Alienazione genitoriale

Inviata da giacomo il 3 ago 2012 Terapia familiare

Mi chiedo sè è possibile che un bambino ( 12 anni) alienato può arrivare al punto che quando è con il genitore non collocatario dopo che lo riaccompagna a casa il bambino vomiti? succede spesso che quando viene riportato a casa lui vomita.

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Gentile Giacomo,
i bambini esprimono il loro disagio attraverso il corpo.
Il vomito è espressione del conflitto che il bambino vive,e quindi è un chiaro segnale di disagio.
Esiste una corposa letteratura sulla PAS o sindrome di alienazione genitoriale,ma io personalmente non condivido l'uso di questa "presunta malattia",non esiste un riconoscimento scientifico della stessa.
In questi casi è utile che la coppia genitoriale faccia un percorso di mediazione e venga aiutata a gestire la separazione senza arrecare disagi al bambino.
Molto spesso sintomi di disagio sono presenti anche in assenza di una alienazione genitoriale,ma correlati al senso di colpa che il bambino sente nel dover lasciare il genitore non affidatario.
Sensibilizzi la madre sull'importanza di un percorso di mediazione familiare.
Cordiali saluti
Dott. ssa Valeria Rinaldini

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gent.mo, il vomito (in assenza di altre cause organiche) è la somatizzazione dell'ansia o ancora più chiaramente è l'espressione di un conflitto, di un malessere emotivo che suo figlio sta manifestando.
sarebbe bene approfondire con l'aiuto di uno specialista l'origine di tale disagio emotivo prima di qualunque intervento di tipo psicoterapeutico e legale.

Saluti,
dott. ssa Patrizia Pezzella, Roma. psicoterapeuta e consulente tribunale roma

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Gentile Giacomo,
nel caso di PAS (ovvero la sindrome da alienazione genitoriale) è possibile che si manifestino sintomi di questo tipo nel bambino.
Sarebbe opportuna una presa in carico terapeutica del bambino che possa coinvolgere anche, a momenti alternati, entrambi i genitori. Il problema è che spesso in queste situazioni la conflittualità tra i genitori è talmente alta che alle volte manca un accordo tra le due parti rispetto all'avvio del percorso terapeutico che, considerata la manifestazione di disagio da parte di vostro figlio, appare più che mai necessario.
cordiali saluti
dott.ssa Roberta Milzoni
psicologa psicoterapeuta
milano - monza brianza

Dott.ssa Roberta Milzoni Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Milano

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Caro Giacomo,
il sintomo del vomito potrebbe essere un segnale che suo figlio invia di malessere, di disagio. Ogni sintomo ha un proprio significato all'interno della storia personale, in questo caso il ragazzo sta comunicando attraverso l'espellere. Questa è anche un età delicata, in cui si stanno verificando dei cambiamenti non solo corporei.Potrebbe essere importante, contattare un professionista al fine di comprendere il disagio e l'origine dello stesso.
Cari saluti
Dr. Elisabetta Bellagamba

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I sintomi fisici sono espressione nei bambini di sofferenze emotive e psicologiche. è importante rionoscere l'esistenza di una sofferenza e capirne le cause e i perchè. è fondamentale richiedere l'intervento di uno psicologo e affrontare delle sedute familiari per affrontare il problema in maniera più globale e completa.
Dott.ssa marianna Vallone. Roma.

Marianna Vallone Psicologo a Modena

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Buona sera Giacomo, questo bimbo sta manifestando come può, come e' capace tutto il suo malessere. Non perdete tempo e rivolgetevi ad un terapeuta che sappia guidarvi nella relazione con lui, forse sono necessari dei piccoli accorgimenti. Un caro saluto. Dott.ssa Cecilia Cimetti, Verona

Dott.ssa Cecilia Cimetti Psicologo a Verona

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Buongiorno,
E' possibile che un figlio manifesti disagio attraverso dei sintomi fisici. Spesso e' il loro modo di comunicare con i genitori. 12 anni e' un eta' in cui si inizia a formare un' identita' piu' strutturata ed e' un periodo delicato. Se la famiglia vive, inoltre, una situazione di separazione, la cosa e' piu' difficile. Stia vicino a suo figlio, parli con lui e lo ascolti con attenzione.
Cordiali saluti

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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purtroppo succede anche questo!
Si tratta allora di intervenire al più presto: avvocato e psicologo legale sono in questo caso i due referenti per un intervento rapido
Paolo Zucconi, Consulente tecnico e perito giurato del tribunale, perfezionato in psicologia legale e psicopatologia forense, già giudice onorario alla corte d'appello

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Carissima,
In questi casi in cui i genitori sono separati queste situazioni si possono verificare spesso.
I bambini risentono molto delle separazioni dei genitori e spesso manifestano il loro disagio con il corpo piuttosto che con la parola, l'importante è saperne cogliere il significato
Cordialmente
Dott.D'acunto

Dr. D'Acunto Michele Psicologo a San Martino Siccomario

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Buongiorno
ovviamente qui abbiamo un chiaro segnale di disagio che deve essere compreso all'interno della situazione complessiva.
Prima cosa mantenere la calma e mostrarsi molto vicini emotivamente al ragazzino cercando anche di instaurare con lui un dialogo di fiducia.
Si rivolga ad esperti nel territorio (come altri colleghi le hanno consigliato).
Si prenda un pò di tempo per meditare bene che cosa si potrebbe cambiare in questa situazione per poterla rendere migliore per tutti e non solo per il ragazzo.
Teniamo conto che spesso, all'interno di un nucleo familiare, la persona che, più apertamente mostra un disagio, è anche la persona che "riflette" moltiplicato il disagio complessivo di più membri della famiglia.
Lei da persona attenta,si interroghi su quanto succede e, ripeto, anche con l'aiuto di esperti, si impegni in una vicinanza emotiva e con una intenzione chiara di stabilire un rapporto maggiormente significativo con suo figlio.
Tantissimi Auguri!
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gent.le Giacomo,
tutto è possibile quanto accade, partendo dal presupposto che un sintomo (in questo caso il vomito) si manifesta per esprimere visibilmente un conflitto o un disagio emotivo interiore , non altrimenti espresso. Faccia capo a chi segue questa situazione, o si rivolga presso il Centro di Neuropsichiatria Infantile ( credo sia seguita tale situazione familiare no?) o ad un collega che si occupi di terapia familiare o evolutiva a voi vicino. Prima possibile, per aiutare questo ragazzino che dà segnali evidenti di sofferenza e va compreso e supportato in questa situazione difficoltosa.
I miei migliori auguri, con un grosso abbraccio virtuale al "bambino", ormai ragazzo!

Dott.ssa Elisa Fagotto Psicologo a Portogruaro

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