Bambini disattenti e iperattivi: alcune domande comuni (prima parte)

I bambini disattenti e iperattivi mettono spesso a dura prova genitori anche molto capaci ed affettuosi. Occorre conoscere in profondità il disturbo per capirne le logiche.

19 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.

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Bambini disattenti e iperattivi: alcune domande comuni (prima parte)

Il disturbo denominato tecnicamente "Deficit di attenzione con o senza iperattività" segue una sua logica veramente particolare. Solo chi ci ha lavorato, e non ha studiato il disturbo solo sui manuali, può iniziare a comprenderne la logica.

Proverò qui a rispondere ad alcune domande comuni, avvertendo quando riporto il parere della comunità scientifica e quando è una mia (modesta!) opinione, ma frutto di passione e riflessione.

  • Qual è l'incidenza del disturbo?

Bisogna certamente distinguere l'iperattività grave, che si gioverebbe di un trattamento specialistico, dai bambini "molto vivaci". Vi assicuro che non è la stessa cosa! Non molti anni fa si parlava dell' 1-2% della popolazione scolastica, oggi alcune fonti vanno oltre il 5%, soprattutto in America. Non credo che occorra sottolineare la gravità della situazione. Sembra una percentuale piccola, ma se ci pensate in ogni una o due classi scolastiche c'è un bambino iperattivo. Questo è un dato rigoroso, riportato da più fonti.

Piccola nota personale: mi viene in mente il noto libro di Hillman e Ventura: "cent'anni di psicoterapia, e il mondo va sempre peggio!". La mia modesta interpretazione è che non vogliamo comprenderne le cause. Ma questa è un'altra storia, e magari ne riparliamo.

  • L'incidenza è uguale nei due sessi?

Assolutamente no! È enormemente più diffuso nei maschi, e nelle bambine è spesso più un deficit di attenzione, con modesta o nulla iperattività.

  • Sono bambini più intelligenti della media, ma di una intelligenza particolare?

Purtroppo molto raramente. Possono sembrare brillanti e, appunto, vivaci, ma c'è qualcosa di, vorrei dire, quasi grottesco e di quasi teatrale nel loro comportamento. Affermo questo sulla base di test oggettivi di intelligenza. Spesso i genitori amano illudersi che in realtà siano, anche solo leggermente, iperdotati ma quasi incompresi. Questo può succedere, ma molto raramente.

  • Allora perché sono più bravi di altri compagni in alcune cose?

L'intelligenza ha molteplici componenti. Abbiamo sentito tutti parlare di intelligenza verbale e non verbale, mentre già più difficile è conoscere il senso dell'intelligenza fluida e cristallizzata. In ogni caso questi bambini possono sì essere abili in alcune prove, ma, sottoposti ad esami lunghi e rigorosi, rivelano quasi sempre almeno qualche deficit in alcune prove.

  • Sono però furbi questi bambini?

Non di rado sì! Questo è un primo elemento che spiazza chi non ha esperienza. Sanno spesso, ottenere ciò che vogliono, e, ancor più, conoscono molto bene i punti deboli dei loro genitori. E non importa che siano molto piccoli (non neonati ma dai tre anni sì!) oppure che i genitori siano molto intelligenti e colti, magari con un lavoro anche prestigioso.

  • Sono egocentrici?

È una brutta parola! Direi che hanno una particolare difficoltà a mettersi nei panni di chi è con loro (questo è normale ad un età infantile, ma poi meno!) a comprendere che il loro comportamento, oltre che inappropriato, è, a volte, profondamente disturbante per i genitori e per i compagni.

  • Sono ostinati?

Assolutamente sì! La loro caparbietà a volte mette profondamente in crisi i genitori più affettuosi e più capaci.

  • Occorrono capacità particolari da parte dei genitori?

Assolutamente sì! E se non riescono, a questo dovremmo servire noi…

Termina qui questa prima panoramica sul disturbo. Nel prossimo articolo proseguirò parlando brevemente delle terapie disponibili, rispondendo anche ad eventuali vostri commenti, che siete sempre incoraggiati a porre.

Articolo del dottor Tacchini, iscritto all'Ordine degli Psicologi della Toscana.

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Scritto da

Dott. Leopoldo Tacchini

Psicologo Nº iscrizione: Nº iscrizione all’Albo 5322

Psicologo clinico, ad orientamento cognitivo - comportamentale. È perfezionato in neuropsicologia, naturopatia, metodo Tomatis, tecniche psico-corporee. Tratta ansia, insonnia, disturbi psicosomatici, depressione, benessere psicofisico. Bambini: disturbi DSA e del comportamento, ritardo cognitivo, ADHD, disturbi del linguaggio e comunicazione, bambini in adozione ed affido.

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