Le relazioni sentimentali

Formare legami di coppia stabili e riprodurre il proprio patrimonio genetico sono considerati traguardi importanti, anche se non tutti scegliamo di vivere in coppia o avere figli.

31 OTT 2017 · Tempo di lettura: min.

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Photo by Milan Popovic on Unsplash

La nostra identità personale è strettamente legata alle relazioni con gli altri, e il rapporto di coppia ha un ruolo fondamentale in questo senso.

Siamo predisposti dalla nascita a ricercare la vicinanza della persona che si prende cura di noi e questa è una caratteristica che manteniamo per tutta la vita. Le figure di attaccamento vengono poi gradualmente sostituite come figure di riferimento: dall'infanzia iniziano ad avere importanza i rapporti con i coetanei. Questi rapporti avranno, soprattutto dall'adolescenza, le stesse caratteristiche delle relazioni di attaccamento infantili: ricerca di vicinanza, intimità, sostegno emotivo, con la differenza che mentre nell'attaccamento infantile la figura di riferimento fornisce ma non riceve cure, i due amici o i due partner, si offrono e ricevono sostegno a vicenda.

Il bisogno di attaccamento ha origini biologiche. In questo senso secondo gli etologi l'unico scopo biologico della coppia, per gli esseri umani così come anche per gli animali, è quello della riproduzione e della cura dei figli (l'attaccamento favorisce la stabilità nel tempo della coppia così che i due partner possano prendersi adeguatamente cura dei figli, per il lungo periodo di tempo necessario al loro sviluppo). Ma poiché l'uomo non è completamente soggetto alle regole della natura per lui sono divenute importanti, oltre alla ragione biologica, anche la reciproca conoscenza interiore, e la conferma della propria identità personale.

Formare legami di coppia stabili e riprodurre il proprio patrimonio genetico sono considerati traguardi importanti dello sviluppo. Anche se non tutti scegliamo di vivere in coppia o di avere figli, tutti sentiamo l'impulso di innamorarci e costruire con un partner un rapporto esclusivo.

Innamorarsi significa letteralmente accendersi d'amore per un'altra persona.

L'innamoramento avviene generalmente nella fase iniziale del rapporto di coppia ed è caratterizzato dall'irrazionalità, dalla fusione, dalla cecità affettiva. Durante l'innamoramento l'altro rappresenta tutto il mondo. Vediamo in noi stessi e in lui/lei solo quegli aspetti che ci permettono di operare un'idealizzazione (idealizzare significa escludere dalla consapevolezza - dalla coscienza - le caratteristiche nostre o dell'altro giudicate negative).

I primi innamoramenti sono molto brevi e poco coinvolgenti. Cominciano in genere durante l'adolescenza (le cotte) e permettono di iniziare a prendere consapevolezza della propria capacità di provare ed esprimere sentimenti d'affetto. Se, come abbiamo detto, i rapporti di coppia aiutano a costruire la propria identità da adulti, lo fanno ancor di più durante l'adolescenza momento in cui i vari aspetti di sé non sono ancora integrati in maniera unitaria.

I primi innamoramenti funzionano proprio da conferma dell'identità che si va strutturando e un eventuale rifiuto rappresenta perciò una non conferma e può essere fonte di grande angoscia e dolore. La gelosia, che è un sentimento molto presente nei rapporti di coppia adolescenziali, tende a garantire con i comportamenti che stimola (per esempio il controllo più o meno pressante della vicinanza dell'altro), l'esclusività del rapporto con il partner favorendo il sentimento di accettazione e confermando il proprio senso di sé.

La prima delusione è in genere molto dolorosa non tanto per l'intensità del sentimento provato quanto perché, essendo la prima esperienza, non si hanno ancora i mezzi per capire i motivi del fallimento che nella maggior parte dei casi è dovuto al fatto che i due ragazzi vivono tempi psicologici diversi: uno è pronto per un legame e l'altro no, oppure si immagina un certo tipo di rapporto e l'altro no, oppure si ritrovano vicini due ragazzi che non hanno niente in comune al di là del desiderio di sperimentare l'amore.

Anche più avanti comunque, quando si hanno più esperienze alle spalle e le capacità di relazione sono più adeguate, un rapporto che si chiude provoca sempre molta sofferenza dal momento che chiama in causa non soltanto un sentimento, ma la base del nostro sentirci vivi quale è il senso di identità personale.

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 Photo by Ryan Holloway on Unsplash  

Alla fase irrazionale dell'innamoramento fa seguito una fase più pacata di amore in cui il legame è più intimo e si possono tollerare periodi più lunghi di distacco. La maggiore intimità, oltre ad arricchire la comunicazione e l'espressione della propria sessualità, è la condizione per non sentirsi soli.

È ormai riconosciuto che l'amore più che un sentimento è un processo e come tale è più basato sulla condivisione di progetti che sulla forte attrazione caratteristica della fase iniziale. Se la fase dell'innamoramento non è seguita dalla fase più pacata della condivisione di affetti, sensazioni e scopi (che in una coppia adulta possono andare dalla decisione di comprarsi casa a quella di avere figli) il forte interesse provato per l'altra persona svanisce rapidamente lasciando soltanto un grande senso di vuoto.

Chi ha paura di mettere a nudo una parte di sé, di dipendere affettivamente dall'altro, di confondersi con l'altro, avrà difficoltà ad entrare nella fase più matura e i suoi rapporti sentimentali saranno caratterizzati dal susseguirsi di innamoramenti che si esauriscono velocemente.

