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Dall'ansia si guarisce?

Inviata da Maria pia il 8 set 2015 Ansia

Salve mi chiamo Maria Pia e da 5 anni soffro di attacchi di ansia a volte forti a volte un po meno! Il fatto è che sono io brava a controllarmi e non farlo diventare attacchi di panico!
Tutto cioè è scaturito fuori dopo la morte di mia mamma e a una storia d amore orribile iniziata quando si è ammalata mia madre è finita quando è morta!!! Una volta che pensavo di essermi liberata dei problemi della mia vita si presentò lei cambiandomi il cervello!
Io NON ERO così! Adesso ho paure e fissazioni assurde che pensandoci bene sembra che non sono manco io a pensare certe cose ma la mia mente! Le insicurezze mi logorano e la pura d restare sola lo stesso! Prendo il lexotan tre volte al giorno il mio nuovo psichiatra mi ha detto che preso a lungo termine è curativo per chi come me soffre di ansia generalizzata! Io onestamente ho perso un po’ la fiducia e sono un po’ scettica per la guarigione!
Ma si può stare 5 anni così?!! Io non so più cosa fare, e secondo me non si guarisce più a sta roba! A meno che non sia un problema adolescenziale e con la maturità andrà via! Ditemi voi!
In tutto ciò ho una vita normale, faccio la ballerina, ho una farmacia di famiglia quindi praticamente tutte le condizioni per stare tranquilla! Maaaa! I disagi ci sono! Quando si tratta di prendere decisioni per il mio futuro e quando si tratta di uomini! Insomma se non ci fosse l ansia la mia vita sarebbe quasi normale! E invece quando non ho l ansia mi preoccupo sono così abituata che ormai quando non c'è l ho tipo un giorno, quasi quasi mi sento strana senza d lei! Mi sono letteralmente rotta le scatole di me stessa! Se il mio cervello è così pericoloso che dirvi?
Meglio la morte! Sarebbe meno dannosa! (Non penso mai al suicidio la mia vita è bella così)

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Gentile Maria Pia,
la duplice perdita affettiva (madre e fidanzato) indubbiamente ha rappresentato un evento traumatico non ancora elaborato che sarebbe stato meglio affrontare con un sostegno psicologico.
E' probabile che questo duplice lutto abbia innescato ed alimentato il tuo senso di insicurezza e le tue paure di essere destinata a restare da sola per sempre.
La soluzione non è certo quella di prendere ansiolitici a vita, per altro senza risolvere il problema, perchè il farmaco può solo attutire il sintomo a valle ma non può aiutare a comprendere le origini di un disagio e correggere un comportamento cioè non può avere una valenza psicoeducativa.Certo, tra assumere delle gocce di Lexotan e fare una seduta di psicoterapia è più semplice e veloce la prima opzione ma ti è più chiara la differenza tra le due opzioni?
Dici che al di fuori dei momenti di ansia la tua vita è normale e fai pure la ballerina! Perchè allora non provi a partire da questa normalità per affacciarti ad altre relazioni con più ottimismo? Forse per rompere il tuo circolo vizioso in cui hai un ruolo apparente di vittima dovresti proprio farti aiutare da un bravo psicoterapeuta.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Salve Maria Pia,
Anch'io credo che sia importante capire che l'ansia è nostra amica, in quanto è il campanello d'allarme che ci avverte quando qualcosa non va. Ovviamente se il livello è adeguato, l'ansia svolge questa funzione e ci aiuta mentre se il livello è eccessivo sopraggiungono disagi e Stati di alterazione. È, quindi, fondamentale comprendere i suoi disagi che sono alla base ma anche imparare le tecniche per gestire questi stati di agitazione per poter evitare lo stress emotivo che ne consegue.

Consiglio un percorso psicologico o di psicoterapia cognitivo-comportamentale abbinato a tecniche di rilassamento, in particolare training autogeno efficace contro gli stati ansiosi.

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Gentile Maria Pia,
forse nel liberarsi dei problemi è mancato un momento di elaborazione degli stessi e soprattutto delle emozioni a essi connesse. L’ansia da ben cinque anni le sta dicendo che c’è qualcosa che non va e che lei sta evitando di affrontare. Con l’aiuto di un professionista potrà contattare l’ansia e le emozioni sottostanti, al fine di integrarle nella consapevolezza e alleviare l’oppressione fisica (dove la sente? Al petto, alla bocca dello stomaco, alla pancia?) che le accorcia il respiro. Solo così l’ansia potrà sciogliersi, diventare gestibile e cambiare di segno: da evento terrifico ad alleata. Se infatti impariamo ad accoglierla, come una parte di noi, e a dialogare con essa, ci fornirà informazioni importanti su cosa ci spaventa ed è fonte di forte disagio, avremo elementi importanti di valutazione in grado di orientare le nostre scelte e la nostra vita.
Un saluto
Dott.ssa Lucia Rinaldi
Roma

