Succube della mamma?

Inviata da Giusy · 4 giu 2018 Terapia di coppia

Conosco lui, 38 anni, io 41, usciamo, ci piacciamo subito, alla seconda uscita mi chiede di metterci insieme, io sorpresa ma contenta, iniziamo la nostra relazione. Innamoratissimi, tanto che lui già vede un futuro con me e mi chiede di accompagnarlo tre giorni a settembre (sempre alla seconda uscita ed era fine febbraio) a Misano per le gare moto GP. Lui mi adorava, mi ha fatto sentire una princepessa per un mese, una luna di miele sembrava. Si faceva 30 km pur di vedermi per mezz’ora. Mi sono sentita amata come non mai, nulla di paragonabile alle altre relazione nonostante siano durate molto di più (una10 anni), c’era qualcosa di speciale tra noi, mi sono lasciata andare subito e fatta trascinare da lui perché mi sentivo voluta, desiderata e protetta. Non tarda ad arrivare i nostri primi “ti amo” “mi manchi” ci dicevamo che era stato un colpo di fulmine, un amore a prima vista. Mi completava, ed io completavo lui. Per entrambi eravamo quello che aspettavamo
Casualmente conosce i miei e da lì anche i suoi voglio conoscermi, organizzano una cena. Il giorno prima si festeggia il nostro primo mese, una serata magnifica, lui non riusciva a staccarsi da me e mi dice (parlando di un’operazione che avevo subito) “come farai se sopporti poco il dolore quando avrai un bambino da me” sapevo del suo desiderio di formarsi una famiglia ma sentirselo dire in questo modo diretto! Questo uomo mi amava! Tutto andava stupendamente fino a quando ho conosciuto i suoi. Premetto che sapevo che sua mamma soffriva di depressione, spesso arrivavano le sue chiamate, sempre agitata e ansiosa. La cena va come può andare bene una prima volta che si conoscono i genitori del proprio ragazzo, dato che anche per loro era una prima volta in assoluto visto che lui in 38 anni non aveva mai portato a casa una ragazza. Credo una sorta di imbrazzo era più che normale, ma io sempre disponibile educata e gentile. Sua mamma non si direbbe mai che soffra di depressione, è tutta sprizzosa, e sua papa un signore garbato e gentile. Noto il rapporto fra lui e lei, una certa simbiosi anche nei gusti del mangiare, lo stesso modo di prendere il caffe. Il giorno dopo mi chiama dicendomi che ai suoi sono sembrata abbastanza chiusa, spiego e credo che sia normale essendo la prima volta per tutti. Arriva la sera e stranamente per tutto il pomeriggio non si fa sentire, mai successo, seguono 2/3 giorni dove sentivo qualcosa non andava, mi dice che sono un paio di giorni che non è tranquillo e comincia a fare strani discorsi. Mi dice che in fondo non mi conosce, non sa niente del mio passato, che forse abbiamo corso un po troppo, che lui stesso non sapeva che dire quando si creavano momenti di silenzio. Cerco di spiegargli che essendo stata una prima volta per tutti normale essere tutti un po imbarazzati e che la prossima sarebbe andata meglio. Mi sottolinea il fatto che chi prende lui deve prendere tutto il pacchetto (suo padre e sua mamma) io rispondo che avevo già capito il rapporto con i suoi e a me sta bene così e di non preoccuparsi. La domenica successiva mi invitano a prendere il thè da loro (il giorno di Pasqua), mi accolgono con abbracci e sorrisi, porto un regalo alla mamma scelto appositamente secondo i suoi gusti e come volevo dimostrare passiamo un bel pomeriggio, dalle 6 fino alle 9, di loro spontanea volontà mi mostrano le foto della loro città (sono argentini) e lui da bambino. Arriva il momento di andarcene a cena da mia cugina (abita poco distante da loro) e lui mi guarda spaventato dicendo di non venire, all ultimo! Da quando eravamo insieme non si era mai fermato a cena, i suoi erano abituati a vederlo rientrare e doveva abituarli pian piano (abita con i suoi) ho sempre accettato tutto, ma quella sera non ci stavo nemmeno l’accortezza di avvertirmi prima della sua assenza ma parla sua madre “ogni promessa va