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IMMT: Image Music Mirror Therapy, un nuovo approccio terapeutico

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

L'Image Music Mirror Therapy è un nuovo approccio terapeutico, ideato dal Dott. Francesco Bacci, che integra musica, fotografia ed oggetti simbolici.

31 MAG 2019 · Tempo di lettura: min.
IMMT: Image Music Mirror Therapy, un nuovo approccio terapeutico

È fondamentale, prima di tutto, che ascoltiate questo brano:

Potrebbe sembrare una semplice canzone amatoriale accompagnata da una serie di slide, ma in realtà è la dimostrazione pratica di un innovativo approccio terapeutico chiamato IMMT. Il sottoscritto autore della canzone ed ideatore della tecnica è uno psicoterapeuta che per motivi legati al segreto professionale non ha potuto condividere i lavori svolti con i propri pazienti. Ho quindi deciso “d’autosomministrarmi” l’IMMT al fine di trasmettere con un esempio concreto le sue caratteristiche.

In questo caso l’argomento trattato è l’elaborazione del lutto paterno, tema che devo ammettere non mi ha lasciato per nulla indifferente: il lavoro cui sono andato incontro è stato più coinvolgente, impegnativo e stimolante di quanto pensassi…è stata tutt’altro che una semplice simulazione!

Cosa succede nell’IMMT?

Nelle sessioni di IMMT, il terapeuta aiuta il protagonista (per “protagonista” intendo quello che più comunemente viene chiamato “paziente”) nella composizione, realizzazione e registrazione di una “canzone terapeutica” con relativo videoclip o slide d’immagini significative. I processi curativi con cui raggiungere quest’obbiettivo e l’ordine con cui vengono proposti dal conduttore possono però essere diversi a seconda dei casi. Approfondiamoli seguendo l’iter più comune e prendendo come riferimento il brano iniziale.

1) Individuazione di un vissuto d’affrontare

Nell’esempio, l’elaborazione del lutto paterno

2) Raccolta di foto inerenti al tema

Il protagonista può portare delle proprie fotografie, inerenti la propria storia o appositamente scattate da lui, rappresentanti ricordi, persone o luoghi i cui contenuti emotivi si possono approfondire durante le sedute. Queste foto potranno poi essere integrate da altre in possesso del terapeuta, in relazione al tema trattato e agli obbiettivi da raggiungere. Attraverso dei fotomontaggi, sia manuali che digitali, è poi possibile elaborare alcuni vissuti. Ad esempio, poiché mio padre non ha avuto la possibilità di conoscere le mie figlie, nel clip di “Sedia Vuota” ho eseguito un fotomontaggio in cui “ha la possibilità di vederle”. In un secondo momento, le fotografie su cui si è lavorato possono essere disposte in sequenza per costruire una storia. Per un illustrazione esaustiva dell’utilizzo della fotografia in terapia consiglio la lettura del libro “Fototerapia psicocorporea” di Riccardo Musacchi.

3) Individuazione di oggetti simbolici e terapeutici

Nella terapia verbale e durante l’utilizzo delle fotografie si possono individuare diversi oggetti ad alta valenza simbolica che possono essere riproposti nella realtà al fine d’intensificare il coinvolgimento del paziente e stimolare nuovi ricordi, immagini e sensazioni. Nel brano scelto come riferimento ne appaiono diversi: la sedia vuota, oggetto simbolico per eccellenza, usato da tempo negli psicodrammi e nelle terapie della Gestalt per esternare contenuti proiettivi, in particolare verso persone assenti; il divano, che attiva meccanismi simili; la moka che mi ricorda la voce di mio padre e le volte che gli preparavo il caffè prima di svegliarlo, la chitarra, i vinili ed un antenna radio molto ascoltata negli anni 80. L’utilizzo di oggetti significativi per la storia di un soggetto possono avere una grossa valenza terapeutica se utilizzati durante una “messa In scena” in terapia. La loro scelta potrebbe avvenire anche come primo stadio dell’IMMT in modo che tutti gli altri si sviluppino usando questa come riferimento.

