinio sia utile alla tua formazione, che è un buon posto etc? Chi la pensa così? La pensa come te? Ti invito a riflettere su questa domande.
Ritengo che non sia possibile offrire risposte alla tue domande, perchè sarebbero risposte dettate dal buon senso e non legate al profondo significato che la scelta racchiude.
Ti suggerisco una consulenza con uno psicologo per approfondire il significato della decisione e della perdita connessa alla decisione.

Un caro saluto!
Dott.ssa Monica Salvadore

Dott.ssa Monica Salvadore - Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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3 NOV 2015

Cara Ell,
l'entrata nel mondo del lavoro può generare paura: per tutta la durata del corso di studi è l'obiettivo primario, è stato il "motore" che ci ha sospinti verso la meta, ma di fatto nel momento in cui si realizza questo può provocare disorientamento, apprensione o persino ansia.

L'ansia è funzionale al nostro organismo perchè ci consente di affrontare una prova e superarla.
ES: si pensi allo studente di fronte ad un esame. Lo studente avverte una certa dose di ansia, questa gli consente, se gestita in modo costruttivo, di concentrarsi maggiornamente e superare la prova.
Ma l'ansia può allo stesso modo divenire invalidante e impedirci dunque di affrontare e superare una prova (come Lei descrive nella lettera): in questo caso è bene dunque allora fermarsi a riflettere sul significato dell'evento che stiamo vivendo e sulla natura ansiogena dell'evento stesso.
Le chiedo, "quale significato attribuisce a questa fase di passaggio?"
Se si riesce a comprendere il senso e il significato personale della situazione che crea ansia, è possibile poi trovare mezzi più utili e efficaci di gestione dell'ansia stessa.
Qui alcune ipotesi e domande non consapevoli relative alla fase di passaggio nel mondo del lavoro su cui La invito a riflettere
1) diventare adulti: ...ma non si può più tornare indietro?
2) distaccarsi dal nucleo famigliare di origine: rimarrò solo?
3) autonomia emotiva e autonomia economica: ce la farò?
4) nuovi colleghi e nuove amicizia: riuscirò a relazionarmi serenemente con i nuovo colleghi? Riuscirò a mantenere le vecchie amicizie?

Queste sono solo alcuni esempi di significati che possono essere attribuiti a tale cambiamento: una psicoterapia in effetti, come ben Le ha suggerito il medico di base, può rappresentare il luogo per accellenza ove poter esplorare altri significati, quelli più utili per Lei al fine di trovare e scoprire una più efficace gestione dello stato ansioso che Lei denuncia nella lettera.
Auguri!

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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3 NOV 2015

Gentile Ell,
si trova a vivere un periodo di transizione, un periodo di cambiamento, una situazione completamente nuova...ansia e preoccupazione sono assolutamente legittime e funzionali. Così come lo sono dubbi, domande e pensieri. è importante però non lasciarsi sopraffare da tutto ciò...si conceda l'opportunità di imparare a gestire l'ansia innescata dalla novità e dal cambiamento. E nel caso specifico si dia l'opportunità di mettersi in gioco in un'attività lavorativa che rispecchia i suoi interessi (o perlomeno si dia l'opportunità di capire cosa la frena dall'investire in qualcosa che sulla carta la rispecchia e la potrebbe gratificare).
Prenda in considerazione il suggerimento del suo medico di base...al di là della situazione contingente potrebbe esserle utile un percorso psicologico per comprendere i suoi stati ansiosi e per conoscere meglio se stessa.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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3 NOV 2015

Cara Ell
sebbene i tuoi timori siano del tutto accettabili penso che dovresti riuscire a mettere anche un poco di entusiasmo all'idea di affrontare il mondo lavorativo.
Credere nelle tue capacità è fondamentale e voler mettersi alla prova è un elemento importante.
Sebbene il mondo della scuola non prepari al lavoro, il lavoro resta qualcosa che deve essere prima o poi, affrontato quindi meglio prima che poi. Ritardarne l'ingresso è solo un perdere tempo ed aumentare la paura.
Quindi cerca di dominare quest'ansia da prestazione che ti è presa e trova in te motivazione valida e certa nelle tue capacità.
Invece di sperare di non essere presa al tirocinio , spera davvero di essere tra quelli scelti e rallegrati quando ciò avverrà.
Lascia che siano gli altri a valutare le tue qualità e tu forte di un entusismo giovanile, inizia come meglio puoi a fare ciò che ti è richiesto.
Vedrai che tutto andrà bene e ti accorgerai che affrontando direttamente le cose la paura scompare.
Paura e coraggio non sono sullo stesso piano. Col coraggio la paura se ne va.
Auguri
Dott Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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2 NOV 2015

Cara Ell,
quello che stai vivendo è tipico di un periodo di transizione, in questo caso del passaggio dalla laurea all'entrata nel mondo del lavoro. Credo sia assolutamente normale vivere questo stato di ansia e preoccupazione ed è per questo che una parte di te ti suggerisce di scappare. Questo però non vuol dire che farlo (scappare) sia proprio la scelta giusta da fare. Ogni esperienza va vissuta, anche se non dovesse risultare quello che ti aspettavi. Ti avrà sicuramente insegnato qualcosa. Per questo va fatta. Io sono del parere che è sempre bene accettare, nel caso potrai sempre rinunciare in un secondo momento.

I miei migliori auguri per la tua vita.
Dr.ssa Ilaria Terrone, Bari

Dott.ssa Ilaria Terrone Psicologa Bari Psicologo a Bari

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2 NOV 2015

Cara Lettrice,
le cose nuove suscitano ansia. Si tratta di una risposta dell'organismo utile per fare attenzione e usare le risorse per gestire al meglio la novità. Naturalmente sarà una novità solo per poco e subito dopo diverrà una cosa nota, conosciuta.

Non accettare un lavoro che rispecchia i suoi interessi significherebbe evitare temporaneamente l'ansia, ma ritrovarsela addosso, più forte, alla prossima occasione.

Si dia l'opportunità di imparare a gestire l'ansia che suscitano le cose nuove.
Si dia, anche, l'opportunità di una consulenza con uno psicologo: il medico le ha dato un buon suggerimento.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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2 NOV 2015

Gentile lettrice,
fa male a non accogliere il consiglio del suo medico (che apprezzo perchè non si è affrettato, come tanti, a prescrivere ansiolitici) e a rimandare l'inizio di un aiuto psicologico.
Proprio adesso che si sta preparando ad affrontare la realtà lavorativa ed è in ansia per questo, è importante per lei avere un sostegno e un riferimento.
Ovviamente, il mio suggerimento è, inoltre, quello di accettare sùbito una eventuale chiamata e non perdere alcuna occasione che potrebbe non ripresentarsi facilmente, visto anche il momento storico critico che viviamo.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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