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Gentile Maria Pia,
forse nel liberarsi dei problemi è mancato un momento di elaborazione degli stessi e soprattutto delle emozioni a essi connesse. L’ansia da ben cinque anni le sta dicendo che c’è qualcosa che non va e che lei sta evitando di affrontare. Con l’aiuto di un professionista potrà contattare l’ansia e le emozioni sottostanti, al fine di integrarle nella consapevolezza e alleviare l’oppressione fisica (dove la sente? Al petto, alla bocca dello stomaco, alla pancia?) che le accorcia il respiro. Solo così l’ansia potrà sciogliersi, diventare gestibile e cambiare di segno: da evento terrifico ad alleata. Se infatti impariamo ad accoglierla, come una parte di noi, e a dialogare con essa, ci fornirà informazioni importanti su cosa ci spaventa ed è fonte di forte disagio, avremo elementi importanti di valutazione in grado di orientare le nostre scelte e la nostra vita.
Un saluto
Dott.ssa Lucia Rinaldi
Roma

Lucia Rinaldi Psicologo a Roma

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Salve Maria Pia
rispondo direttamente alla più diretta delle sue domande: dall'ansia si guarisce?
Si, si può guarire, ovviamente non si guarisce dall'oggi al domani né si può pensare che così senza volerlo, ci si sveglia e puff l'ansia è sparita. Dunque diciamo che l'ansia è una tratto di personalità che non scompare ma chi ha tale tratto può imparare a riconoscerlo e a gestirlo con le dovute tecniche. E' chiaro che a certi livelli il disturbo d'ansia va trattato con i farmaci ma è pur vero che essi non bastano, dunque sarebbe utile un supporto di psicoterapia che aiuti ad affrontare il problema con consapevolezza, ovviamente per iniziare un percorso è opportuno accettare di mettersi in discussione e imparare a guardarsi e a conoscersi per poi modificare quegli aspetti disfunzionali che caratterizzano la nostra vita. Le suggerisco personalmente un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale poiché è un orientamento che gestisce molto bene i disturbi d'ansia. Ci pensi e valuti.
Saluti Dott.ssa Maria Antonella Schiavone

Dott.ssa Maria Antonella Schiavone Psicologo a Jesi

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Cara Maria Pia,
non riesco a non essere diretta: intraprenda un percorso di psicoterapia. Lei è giovane, da quello che scrive appare una buona consapevolezza, ha individuato bene gli eventi scatenanti l'insorgenza dell'ansia. Due abbandoni, due traumi, in pochissimo tempo, forse ha bisogno di elaborare ciò che ha vissuto, dare i giusti significati ai suoi vissuti. Sia con la psicoterapia cognitivo comportamentale, che con i protocolli EMDR, avrà ottime possibilità di guarigione, riuscendo a non essere più limitata dalla propria ansia.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Monica Palla

Dott.ssa Monica Palla Psicologo a Pisa

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Gentile Maria Pia,
Non voglio cercare di darle inutili diagnosi o azzardate interpretazioni, dato che non ci conosciamo e non conosco le importanti sfumature della sua storia. Ció che però ci tengo a dirle è che l'ansia, così come gli attacchi di panico e spesso i disturbi psicosomatici, è un campanello d'allarme. Questo campanello suona per avvertirci che c'è qualcosa che non va da qualche altra parte e che non riesce ad esprimersi. In questo senso, l'ansia è un'alleata! Le dice che deve fare attenzione a qualcosa. Questo qualcosa lo deve cercare a livello delle emozioni e soprattutto a livello delle emozioni nelle relazioni: dopo i lutti importanti molte cose, all'interno di noi e fuori di noi, nelle relazioni, devono riorganizzarsi; alcuni equilibri devono cambiare, alcuni ruoli vecchi non possono più essere giocati come prima e questo spesso crea resistenze, vissuti emotivi difficili da comprendere e da esprimere, cambiamenti difficili da accettare e dunque da attuare. Alcune emozioni restano tante incomprese che è impossibile dargli spazio, ma ovviamente non possono svanire: emergono sotto forma di alcuni sintomi come quelli da lei descritti. In questo senso, utilizzare dei farmaci aiuta a spegnere l'allarme (si sa, anche gli allarmi che suonano all'infinito creano disturbo!), ma non ci dice nulla rispetto a ciò che ha fatto scattare quest'allarme.... Che dunque scatterebbe nuovamente una volta interrotta la farmaco terapia.
Uno psicologo saprebbe accompagnarla in questo percorso di ricerca di cosa ha fatto scattare l'allarme: vedrà che poi si spegnerà da solo senza concentrarsi troppo su di lui!
Un caro saluto
Giorgia Palucci
Studio Psicologia Attiva

