Sono gay ma desidero essere padre. Rinuncerei alla mia sessualità: sbaglio?

Inviata da Trifone · 12 set 2016 Autorealizzazione e orientamiento personale

Buongiorno,
mi chiamo Paquale e sono un giovane uomo di 22 anni che ha già un ottimo lavoro che mi rende economicamente indipendente (scrivo questo perché ritengo che sia importante specificarlo… cioè sono già in una situazione materiale/economica che mi permette di poter pensare di mettere in pratica quello che scriverò subito di seguito). Io sono un omosessuale e lo sono da sempre, nel senso che nonostante ne abbia preso coscienza solamente recentemente (negli ultimi 2 o 3 anni), ricordo che già durante l'infanzia c'erano già in me molti interessi nei confronti del mondo dei maschi. Io ad oggi sono ancora vergine (non ho avuto rapporti sessuali né con donne e né con uomini), questo è dovuto alla mia carattere chiuso ma credo soprattutto al mio difficile rapporto con il mio orientamento sessuale. Io a livello fisco e sessuale sono attratto esclusivamente dal corpo maschile... ma avevo sempre pensato che a livello affettivo non sarei riuscito ad instaurare un rapporto con uomo.... ma ultimamente sto cambiando idea.... nel senso che oltre a desiderare fortemente di avere rapporti sessuali con persone del mio sesso credo che mi piacerebbe molto anche avere una relazione affettiva con un uomo (forse più che con una donna!). Detto questo ciò che mi frena dall'entrare pienamente nel modo omosessuale: (di cui ad oggi entro solo attraverso le mie fantasie e la masturbazione) è il mio enorme desiderio di diventare padre (si lo so sono giovane e sono senza esperienza…. Ma io lo desidero veramente molto e da molti anni!), desidero procreare, desidero mettere su la mia famiglia. So che possono esiste per gli omosessuali diverse soluzioni per diventare papà (dall'utero in affitto all'adozione che però ad oggi sono concesse solo in alcuni paesi e non in Italia), dalla possibilità di procreare con una lesbica o una donna single desiderose di essere madri e contrarie a farsi inseminare con lo sperma di uno sconosciuto)... ma nonostante questo mi paiono tutte soluzioni di difficile realizzazione sotto vari punti di vista (legale, economico.... ma anche di correttezza nei confronti di questi figli). Io penso che non esista un diritto ad essere genitori nonostante lo si possa desiderare con tutto se stesso, ma esiste invece un diritto dei figli ad avere dei genitori, e penso che un bambino soprattutto in età infantile ma anche per il resto della sua vita, abbia bisogno di sua madre... e questa figura non si può ridurre a una cellula uovo scelta su catalogo o a una donna incubatrice. Quindi la famiglia che desidero costruire deve essere una famiglia con una donna, una famiglia tradizionale dove c'è una madre e un padre che in modo naturale attraverso il rapporto sessuale e con affetto concepiscono un figlio che avrà il loro patrimonio genetico e in cui loro si riconosceranno. So che quello che ho scritto può sembrare agli occhi di molti aberrante (quasi come a dire che i figli adottati non siano come i figli naturali).... però è quello che provo e che penso: io desidero proprio avere dei figli miei biologicamente e metterli al mondo in modo naturale attraverso il rapporto sessuale con la loro madre e non facendo ricorso alle soluzioni alternative offerte dalla medicina o all’adozione (che comunque ritengo quest’ultima un grande gesto di amore, generosità..ammiro molto chi adotta…probabilmente è il genitore migliore…solo che io non mi ci vedo: probabilmente sono un uomo squallido!) Inoltre non riesco proprio a concepire di crescere dei figli, anche biologicamente miei, con un uomo al mio fianco: io voglio essere il padre e la figura maschile di riferimento per questi figli....non voglio un altro "padre" nella loro vita...mi sentirei in competizione con quest'uomo (lo so che anche questo pensiero potrà sembrare aberrante a molti... ma non ci posso fare nulla è quello che provo!).
Quindi sto veramente pensando di accantonare una parte di me, la mia omosessualità (relegandola alla mia fantasia e alla masturbazione come è stato finora), e cercarmi una ragazza che condivida i miei valori, che desideri essere madre e moglie. Sono assolutamente consapevole di non provare alcuna attrazione sessuale nei confronti delle donne, le quali mi lasciano del tutto indifferente, ma credo che da un punto di vista fisico potrei farcela (quando nei miei sogni penso intensamente ad un Pasquale padre di famiglia nel mentre di consumare un rapporto sessuale con la sua donna per procreare..... beh io riesco a raggiungere l'erezione, a masturbarmi e a provare piacere sia fisico che mentale), poi ho fatto anche delle visite mediche ed esami andrologici, e il mio apparato riproduttore è risultato perfettamente funzionante, non sono impotente e l'esito del mio spermiogramma dice che sono anche molto fertile.... è questo è per me molto importante e mi ha dato molto conforto, perché mi dice che il mio corpo funziona. Per quanto riguarda la mia mente... beh questo è molto più complesso ma credo che il mio fortissimo desiderio di paternità mi aiuterà in questo... e poi sono sempre stato un ragazzo molto responsabile con valori e senso del dovere molto forti: se troverò una ragazza con cui realizzare il mio sogno di famiglia...beh non andrei certo a cercare rapporti occasionali con uomini (tipo su chat erotiche o annunci nei bagni pubblici) al sol fine di sfogare i miei istinti sessuali (non lo farei perché sarebbe un tradimento nei confronti di mia compagna (che comunque tradirei col pensiero sempre e già questo è molto grave!), non lo farei nei confronti di me stesso perché penso che facendo del sesso così…con uomini del genere (interessati solo al mio corpo) finirei solo per sentirmi ancora peggio e più vuoto e poi non vorrei mai, e dico mai, mettere in pericolo la salute della mia donna, dei nostri figli e mia.... so che questa parte del mondo gay è molto promiscua è c'è un forte rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili). Con questa donna cercherei il più possibile di essere per lei un buon compagno: se non riuscissi ad amarla be cercherei almeno di volerle molto bene, cercherei di darle affetto e attenzioni, cercherei di prendermi cura meglio che posso di lei e dei nostri figli e chiaramente cercherei di soddisfarla dal punto di vista sessuale sforzandomi di avere con lei rapporti sessuali molto frequenti e per lei piacevoli e intensi… e perché no anche per me.

