La sindrome da Burnout: esaurimento nervoso dovuto al lavoro

In una società esigente, dove performance e risultati sono i nuovi valori, spesso ci si trova a fare i conti con i limiti della mente. Scopri se soffri di Burnout facendo il nostro test!

27 gen 2014 Psicopatologie - Tempo di lettura: min.

psicologi

L'espressione sindrome del Burnout, conosciuta anche come sindrome da stress lavorativo o stress lavoro correlato, significa letteralmente “bruciati dal lavoro". È un tipo di stress che si produce come conseguenza di pressioni prolungate e di fattori stressanti emotivamente e interpersonali relativi al lavoro.

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In genere ne è affetto chi svolge una professione di aiuto, vale a dire chi ha il contatto diretto con le persone: medici, infermieri, consulenti, assistenti sociali, maestri, venditori, ricercatori di mercato, esattori e molti altri tipi di professioni in cui si esige sempre un'efficienza al 100% e un alto grado di competitività.

Al momento, il Burnout è una malattia descritta dall'Organizzazione Mondiale della Salute ICD-10, come

“Z73.0 Problemi relativi allo stress lavorativo (sensazione di esaurimento vitale)", nella categoria più ampia Z73 di “problemi relativi alle difficoltà di affrontare la vita".

Ciò denota l'importanza di questo problema riconosciuto a livello mondiale.

Il lavoro occupa gran parte della nostra giornata. Per questo, se la nostra situazione lavorativa ci causa troppo stress è normale che questo malessere si propaghi su tutti gli aspetti della nostra vita. L'Organizzazione Mondiale della Salute avverte quindi del rischio di soffrire del cosiddetto “burnout”, riferendosi allo stress cronico causato dalla propria attività professionale.

Questa sindrome si manifesta attraverso una profonda stanchezza, che non passa nemmeno dopo qualche giorno di riposo, frustrazione a livello professionale, mancanza di energia e di motivazione, diminuzione della qualità del lavoro o maggior assenteismo. Chi ne soffre, infatti, può essere colpito da diversi sintomi psicologici e fisici che vanno dall’insonnia ai disturbi gastrointestinali, dall’utilizzo di sostanze stupefacenti alla depressione.

Cosa causa il burnout?

Questa sindrome si presenta soprattutto in quei lavoratori che svolgono, come dicevamo, una professione molto esigente o competitiva. Tuttavia, anche il modo in cui è organizzato il lavoro può causare l’apparizione del burnout. Quelle imprese che prevedono lunghe giornate di lavoro, sovraccarico di lavoro ma anche poche opportunità di crescita personale, mancanza di incentivi e di valorizzazione dei lavoratori possono causare l’aumento delle probabilità che i propri dipendenti soffrano di questo disturbo.

Il burnout non colpisce solamente la qualità del lavoro ma anche tutti gli aspetti della vita del paziente, sia a livello sociale che fisico. Solitamente, infatti, questa sindrome si riversa sulle relazioni sociali perché chi ne soffre tende a isolarsi e, di conseguenza, ad avere problemi direttamente con colleghi, amici e partner. Anche la salute ne risente. Il burnout può causare problemi di sonno, stanchezza cronica, ulcere, dolori muscolari, oscillazioni dell’umore, ansia e tanti altri disturbi di tipo psicologico e fisico.

Inoltre si caratterizza per gli orari di lavoro eccessivi, alti livelli di esigenza nel compiere i lavori assegnati e l'imposizione da parte di altri o propria di obiettivi irreali. Questa patologia si può presentare quando ci sono condizioni di bassa tolleranza dello stress, sentimenti di frustrazione e insicurezza sull posto di lavoro tra le altre cose.

Lo stress normalmente si produce per una domanda eccessiva di lavoro così come la mancanza di valorizzazione del posto di lavoro: tra le conseguenze vi sono la perdita di autonomia, ansia, perdita di controllo, bassa autostima, irritabilità, stanchezza, logoramento, confusione e fatica.

