Come capire se mio figlio è iperattivo?

Come riconoscere un figlio iperattivo e come possiamo distinguere il disturbo da una normale vivacità?

2 DIC 2014 · Ultima modifica: 15 OTT 2020 · Tempo di lettura: min.

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Imparare a riconoscere quando i bambini sono iperattivi. Foto: Medicina Live

Bambini iperattivi

Probabilmente tutti conosciamo almeno un bambino iperattivo. Questi bambini spesso si comportano in maniera molto impulsiva e agiscono prima di pensare. Hanno difficoltà a concentrarsi in una sola attività e spesso passano da una cosa all'altra in maniera aleatoria, senza terminare i progetti che iniziano. Molti di questi bambini non fanno la cosa che gli si è chiesta per più di un minuto se richiede attenzione e sforzo durante un lungo periodo. Sembrano avere un livello di energia straordinariamente alto. Socialmente si fanno notare ed esigono attenzioni, sensazioni e gratificazione.

Le madri dei bambini iperattivi solitamente provano una tremenda impotenza perché suo figlio ha difficoltà nel ricordare che non deve mettere le mani sporche sulle pareti quando corre da una stanza all'altra; i compagni di scuola si lamentano del fatto che cambi spontaneamente le regole del gioco; la sua maestra si trova nella situazione in cui il bambino chiede quello che deve fare subito dopo che sono date istruzioni dettagliate a tutta la classe. Solitamente fa rumori o suoni strani che danno fastidio a chi si trova accanto. Fa pasticci costantemente come rovesciare il bicchiere sul tavolo, inciampare nei cavi mentre insegue il cane o far cadere un modellino di una barca che il nonno stava costruendo da mesi. Anche se le sue intenzioni sono buone, le sue azioni spesso infastidiscono gli altri e provoca il rifiuto di chi gli sta intorno.

bambini iperattivi

Iperattività o ipercinesia infantile

L’iperattività viene anche definita ipercinesia infantile ed è un disturbo neurobiologico che coinvolge fattori genetici e ambientali. L’iperattività non è una forma di vivacità eccessiva o una caratteristica di un bambino turbolento, ma un vero e proprio disturbo a carico della corteccia pre-frontale e di altre strutture sottocorticale che coinvolgono l’area dell’attività motoria, e che risponde a sintomatiche e criteri precisi.

La diagnosi di iperattività deve essere sempre valutata con una specialista che possa valutare i sintomi e la terapia. Vedremo nel dettaglio poco più avanti i sintomi specifici dell’ipercinesia infantile, pero possiamo già anticipare alcune avvisaglie di iperattività nei bambini in generale:

  • incapacità di rimanere fermi, mani e piedi sono sempre in movimento.
  • Estrema vivacità e attività (corsa, arrampicata, etc)
  • Incapacità di concentrarsi su un’unica attività, si  passa da un’attività all’altra senza concludere la prima
  • Difficoltà nel fare giochi tranquilli.
  • Si distraggono facilmente
  • Fanno fatica ad ascoltare e seguire le istruzioni che gli vengono date
  • Parlano molto e non ascoltano.
  • Rispondono e interrompono le conversazioni altrui.
  • Non aspettano il loro turno nei giochi o nelle conversazioni e spesso vi partecipano in forma irruente.
  • Non percepiscono il senso del pericolo e molto spesso fanno cose pericolose senza pensarci.
  • Perdono o dimenticano quello che devono fare o il necessario per realizzare un’attività

Come possiamo vedere il problema principale riguarda il fenomeno di autoregolazione che si esprime attraverso forme comportamentali ma che coinvolge diverse sfere cognitive (dalla capacità di organizzazione alle funzione esecutive, ma anche la rappresentazione mentale di un obiettivo o l’inibizione di risposte adeguate alla situazione.) Inoltre questo disturbo crea anche grosse problematiche relazionali per il bambino sia nei confronti dei genitori, sia nei confronti degli altri bambini o degli insegnanti, facendo si che molto spesso il bambino o non venga compreso, o venga isolato o non riesca egli stesso a farsi capire. Molto spesso queste incapacità relazionali portano il bambino a sviluppare anche altri disturbi o tic, come forme d’ansia e depressione, ritardi nell’apprendimento e difficoltà nel linguaggio.