Per il resto sono assolutamente consapevole che mi comporterei con questa donna come un vero bugiardo: le mentirei su di me in un modo veramente plateale e indegno e la priverei di essere amata e di amara un altro uomo che veramente la meriti. Inoltre sono assolutamente cosciente che farei a me stesso del male...e anche molto male!...anche se non sono cosciente di fino a che punto potrei farmi male seguendo questa strada.

In ogni caso ho ormai superato i 20 anni e non posso più restare (per la mia salute mentale) in questa situazione di indecisione e dovrò scegliere, in quanto tutto non posso avere, fra:
- un Pasquale che ha deciso di vivere la sua sessualità, probabilmente a fianco di un brav'uomo che lo soddisfa sia da un punto relazionale che sessuale..... ma un Pasquale “sterile” che non avrà mai i sui figli tanto desiderati e voluti;
- oppure un Pasquale padre di famiglia con accanto una donna con cui forse è riuscito a trovare una sorta di equilibrio e soprattutto circondato dall'amore dei suoi figli tanto desiderati e voluti....ma un Pasquale comunque infelice perché avrà rinunciato a una parte fondamentale di se stesso: probabilmente frustrato, insoddisfatto sia sessualmente che affettivamente.

Oggi come oggi io sono molto spinto verso il Pasquale padre di famiglia, che mi sembra l'opzione che mi renderà più felice.... ma non l'ho ancora presa (la mia decisione) perché ho paura di sbagliare e di farmi troppo male!

Spero che qualcuno di voi professionisti trovi il tempo e la voglia di leggere il mio sfogo e magari mi possa dare un suo parere che mi possa essere d’aiuto a prendere una decisione il più consapevole e giusta per me!

Grazie a chi sarà così gentile da fornirmi il suo aiuto.
Un saluto sincero

Pasquale

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Miglior risposta 15 SET 2016

