Giocosità nell'ambito della psicoterapia

Inviata da Massimo il 8 feb 2018 Psicoterapia

Salve,
mi sono reso conto che l'aspetto giocoso, nell'ambito di una psicoterapia, per me è fondamentale, prioritario. Ho fatto la prima seduta da una psicoterapeuta che, almeno sulla carta, sarebbe valida. Il setting è piacevolissimo. Lei garbata e professionale. Molto professionale. Forse troppo. Mentre mi ascolta, sembra quasi indossare una maschera da "mater dolorosa" quasi a voler entrare in rapport con la mia parte depressa. Ma l'unico risultato è quello di deprimermi ancora di più. E ciò che è peggio, e che il mio nucleo profondo infantile (depresso) si sente addolorato per quel volto da "mamma triste", e magari vorrebbe fare qualcosa per lei, per aiutarla (!), anche con carezze positive. Certo non pretendo mica una Patch Adams in gonnella! Ma almeno un viso sorridente, sereno. E un po' più di giocosità, di ironia. Ma purtroppo non percepisco fluire niente di tutto ciò. Non so se quella professionista/persona sia proprio così o se la sua è solo una maschera empatica "professionale" (ma a me da la sensazione di impresaria di pompe funebri ! ). Cosa mi consigliate ? Grazie
MASSIMO
provincia di Fermo

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Caro Massimo, ě lecito che lei si interroghi sui "modi" della sua terapeuta e si chieda se questi modi facciano al caso suo. Dice di aver fatto una sola seduta, quindi forse ė ancora presto per "sbilanciarsi" in merito: ė anche vero, perö, che come per le altre relazioni il fatto di sentirsi istintivamente a proprio agio o meno puö essere un indice da attenzionare. Non sappiamo, certo, se la modalitâ relazionale di questa collega sia reale o se indossi una maschera come dice lei. Posto che ci auguriamo, per non dire che siamo quasi certi, che non ci siano maschere, ma solo un modo di essere reale, la invito a parlarne apertamente con la collega. Giá il fatto che l'espressione della collega le fa venire in mente una madre da consolare potrebbe dire qualcosa di lei...e questo potrebbe essere giâ un punto su cui lavorare in psicoterapia. La relazione terapeutica ė, nel bene e nel male, un banco di prova che ci dice tanto delle nostre relazioni con gli altri e del nostro modo di essere. E si fa un buon lavoro, a mio avviso, anche quando ci si riesce a confrontare su quello che succede nella relazione tra cliente e terapeuta. Posto che se non dovesse trovarsi bene puó sempre valutare l'idea di cambiare terapeuta, le auguro invece di fare tesoro di questa relazione e di "usarla" il piû possibile come banco di prova per le altre relazioni della sua vita. In bocca al lupo, dott.ssa Daniela Cannisträ

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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Buongiorno Massimo, quello che traspare dal suo scritto é il suo non sentirsi pienamente a suo agio nel rapporto terapeutico. La mia indicazione, dunque, è di parlare di questo aspetto e di queste esigenze alla sua terapeuta. La fiducia ed un clima di trasparenza sono essenziali in una terapia, pertanto discutere della questione non potrà che essere utile nel processo terapeutico. Sono certa che la collega saprà accogliere le sue perplessità e potrà motivare il suo comportamento, che potrebbe essere dettato dal tipo di contatto empatico che lei avverte nei suoi confronti. Cordialmente, dr.ssa Amanda Rossini (Como)

Dott.ssa Amanda Rossini Psicologo a Cantù

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Caro Massimo dovresti per prima cosa parlare con la terapeuta di quantom ti turba il suo atteggiamento triste nei tuoi confronti e magari cominciare tu a sdrammatizzare le tue vicende mentre le racconti.
Cordialità dottoressa Tina Carone Psicologa psicoterapeuta PERITO del Tribunale, Roma san Paolo

Dott.ssa Tina Carone Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Massimo....certamente l'idea che un'altra persona stia fingendo l'espressione da' fastidio....ma hai mai pensato che anche quelle persone con largo sorriso 24 ore/giorno fanno lo stesso?

Emozioni Umane - Dott.ssa Papadia Psicologo a Montebelluna

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Buongiorno, Massimo.
Parlare con la propria terapeuta di ciò che sente o prova credo sia il primo passo utile. Ciò potrebbe essere molto prezioso per meglio comprendere aspetti de aspettative relative al percorso che state facendo; ma anche significativo per meglio comprendere se stesso di fronte a situazioni in cui si sente meno a Suo agio e il senso della giocosità (che potrebbe anche essere usata come modalità per non stare su certi aspetti più centrali ma un po’ scomodi, forse)...
Cordialmente

Dott.ssa Ilaria Gisondi Psicologo a Trezzano sul Naviglio

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Gentile Massimo,
Nessuno meglio di lei sa cosa le fa più piacere. Condivida le sue perplessità con la sua terapeuta e gli spieghi quello che ha spiegato a noi. Per un buon esito di terapia è fondamentale che ci sia fiducia reciproca e comunicazione. Sono certa che la collega saprà accogliere la sua richiesta nel modo più opportuno.
Può darsi che condivida il suo punto di vista, che adottiate nuove strategie o anche che debba cambiare professionista se non si è creato il rapporto di cui parlavo sopra.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)

Dott.ssa Daniela Vinci Psicologo a Arluno

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Gentile Massimo,
Lei segue un percorso terapeutico con una professionista, questa è un ottima scelta per se stesso e la propria vita. Certamente ogni terapeuta ha uno stile professionale specifico al di là delle tecniche e metodologie utilizzate.
Le consiglierei di parlarne con la dott.ssa tramite un dialogo aperto e sincero, tutto ciò che emerge nel percorso è materiale utile per comprendere come lei si pone in relazione e migliorare l'intesa terapeutica.
In ultima analisi può decidere di cambiare professionista se percepisce troppa distanza emotiva o difficoltà.
Resto a disposizione
Dott.ssa Donatella Costa

Dr.ssa Donatella Costa Psicologo a Rezzato

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