Studio Psicologia Attiva Psicologo a Ostia

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Gentile Maria Pia, "guarire" dall'ansia eccessiva, che invade, che paralizza e che blocca quasi il fluire dell'esistenza si può. Si può, nel senso che si può imparare a gestirla, a contenerla, ma questo soltanto iniziando un percorso di scoperta interiore, di psicoterapia, quindi, che serva ad integrare questo sintomo nella storia della sua vita, a trovargli dei significati, che spesso son connessi con le perdite, con le separazioni. Sembra, da ciò che racconta, che tutto sia iniziato con una perdita dolorosa, a cui poi se ne è sommata un'altra per lei. E' da li che occorre ripartire, forse anche facendo dei passi ancor più indietro nella sua storia. Certamente, quando l'ansia è così debilitante, un supporto farmacologico è utile, ma non risolutivo, se non si intraprende un percorso di terapia. I miei migliori auguri,
dott.ssa Annalisa Sammaciccio Psicologa Psicoterapeuta a Padova

Dott.ssa Annalisa Sammaciccio Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Padova

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Da come lo descrive il suo problema rientra nel disturbo di attacchi di panico.
I danni alla sua vita sono causati in parte dagli attacchi di panico, ma il danno maggiore è la sua paura di averne altri, paura che probabilmente la spinge a evitare molte attività piacevoli che prima la facevano stare meglio.
Sembra che il problema è nato dopo eventi luttuosi e dolorosi.
Dovrebbe valutare se continuare la farmacoterapia o iniziare una psicoterapia, in caso non vi siano altri disturbi acuti, ad esempio una depressione maggiore o problematiche organiche quali una tiroidite.
Le ricerche dicono che per un disturbo di attacchi di panico è sconsigliabile fare una terapia combinata (farmaci+psicoterapia), quindi in caso abbia un problema di soli attacchi di panico può anche abbandonare la farmacoterapia e iniziare una psicoterapia cognitivo comportamentale mirata rispetto al suo specifico problema.
Inizialmente avrebbe difficoltà perché deve riabituarsi a stare senza farmaci, ma una volta superata questa fase può far diminuire l'ansia e gli attacchi dopo un percorso di 20 sedute o poco più.

Dott.tancredi Pascucci Psicologo a Roma

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Salve Maria Pia,
sembra che la sua ansia sia legata alle relazioni o meglio alla fine delle relazioni significative. Il sostegno farmacologico di certo aiuta, ma non risolve il problema alla radice, né le consente di comprendere l'origine della sua ansia. Le consiglio di iniziare al più presto una psicoterapia che possa sollevarla e aiutarla in modo incisivo.
Cordialmente

Dott.ssa Sabrina Ornito

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Salve Maria Pia,
la sua condizione di vita legata all'ansia può assolutamente cambiare! Le ansie e le paure hanno una loro funzione nella vita di ciascuno di noi, ma è importante che non inondino tutta la vita oppure siano loro a gestirci; quando assumono tali caratteristiche divengono un problema. È importante che lei si rivolga ad uno specialista che l'aiuti a capire il perché di tali ansie e insieme a lui - lei potrà sicuramente trovare il nocciolo della questione e ritrovare la sua serenità. Vivere una vita serena è un diritto, non ci rinunci!
Cordialmente

Dott.ssa Elisa Vegna

Dott.ssa Elisa Vegna Psicologo a Marsala

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Buongiorno Maria Pia, mi sembra di capire che l'ansia di cui parla sia legata alle relazioni o meglio alla fine delle relazioni. Probabilmente sono implicate molte emozioni che varrebbe la pena approfondire. Inizi con fiducia una terapia perchè il solo sostegno farmacologico non è sufficiente e soprattutto non le consente di capire l'origine della sua ansia. Cordialmente
Dott.ssa Sabrina Ornito

Dott.ssa Sabrina Ornito Centro di psicologia clinica Psicologo a Milano

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Gentile Maria Pia,
lei non ci dice quanti anni ha e questo sarebbe importante da sapere, fa riferimento all'adolescenza e quindi presumo sia abbastanza giovane. Il lexotan è un tranquillante che a lungo andare dà assuefazione e niente altro. Lei ha bisogno di una consulenza psicologica. Sembra scontato questo consiglio, ma l'ansia è uno dei problemi che noi psicologi ci troviamo quotidianamente a dover affrontare. Le paure e le fissazioni a cui lei accenna sono curabili e guaribili nell'ambito di una relazione terapeutica. Lei, fra l'altro, dimostra di avere le idee abbastanza chiare sui suoi disturbi e questo facilita il lavoro terapeutico. Se interviene adesso che è molto giovane non dovrebbe avere problemi per la sua vita futura. Da sola però è difficile. Quindi richieda una consulenza psicologica. Vedrà che risolverà i suoi problemi.

