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Come fermare parente che sperpera i soldi?

Inviata da Fiorenza il 1 ago 2013 Psicologia degli anziani

Salve, sono la sorella di una 80.enne che in questi ultimi anni ha sperperato tutto il suo denaro, ora continua a chiedere soldi a me e non solo, ha una pensione di poco più di mille euro, l'appartamento è suo, lei è vediva senza figli, come fare prima che metta in pericolo anche la casa? Non vorrei che facesse qualche cosa di errato , ha il vizio (ora passato perchè non ha soldi) di giocare alle macchinette manigiasoldi, al lotto, se qualcuno le chiedeva soldi lei elargiva senza misura cio' l'ha portata appunto ora a non averne più per sè. Io e i nipoti siamo in ansia per la sua sorte, se va avanti cosi non ha neppure i soldi per farsi curare o altro!!! Cosa si può fare in questi casi?

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Buongiorno gentile Fiorenza,
si rivolga al medico di base di sua sorella esponendo il problema e facendosi fare un'impegnativa per una visita psichiatrica da effettuare nel servizio pubblico.
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Carissima,
Le auguro di ruuscire a trovare una soluzione. Cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Fiorenza,
le situazioni di dipendenza patologica sono complicate dal fatto che spesso chi ne soffre non ha consapevolezza del disturbo, che è invece evidente ai familiari. I centri che si occupano di queste patologie sapranno indicarle la via migliore per poter anche "agganciare" sua sorella ad un servizio. Di nuovo un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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Ringrazio tutti i gentili Dottori per la loro risposta, alcuni sono pareri che anche io avevo pensato, ma il problema è che se si parla con lei, non ammetterà mai di avere un disturbo, poi facendole notare che non ha più un soldo e nel caso si ammalasse o dovesse andare un domani in un ricovero, risponde" beh...vendete la casa" con leggerezza, come se fosse poi così facile vendere una casa di questi tempi! Riguardo all'amm.re di sostegno mi ero interessata leggendo su internet , ma resta il fatto che mia sorella non è inabile, nè è stata dichiarata incapace di intendere o volere, anzi, ha una parlantina che rivolta tutto in suo favore, non è lei che sbaglia , non ammette la realtà , appena prende la pensione per 15 gg. è tutta pimpante, finiti i soldi per i restanti giorni è in crisi, dice che non sta bene ed è depressa, ma non ammetterà mai che è per i soldi.
Davvero non sappiamo come fare o con che scusa farla parlare con un Dott. dei suoi problemi perchè lei stessa dice che sta benissimo.....

Scusate se mi sono dilungata ma era per meglio chiarire la situazione...

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Carissima, può chiedere informazioni nei centri specializzati per i disturbi da gioco d'azzardo. Cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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Gentile Fiorenza,
ci sono associazioni che lavorano sui problemi per le dipendenze da gioco d'azzardo, cerchi su internet l'associazione più vicina alla sua zona loro le potranno dare delle indicazioni specifiche rispetto al suo problema.
Un altro aiuto che potete avere è di richiedere un amministratore di sostegno (di solito un avvocato ma potete farvi assegnare anche voi familiari o chi ritenete più opportuno e capace). L’amministratore di sostegno è una figura istituita per quelle persone che, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi.
Gli anziani e i disabili, ma anche gli alcolisti, i tossicodipendenti, le persone detenute, i malati terminali possono ottenere, anche in previsione di una propria eventuale futura incapacità, che il giudice tutelare nomini una persona che abbia cura della loro persona e del loro patrimonio.
Per richiedere l’amministrazione di sostegno si deve presentare un ricorso.
Il ricorso può essere proposto:
dallo stesso soggetto beneficiario, anche se minore, interdetto o inabilitato;
dal coniuge;
dalla persona stabilmente convivente;
dai parenti entro il quarto grado;
dagli affini entro il secondo grado;
dal tutore o curatore;
dal pubblico ministero.
Il ricorso per la nomina dell’amministratore di sostegno si presenta al giudice tutelare presso il tribunale del luogo in cui la persona che non può provvedere ai propri interessi ha la residenza o il domicilio.
Sperando di esserle stata utile le invio i miei più cordiali saluti
Dr.ssa F. Parri

Dott.ssa Federica Parri Psicologo a Trieste

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Gentile signora Fiorenza,
quanto qui chiesto pare un "caso" di stretta pertenenza dello psicologo legale: valutazione clinico-forense, considerazioni sulla cattiva gestione del danaro collegate a caratteristiche cliniche di "incapacità" o "inabilitazione" secondo quanto recita in proposito il codice civile, relazione tecnica psicologico legale pro tribunale e collaborazione stretta tra avvocato e psicologo legale per ottenere il "blocco" del comportamento inadeguato richiesto dai parenti.

dr paolo zucconi, sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a (anche psicologo legale) udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Buongiorno Fiorenza, le consiglio di rovolgersi al SerD (o SerT) della sua ulss di competenza (può chiedere al medico di famiglia delle indicazioni più precise per trovare il servizio). È un servizio che si occupa di dipendenze, tra le quali anche quella da gioco.

Dott.ssa Elisa Lerede Psicologo a Mestre

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Buongiorno Fiorenza, dovrebbe chiedere una prima visita alla ASL a cui appartenete (con uno psichiatra o uno psicologo, o anche un neurologo) per definire bene il problema e da quanto tempo si e' presentato, potrebbe essere un comune decadimento cognitivo legato all'eta' o anche qualcosa d'altro.
Una volta fatti gli accertamenti, se i colleghi ritengono che ci siano gli estremi si potrebbe avviare la procedura per la "inabilitazione", in poche parole si definisce che la persona in questione non e' piu' abile a prendere decisioni rispetto al proprio patrimonio (che rischierebbe di essere sprecato) e occorre nominare un tutore che faccia i suoi interessi e che se ne occupi al posto suo.
Buone cose, arrivederci
Dott. R.M. Scuto

Dott.ssa Rosa Michela Scuto Psicologo a Pontedera

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Gentile Fiorenza,
il gioco d'azzardo può essere una psicopatologia e come tale necessita di una valutazione specialistica con un trattamento mirato. Potrebbe rivolgersi alla sua AUSL di appartenenza e verificare se ci sono programmi adatti per trattare il gioco d'azzardo patologico. Gli interventi più efficaci di solito sono quelli di gruppo implementati presso il servizio pubblico.

Cordiali saluti

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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Gentile Fiorenza,
la situazione di sua sorella è aggravata dalla problematica del gioco, per il quale può senza dubbio essere opportuna una consulenza psicologica di persona; rispetto alla questione economica e alle possibilità per i familiari di "limitare i danni" possibili, le consiglierei di chiedere il parere di un legale. Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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chiedere al medico di famiglia per valutare un TSO. cordialmente, dr. Cisternino

Dottor Antonio Cisternino MDPAC Psicologo a Torino

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