Conoscere approfonditamente il partner comporta la fine dell'idealizzazione e la presa di consapevolezza delle cose che si hanno in comune: se le differenze superano le affinità, se è possibile continuare o è meglio interrompere il rapporto, soprattutto se si possono raggiungere obiettivi condivisi. E' stato stimato che la fase di attrazione tra due partner dura più o meno dai due ai tre anni e questo probabilmente spiega perché vi sia una prevalenza di interruzioni nei rapporti di coppia intorno al quarto anno.

Tutti ci chiediamo come mai scegliamo certi partner piuttosto che altri, come mai ci troviamo in certe relazioni piuttosto che in altre, oppure perché abbiamo difficoltà a intraprendere e portare avanti un rapporto di coppia, perché cerchiamo di evitarlo o perché non riusciamo a interromperlo.

Il modo di stare in rapporto con gli altri (lo stile di attaccamento), elaborato nel corso dello sviluppo con genitori, fratelli, insegnanti, amici, tende a ripetersi nelle relazioni adulte, anche se non in senso assoluto. Ci avventuriamo più volentieri in rapporti che hanno qualcosa di simile a quelli che abbiamo vissuto in passato perché tendono a confermare l'idea che ci siamo costruiti di noi stessi e degli altri, anche se può capitare di vivere una relazione che si rivela molto positiva dal punto di vista della comunicazione e del livello di intimità raggiunto, da farci correggere queste idee (così per esempio un partner affettuoso e disponibile può modificare la convinzione di base per cui gli uomini - o le donne - non sono disponibili) o, al contrario, esperienze dolorose o difficili possono mettere in crisi il positivo senso di identità costruito nelle relazioni con i propri genitori.

Lo stile di attaccamento sembra avere un ruolo sia nella fase iniziale della scelta del partner (insieme alle caratteristiche fisiche, alle affinità, ai valori), sia nel mantenimento della relazione.

L'attrazione sessuale è considerata in genere la componente più importante nelle fasi iniziali di una relazione, ma i rapporti che si basano prevalentemente sulla componente sessuale tendono a durare poco. Se il rapporto continua è probabile che le componenti di cura e di attaccamento siano divenute importanti.

La possibilità di sperimentare in modo adeguato nuovi legami è in stretta relazione con la possibilità di separarsi dai genitori. Chi ha sperimentato legami insicuri per esempio, non ha potuto sviluppare la capacità di separarsi e quindi tenderà a mantenere un legame privilegiato con la famiglia di origine piuttosto che con il partner.

Ognuno di noi ha un particolare stile di attaccamento che può rientrare nelle categorie: insicuro (evitante o ambivalente) e sicuro.

Nel rapporto di coppia lo stile di attaccamento insicuro si manifesta nella paura di entrare in intimità con l'altra persona e nell'incapacità di dipendere affettivamente da lei (insicuro evitante) oppure nella scarsa fiducia sull'affidabilità del partner (insicuro ambivalente); lo stile sicuro si manifesta al contrario nella capacità di entrare in intimità con il partner e di ricevere e offrire aiuto.

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Individui che hanno sperimentato legami familiari sicuri tenderanno a scegliere partner con le stesse caratteristiche. Al contrario individui che hanno sperimentato rapporti familiari insicuri tenderanno a scegliere partner con caratteristiche complementari alle proprie: chi ha paura di entrare in intimità con l'altro sceglierà un partner che desidera un livello di intimità esagerato (e questo gli confermerà che è meglio non coinvolgersi troppo nei rapporti), chi ha poca fiducia nella disponibilità dell'altro, sceglierà partner che si concedono poco (e questo gli confermerà che gli altri sono poco affidabili).

I soggetti sicuri sono in grado di ricevere e fornire cure, gli evitanti invece tendono ad essere autosufficienti e a non chiedere aiuto, essi cercano la vicinanza del partner quando questo non fa richieste dirette e se ne tengono a distanza quando questo fa richieste di intimità (per esempio durante una forte emozione o un importante bisogno). Gli ambivalenti invece avanzano molte richieste ma sono poco disponibili a fornire cure o, se lo fanno, questo avviene in modo oppressivo che spesso non viene gradito dal partner.

In condizioni conflittuali i soggetti non sicuri tendono a mettere in pratica atteggiamenti non costruttivi: dicendo cose che mettono a repentaglio la stabilità della relazione, affrontando ripetutamente il conflitto (ambivalenti) o evitandolo (evitanti), in un crescendo che può sfociare nella rottura del rapporto. Sembra lecito pensare che i soggetti non sicuri, date le maggiori esperienze di solitudine vissute in passato, si mantengano in stato di allerta nel corso di un rapporto importante, per cui ogni segnale di scontentezza del partner viene interpretato come presagio di rottura della storia per cui preferiscono essere loro a provocarne la fine piuttosto che subirla passivamente.

Il tipo di legame che si stabilisce tra due partner condiziona la stabilità del rapporto anche se sia legami sicuri che legami insicuri possono durare nel tempo. Tra i legami insicuri soprattutto quello che si stabilisce tra la donna ambivalente e l'uomo evitante tende a durare nel tempo.

Anche una volta che il sentimento si è esaurito e i partner si sono separati, il legame può rimanere: per rendere meno dolorosa la separazione i due partner si mantenengono in contatto anche se ognuno ha stabilito nuovi legami affettivi (almeno fino a che non si rendono conto di essere diventati molto diversi e di non avere più niente in comune).

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Scritto da

Dott.ssa Patrizia Mattioli Linkedin

Psicologa Nº iscrizione: 5623

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale, Socio ordinario della Sitcc. Consulente scolastico. Lavora da trent’anni in campo clinico e scolastico. Ha pubblicato Itinerario di Psicologia (2008), Uno Psicologo nella Scuola (2015) e Attaccamenti a Scuola (2017). Autrice di numerosi articoli pubblicati nel web e su riviste di settore. Blogger per Il Fatto Quotidiano

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