Dott. Sergio Rossi Psicologo a Spoleto

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gentile Maria Pia, quello che lei segnala è uno stato di forte ansia che sembra essere insorto come dice lei dopo la morte di sua madre, talvolta questi disturbi sfociano in attacchi di panico, fissazioni assurde, insicurezze ecc.
Credo che alla sua base di tutti questi sintomi ci sia uno stato di depressione che va trattato con la psicoterapia psicodinamica e i farmaci e viste le sue risorse personali credo abbia tutte le possibilità per guarire
Cordialmente
Dott Antonietta di Renzo (VR)

Dott.ssa Antonietta di Renzo Psicologo a Verona

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Gentile Maria Pia, sì, dall'ansia si può uscire.
Nel Suo caso sarà un lavoro psicoterapeutico psicoanalitico impegnativo.
I farmaci possono essere nella migliore dele ipotesi, nel Suo caso, dei palliativi. Le suggerisco di iniziare al più presto un serio percorso psicoanalitico.
L'ansia e tutte le altre ossesioni sono la manifestazione di profondi conflitti.
Solo affrontando il Suo mondo interiore, quello che stà al di là della coscienza, ne potrà venire fuori. Glielo assicuro. Non è comunque una passeggiata in campagna.
Con i migliori auguri. Dott. marco Tartari, Asti

Dott. Marco Tartari Psicologo a Roatto

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Buongiorno Maria Pia, non mi intendo di Psichiatria, ma uno psichiatra che dica che, un farmaco, preso a lungo, sia efficacie per l'ansia generalizzata, ancora mi mancava, ma sicuramente ha ragione lui, essendo lo specialista. A parte questo, credo che lei non possa esimersi dal cominciare una psicoterapia, naturalmente sempre seguita da uno psichiatra. Tra l'altro se lo psichiatra e lo psicoterapeuta (che non dovrebbero essere la stessa persona, però questo è un mio parere personale) avessero anche una teoria di riferimento simile, sarebbe il "non plus ultra". Da quello che ha scritto, ha passato e superato bruttissimi momenti emotivi, ma ha anche le risorse per poter rifiorire e togliersi questa perenne ansia di dosso. Per nciso, mi sembra di aver letto che lei riesca a controllare gli attacchi di panico. Mi dispiace, ma non sono d'accordo. Le emozioni e le loro conseguenze (attacchi di panico compresi), non sono controllabili, ma gestibili. questo vuole però dire che lei ha trovato il modo di gestire la propria emotività, anche se non sempre. Dovrebbe dunque stare attenta in quale contesto ci riesce ed in quale no, per cominciare. Come secondo passo cercherei un terapeuta che lavori in uno studio polispecialistico dove ci sia anche uno psichiatra e mi accerterei che, all'interno dello studio, gli specialisti, a livello di teoria, non siano uno all'opposto dell'altro, più o meno, ma seguano epistemologie (teorie della conoscenza) molto simili. Questo sempre che il suo attuale psichiatra non la seguisse come vorrebbe. Altrimenti, essendo soddisfatta di lui, deve solo cercare uno psicoterapeuta.
Buona fortuna, dott. Massimo Bedetti, Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Buongiorno Maria Pia,
5 anni sono parecchi, mi chiedo perché non abbia mai valutato l'opzione di un percorso psicologico. Credo che sarebbe utile provarci, ci vorrà del tempo ma invece di mettere a tacere quest'ansia che la "segue" potrebbe capire che cosa la provoca e come affrontarla. Insieme a questo anche il training autogeno potrebbe essere di aiuto, è una tecnica di rilassamento molto valida.
Non si perda d'animo, se c'è la volontà riuscirà sicuramente a superare questo ostacolo.
Saluti.
Dr.ssa Gabriella Ghiglione

Gabriella Ghiglione Psicologo a Cuneo

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Cara Mariapia,
Il suo disagio è frutto di emozioni che probabilmente la fanno immaginare situazioni di pericolo. Le cause sarebbero da scoprire attraverso un approfondimento psicologico, per poi trattarle debitamente. Io penso che con una terapia in ipnosi si possano raggiungere buoni risultati.
Le faccio i miei migliori auguri.
Dr. Giorgio Lavagno