Gentile Pasquale,
purtroppo non basta un nostro parere estemporaneo, benchè professionale, per dirimere la tua indecisione su un argomento così delicato, complicato e importante come quello che hai presentato.
Entrambe le opzioni finali che hai ipotizzato ti costringerebbero a vivere da dissociato e questo non può fare bene alla salute mentale tua e di chi ti vivrebbe accanto.
Penso perciò che essendo molto giovane hai tutta la possibilità di intraprendere un adeguato percorso di psicoterapia con un professionista capace e preparato che ti possa accompagnare ad uscire da questo impasse in maniera integrata e magari contemporaneamente al tuo vivere una storia sentimentale importante con la persona (uomo o donna) che sceglierai.
Certo, questa scelta iniziale la devi fare tu ma, a mio parere, se dovessi darti un consiglio, ti incoraggerei per una scelta iniziale di tipo etero, in armonia con la tua immagine sociale e col tuo desiderio di famiglia.
Nel vivere questa futura ipotetica storia sentimentale avrai tempo e modo di confermare, disconfermare, rivedere o riaggiustare le tue convinzioni/percezioni sul tuo orientamento sessuale e trarre poi con l'aiuto del terapeuta le opportune conclusioni.
Voglio dire che, siccome sei ancora molto giovane e senza esperienza pratica, non dovresti trarre conclusioni affrettate e dovresti limitarti a vivere la vita cercando di riconoscere e registrare l'armonia con la tua intima natura sperando coincida con i tuoi desideri.
Forse può sembrare una scelta per "prove ed errori" ma questo in fondo vale spesso anche in situazioni e relazioni ove non c'entra l'omosessualità vera o presunta.
Tuttavia, a mio parere, se l'esperienza etero, protetta dalla psicoterapia, dovesse portare ad un insuccesso irreversibile soprattutto dal punto di vista sessuale, il perseguimento dell'opzione di tipo omo dovrebbe prescindere dal progetto-figli (ma questo, ripeto, è solo il mio parere).
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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6 OTT 2016

Buongiorno Pasquale. Il percorso di accoglienza e accettazione del proprio orientamento sessuale non è semplice, a volte può avere bisogno di molto tempo, ma è certo che questa parte dell'identità sessuale non può essere scelta, né condizionata o trasformata in alcun modo. Ciò che si può fare, all'interno anche di un contesto terapeutico, è di andare a capire a che cosa sia legato questo disagio e questa sofferenza. E ciò che può cambiare è il grado di libertà personale, il modo di nominarsi, ma non l'orientamento. La invito a non vedere questo in modo rassegnato, perché le vite delle persone omosessuali e bisessuali possono essere felici e realizzate come quelle delle persone eterosessuali.
Quello del progetto genitoriale è un altro discorso, che, come giustamente sottolinea lei, per una coppia omosessuale ha qualche complicazione in più, soprattutto in quei paesi che non riconoscono forme di genitorialità, come ad esempio l'adozione per le coppie gay e lesbiche. Ciò che vorrei porle come ulteriore elemento di riflessione è che l'identità sessuale non ci dice qualcosa delle capacità genitoriali o del fatto di assumere l'identità di padre o madre. Tutte le persone, potenzialmente, possono essere genitori. Non è l'orientamento sessuale a determinare se una persona è un buon genitore o meno: forse sono altri i fattori, come, ad esempio, la capacità di assumersi responsabilità, la capacità di cura e di accudimento, la capacità di fornire una base di attaccamento affettivo.
Ciò detto, è chiaro che non tutti sono obbligati ad essere genitori. Ma tale decisione, a mio modesto avviso, andrebbe presa con serenità e consapevolezza di sé.
A volte può anche essere utile confrontarsi con chi genitore è già. Provi, magari, a contattare qualche associazione o gruppo che ha al suo interno genitori omosessuali e si faccia raccontare la loro storia.

Un saluto molto cordiale,
Dr. Enrico M. Ragaglia

Dr. Enrico Maria Ragaglia Psicologo a Arona

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13 SET 2016

Gentile Pasquale, innanzi tutto vorrei complimentarmi per la grande capacità di lettura interiore che emerge dalle Sue righe. Onestamente è difficile dare un'opinione su un tema così delicato come quello che ci ha espresso. Utopisticamente credo che Lei avrebbe il diritto (come tutti) di avere una soddisfacente vita sessuale e la gioia di costruire nel contempo la propria famiglia, ma mi rendo conto che dalle Sue considerazioni questo traguardo venga considerato molto improbabile. Unica considerazione che mi permetto di fare è quella che non avendo sino ad ora mai avuto rapporti sessuali (nè omo nè etero) Le manca un importantissimo dato per confermare le Sue riflessioni. E' vero che le fantasie sono importantissime e che ci danno i primi segnali su quali sia il nostro orientamento sessuale, ma fino a che non proviamo a rapportarci effettivamente con un'altra persona ci manca una prova fondamentale per essere maggiormente precisi su quello che proviamo.
Un grande saluto
Dott.ssa Annalisa Caretti

Studio Dott.ssa Annalisa Caretti Psicologo a Verbania

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