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Emdr e trauma: ho davvero superato quel brutto momento?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Hai la sensazione che il passato non sia del tutto finito, che sia ancora presente? Forse non hai superato un trauma.

13 DIC 2018 · Tempo di lettura: min.
Photo by Amanda Dalbjörn on Unsplash

Ho deciso di scrivere questo articolo per esserti più utile possibile e chiarirti le idee su un aspetto importantissimo che riguarda tutti noi. Io prometto che sarò breve, chiaro e - spero - utile. Tu promettimi di leggere fino in fondo.  

Che tipo di impatto abbia su di noi un evento negativo e traumatico lo raccontano le neuroscienze ormai da anni. Sostengono ad alta voce che i comportamenti che abbiamo tutti i giorni, i nostri pensieri, le nostre emozioni ne possano risentire fortemente, fino ad esserne inconsapevolmente guidati. Spesso ci troviamo a rivivere brutti ricordi, a non poter fare a meno di ripensarli, a supporre che il blocco che viviamo oggi, magari all'interno di una relazione significativa, possa derivare da quel brutto evento vissuto anni e anni fa, in condizioni completamente diverse.

Sembra che il passato non sia del tutto finito, che sia presente.

E allora diventa importante chiedermi come posso fare a capire se ho veramente accettato, superato ed elaborato un particolare evento o una serie di eventi legati tra loro. 

La chiave sta in questa domanda: che effetto mi fa oggi quel ricordo? Ripensarci adesso mi lascia distaccato e calmo o mi genera rabbia o tristezza o paura o vergogna, mal di pancia ecc?

Perché questa domanda mi aiuta a capire se ho superato quel trauma o no? Perché capire se il ricordo di un brutto momento del passato mi genera qualcosa di spiacevole, adesso è l'indicatore che qualcosa non è avvenuto correttamente dentro di me?

La risposta sta nel funzionamento biologico dell'organo mente. Il nostro cervello processa milioni di informazioni di ogni tipo, tutto il giorno, dalla nascita alla morte, senza sosta. Lo fa in maniera automatica, senza sforzi e ad altissima velocità. Estrae ordine dal caos delle informazioni che ci arrivano filtrate dai sensi. Informazioni che decodifica ed elabora ottenendo significato per orientarci e guidarci. Attraverso pensieri, sensazioni, immagini, emozioni e comportamenti. 

Dimenticare diventa così un bisogno fondamentale del nostro sistema nervoso. Mantiene la nostra attività cerebrale snella ed efficiente. 

Quando siamo esposti a stimoli stressogeni esterni molto intensi l'opera di decodifica ed elaborazione continua insita nel sistema nervoso subisce delle alterazioni fino a bloccarsi.  Questo produce un immagazzinamento non produttivo e funzionale delle informazioni che risultano quindi resistenti all'elaborazione, letteralmente intrappolate in un' area (chiamata amigdala) del nostro cervello dove non possono essere smaltite correttamente.

E così che queste informazioni prendono la forma di ricordi indelebili, portatori di emozioni negative, immagini, sensazioni corporee e credenze negative su di noi. Ecco spiegato perché riconoscere se il ricordo di un evento passato (più o meno recente) è spiacevole o “attivante” ora, è il primo importantissimo passo per stabilire se si può parlare di trauma.

Il secondo passo è elaborarlo. In questo, il metodo EMDR è riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come metodo elettivo. Il metodo EMDR (Eyes Movement Desensitization and Reprocessing) si avvale della stimolazione bilaterale sensi e sul conseguente aumento della connessione inter-emisferica per avviare lo sblocco di queste informazioni “intrappolate”, attraverso il transito di queste dalla amigdala alla corteccia frontale, regione deputata al lavoro di elaborazione e smaltimento degli stimoli. 

Il risultato che si ottiene è quello di poter ricordare l'evento senza nessun problema, come se fosse diventato un evento neutro, non più spiacevole o attivante. Con enorme sollievo da parte nostra. Gli ambiti di utilizzo del metodo EMDR sono molteplici, dalla psicologia dell'emergenza alla psicoterapia neonatale alla psicologia dello sport. Per ulteriori approfondimenti si rimanda alle pubblicazioni presenti on line e consultabili facilmente.

Riporto il link dell' OrganizzazioneMondiale della Sanità che riconosce ufficialmente a partire dal 2013 il metodoEMDR e la psicoterapia cognitivo comportamentale come terapie elettive per lacura e risoluzione degli effetti di eventi traumatici passati o recenti.

A cura del Dr. Mirko Di Giulio, iscritto all'Ordine degli Psicologi della regione Lazio.

Scritto da

Dott. Mirko Di Giulio

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