​Ipocondria: l'anima ammalata

L'ipocondria è uno dei disturbi psicologici più penosi che un uomo possa provare eppure viene sottovalutato a livello clinico.

17 MAR 2015 · Tempo di lettura: min.

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​Ipocondria: l'anima ammalata

C'è una colpevole svalutazione clinica e sociale di quella che normalmente viene chiamata ipocondria. Capiamo meglio di cosa si tratta.

L'ipocondriaco si caratterizza per una continua ed eccessiva attenzione alla propria salute fisica. Egli prova un'ansia spropositata tra un eventuale disturbo organico e le fantasie catastrofiche che costruisce sul sintomo. Spesso in lui si associa uno stato di depressione cronica che inevitabilmente si cortocircuita sul corpo. Gli ipocondriaci infatti, sono persone che somatizzano e soffrono di disturbi che diagnostichiamo come malattie psicosomatiche: cefalee, disturbi gastroenterici, problemi cardio-circolatori etc. Sono pazienti che si propongono ossessivamente ai familiari, ai medici, amici e conoscenti come se fossero continuamente colpiti da malattie gravissime. Si sentono come fossero in un continuo pericolo di vita.


Si crede che l'ipocondriaco sia ammalato di paura di ammalarsi


La letteratura da Molière con il suo "Malato immaginario", ha tratteggiato un quadro di tale sofferenza mettendo in evidenza l'insicurezza cronica di queste persone e l'immotivata paura che le schiacciano, tanto da far diventare grottesco e irrazionale sia la richiesta del paziente che la risposta terapeutica che il medico propone, provocando in noi spettatori esterni un sorriso.

Le statistiche però non dovrebbero farci molto sorridere. Queste infatti ci dicono che il 2, 3 % della popolazione è affetta da questo disturbo in maniera conclamata e, gran parte della popolazione che ogni giorno frequenta le sale di attesa del medico di base ha motivazioni ipocondriache. Se è così, ci rendiamo subito conto che tutto ciò ha dei costi individuali e sociali altissimi. Gli ipocondriaci sono pazienti che fanno collezione di piccoli e a volte, grandi interventi. Riescono a farsi togliere di tutto: cisti, pendice, tonsille, fibromi, noduli, nei, ma, soprattutto riescono a farsi fare esami clinici e tanto peggio strumentali in ogni parte del corpo.

Vanno da uno specialista all'altro senza mai trovare alcun giovamento dalle numerose cure praticate, in compenso il quadro clinico, sintomatologico, rimane invariato. Pensiamo alle migliaia e migliaia di esami clinici che vengono fatti non per una vera necessità diagnostica ma per quietare un'ansia del paziente che per altro non sarà mai sedabile. Proprio in questi giorni il Ministro della Sanità Lorenzin ha giustamente parlato di un numero spropositato di esami radiologici che vengono fatti, mettendo in evidenza non solo il costo economico ma soprattutto biologico di questi.

Sappiamo poi tutti l'enorme quantità di medicine da banco e prescritte col Sistema Sanitario che vengono buttate via. Comprate e a volte gettate senza neanche che venga aperta la scatola.

Però, anche se siamo consapevoli dei problemi sociali che da tutto ciò derivano, qui ci interessiamo delle motivazioni psicologiche di quest'ansia che apparentemente si rigenera e non si placa mai.

Il disagio psicologico, del paziente ipocondriaco pone problemi terapeutici difficilissimi

Ad esempio, questi pazienti pur riconoscendo l'irrazionalità delle loro preoccupazioni, difficilmente accettano d'essere inseriti all'interno di un protocollo psichiatrico e, ben difficilmente ammettono anche solo un disagio psicologico. Possono al massimo, in alcuni casi accettare interventi miranti a diminuire lo stress, a patto di non toccare le cause che l'hanno provocato.

La psicanalisi ha spiegato che l'ipocondriaco per dinamiche legate alle difficoltà che ha incontrato fin dai primi anni di vita, secondo la Klein addirittura nei primi mesi, ha ritirato il suo investimento affettivo-libidico che è sempre modulato dall' aggressività, dagli altri e l'ha concentrato su se stesso. Ciò comporta un'ansia terribile con un corto circuito energetico che attiva pulsioni di morte che vengono bloccate dalla stessa paura morire. L'ipocondriaco è un paziente che "vuole" sentirsi ammalato. In fondo, se è ammalato c'è qualcuno all'esterno della sua situazione mortifera che lo desidera, vivo.

Finché è ammalato non rischia di morire

È un paradosso ma non troppo, il medico "giusto" per questi pazienti è quello che è disposto ad essere sconfitto da questi malati sani, che accetta di "non curare" ma di vivere una funzione contenitrice. Purtroppo. questi medici non sanno o non vogliono sapere che se uscissero dalla loro ermetica visione organicistica dell'uomo, potrebbero veramente vedere la parte ammalata dei loro pazienti: l'anima.

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Scritto da

Studio Medico Psicoterapeutico e Psicoanalitico

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