L’inevitabile incertezza del rapporto amoroso, di Bruno Marchi.

Tutte le coppie crescono e cambiano. Difficile, se non impossibile, che non vi siano conseguenze a questo. È importante riuscire a parlarne insieme, o anche da soli, per una riflessione che

11 AGO 2017 · Ultima modifica: 25 GEN 2018 · Tempo di lettura: min.

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L’inevitabile incertezza del rapporto amoroso, di Bruno Marchi.

"… nei fatti d'amore i coinvolgimenti più profondi e più autentici possono essere costruiti e mantenuti solo se si resta consapevoli del cambiamento e della trasformazione che prescindono dal nostro controllo. I coinvolgimenti amorosi romantici non implicano una devozione alla stasi, ma una dedizione a un processo aperto all'incertezza" [S. Mitchell (2002), L'amore può durare?, t.i. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2003, pag. 153].

La dedizione a un processo aperto all'incertezza lascerebbe intendere, a prima vista, una sorta di idealizzazione dell'imponderabile, dell'effimero. In realtà, trattasi di una dimensione della vita nella quale ogni giorno chiunque si ritrova poiché quel del doman non c'è certezza, di medicea memoria, può significare che in genere siamo disposti a tollerare l'indeterminatezza del futuro prossimo, ma anche di quello remoto. La stessa cosa, però, spesso non accade nei rapporti amorosi cioè le relazioni sentimentali, istituzionalizzate dal matrimonio o meno che siano.

Per le relazioni d'amore, a partire da alcune considerazioni già fatte a proposito di dipendenza affettiva, sembra che il grado di tolleranza dell'incerto sia molto basso. Ciò, di solito, accade poiché si confonde la stabilità nel tempo della relazione amorosa con la staticità delle modalità relazionali amorose. Cioè, frequentemente ci si adagia su una modalità relazionale che tende a mantenere rigidamente fermi i presupposti iniziali, le aspettative, dell'uno e dell'altro nel momento in cui sono stati costruiti gli elementi base della coppia stessa, tanto da sembrare difficile accettare che i cambiamenti soggettivi di entrambi si susseguono nel tempo. Tanto da non accettare l'idea che si ha il diritto di cambiare. Per cui, l'obiettivo di ogni coppia amorosa dovrebbe essere quello di riuscire a parlarne con l'altro/altra, di riuscire a dire e a dirsi in cosa si è cambiati e quali modificazioni evolutive hanno avuto le prospettive, il modo di guardare alla vita, alla luce dei tanti altri fattori che intervengono, anche dall'esterno, nella vita di coppia. In altre parole, l'obiettivo dovrebbe essere quello di mantenere aperta e vitale la comunicazione abbassando le difese e mettendo da parte la apparentemente comoda routine di sempre.

Apertura al cambiamento, allora, predisposizione alla flessibilità e comprensione empatica dell'altro/dell'altra poiché nel tempo tutti cresciamo e cambiamo. Ecco cosa potrebbe significare dare importanza alla stabilità della relazione amorosa (che cambia, perché mutano gli elementi che la costituiscono, ma permane nel tempo) invece che alla staticità delle promesse d'amore e delle aspettative.

Riuscire a parlare di cosa e quanto sia cambiato potrebbe offrire l'opportunità di riposizionarsi nella coppia o fuori da essa. Entrambi sono processi di crescita dei quali occorrerebbe adeguatamente prendersene cura (insieme o individualmente) per evitare la sofferenza della frustrazione, nel caso la coppia stazionasse in un impasse o, qualora si separasse, per evitare la sofferenza della conflittualità.

Nella foto: Egon Schiele, Kunst kann nicht modern sein, 1912.

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Scritto da

Anonimo-162498

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