Ho paura di sentirmi male: come posso superarla?

Ogni qualvolta si cerca di evitare una situazione o un'attività che scatenano questo panico, stiamo alimentando il circolo vizioso.

19 SET 2018 · Ultima modifica: 10 SET 2019 · Tempo di lettura: min.

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Ho paura di sentirmi male: come posso superarla?

«La caratteristica del timor panico consiste nel fatto che esso non è chiaramente cosciente della sua ragion d'essere, e più che conoscerla la presuppone, facendo valere in mancanza di meglio come ragione del timore il timore stesso», Arthur Schopenhauer.

A volte, in seguito a situazioni stressanti o all'apparizione di un attacco di panico, si entra in un circolo vizioso che ci porta ad avere la paura costante di sentirci male. Ansia frequente, tachicardia o pensieri negativi ricorrenti sono solo alcuni dei sintomi che si presentano quando c'è qualcosa che non va a livello psicologico.

Il panico e l'ansia, se non affrontati in maniera efficace, possono causare l'apparizione di una paura costante che ci porta a evitare tutte le situazioni che possono aumentare questo stato d'animo. Si mettono in atto, dunque, le cosiddette strategie di evitamento, ossia utilizziamo giustificazioni e scuse per evitare di affrontare determinate circostanze che ci fanno paura. A lungo andare, questa situazione ci porta a peggiorare la nostra vita da tutti i punti di vista: affettivo, sociale e lavorativo.

Questa paura ha spesso degli effetti a livello fisico: può infatti portare a veri e propri attacchi di panico o, in altri casi, a sensazioni corporee sgradevoli. come ad esempio sudorazione, vertigini, difficoltà respiratorie, battito accellerato.

Questo meccanismo mentale non fa altro che peggiorare la situazione perché mette in atto una serie di reazioni a catena in quanto la respirazione diventa più rapida, la tachicardia aumenta e si ha la sensazione che ci manchi l'aria. Il timore è quello di essere sul punto di perdere il controllo del proprio corpo e della propria mente.

In alcuni casi, chi soffre di questo tipo di panico può ricorrere al pronto soccorso o al medico di famiglia per cercare un riscontro e per capire se soffre di alcun problema di salute. Eppure, molto spesso (o per meglio dire quasi sempre), la diagnosi esclude cause fisiche.

Ogni volta che cerchiamo di evitare una situazione o un'attività che scatenano la nostra paura e il timore di sentirci male di nuovo, stiamo alimentando il circolo vizioso. Per questo, è preferibile, poco a poco, affrontare queste paure, per poter ridurre il timore che causano. Cerca di capire da dove proviene il panico e cosa produce a livello fisico e psicologico. Le cause, ovviamente, possono essere diverse, dalle fobie sociali agli attacchi di panico all'ipocondria. Per questo è preferibile rivolgersi a un professionista per poter ricercare e superare l'origine della paura di star male.

Alcuni consigli per gestire la sensazione di panico e paura

Rallenta

Il panico ti porta ad andare rapidamente e a non fermarti a pensare. Prova a rallentare a livello mentale e fisico e a ricercare le cause delle tue paure.

Non evitare ciò che ti fa paura

Anche se è difficile, cerca di minimizzare le scuse e le giustificazioni per evitare ciò che scatena il panico. In questo modo, potrai spezzare il circolo vizioso.

Piccoli obiettivi

La paura non si sconfigge da un giorno all'altro. Per questo, dovresti porti ogni giorno un piccolo obiettivo che ti aiuti pian piano a superare il panico.

Premiati

Ogni volta che riesci a raggiungere un piccolo obiettivo, coccolati. Compra qualcosa, fai una passeggiata, prenditi una pausa…ciò ti aiuterà a migliorare la tua autostima e a rilassarti.

Medita

Allena la tua respirazione attraverso l'esercizio fisico, un corso di tecniche di rilassamento, di mindfulness o di yoga.

Accetta la paura

Per poter sconfiggere la paura devi accettarla. Si tratta semplicemente di un campanello d'allarme che ti aiuta a scoprire ciò che non va nella tua vita.

Articolo rivisto e corretto dal dottor Matteo Monego

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Commenti 10
  • a. l.

    sto avendo da un mese a questa parte dei problemi, ho avuto dei problemi di stomaco (il mio medico ha detto gastrite) dove ci sono giorni dove sto proprio male per almeno 3 giorni consecutivi, io adesso nei giorni dove diciamo “sto bene” ho paura si manifesti di nuovo il mio malessere, che io abbia qualcosa di grave, ogni minimo fastidio/dolore che provo inizio subito a farmi paranoie, ho fatto degli esami ma devo aspettare 14 settembre per i risultati e sinceramente non mi va di stare così un altro mese.. mio papà mi dice che sono fissazioni mie mentali, che può essere anche così forse, non sto più mangiando certi cibi proprio perché ho paura di star male.

  • Domenico Monterosso

    Mi chiamo Mimmo ho 49 anni e vivo in provincia di Reggio Calabria. Il mio problema è, che dal lontano 1991 soffro di neurosi ansioso depressiva panico e agorafobia. Nonostante le numerose visite specialistiche e cure farmacologiche il problema sussiste ancora, con depressione maggiore in cura da cinque mesi ma sensa giovamento. Non mi gestisco per niente, non prendo mezzi pubblici: Bus, treno, aereo, nave, metro, ecc. Solo auto mia, guidata da me con accompagnatore famigliare o mio fratello. Per questo motivo mi rivolgo a voi alla vostra professionalità e in attesa di un vostro riscontro vi invio tanti saluti.