4) Lo Psicodramma

Il terapeuta può utilizzare le tecniche più comuni di questo metodo d’azione (doppiaggio, rispecchiamento, inversione di ruolo, soliloquio e role playing) per far rivivere alcune esperienze al protagonista. Il fatto di cimentarsi fisicamente in una determinata situazione spesso porta a recuperare alcuni particolari e ad esternare determinate emozioni a cui sarebbe difficile arrivare con una terapia prettamente verbale. Un esempio potrebbe essere la frase di mio padre “Io ti vedrò dal cielo” riproposta poi nella mia canzone. Il processo di rispecchiamento diventa poi fondamentale nel momento in cui il terapeuta inizia a scrivere il testo della canzone insieme al protagonista. Egli dovrà, infatti, essere capace di suggerire, in prima persona e al posto suo, i suoi pensieri, le sue emozioni e i suoi bisogni. Questa empatia, questo sapersi mettere nei panni del protagonista, rappresenta una tappa cruciale dell’IMMT. Grazie a questo fenomeno, infatti, il protagonista riuscirà ad individuare, sintetizzare in poche parole chiave, metterei sotto forma artistica e musicale contenuti a cui probabilmente prima non riusciva a dare forma. Da un punto di vista neurofisiologico questi processi permettono inoltre il mantenimento dell’attivazione dell’emisfero cerebrale destro, deputato al riconoscimento e all’elaborazione dell’aspetto emotivo degli stimoli, impedendo che questo venga compromesso da un iperattivazione del sinistro e dal suo riconoscimento degli aspetti razionali, come spesso accade in una terapia basata esclusivamente sul verbale.

5) La stimolazione sensoriale

Il terapeuta può riproporre al protagonista anche alcune stimolazioni che lo ancorino sensorialmente ai ricordi emersi fino a quel momento. A tal proposito ricordiamo che ad ogni modalità sensoriale corrisponde una sua stimolazione e una sfera di coinvolgimento differente. Spesso la stimolazione più coinvolgente è quella che riguarda gli odori. L’olfatto è, infatti, il senso più primordiale e che porta velocemente nel profondo delle emozioni. Le neuroscienze evidenziano che è il primo senso a svilupparsi ed è quello più animale, più legato al ricordo e al desiderio e per questo motivo può facilmente generare nostalgia ed attaccamento ad un determinato ricordo. Il tatto è invece il senso che ci radica nel qui ed ora. È ciò che segna il confine tra noi ed il mondo esterno e grazie a cui sin da piccoli sperimentiamo differenzazione, indipendenza, attaccamento e fusione. In “Sedia Vuota” alcuni esempi di “ricordi tattili” sono il farsi la barba, il fare “guancia a guancia” con il padre e il tenersi per mano. Tali ricordi possono essere stimolati in terapia attraverso l’utilizzo di oggetti come uno spazzolino (che si può far passare sulla guancia del protagonista per ancorare la sensazione data dalla barba del padre) o attraverso il contatto corporeo. La vista è invece la modalità più immediata e razionale con cui ci relazioniamo con il presente, con ciò che è davanti a noi. Nell’IMMT la vista è abbondantemente stimolata dalle immagini. Il gusto è il senso che mostra come ci attiviamo nella dimensione del piacere. L’udito è un senso particolare, in quanto può connettersi velocemente con l’emisfero destro, con la nostra sfera emotiva, per quello che riguarda i contenuti prosodici del linguaggio o gli aspetti non verbali di stimoli uditivi (come ad esempio la musica) e con l’emisfero sinistro, la sfera cognitiva, per quello che riguarda la semantica delle parole. Un esempio del primo tipo di stimoli uditivi è dato dal fischiettio di mio padre che interpreto alla fine della canzone. Un altro stimolo uditivo-emotivo è la voce di mia figlia presente invece all’inizio. L’interpretazione delle voci di persone significative per il protagonista è un fenomeno frequente nell’IMMT.

Un aspetto importante è poi dato dal coinvolgimento multisensoriale di un determinato stimolo: più sensi si riesce a coinvolgere durante l’ancoraggio di un ricordo, più questo sarà intenso. Se ad esempio l’odore dell’altro mi evoca affettività e io lo cerco con il tatto sperimenterò una connessione tra il coinvolgimento emotivo e corporeo-mesodermico.

