Preoccupazioni intense per il proprio stato di salute

Trascorrere tante ore del giorno a chiamare amici e parenti per avere risposte o sul web in cerca di rassicurazioni che però offrono un sollievo limitato nel tempo...

26 MAG 2020 · Tempo di lettura: min.
Preoccupazioni intense per il proprio stato di salute

Ansia e preoccupazione eccessiva per la propria salute? Vi consiglio di stare lontano dal "dottor Google".

Il "dottor Google", infatti, è pieno di insidie: inserisci un sintomo, ad esempio, mal di stomaco e apprenderai che potresti avere qualsiasi cosa, dall'appendicite al cancro esofageo.

Se ci credi, si chiama ipocondria, trascorrere tante ore del giorno a chiamare amici e parenti per avere risposte o sul web in cerca di rassicurazioni che però offrono un sollievo limitato nel tempo, ti assicuro che si esaurirà completamente all'insorgere del prossimo dubbio.

Definizione tecnica: ipocondria (o Disturbo da ansia di malattia, come definito dal DSM-5) è caratterizzata dall'interpretazione erronea di segni e sintomi fisici come segnali di una grave patologia, senza che un'adeguata valutazione medica giustifichi tali timori.

Ti consiglio di trovare un medico col quale costruire un rapporto fondato sulla fiducia: sii aperto e onesto sulle tue preoccupazioni e lotte continue. Tuttavia, evita di parlare eccessivamente del problema: inizia a pensare che più ne parli, più incrementi ansia e preoccupazione.

Molto spesso segnali fisici innocui, possono sembrare l'evidenza di una grave malattia. Allora ci preoccupiamo sia delle normali funzioni corporee (quali il battito cardiaco, la peristalsi o la sudorazione) che delle alterazioni fisiche di lieve entità (come ad esempio il raffreddore o un colpo di tosse).

Le relazioni sociali ne risentono di questo comportamento di continua preoccupazione della propria condizione e spesso ci si aspetta considerazione e trattamenti speciali. In famiglia possono crearsi tensioni, poiché l'attenzione viene focalizzata intorno al benessere fisico.

Possono non esserci effetti sul funzionamento lavorativo, se si riesce a limitare l'espressione delle preoccupazioni al di fuori dell'ambiente lavorativo. Più spesso le preoccupazioni interferiscono con la prestazione e portano a reiterate assenze dal lavoro.

Riguardo alle probabili cause dell' ipocondria, è stato ipotizzato che malattie gravi vissute nell'infanzia ed esperienze pregresse di malattia di un membro della famiglia, siano associate al manifestarsi dei sintomi ipocondriaci

A questo proposito, è stato osservato come i pazienti con ipocondria possiedano un'immagine di sé caratterizzata dalla assunzione di essere una persona fragile, credenza costituisce uno dei perni intorno al quale si costruisce il senso della propria identità e trae origine dal rapporto con le figure significative nella prima infanzia che spesso ci trattano come deboli, perpetuata sia con messaggi espliciti che con atteggiamenti iperprotettivi.

Guarire dall'ipocondria è difficile, in quanto, oltre a un trattamento adeguato, bisogna che il paziente si convinca di soffrire di un disturbo psichico e, conseguentemente, di necessitare di un supporto terapeutico

Cosa possono fare i parenti ?

Ci sono dei vantaggi evidenti nell'essere malati, specialmente se non lo si è, ma si finge o ci si immagina di esserlo, primo fra tutti l'attenzione, la commiserazione, la premura che gli altri ci dimostrano e che tanto rassicurano e gratificano il nostro debole ego.

Alla persona malata non si chiede nulla, se non di riposarsi e di guarire (ma con calma, con molta calma); non la si rimprovera se non fa il proprio dovere, non ci si aspetta da lei che faccia questa o quell'atra cosa; è malata: pertanto non si può fare altro che accudirla, confortarla e darle tutto il tempo necessario per rimettersi in salute.

Non intendo dire, con questo, che l'ipocondriaco sia un simulatore; niente affatto; intendo che la prima vittima del suo inganno è proprio lui stesso, nonché il naturale desiderio, che ogni persona sana possiede, di stare bene in salute e di scansare, per quanto possibile, la malattia con le sue spiacevoli conseguenze.

Ecco, forse il puto è proprio questo: le conseguenze della malattia - senso di impotenza, inattività forzata, eccetera - sono spiacevoli solo per chi abbia chiaro chi egli sia e cosa voglia fare della propria vita; mentre, per chi non sia riuscito ad elaborare alcuna consapevolezza, né di sé, né del proprio progetto esistenziale (le due cose sono intimamente collegate), la malattia offre l'illusione di un rifugio.

In questo senso, cadere ammalati o ritenere di essere in preda alla malattia (dal punto di vista del percepito, è la stessa cosa) offre l'opportunità di godere di un periodo sabbatico, durante il quale non solo non si è tenuti a fare il proprio dovere, ma si è anche scusati in tutto e per tutto se non si fa assolutamente nulla.

Il guaio è che, mentre per una persona psicologicamente sana il periodo sabbatico diventa una preziosa occasione di riflessione e di maturazione, per l'ipocondriaco esso non è che una fuga da se stesso che rischia di trasformare in una condizione permanente quella che dovrebbe essere, tutt'al più, una breve pausa di raccoglimento e di approfondimento del proprio itinerario spirituale.

Con il passare del tempo le persone ipocondriache si rivolgono sempre piu' spesso a parenti e conoscenti. Parlando con loro cercano di attenuare le ansie e le tensioni fisiche che li affliggono.

Parenti e conoscenti di ipocondriaci dovrebbero pertanto tenere ben presente i seguenti consigli, anche per il loro bene.

  • Lasciate che il partner, figlio o genitore ipocondriaco si assuma piu' responsabilità per la sua salute: se lo fate voi al posto suo, finirà per dipendere sempre da voi.
  • Evitate di sostenere le fissazioni ipocondriache del familiare prendendogli appuntamenti con il medico, recandovi al posto suo in farmacia, accompagnandolo inutilmente qua e là, o trasformando la vostra abitazione in un lazzaretto. Se ogni volta vi rendete disponibili a fare le cose al posto suo perchè vivete secondo il motto "valgo solo per quanto posso rendermi utile", beh sappiate che non solo non vi renderete utili ma contribuirete a rafforzare la sua credenza patologica per la quale ci sia effettivamente qualcosa di cui preoccuparsi.
  • Se esprime continuamente le sue perplessità, stabilite di essere disposti ad ascoltarlo in silenzio (ovvero evitando accuratamente di replicare alle sue argomentazioni), solo in determinati momenti della giornata e solo per un certo tempo.
  • Rassicura, ma incentiva una "congiura del silenzio" attorno al problema.
  • Se la persona ansiosa ti chiede essere rassicurata, puoi rassicurarla sulla sua ansia e sul suo sforzo per gestire l'ansia. rifiutatevi di rispondere alle domande su malattie alle quali avete già risposto mille volte. Ricordategli di aver già preso posizione in merito, che non avete niente da aggiungere, più convalidi e attribuisci valore alla sue preoccupazioni.
  • Ricorda che qualsiasi sollievo dato dalla rassicurazione è di breve durata e l'ansia tornerà presto, più potente.
  • Fategli presente che le ipocondrie perduranti e gravi richiedono di essere curate e chiarite a piu' riprese, e che non intendete assumere le funzioni di uno psicoterapeuta.

Dott.ssa Longo

Scritto da

Dott.ssa Tiziana Longo

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