Mi fido di te: cosa intendiamo quando pronunciamo queste 3 piccole parole?

​Mi fido di te canta Jovanotti. Ma che intendiamo quando pronunciamo queste tre piccole parole "mi fido di te". Vediamo cosa come gli psicologi hanno definito tale concetto.

11 GEN 2022 · Tempo di lettura: min.

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Mi fido di te: cosa intendiamo quando pronunciamo queste 3 piccole parole?

Mi fido di te canta Jovanotti. Ma che intendiamo quando pronunciamo queste tre piccole parole, ma molto importanti: "mi fido di te"?

Sembra scontato. Utilizziamo molto spesso questo termine nelle nostre relazioni, ma la definizione del concetto di fiducia spesso ci sfugge.

La fiducia è un aspetto che coinvolge l'intero tessuto della nostra vita e della nostra società. Ogni azione che compiamo durante la giornata, andare dal medico, acquistare qualcosa o una semplice conversazione si basa sulla fiducia. Pensiamoci,

tutte le decisioni che prendiamo dipendono dal fidarsi o non fidarsi di qualcun altro (Rotter, 1971)

La fiducia influenza le nostre relazioni a ogni livello: nel quotidiano influenza, ad esempio, la relazione fra un venditore e un acquirente o tra il terapeuta e il paziente; la fiducia esercita un ruolo cruciale in famiglia o nel rapporto con il nostro partner (Rotter, 1980).

Ad un livello più generale la fiducia influenza persino l'ordine sociale. Basti pensare a quello che succederebbe qualora non si riponesse più fiducia nella legge e nel governo (Rotter 1971): il tessuto sociale si disintegrerebbe (Rotter, 1980).

Per tali ragioni la fiducia interpersonale è stata considerata dagli psicologi come un elemento fondamentale del funzionamento umano (Erikson, 1963).

Rotenberg (2010) nel proporre una definizione del concetto di fiducia, individua tre elementi che ne costituiscono la base.

  1. L'Affidabilità: il percepire le affermazioni dell'altra persona come affidabili.
  2. La fiducia emotiva: l'aspettativa che quella persona manterrà per sé le confidenze ricevute. Quando confidiamo qualcosa a una persona in cui riponiamo fiducia, ci aspettiamo che questa persona non ci criticherà per quello che gli abbiamo appena detto, che non divulgherà le nostre confidenze e che non le utilizzerà per crearci imbarazzo o dolore.
  3. L'onestà: il credere che l'altra persone dirà la verità..

Come vediamo, la fiducia si basa molto sulle aspettative che abbiamo riguardo il nostro interlocutore e su come questa persona si comporterà con noi, ma spesso l'altra persona non è consapevole di tutte le aspettative che nutriamo nei suoi confronti.

Dietro quelle tre paroline mi fido di te in realtà c'è un mondo, il nostro mondo, e allora vale la pena prendere del tempo per esplorare e comunicare cosa c'è nella fiducia che stiamo riponendo sull'altra persona, senza lasciare spazio agli impliciti, al non detto.

Quando diciamo a una persona che ci fidiamo di lei specifichiamo anche riguardo cosa stiamo ponendo la nostra fiducia nei suoi confronti, cosa ci aspettiamo da lei, come pensiamo si comporterà in determinate situazioni, perché ogni aspetto della fiducia è soggettivo e ognuno ci mette la sua aspettativa, la sua fantasia, che è diversa dalla nostra, lasciando spazio ad equivoci e fraintendimenti.

Nei prossimi giorni vi invito a esplorare che cosa sia la fiducia per voi e di provare a formulare la frase in questo modo: "Ho fiducia che...".Questo vi aiuterà a chiarirvi le idee e a prendere consapevolezza delle vostre aspettative nel rapporto con l'altra persona e dei vostri desideri circa la relazione e eventualmente a comunicarli con chi ritenete opportuno.

Non dare per scontato che l'altra persona sappia cosa ci aspettiamo da lei può essere un aspetto davvero importante per le nostre relazioni.

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Scritto da

Dott.ssa Viviana Turco

Bibliografia

  • Erikson, E. H. (1963). Childhood and society (Rev. ed.). New York: Norton, 1954, 5-56.
  • Rotenberg, K. J. (2010). The conceptualization of interpersonal Trust: A Basis, Domain, and Target Framework. In Rotenberg K. J. (Ed.), Interpersonal trust during childhood and adolescence (pp 2–27). New York: Cambridge University Press.
  • Rotter, J. B. (1971). Generalized expectancies for interpersonal trust. American psychologist, 26(5), 443- 452. DOI: 10.1037/h0031464.
  • Rotter, J. B. (1971). Generalized expectancies for interpersonal trust. American psychologist, 26(5), 443- 452. DOI: 10.1037/h0031464.
  • Rotter, J. B. (1980). Interpersonal trust, trustworthiness, and gullibility. American psychologist, 35(1), 1. DOI: 10.1037/0003-066X.35.1.1.

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