Sesso fra genitori in presenza di una bambina può causare nevrosi?

Inviata da Cristina · 18 mar 2016 Trauma psicologico

Sono una ragazza di 25 anni. Durante la mia infanzia varie volte ho sentito (e forse anche visto ma rimosso..) i miei genitori fare sesso. Questa cosa mi ha sempre schifato perché mi sentivo violentata nel mio spazio e nello stesso tempo esclusa perché era una cosa che io non potevo fare essendo piccola. Arrivavo quindi a sera con l'ansia di sentire strani rumori ecc.. inoltre già dall'età di 5 anni provavo piacere "strusciandomi" le gambe...cosa che faccio ancora oggi interpretandola come masturbazione.
Premetto che ho sempre sentito una repulsione (quasi schifo) per mio padre. Era un donnaiolo fedifrago (sono stata testimone tante volte di scoperte di tradimenti da parte sua) ma mia madre puntualmente per comodo o per altro (che non mi so spiegare) lo accettava e aveva rapporti intimi con lui. Negli anni sono quindi cresciuta con la speranza che se ne andasse via da casa e dalla mia Vita. All'età di 16 anni è finalmente successo. Ora dopo un periodo in cui credevo di avere una vita normale (anche sessuale con il mio compagno) mi ritrovo con una repulsione ancora più amplificata che non mi permette nemmeno di ricordare episodi della mia infanzia, ad esempio: ricordo le vacanze al mare... ma non collego il divertimento, collego il fatto che lì i miei facevano sesso.
e inoltre pensarci mi fa sentire sudicia. Mi capita persino di essere in luoghi affollati e vedere delle famiglie con bambini e provare lo stesso schifo. Ho una nevrosi? se non la "curo" cosa potrà causarmi?

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Miglior risposta 19 MAR 2016

Gentile Cristina,

piuttosto frequentemente accade quanto è successo a Lei, e la sensazione per il/la figlio/a è di sporco e di disgusto.
Purtroppo non tutti i genitori si rendono conto che - pur essendo lo scambio sessuale un evento (per lo più) piacevole per la coppia - non è per nulla adatto ad un bambino: egli non ne capisce i movimenti (quando sbircia), i rumori (che scambia per lamenti oppure per difese da un'aggressione).. E dunque, a chi ci legge raccomandiamo di chiudere la porta della camera da letto e di non far giungere rumori sessuali ai bimbi.
A Lei succede che - oggi - i ricordi siano ancora fortemente presenti fino ad invadere la "Sua" sessualità attuale. Se sia "nevrosi" o altro, questo è un termine tecnico che solo una diagnosi di persona può confermare o meno.
Ma certamente questo stato di forte disagio va curato.
Occorre uno/a Psicologo/a che sia Psicoterapeuta. Se poi è perfezionato in Sessuologia clinica ancora megio (l'Albo lo trova in Fissonline).
"E se non mi curo?" chiede Lei;
risposta: difficilmente potrà avere una vita sessuale appagante e serena, con tutti i rischi e difficoltà che ne conseguono per la coppia.

Saluti cordiali.

Dott. C.M.Brunialti, Rovereto (TN)

Dr.Brunialti, psicoterapeuta, sessuologa, psicologa europea Psicologo a Rovereto

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22 MAR 2016

Cara Cristina
dalla tua descrizione di fatti accaduti nella tua infanzia a me sembra di poter collegare i tuoi attuali sintomi con il "clima promiscuo" e fortemente ansiogeno che hai vissuto in famiglia.
Certo l'irresponsabilità e la totale mancanza di sensibilità dei tuoi genitori nei tuoi confronti, da cui si deduce anche la loro mancanza di attenzioni verso di te, ti ha procurato una idea dei rapporti uomo donna molto distorta, morbosa e del tutto spiacevole.
Questo anche perché era un contesto relazionale tra i tuoi non corretto, non sano.
Purtroppo carissima, credo che queste tue sofferenze siano il risultato.
Che fare ora?
Credo che sarebbe importante per te poter elaborare tutti qyesti vissuti traumatici, di fatto delle violenze subite, all'interno di un percorso di psicoterapia che possa aiutarti nel recuperare un senso di equilibrio interiore e una visione più positiva delle relazioni sessuali..
Ti faccio tanti auguri in questo senso.
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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19 MAR 2016

