Se mi lasci mi rifaccio! Donne che ricorrono alla chirurgia estetica dopo il divorzio

Se chirugia estetica e psicologia si incontrano è proprio quando si parla di divorzio. Il ritocchino post separazione aiuta lo spirito e il corpo

5 FEB 2014 · Tempo di lettura: min.

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Moltissime donne avrebbero cambiato e migliorato il loro aspetto fisico anche durante il matrimonio, ma hanno represso questo desiderio per disaccordo con il coniuge. Foto: Il Club delle prime mogli.
Divorziare nel bene o nel male significa l’inizio di una vita nuova. Sia le donne che gli uomini sentono il bisogno di fare qualcosa per se stessi. Questo può tradursi in una lunga vacanza, una nuova relazione o in una passeggiata dal chirurgo estetico.

Il dato emerge da uno studio condotto dalla psicologa Serenella Salomoni su un campione di 240 donne legalmente separate, e rivela che oltre allo psicologo anche il chirurgo estetico è percepito come un valido alleato per superare una fase critica come quella della separazione dal coniuge; un pensiero manifestato da 3 su 10 delle pazienti della dottoressa.

Le motivazioni per ricorrere alla chirurgia sarebbero tante ma di sicuro fra le più importanti c’è il bisogno di ricominciare una nuova vita da single sentendosi più sicure del proprio aspetto.

Molto spesso il divorzio porta con sé una perdita dell’autostima, si sente di aver fallito in un impegno molto importante, e fare un piccolo o grande intervento restituisce il buon umore. Pare che aiuti soprattutto chi sente il timore di non essere più abbastanza giovane o abbastanza attraente per trovare un nuovo partner.

Più spesso si tratta della voglia di dare un taglio al passato. Moltissime donne avrebbero cambiato e migliorato il loro aspetto fisico anche durante il matrimonio, ma hanno represso questo desiderio per disaccordo con il coniuge, un disaccordo che non sempre riguarda la mancata necessità dell’intervento, ma che più spesso si scontra con il disinteresse del partner per ciò che fa star bene la compagna della propria vita.

Quest’ultima argomentazione ci conduce a un'idea ormai molto diffusa negli Stati Uniti: quella della chirurgia plastica di rivincita. La soddisfazione insomma di un bisogno che si è stati costretti a reprimere.

Infine un nuovo punto di vista sulla chirurgia plastica post- divorzio lo fornisce una sentenza della Corte di Cassazione tedesca. In Germania un giudice ha stabilito che dovesse essere l’ex marito a destinare una somma di 1.800 euro alla moglie per la sua chirurgia post divorzio, cifra atta a concedere un’iniezione di autostima alla ex-coniuge, vessata da una separazione stressante.

La chirurgia estetica è un nuova alleata della psicologia?

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Manuela Pirrone

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Commenti 2
  • paola gota

    sono sostanzialmente d'accordo con il commento di Veronica. Ricorrere alla chirurgia estetica per potenziare l'autostima non è a mio avviso l'approccio corretto, in quanto favorisce la non accettazione della propria immagine. Comunque una buona autostima dovrebbe prescindere dall'aspetto esteriore ma piuttosto consolidarsi sulla base di altri valori.

  • Veronica

    Mi chiedo come possa la dimensione psicologica, che in teoria mira a favorire l'espressione delle risorse interne, dei sentimenti, e quant'altro, ovvero ricerca, quindi, che volge all'interno con una dimensione che va completamente in senso opposto e che collude con la non accettazione di sè.

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