Cos’è la sindrome ADHD

L’iperattività normalmente viene diagnosticata nell’ambito del disturbo di deficit di attenzione e iperattività che viene comunemente chiamato sindrome ADHD. Bisogna specificare in questo caso che l’etichetta ADHD fa riferimento all’associazione degli psichiatri Americani, mentre l’organizzazione mondiale della sanità parla di sindrome Ipercinetica che si divide in sindrome ipercinetica della condotta e disturbo dell’attività e dell’attenzione. In questo caso faremo riferimento al DSM IV (il manuale statistico e diagnostico delle malattie mentali) pubblicato dall’APA. La sindrome ADHD viene definito, come abbiamo visto, un disturbo connesso all’autocontrollo, che si caratterizza per un’incapacità di mantenere l’attenzione per un periodo di tempo prolungato, una spiccata impulsività e iperattività. Questo disturbo si esplicita nella sfera comportamentale in quanto il bambino non riesca a regolare il proprio comportamento in maniera adeguata in funzione del tempo o dell’ambiente o degli obiettivi richiesti ed appropriati.

Mancanza di attenzione e Adhd

Abbiamo visto che il deficit di attenzione insieme all’impulsività e all’iperattività è una delle componenti del disturbo ADHD. Normalmente nell’età  prescolare questo disturbo si caratterizza per la fase di iperattività, mentre nell’età scolare si identificano i primi problemi collegati alla mancanza di attenzione.

In ogni caso questo deficit di attenzione non ha a che fare con una disabilità intellettiva, anzi i bambini iperattivi tendono ad avere un’intelligenza superiore alla media, ma sono più sensibili ad altri agli stimoli che ricevono ed elaborano così una serie maggiori di informazioni o compiti che però non riescono a portare a termine.

Vediamo più da vicino i sintomi della sindrome ADHD e quali sono i criteri su cui si basa la diagnosi.

Sintomi

I sintomi devono apparire prima dei 7 anni ed essere presenti per un minimo di 6 mesi per poter diagnosticare l'Adhd. Almeno 8 dei 14 comportamenti seguenti devono essere osservati con "maggiore frequenza rispetto alla maggior parte delle persone con la stessa età mentale":

  1. Agitazione frequente che si dimostra con movimenti di mani e piedi o mentre si sta seduti;
  2. Difficoltà a stare seduti quando la situazione lo richiede;
  3. Facile distrazione a causa di stimoli esterni alla situazione;
  4. Difficoltà a mantenere i turni nei giochi o nelle situazioni di gruppo;
  5. Risposte precipitate prima che finisca la domanda;
  6. Difficoltà nel seguire le istruzioni degli altri (non dovuto a una non comprensione);
  7. Difficoltà nel mantenere l'attenzione durante compiti o attività ludiche;
  8. Passaggi frequenti da un'attività incompleta all'altra;
  9. Difficoltà nel giocare con tranquillità;
  10. Spesso parla eccessivamente; 
  11. Spesso interrompe o s'introduce nelle attività di altri bambini;
  12. Spesso non ascolta quello che gli viene detto;
  13. Spesso perde cose necessarie per un compito o un'attività scolastica;
  14. Spesso pratica attività fisiche pericolose senza valutare i possibili rischi e non per cercare emozioni forti (per esempio attraversare una strada piena di macchine senza guardare).

Se sospetti che tuo figlio sia iperattivo e/o che coincida con il profilo che abbiamo descritto, è importante consultare uno specialista in Adhd per una diagnosi professionale e, nel caso, per iniziare un trattamento il prima possibile.

sintomi e cause adhd

Cause adhd

Le cause dell’Adhd non sono ancora certe anche se viene ipotizzato un collegamento con un problema neuropsicologico collegato al sistema nervoso centrale, soprattutto a livello dell’area corticale prefrontale. Si ritiene che le cause possano essere genetiche, ma la gravità e l’evoluzione del disturbo dipendono da cause legate all’ambiente in cui il bambino vive.

Nel complesso perciò potremmo dire che le cause dipendono da diversi fattori:

  • fattori genetici: incidenza maggiore di casi all’interno della stessa famiglia
  • Fattori ambientali che possono generare la predisposizione genetica (per esempio; elevato livello d’ansia della madre in gravidanza, o abuso di alcool e fumo durante la gravidanza, basse condizioni socioeconomiche, nascita prematura, problemi di salute nei primi anni di vita, …)
  • Fattori socio-ambientali: famiglia, educazione, scuola Il disturbo normalmente compare in età pre-scolare, intorno ai 3-4 anni, ma diventa evidente nel momento in cui il bambino inizia a frequentare l’asilo o la scuola.