Gentile Cristina,
di sicuro, il rapporto sessuale è un comportamento che dovrebbe essere agìto in riservatezza e senza essere visti o ascoltati da bambini piccoli che, non avendo gli strumenti cognitivi per una corretta interpretazione, potrebbero rimanerne traumatizzati o pervasi da emozioni quali paura, invidia o gelosia.
Purtuttavia, nel suo caso, mi sento di essere in sintonia con la risposta che le ha dato la collega dott.ssa Giangregorio e che esclude una causalità diretta tra ciò che lei può avere occasionalmente visto e sentito, da piccola, dei rapporti sessuali dei suoi genitori e il suo disagio psicologico-relazionale attuale o, se preferisce, la sua "nevrosi".
Anche il riferimento alla masturbazione infantile nella bambina, consistente nello stringere ripetutamente le gambe o strofinare i genitali contro un oggetto o il pavimento stesso può essere semplicemente una modalità di autoconsolarsi in momenti di solitudine, noia o stanchezza e non necessariamente la conseguenza della osservazione della freudiana "scena primaria".
Da come lei parla dei suoi genitori, è evidente infatti che vi sono conflitti che vanno ben oltre la pregressa osservazione della scena primaria e sono questi conflitti, a mio avviso, che costituiscono il trauma più importante con possibilità di ripercussioni negative nella sua vita di relazione attuale e futura.
Per tali motivi, è altamente consigliabile un percorso di psicoterapia (preferibilmente psicodinamica) per elaborare questi traumi e gestire meglio la sua vita.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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19 MAR 2016

Gentile Cristina,
ritengo lei abbia un sufficiente grado di consapevolezza rispetto alla difficoltà nei suoi rapporti intimi proprio perché lo collega all'evento, di aver sentito i suoi genitori mentre avevano un rapporto sessuale e non potendone capire il significato ( quasi si sentiva esclusa dalla coppia genitoriale) l'ha elaborato a suo modo e quindi in modo distorto data la sua tenera età e la sua difficoltà nel poter elaborare qualcosa di normale in una coppia ma di anormale per la percezione di un figlio, in quell'età.
Tutto questo ha alimentato un sentimento "di schifo" (come lei stessa ha affermato) che, probabilmente avrà esteso a tutti gli uomini che incontra nelle sue relazioni o quando "vede delle famiglie": ciò può essere giustificato dalla prima immagine avuta e si è fermata a quella, processo normalissimo in un bambino che non ha le giuste difese per poter accogliere quanto visto.
Quello che ora mette in atto, a parer mio, è una proiezione di quello che lei prova per suo padre, come sentimento, agli uomini ed in particolar modo al suo partner.
Il consiglio che posso darle, come ha già fatto la mia collega, è di contattare un Terapeuta ed insieme iniziare un percorso terapeutico che le dia gli strumenti giusti per ritornare a quando era bambina, rivivere quanto detto con una lente di ingrandimento (lo Psicoterapeuta) e trovarne il giusto grado di elaborazione affinché possa riprendere in mano la sua vita.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Claudia Mancini

Dott.ssa Claudia Mancini Psicologo a Foggia

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18 MAR 2016

Cara Cristina,
le esperienze relazionali primarie con i nostri genitori ci formano e, naturalmente condizionano. Ci racconta di un rapporto con suo padre molto difficile, di una madre per lei incomprensibile e di essersi sentita poco rispettata nella sua infanzia.
Mi focalizzerei su di questi aspetti, piuttosto che cercare una causa lineare fra la sessualità dei suoi genitori e il suo disagio.
Cristina è una giovane donna, si sente immagino molto confusa su di sè e sulla sua identità, intimià, affettività. Le consiglierei di occuparsi di questi aspeeti così importanti per la sua vita.
sono a disposizione
Dtt.ssa Claudia Giangregorio

Dott.ssa Claudia Giangregorio Psicologo a Milano

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18 MAR 2016

Buongiorno Cristina, non so se si possa parlare di "nevrosi", anche perché ogni terapeuta la reinterpreta in base al proprio orientamento. Comunque sicuramente ha visto, percepito e non integrato un qualcosa a cui non doveva assistere. Soprattutto in quell'età e contestualizzata in quel modo. Il sesso tra genitori è una di quelle scene nucleari che è abbastanza comune immaginare ed a tale livello dovrebbe rimanere. L'ideale dovrebbe essere, almeno secondo me, che se un bambino assistesse ad una scena di sesso tra genitori, questa venisse
esplicitata e spiegata secondo un
linguaggio e dei contenuti appropriati all'età di quel bambino. Altrimenti può succedere quello che le è capitato, con vissuti di esclusione ma anche di percezione del sesso non congrua. Il mio consiglio è quello di una psicoterapia focalizzata sull'esplorazione dei suoi vissuti emotivi rispetto al sesso e su come poterli trasformare ed integrare affinché possa scindere il sesso dalle immagini e rilievi emotivi di cui accennava. Se non affrontata adeguatamente la situazione potrebbe non portare percezioni positive in questo ambito (anche se non esiste una causalità diretta) o, nel peggiore dei casi, cronicizzare l'idea del sesso come di un qualcosa di sporco, sbagliato, che ricorda eventi spiacevoli, etc., cosa che non è visto che, mi sembra di aver capito, anche lei ne ha tratto esperienze positive, almeno per un momento. Queste sono le tipiche situazioni che difficilmente (legga raramente) si risolvono da sole.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista, Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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