Burn out: la solitudine degli insegnanti

Essere un insegnate oggi è sicuramente molto difficile: questa categoria è sempre più sotto pressione.

11 GIU 2020 · Tempo di lettura: min.

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Burn out: la solitudine degli insegnanti

Essere un insegnate oggi è sicuramente molto difficile: questa categoria è sempre più sotto pressione e sotto i riflettori dell'opinione pubblica. In particolare con la situazione creatasi a seguito della pandemia da Covid19 e la conseguente chiusura delle scuole, gli insegnanti si sono dovuti rapportare con nuovi metodi di insegnamento e di gestione degli alunni.

È molto importante tener presente che la figura dell'insegnante è mutata nel tempo, infatti negli anni precedenti si riconosceva loro un notevole prestigio dal punto di vista didattico-educativo.

Oggi viene invece considerato un lavoro di tipo burocratico, appartenente al pubblico servizio, con notevoli privilegi, quali l'orario di servizio ridotto, numerosi giorni di ferie disponibili durante l'anno. In questo periodo di lockdown la situazione per gli insegnanti si è ulteriormente aggravata in quanto c'è stata una richiesta di impegno molto più pressante con l'utilizzo di mezzi di comunicazione fino ad ora mai utilizzati.

L'insegnante di oggi, invece, si trova quindi lacerato da un conflitto interiore, diviso tra quelle che sono le proprie aspettative personali, ovvero l'insegnare secondo le proprie idee, principi e metodologie professionali, e le aspettative esterne, cioè ciò che la società, intesa come alunni, genitori, colleghi, organizzazione scolastica e la situazione creatasi a seguito della pandemia, pretende dall'insegnante medesimo.

Un altro fattore da non sottovalutare è il conflitto in cui si trova a vivere un docente tra la differenza della propria cultura, di cui si sente portatore per ruolo, e la cultura contemporanea con la quale ogni giorno si scontra nelle aule.

Il ruolo principale dell'insegnante è quello di "istruire", quindi di trasmettere informazioni, ma allo stesso tempo gli viene richiesto di trasmettere una cultura ispirata a modelli e valori ideali che vanno direttamente a scontrarsi con quelli della cultura di massa.

Il compito dell'insegnante è di valutare i propri alunni in modo più impersonale possibile, e al tempo stesso, oggi, gli viene richiesto di essere un genitore "alternativo" per indagare la sfera della vita personale, emotiva, relazionale dell'alunno, per sostenerlo e spronarlo allo studio e colmare le sue eventuali lacune (delega totale alla scuola dei problemi educativi).

Cambiamenti sostanziali inoltre sono intervenuti all'interno del sistema scolastico; ciò ha contribuito ad accrescere la complessità dell'essere insegnante (continue riforme, continui aggiornamenti dovuti all'evoluzione informatica, composizione di classi con oltre 30 alunni…) non ultimo l'insegnamento a distanza con l'utilizzo di strumenti tecnologici che per molti insegnanti non rappresentavano di certo la normalità.

Si sono modificate anche le aspettative delle stesse famiglie, che sono diventate sempre più critiche ed esigenti nei loro confronti.

Infine a tutto ciò si aggiunge il problema degli stipendi, che risultano essere estremamente esigui e la considerazione pubblica di cui l'insegnante gode non compensa certo tutto questo sforzo.

Un elemento molto importante da considerare è il fatto che, purtroppo, oggi molti insegnanti non ricevono una preparazione adeguata nel corso della loro formazione professionale e per questo motivo si trovano a dover sperimentare direttamente nelle aule compiti veramente delicati come la valutazione degli alunni e la programmazione del percorso didattico.

Il conseguirsi di queste vicende ha incrementato la sensazione di forte inadeguatezza del ruolo riconosciuto all'attività dell'insegnante, e rappresenta sicuramente una grande fonte di stress.

La conclusione finale di tutti questi discorsi è che l'insegnante può essere portato ad uno stato di logoramento e di esaurimento psico-fisico che viene comunemente definito burn out.

Burn out, può essere tradotto in italiano con vari termini, quali, bruciato, esaurito, scoppiato; questo si manifesta con il crollo psicologico dell'insegnante rispetto alle aspettative derivanti dall'attività professionale. Questo "crollo" indica il cedimento sia a livello fisiologico che psicologico e comportamentale dell'insegnante.

L'insegnante non riesce più a realizzare i propri obiettivi, non riesce più a far fronte alle richieste, interne ed esterne, relative all'attività svolta; tutto questo comporta un elevato aumento del livello di stress che diventa ingestibile.

La sindrome del burn out si manifesta con particolari:

  • stati d'animo: ansia, irritabilità, esaurimento fisico, panico, agitazione, negativismo, senso di colpa, abbassamento autostima, ridotta capacità di empatia e d'ascolto, sensazione di fallimento per mancata realizzazione delle proprie aspettative;
  • somatizzazioni: insonnia, disturbi gastrointestinali, frequenti nevralgie, sudorazioni, palpitazioni;
  • reazioni comportamentali: frequenti assenze, ritardi, ridotta creatività, distacco emotivo, conflitti con i famigliari, manifestazioni di rabbia verso i colleghi, perdita della capacità di controllo nell'attribuire la giusta dimensione all'esperienza lavorativa.

Questa sindrome del burn out colpisce tutti i soggetti che svolgono la loro attività nel campo delle "helping profession", ossia quelle professioni dedite agli altri, come medici, assistenti sociali, insegnanti, infermieri, poliziotti…dove l'obiettivo principale è quello di poter essere di aiuto agli altri. In tutte queste professioni viene richiesto un forte investimento personale, dove viene favorito un coinvolgimento emotivo.

Christina Maslach commenta il burn out come una "perdita di interesse nei confronti delle persone con cui si lavora, accompagnata da stress ed insoddisfazione eccessivi". Secondo la Maslach, la sindrome del burn out si caratterizza per tre peculiari aspetti che rappresentano il cuore di questa sindrome: esaurimento emotivo, depersonalizazione e ridotta realizzazione personale sul lavoro.

L'esaurimento emotivo indica che l'individuo si sente svuotato delle risorse emotive e personali, si caratterizza in particolare da sintomi come stanchezza, fatica e disturbi psicosomatici.

La depersonalizzazione si manifesta quando si sviluppano dei sentimenti negativi verso gli altri al punto da considerare negativamente anche sè stesso, iniziando a comportarsi in modo freddo e distaccato, provando però forti sensi di colpa per il loro comportamento verso gli altri.

La ridotta realizzazione personale comporta la svalutazione della propria attività professionale, manifestando scarsa autostima e forte senso di frustrazione.

La sindrome del burn out riguarda oggi un gran numero di insegnanti, ricerche recenti indicano che quasi un milione rischiano di sviluppare patologie psichiatriche rispetto ad altri lavoratori, con ricadute sia sul livello educativo-sociale dell'insegnamento, sia sul livello economico per i costi sociali che comporta.

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Scritto da

Dottoressa Alice Salmi

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