Terapia adhd

La terapia per l’iperattività o disturbo del deficit di attenzione si delinea in due componenti:

  • una terapia farmacologica che agisce sui sintomi primari del disturbo (mancanza di attenzione, impulsività e iperattività) che però rivela un funzionamento limitato e di breve periodo, dal momento che non prevede miglioramenti in ambito sociale, relazionale e dell’apprendimento.
  • La terapia cognitivo-comportamentale che cerca di formare il bambino e i genitori attraverso l’insegnamento di competenze per gestire i sintomi dell’adhd e trovare le risposte adeguate.

La terapia ideale prevede pertanto non solo un trattamento individuale rivolto al bambino, ma anche un trattamento per i familiari per trovare un nuovo modello di educazione e risposta che si adatti alle diverse esigenze del bambino. In età evolutiva sono state evidenziate le potenzialità della pratica delle mindfulness per migliorare alcuni aspetti funzionali dell’apparato attentivo.

Bambino vivace o iperattivo

Come distinguere un bambino vivace da uno iperattivo? Abbiamo visto che la diagnosi di iperattività o sindrome ADHD richiede diverso tempo e la presenza di diversi sintomi collegati alle tre sfere del deficit di attenzione, impulsività e iperattività.

I bambini amano muoversi, saltare e non stanno mai fermi: una diagnosi non può basarsi su dei termini semplicistici e i farmaci vanno somministrati dopo una diagnosi accurata. È importante valutare con chiarezza e nel tempo e con un personale medico qualificato le sintomatiche del bambino.  Pertanto se doveste avere dubbi, contattate il prima possibile uno specialista per valutare insieme il problema.

neonato  iperattivo bambini 2 anni iperattivi

Neonato iperattivo e bambini di 2 anni iperattivi

Si può parlare di neonato iperattivo? O possono essere i bambini di 2 anni iperattivi? E quelli di 3?

Abbiamo visto che la diagnosi di iperattività si realizza a partire dal settimo anno di età, quindi in questa età si potrebbero cogliere i  primi sintomi, però la diagnosi verrà realizzata successivamente.

È vero che i fattori possono essere genetici, quindi nel caso di iperattività in famiglia, si può pensare di rivolgersi a uno specialista ed esporre il proprio problema. Allo stesso modo se vedete che un neonato ha problemi di sonno ed è sempre attivo, o un bimbo di 3 anni parla e non ascolta o non risponde correttamente agli stimoli ambientali, potreste pensare di rivolgervi a uno specialista.

Esistono tante cause che possono indurre i bambini piccoli in comportamenti differenti. Per esempio il ritmo del sonno del neonato può dipendere da diversi fattori, tra cui il carattere del neonato o la relazione coi genitori, non necessariamente da un disturbo legato all’iperattività. Allo stesso modo l’interazione con l’ambiente può causare piccoli traumi che possono influenzare comportamenti diversi in molti bambini. Per ogni dubbio o domanda è sempre meglio rivolgersi al proprio pediatra o a uno psicologo infantile perché possa accompagnarvi verso la diagnosi corretta del problema.

cosa fare bambini iperattivi

Come calmare un bambino iperattivo?

Per calmare un bambino iperattivo è importante disporre di molta pazienza e cercare di evitare rimproveri e sgridate, ma giocare sulla positività e assertività. Oltre a questi due punti si può cercare di favorire un ambiente tranquillo e calmo, evitando attività che possano agitarli e creando un’atmosfera tranquilla, a partire dall’atteggiamento che deve essere calmo e il più sereno possibile. Questo vuol dire cercare di portare il bambino in luoghi che non sia sovrastimolanti o non cambiare improvvisamente i piani della giornata.

Bisogna creare regole semplici che il bambino riesca a rispettare e allo stesso tempo organizzare la giornata per far si che il bambino non si perda tra le varie attività.

Giochi per bambini iperattivi


Un buon metodo per calmare un bambino iperattivo è quello di proporgli un gioco. Come abbiamo accennato è meglio evitare di proporre tutte quelle attività che possano agitarlo ancora di più (corse, giochi di contatto o rumorosi, etc) ma è meglio proprorre giochi anche di società ma da fare seduti e con calma.