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Buongiorno Maria Pia,
in questo momento l'ansia sembra essere una compagna di viaggio sgradita, ma, al contempo, se non c'è sembra farla sentire sola. Potrebbe essere un segnale mandatole dal suo inconscio per indicarle che, forse, è il momento che si prenda più"cura" di lei. Sicuramente la morte della mamma e l'Orribile (così l'ha definita) storia affettiva iniziata con la malattia della mamma e terminata con la morte di quest'ultima possono aver slatentizzato disagi ed insicurezze che, ora, la sua ansia le segnala.
Potrebbe esserle utile un approccio alla psicoterapia bionomica che ha tra i suo strumenti di intervento anche il Training Autogeno.
Cordiali saluti
Anna Ambiveri

Dott.ssa Anna Ambiveri Psicologo a Torino

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Cara Maria Pia, per l'ansia generalizzata non basta un'assunzione di farmaci fine a se stessa. È necessario affiancare una terapia psicologica. Non deve conviverci con l'ansia , ma vincerla, per avere una qualità della vita molto migliore. Le cause dell' ansia sono interne, non esterne, ed è su queste che bisogna lavorare.

cordiali saluti
dott. Alessandro Bertocchi (bo)

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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Salve Maria Pia , non si può dire quale sia la causa del suo disturbo. Certamente la morte di sua madre lo ha evidenziato. Penso che ltre il trattamento farmacologico potrebbe affiancare una terapia psicologica dietro indicazione del professionista che la incontrerà di persona. Forse è arrivato per lei il momento di scoprirsi e conoscersi arrivando fino alle radici profonde del suo malessere.

Dott.ssa Silvia Rotondi Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Gentile Maria Pia
la mia impressione è che, pur essendo i farmaci un ottimo strumento per gestire l'ansia, nel suo caso non siano sufficienti.
C'è un malessere che, da dentro, preme sotto forma di ansia per farsi decifrare. Servono parole per dar forma e senso a quest'angoscia che da cinque anni, da quando ha perso sua madre e il suo fidanzato, la pervade.
L'ansia è un'emozione non una malattia. E' un'emozione che scatta quando una persona si sente in pericolo. Nel suo caso è un pericolo immaginario.
Probabilmente si sente indebolita dalle gravi perdite subite. Un buon lavoro di psicoterapia potrebbe aiutarla a ricostruire nuove sicurezze interne, anche attraverso l'elaborazione del lutto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Stefania D'Antuono - Venezia

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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Cara Mariapia,
Lei vive in compagnia della sua ansia e non provare ansia la fa sentire strana,
Proprio questo ultimo punto mi sembra la chiave per leggere la sua storia attuale.

Si trova a desiderare di liberarsi dall'ansia, come fosse un intruso sgradito eppure il suo organismo le rimanda un senso di spaesamento quando l'ansia non c'è e quando lei cerca di scacciarla.

L'ansia non va scacciata, ma integrata nella sua vita attuale. Ha avuto origine da episoi faticosi e dolorosi del suo passato e ora le sta accanto.

Guarire dall'ansia non si può perchè l'ansia è un emozione e , in quanto tale, un evento psicofisiologico utile e importante per regolare il comportamento.
Si può "guarire" dall'eccesso d'ansia, ossia ridurne l'intensità e la frequenza.

Vi sono tecniche psicologiche e tecniche di rilassamento specifiche per la riduzione dell'ansia che le suggerirei di approfondire con l'aiuto di uno psicologo.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Cara Maria Pia,
dalla tua lettera emerge un forte senso di disorientamento, che gli ansiolitici non possono ridurre. I farmaci sono idonei a placare gli stati d'ansia, ma non i dubbi e pensieri negativi.
Dalla tua storia, che ha comportato due esperienze dolorose contemporanee, sembra tu abbia subito un piccolo trauma ed ora stai vivendo le conseguenze, che comportano una confusione nei sentimenti dolorosi, non definendo bene quali appartengano alla perdita di tua madre e quali alla storia con il tuo ex ragazzo. Sarebbe opportuno invece dello psichiatra consultare uno psicoterapeuta. Quello di cui hai bisogno è di riorganizzare l'anno di sofferenza, dare un senso alle esperienze vissute e rielaborarle in modo che diventino parte della tua storia personale con nitidezza e non influiscano più sul tuo futuro.
Un saluto
Dott.ssa Cristina Mencacci

Dott.ssa Cristina Mencacci - Psicologa Psicologo a Perugia

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