identità di genere e orientamento sessuale in bambina di 8 anni

Inviata da Paolo il 29 nov 2015 Psicologia infantile

Buonasera, ho già visto che l'argomento è stato trattato, ma che si parla poco del ruolo del genitore. Sono padre di una bimba di 8 anni che è da sempre un maschiaccio, quindi si veste da maschio, fa giochi da maschio, ecc. Da un po di tempo io e mia moglie avevamo l'impressione che ci fosse qualcosa di più, ma non abbiamo mai detto o chiesto nulla alla bambina. Anche quest'anno come già l'anno scorso, sulla letterina a Babbo Natale ha aggiunto senza dire nulla a noi, che vorrebbe essere il bambino più bello della scuola perché una bambina della sua sezione si innamori di lei. Non sono preoccupato di quale sarà l'orientamento sessuale di mia figlia, la preoccupazione è più per me, che non sono attrezzato per gestire una cosa del genere, e quindi chiedo un parere sul come dobbiamo muoverci noi genitori, e se eventualmente è opportuno rivolgersi ad un professionista. Grazie.

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Gentile Paolo,
consiglierei di intraprendere un percorso con un professionista che vi dia gli strumenti per accogliere vostra figlia indipendentemente dal suo orientamento sessuale; mi permetto di consigliarvi di non scoraggiare i comportamenti che descrive perché sarebbero visti da vostra figlia come un giudizio e, oltre a farla soffrire, potrebbero instillare dei pericolosi sensi di colpa. In ogni caso, scoraggiare questi comportamenti non cambierebbe niente perché l'orientamento sessuale, come dicono le ultime e più aggiornate ricerche scientifiche, non dipende dall'educazione, dall'abitudine o da una scelta; pertanto, che questi comportamenti vengano scoraggiati o meno, la situazione seguirà comunque il suo corso nella direzione dell'omo/bi/eterosessualità.

Dott.ssa Milena Barone Psicologo a Albignasego

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Buonasera,
se ha già letto altre risposte sul tema pubblicate su questo sito, sarà consapevole che comportamenti come quelli di sua figlia non sono necessariamente predittivi di problematiche future nell'ambito dell'orientamento sessuale o dell'identità di genere. Solo quando questi e/o altri comportamenti specifici permangono e si stabilizzano durante l'adolescenza si può pensare a un orientamento omosessuale, oppure a problematiche assai più complesse nell'ambito dell'identità di genere (=sentirsi un maschio in un corpo femminile).
A cosa potrebbe servire un aiuto psicologico a voi genitori nella fase attuale?
Senz'altro ad affinare la capacità di osservare i comportamenti della bambina e dar loro un significato, senza necessariamente interferire con essi. Poi a trovare le parole per parlare con lei con delicatezza di tali questioni, per dimostrarle che si è attenti ai suoi segnali, ma anche in questo caso senza cercare di indirizzarne i comportamenti. E ancora a comprendere, a partire dalla vostra storia familiare, se e quali vicissitudini delle identificazioni potrebbero essere alla loro origine.
Ritengo pertanto che un po' di supporto per voi genitori potrebbe essere davvero utile: non necessariamente una psicoterapia, anche solo una serie di colloqui di consulenza, eventualmente ripetibili nel tempo, assicurandosi però che il terapeuta a cui ci si rivolge sia esperto su queste tematiche, che richiedono una competenza specifica.

Dr.ssa Livia Botta Psicoterapeuta Psicologo a Genova

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Buongiorno gentile Paolo,
oltre i preziosi suggerimenti dei colleghi prima di me, vorrei esprimere il mio parere riguardo il comportamento di sua figlia. Quando diventa difficile sentirsi parte della propria identità unica, ci possono esser dei tentativi da parte dell'individuo giovane di trovare delle spinte di senso in altri simili a lui/lei. Sua figlia potrebbe non sentirsi in grado di assumersi la propria identità mentre vede nella bambina che le piace il coronamento identificatorio: le piace in quanto vorrebbe essere proprio come lei. E' più semplice fare il "maschiaccio" che assumersi la difficoltà di essere una femminuccia. L'ascolto di voi genitori dovrebbe passare nel comprendere quali sono le paure di crescere e di essere come sente di essere che vostra figlia coltiva in silenzio. Il suggerimento è verso una psicoterapia per voi genitori in cui possiate tratteggiare la figura di questa bambina, del vostro stile genitoriale, prima di iniziare a parlare delle tematiche relative al cambio di genere.
Cordiali saluti
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

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Gentile Paolo,
indipendentemente dalla reale possibilità di un cambiamento terapeutico,
il mio suggerimento a voi genitori è di non incoraggiare il comportamento trans-genere della bambina non permettendole di indossare vestiti da maschio, scoraggiando i giochi tipici dei maschietti e favorendo le relazioni con pari dello stesso sesso.
Ritengo anche utile la partecipazione di voi genitori ad un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale per avere precocemente suggerimenti validi per interazioni più funzionali con la bambina nel tentativo di correggerne i comportamenti trans-genere anche mediante l'impiego di differente attenzione sociale o rinforzo sociale che consiste nel prestare attenzione ai giochi coerenti col sesso della bambina ignorando quelli del sesso opposto.
Come ripeto, ritengo che questi ed altri tentativi terapeutici vadano fatti indipendentemente da quello che accadrà poi negli anni dell'adolescenza e post-adolescenza.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Paolo,

Vi consiglierei sicuramente una Consulenza Genitoriale con un psicoterapeutadella Vostra città
Essa infatti sarebbe molto importante per Voi genitori oggi perchè potrebbe offrirvi strumenti utili ed efficaci di riflessione condivisa sul presente e sul futuro.
Non suggerirei alcuna presa in carico psicologica della bambina: come dice bene Lei, siete Voi in questo caso a dovervi "attrezzare" per aiutarla

- a definirsi e a determinarsi nel genere in cui si trova più a suo agio, come soggetto al di là dell'essere maschio o femmina: ricordatevi che con la pubertà tutto può poi cambiare...
- a relazionarsi con VOI genitori nel modo più sereno e costruttivo possibile
- a interagire con il sociale, con i compagni e con gli amici nel modo più sereno e costruttivo possibile
In bocca al lupo!

Dott.ssa Cristina Fumi
Psicologa - Psicoterapeuta
Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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