6) Gesti simbolici

Per ogni persona cui siamo legati affettivamente è probabile che abbiamo un determinato gesto o una determinata abitudine che ci riconduca ad essa. Individuare questi gesti in psicoterapia aiuta a completarne l’elaborazione da un punto di vista emotivo. Un esempio, nel brano di riferimento, è il fare “la pipì incrociata” con il padre. Il valore proiettivo poi attribuito alla siepe vuota, dopo che l’ascoltatore si è abituato a sentire “sedia vuota”, rappresenta un tocco d’ironia, che è in linea con la mia personalità e che arricchisce artisticamente la canzone.

7) Scelta del genere musicale e personalità del protagonista

Il tocco d’ironia abbiamo visto essere un possibile particolare che si sintonizza con la personalità del paziente. Il vero e proprio processo di sintonizzazione consiste però nell’individuazione del genere musicale che più gli si addice o che preferisce. Una volta deciso il genere si può procedere con la composizione vera e propria della canzone. In “Sedia vuota” possiamo notare l’utilizzo di “strumenti regressivi” come il vibrafono, molto usato nei carillon, che intensifica i sensi di nostalgia e commozione in buona parte degli ascoltatori.

8) Stesura del testo

A questo punto si può procedere con la stesura del testo tenendo in considerazione tutto il lavoro e tutti gli elementi emersi fino a quel momento. Come detto, il terapeuta avrà il compito d’immedesimarsi nel protagonista ed esprimersi in prima persona. In alcuni casi, tra cui la mia canzone, anche la stesura del testo può essere il primo passo terapeutico sulla base del quale si sviluppano tutti i punti precedentemente elencati. In esso si possono riportare pensieri, bisogni, punti di forza, punti su cui lavorare, aspetti biografici e tanti altri contenuti appartenenti alla vita del protagonista.

9) Registrazione della canzone

Una volta scritto il testo della canzone, terapeuta e protagonista dovranno decidere chi e come la interpreterà e registrarla. Sicuramente da questo punto in avanti è necessario che almeno uno dei due abbia un determinato tipo di competenze e strumentazioni basilari in musica e montaggio audio/video. Questo aspetto potrebbe spaventare il terapeuta ed inibirlo nel procedere con questo approccio. Tuttavia va ricordato che non è certo la perfezione tecnica e la qualità video-musicale la priorità del progetto. Come potete osservare, “Sedia Vuota” è privo di pretese da questo punto di vista: quello che ci interessa sono gli aspetti terapeutici alimentati dalla realizzazione di questo lavoro. Inoltre siamo ormai nel 2020 e l’applicazione di strumenti e della tecnologia alla psicoterapia è un fenomeno sempre più frequente e necessario per rimanere al passo con i tempi. Nella contemporaneità, infatti, lo sviluppo tecnologico ha portato i disagi emotivi e mentali ad una complessità che, in certe situazioni, necessitano di essere fronteggiati con le loro stesse armi. Del resto, la possibilità di fare montaggio audio/video è oggi a disposizione di molte persone, sia per quello che riguarda la semplicità dell’attrezzatura che dei programmi che devono essere utilizzati. Personalmente nel mio studio dispongo di una chitarra, di un computer a cui  sono collegati una scheda audio, un microfono ed un sintetizzatore…nient’altro!

10) Montaggio del video

In quest’ultimo passo s’integra la sequenza d’immagini prescelte con altre suggerite dal testo della canzone, mettendole a tempo con quest’ultima. Durante il montaggio video si può scegliere se far scorrere il testo insieme alle fotografie e se inserire transizioni ed effetti speciali. Il risultato che si ottiene è un’espressione artistica in cui si incontrano tutti gli elementi terapeutici visti fino ad ora.

Buona parte del beneficio dato dall’IMMT si presenta proprio durante la preparazione, la ricerca di materiale necessario e la composizione. Un’altra parte è invece data dalla visione dell’opera prodotta e dalla condivisione del protagonista degli ulteriori stati d’animo che suscita.

Per i professionisti nel settore delle relazioni d’aiuto, sono attivi seminari e formazioni teorico-esperienziali,di gruppo od individuali, sull’IMMT, presso le città di Bologna, Ferrara ed Imola. Inoltre è possibile organizzare tali eventi nella propria città. Si possono trovare tutte le informazioni e i contatti necessari nel mio profilo presente su GuidaPsicologi e sul mio sito web.

Articolo del dottor Francesco Bacci, iscritto all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna.

Scritto da

Dott. Francesco Bacci

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