Disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e Psicoterapia breve strategica

Il disturbo ossessivo compulsivo è considerato "la bestia nera", difficile ma possibile da curare. Il suo trattamento però è molto efficace con la terapia breve strategica.

3 MAG 2013 · Tempo di lettura: min.

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Disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e Psicoterapia breve strategica

Il disturbo ossessivo compulsivo è considerato "la bestia nera" dei terapeuti. Il suo trattamento rappresenta però per la Psicoterapia Breve Strategica un vero e proprio punto di forza. Questa problematica, nonostante possa manifestarsi in infinite variabili, presenta una struttura specifica, che ha permesso di elaborare un protocollo di trattamento specifico che ha ottenuto ottimi risultati (G. Nardone, 1993).

Il disturbo ossessivo-compulsivo o DOC è descrivibile concretamente con l'immagine di una persona che è costretta da una fissazione fobica ad eseguire particolari ritualizzate azioni (G. Nardone, 2000).

La persona ha una percezione della realtà basata su una fobia che porta il paziente a reagire attraverso il pensiero, formule mentali o azioni compulsive, nel tentativo di ridurre le sue paure. Il disturbo è caratterizzato, infatti, da ossessioni, cioè pensieri ricorrenti, che possono riguardare il mantenere in un certo ordine gli oggetti, la contaminazione tramite la stretta di mano, la chiusura del gas o delle porte di casa o della macchina, la possibilità di fare del male a qualcuno o di poterlo uccidere, etc. I pensieri sono i più vari ma in qualsiasi caso creano dubbi così grandi nella mente della persona che fanno si che si crei in essa uno stato di paura (G. Nardone, 1998).

La paura, a sua volta, porta il soggetto a creare dei veri e propri rituali di carattere compulsivo con lo scopo di allentare la paura di perdere il controllo. Il controllo viene quindi mantenuto grazie alla messa in atto dei rituali che possono assumere forme assai bizzarre: controllare più volte il rubinetto del gas o di aver chiuso la porta o fare movimenti precisi o ripetere formule mentali. Anche qui possiamo trovare una varietà enorme nelle forme che può assumere il rituale. In ogni caso la persona non riesce a farne a meno anche se si rende conto che il rituale non ha senso, è irrazionale.

Caratteristica distintiva del disturbo ossessivo-compulsivo è che la persona dopo un po' non teme più la paura originaria, ma è l'impossibilità di cessare l'esecuzione dei rituali a spaventarla molto (G. Nardone, 2000).

I rituali possono manifestarsi sotto forma di azioni o di pensieri

Nel primo caso si possono distinguere vari tipi di rituale:

  • quelli detti riparatori (G. Nardone 2008): servono per riparare quello che si crede sia accaduto (possono essere di tipo numerabile, ovvero controllo di lavarmi le mani per 3 volte oppure a sensazione ovvero mi lavo le mani finché sono sicura che ho scampato il pericolo del contagio);
  • quelli detti preventivi: servono per prevenire qualcosa che si teme;
  • quelli detti propiziatori: attuati con lo scopo di non far avvenire qualcosa che si teme;
  • quelli detti magici: implicano che il rituale abbia il potere di influenzare la realtà.

Possiamo inoltre distinguere compulsioni mentali caratterizzati non da azioni, ma da pensieri strutturati in rituali (conteggi mentali, ripetizione di parole, conteggi di targhe di macchine, richieste continue di rassicurazioni ai familiari, etc.).

Anche i familiari potrebbero assumere un ruolo all'interno della patologia: si pensi al caso in cui sono costretti a seguire tutti i rituali della persona per poter garantire che questo sia svolto al meglio.

Cosa fa la terapia breve strategica?

La Psicoterapia Breve Strategica prevede un trattamento differente a seconda delle diverse tipologie di disturbo. Il trattamento in questo caso potrebbe consistere nel variare la struttura del rituale (per esempio con l'aggiunta di un'azione in più da compiere) o facendolo svolgere un certo numero di volte (G. Nardone, 2008) con lo scopo di fare in modo che sia il paziente a prendere il controllo sul proprio problema, anziché lasciarsi guidare e sopraffare da questo.

Se vuoi saperne di più su questo trattamento consulta il nostro elenco di specilalisti in terapia breve strategica.

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Scritto da

Dott. Rossella Campigotto

Psicologa Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 10714

La dottoressa Rossella Campigotto è psicologa-psicoterapeuta, specializzata in Psicoterapia Breve Strategica. È Direttore Generale del Poliambulatorio Astro Salute di Porto Mantovano. È stata relatrice al Terzo Convegno Nazionale di Psicologia Giuridica. Svolge la libera professione a Porto Mantovano, Cremona, Brescia, Verona e Desenzano del Garda.

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Commenti 4
  • matteo nasuti

    Salve dottoressa,io è da 2 mesi che ho pensieri intrusivi,ricorrenti che non mi vanno via dalla testa,sto assumendo una terapia farmacologica da 2 mesi

  • Davide Melloni

    Sono interessato a saperne di più.

  • Michele N

    Cerco di sintetizzare sperando in una vostra cortese risposta: è possibile che la fobia riguardi la cosa di cui più si ha orrore e fastidio? Sai che non ti fa alcun effetto nella realtà ma ne hai comunque orrore ed è quasi come se la tua mente utilizzasse quello stesso orrore contro di te... È Doc o è fobia ? Oppure è entrambe le cose? Problema1: il rituale di risposta è l'arrossimento, che scatta subito dopo il sospetto che dietro alle telecamere possano tramare in modo molto scaltro contro di te, avviene appunto in presenza di telecamere o anche quando si pensa ci sia qualcuno che ti osserva... Problema2: il sospetto che fa scattare il rituale è che utilizzino la telecamera in modo ingannevole, questo ti rende impacciato ovunque ci sia la presenza della telecamera o di persone che ti osservano... Cosa fare? Domanda: perché questa cosa del rituale capita solo dopo aver sviluppato questo, chiamiamolo così, sospetto? E perché l'arrossimento? Paura di subire umiliazioni menzognere da persone più attrezzate tecnologicamente e che sono pronte a tutto? E perché la mia mente va a pensare così tanto e non riesco a stare tranquillo a lungo? Se si tratta di Doc, come mai va via e quando meno te lo aspetti ritorna? Sono consapevole che se riuscissi a non pensare tanto avrei già risolto... Grazie mille! Michele

  • Lucia

    Salve ho questo problema con mio fratello da 8 mesi . Ho bisogno di aiuto grazie

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