  • Domenico Monterosso

    Mi chiamo Mimmo ho 49 anni e vivo in provincia di Reggio Calabria. Il mio problema è, che dal lontano 1991 soffro di neurosi ansioso depressiva panico e agorafobia. Nonostante le numerose visite specialistiche e cure farmacologiche il problema sussiste ancora, con depressione maggiore in cura da cinque mesi ma sensa giovamento. Non mi gestisco per niente, non prendo mezzi pubblici: Bus, treno, aereo, nave, metro, ecc. Solo auto mia, guidata da me con accompagnatore famigliare o mio fratello. Per questo motivo mi rivolgo a voi alla vostra professionalità e in attesa di un vostro riscontro vi invio tanti saluti.

  • Carla Paniccia

    Anni fa, da adulta, ho scritto una poesia di Natale su me bambina, e in completa dissonanza con lo spirito della festa e con l'erronea idea giuliva che si ha dell'infanzia, mi definivo "mai completamente serena, oppressa da un terrore arcano e sempre sopraffatta dalla pena", probabilmente perché a tre anni i miei genitori si accorsero di avermi generata con una particolarità: il situs viscerum inversus. Ammantata dalla loro continua attenzione ed apprensione, istruita sul dover mantenere il silenzio perché quando sono cresciuta io dei figli difettosi non si parlava, sono cresciuta nella convinzione di essere una specie di imbroglio vivente, un guazzabuglio genetico ricoperto da un involucro di ingannevole normalità. Insomma mi sentivo un mostro. Ovvio che coltivassi una enorme sfiducia nel mio corpo, e che avessi costantemente paura di un aggravamento del mio "male" e di morire. Ora ho 70 anni, di mezzo c'è stata la mia vita da "diversamente funzionante" ma perfettamente normale (famiglia, figli, lavoro, carriera,nipotini...),eppure la pena che mi attanagliava allora continua a tenermi il cuore stretto nel suo pugno. C'è stata anche la malattia seria, con le sue incertezze per il futuro e le terapie pervasive, ma paradossalmente in qualche modo mi sentivo meglio perché il mio nemico aveva un nome, linfoma nh, e potevo combatterlo. Di fatto ne sono praticamente fuori, almeno dal punto di vista statistico, e fu in quei giorni difficili che nella stessa struttura dove mi bucavano con ogni sorta di veleno decisi di farmi seguire da una psicologa perché non riuscivo a controllare l'ansia. Non so definire né quantificare il percorso effettuato, né so dire del risultato, ma una cosa l'ho capita:avevo, ho, forse avrò sempre il bisogno irrealistico di avere sotto controllo la mia salute. E che non ci riuscirò mai. A volte senza accorgermene passo le giornate ad "ascoltare" il mio corpo, ed il segnale che ne ricevo è sempre inquietante: qualche malattia o una serie di malattie, brutte, che sono lì un agguato, sotto la pelle, e che prima o poi verranno fuori e mi uccideranno. Come il mio svi, o come il mio linfoma scoperto per caso, che se ne stava rintanato dentro di me senza dare sintomi. Ho elaborato il trauma infantile, l'ho superato, sono anche diventata una donna molto coraggiosa, ardita, eppure quando un dolorino insignificante o qualche inevitabile acciacco dovuto all'età mi convincono di essere gravemente malata, divento di gelatina e non capisco più niente. "Mai completamente serena, oppressa da un terrore arcano e sempre sopraffatta dalla pena"... Allora e adesso. Posso farcela? Non nego di essere tanto stanca, e so che prima o poi, nel momento in cui il mio corpo cederà perché è inevitabile, la morte infine mi darà ragione...

  • Marta Angioletti

    Ciao ho trovato la vostra page molto utile. Sono una ragazza giovane che dall inizio della pandemia soffre di ipocondria forte crisi di ansia per le malattie e soprattutto paura di non star bene. Inizialmente ho avvertito dei strani sintomi e quindi mi sono recata subito dal medico quali palpitazioni e vertigini dentro la testa. Ho iniziato così un percorso con una psicologa che mi ha aiutata però questo problema di vertigini è molto spiacevole e non si risolve più... ho fatto pure una risonanza magnetica per togliermi ogni dubbio è tutto bene. Voi cosa mi consigliate/ dite al riguardo può essere un sintomo legato a ciò? Grazie anticipatamente

  • Giorgia Amici

    Mi chiamo Giorgia e sono solo un'adolescente e lo so che a questa età non è normale avere questi attacchi di pianto vi volevo chiedere cosa posso fare perché fino a un certo orario ho questi attacchi poi si calmano e vanno al giorno dopo. C'è li ho da questa estate e sinceramente non mi sento a mio agio ad avere questi attacchi. Grazie per avermi ascoltato

  • Vera nicosia

    Sono ansiosa credo, a volte mi sembra di impazzire, le tempie scoppiare, ho crisi di pianto, poco appetito, paura di stare male, cosa posso fare

  • Erica Rondinelli

    Che intendete per accettare la paura ? Ma se dite che la devi pian pian affrontare, accettarla è un po come farla rimanere e non sconfiggerla no?

  • Carmela Bertoletti

    É molto interessante l'articolo e mi ritrovo in quanto descritto. Non ho trovato però aiuto nel medico e nella psichiatra che prescrivono farmaci dai quali non riesco più a liberarmi anzi se chiedo una visita la psichiatra mi dice di aumentare la dose.

  • Francesca Monterisi

    Mi chiamo Francesca Monterisi io ho paura ad uscire di casa e restare sola ho una bellissima famiglia quattro figli un marito a volte lo faccio spazientire con le mie ansie e paure tipo se i miei figli debbano uscire io non voglio restare a casa sola lui ci sono a volte che resta e altre no pur di far uscire loro io so che sbaglio ma e piu forte di me se tutti escono io vado in ansia piango ci sto male

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