Inoltre ci sono giochi che possono aiutare a migliorare la pianificazione, l’autocontrollo, l’attenzione e la flessibilità cognitiva. Possono essere giochi collegati al fai da te , o giochi da realizzare in gruppo ma con regole di gioco specifiche da rispettare: tipo ruba bandiera, o 1-2-3 stella, nei quali ci si può muovere solo se chiamati o mentre l’altro sta contando e poi bisogna imparare a stare fermi.

Anche altri giochi come Shangai o Memory, possono aiutare ad allenare alcune capacità cognitive e motorie. I giochi svolti in compagnia, permetteranno al bambino di divertirsi e di sviluppare le sue capacità sociali, migliorando la sua autostima e autoefficacia.

Cosa fare se nostro figlio è iperattivo?

Relazionarsi con un bambino iperattivo non è facile, perché se da un lato i suoi atteggiamenti possono portare a fare perdere la pazienza, dall’altro bisogna considerare che ci troviamo davanti a un disagio e che i normali rimproveri o forme educative potrebbero generare l’effetto opposto. Cosa possiamo fare in famiglia e a scuola per migliorare la relazione e la comunicazione con i bambini iperattivi?

Come comportarsi in famiglia


Il parent training diventa uno strumento fondamentale per capire come comportarsi in famiglia e per imparare le tecniche migliori per relazionarsi con il proprio bambino. Per esempio abbiamo già visto che sgridare o rimprovera il bambino in continuazione per i suoi comportamenti sbagliati potrebbe non avere senso, dal momento che li farebbe sentire ancora più insicuri e li porterebbe a isolarsi ulteriormente. In questi casi potrebbe funzionare lavorare sull’assertività e sulla chiarezza, chiedendogli una cosa per volta attraverso regole semplici che il bambino riesca a capire e che possa aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo, anche attraverso modelli di premiazione o negazione a cui possano facilmente associare una causa-effetto per le loro azioni. In ogni caso appunto seguire un training specifico per le famiglie con bambini iperattivi, può aiutare a migliorare la relazione e i comportamenti del bambino.

Cosa fare a scuola

Per i bambini iperattivi la scuola è un posto prevalentemente negativo in cui sono obbligati a stare fermi e concentrarsi durante la maggior parte del tempo, due attività che possono risultare per loro assai faticose e difficili. In questo senso anche gli insegnanti dovrebbero essere in grado di adattare i compiti e i diversi progetti il più possibile a questi bambini senza farli sentire diversi dal resto della classe. Ovviamente non essendo un compito facile, gli insegnanti dovrebbero poter chiedere aiuto ai genitori che abbiano già formato a sessioni di parental training o a uno specialista, per poter costruire insieme un metodo di formazione che aiuti il bambino nell’apprendimento e nelle relazioni sociali con la classe. 

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GuidaPsicologi.it

Bibliografia

  • https://www.psychiatry.org/
  • https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/adhd/symptoms-causes/syc-20350889
  • mayoclinichealthsystem.org/hometown-health/speaking-of-health/5-tips-to-manage-adhd-in-children
  • https://www.healthline.com/health/adhd/signs

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Commenti 4
  • Tamara urgu

    Tutto questo è rivolto già a bambini grandi..e se si tratta di bimbi di 2 anni?? Come si fa a capire

  • Maria

    Salve. Mio figlio ha quasi 3anni e molte volte, dovuto al suo comportamento, mi fa dubitare del fatto che sia iperattivo. Non ha il senso del pericolo, se gli chiedo di fare qualcosa o di non fare qualcosa, non mi ascolta. Si muove in continuazione anche durante i pasti, difficoltá nel formulare frasi comprensibili ( precisando che é bilíngue), molte volte posso stare a 30cm da lui e parlargli, ma lui non mi degna di uno sguardo, poiché non é interessato al diálogo. Quello che sa é perché glielo ho insegnato con le canzoncine. Ancora non va all' asilo quindi potrebbe essere normale questo suo modo di fare, o no? Sono confusa e preocupada.

  • anna sassu

    Il bambino iperattivo e dislessico?

  • maria balsamo

    Uguale a mia figlia di 3 annu quanto sopra detto....e che come si fa a capirlo per se mesi....al nido fa delle cose e q casa altre"??

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