Indipendentemente dalla definizione della sindrome, è certo che il Burnout è una condizione che può arrivare a bruciare o a esaurire totalmente la persona che ne soffre. Per questo specialisti in Psicologia dell'Organizzazione e del Lavoro considerano che l'eccesso di standardizzazione dei metodi di lavoro e la conformità con norme molto rigide possano generare un ambiente più propenso a questi sintomi. Ci sono anche altri fattori che lo propiziano come la routine, i sistemi e i procedimenti, la monotonia e la mancanza di controllo della situazione.

 Photo by Timon Studler on Unsplash  

Come prevenire il Burnout?

Per prevenire il burnout è necessario l’impegno sia delle imprese che dei lavoratori. Le aziende, infatti, hanno un ruolo cruciale nell’evitare che i propri dipendenti soffrano di questa sindrome, evitando il sovraccarico di lavoro e, al tempo stesso, promuovendo un tipo di organizzazione del lavoro che stimoli la produttività dei lavoratori in maniera sana. I lavoratori, invece, devono imparare a essere assertivi, migliorare le relazioni con il proprio team e la propria organizzazione del lavoro, sviluppare nuove competenze non solo a livello professionale ma anche emotivo o analizzare attentamente le cause dell’insoddisfazione professionale.  

Ecco qualche consiglio per i lavoratori:

  • mantenere uno stile di vita equilibrato (sport, alimentazione sana, dormire bene, riduzione del consumo di alcol);
  • cercare supporto nelle persone care;
  • migliorare le relazioni con i colleghi;
  • lavorare sull’autostima e dare valore agli obiettivi raggiunti;
  • stabilire un limite alle ore di lavoro;
  • fare una pausa da cellulare e computer;
  • dedicarsi del tempo;
  • svolgere attività che permettano di esprimere la creatività;
  • eseguire esercizi di rilassamento, mindfulness o yoga;
  • decidere se è il caso di cambiare lavoro.

Per chi soffre già di burnout, invece, la miglior soluzione è quella di iniziare un percorso di psicoterapia, prima che questa sindrome possa causare l’apparizione di altri disturbi gravi a livello fisico e psicologico. Il lavoro del terapeuta è innanzitutto quello di analizzare i sintomi per ottenere una diagnosi corretta. In seguito, si passerà ad affrontare le conseguenze di questo disturbo per poter poi imparare strategie per affrontare lo stress, migliorare l’autostima, incrementare le abilità comunicative e promuovere l’assertività.

«Riposati ogni tanto; un campo che ha riposato dà un raccolto abbondante».(Ovidio)  

Come individuare la sindrome da Burnout? I sintomi

Il Burnout è qualcosa di più che la stanchezza abituale, dalla quale ci si può riprendere dopo pochi giorni di riposo, poiché implica una serie di disturbi a livello psicologico, fisico, sociale e anche nella relazione con l'azienda e il luogo di lavoro.

  1. Dal punto di vista fisico, ripetiamolo, si presentano: insonnia, deterioramento cardiovascolare, ulcere, perdita di peso, dolori muscolari, emicranie, problema di sonno, disordini gastrointestinali, allergie, asma, fatica cronica, problemi con il ciclo mestruale e anche danni a livello cerebrale.
  2. Dal punto di vista emotivo ha a che fare con il proprio sentimento di autorealizzazione. Può apparire anche l'abuso di sostanze stupefacenti (droghe, farmaci, etc.) e la presenza di malattie psicosomatiche come la depressione.
  3. Dal punto di vista lavorativo si produce una diminuzione della qualità o produttività del lavoro, un atteggiamento negativo verso i colleghi, aumento dell'assenteismo, diminuzione del senso di realizzazione, si abbassa la soglia di sopportazione della pressione e i conflitti di ogni tipo.

«Uno dei sintomi di stress ed esaurimento nervoso che si avvicina è la convinzione che il proprio lavoro sia terribilmente importante».
(Bertrand Russell)  


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