mantenuta" cambia idea e accetta. L'indomani si parte per l Umbria per una mini vacanza (il giorno dopo rientravamoQuella che doveva essere la nostra mini vacanza si è poi rilevata la fine di tuttoI suoi ci accompagnano fino alla macchina, baci e abbracci, arriviamo in albergo e lui chiama sua mamma per avvisarla che eravamo arrivati. Dalla chiamata capisco che qualcosa che non andava ma non chiedo nulla. Dopo un paio d ore neanche, bussa alla porta la proprietaria dicendo che suo papà aveva provato a chiamare al cellulare del figlio ma risultava irraggiungibile. Tutto preoccupato gli presto il mio cell, sua mamma in preda ad una crisi isterica, non so bene cosa si siano detti in quanto parlano in spagnolo fra loro, ma capisco che pretendeva che fosse rientrato all’istante perché aveva bisogno di lui, lo voleva li con lei, lui a spiegargli che ormai la notte era pagata che almeno doveva aspettare la mattina. Chiusa la telefonata è andato nel pallone, ha cominciato a piangere e dire che era dispiaciuto vedere sua mamma soffrire così e che forse non era il momento giusto per noi. Si confida con me, ha paura di andare in depressione anche lui, mi dice che son tre anni che prende antidepressivi per aver sofferto di solitudine. Prendo a rincuorarlo, non volevo vederlo piangere, gli dico che avremo trovato soluzione per farmi accettare da lei ed ecco che arriva un suo messaggio “cosa stai facendo?” da cretina gli dico chiama, segue una telefonata di mezz ora dove è sempre lei a parlare per lo più. Da lì cominciò io a snervarmi dicendogli che è stato poco rispettoso parlare tra loro in spagnolo di me per mezz ora senza aprire bocca per difendermi. Solo un“mi dispiace” seguito da un muro di silenzio per tutta la notte, senza nemmeno uscire per andare a cena, si è messo a dormire, ogni tanto si girava per abbracciarmi mentre io non sono riuscita a chiudere occhio. Arriva la mattina, facciamo sesso senza dirci nulla fino ad arrivare alla colazione dove lui mi chiede perché non parlo. Mi sfogo dicendo che sua madre è una falsa, tutta sorrisi e abbracci con me per poi parlarmi male appena volto le spalle. Non ricordo come ma ad un certo punto è riuscito chiaramente a dirmi una volta per tutte “lei non ti vuole, lei non gli piaci”, scappo e me ne ritorno in camera, lui mi segue poco dopo dicendo che non l ho fatto finire di parlare, rispondo di andarsene dicendo che era tutto surreale e demenziale, che non è amore quello che dimostra sua mamma nei suoi confronti e che me lo dicesse in faccia cosa non le piace di me…è lui continuava solo a ripetere “non puoi capire” “non sai quanto io ami mia mamma”. Poi si è tolto il ciondolo a forma di cuore che gli avevo regalato. Ero talmente esasperata che mi rifiutavo tornare giu con lui al che cerca di calmarmi dicendomi di prenderci del tempo per risolvere tutto. Al rientro, in macchina non parliamo ma mi tiene la mano per tutto il tempo. Un paio d ore dopo mi scrive chiedendomi come sto e di non farlo preoccupare, rispondo dicendo che non voglio essere un problema e che sto male, risponde “faremo tutto quello che è a nostra disposizione per risolvere i nostri problemi”. Seguono un paio di giorni di assoluto silenzio al che non resisto e scrivo che il non vederci per un po non pensavo contemplasse anche togliere il buongiorno e la notte. Mi risponde che ha bisogno di tempo, dei suoi spazi e che vuole restare solo con i propri pensieri. Da lì decido di aspettare se nonché la sera stessa mia cugina mi dice che ha tolto impegnato su Facebook, non ci vedo più, vado in panico nemmeno il buon senso di parlare con me prima di chiudere e non potevo accettare un simile comportamento. Mi chiama e non è più la persona che stava con me, faccio fatica anche a pensare che sia la sua voce tanto era cambiata. Ci tiene subito a farmi sapere che è in presenza di sua madre, che a lei non nasconde niente, non lo riconosco piu, comincia ad attaccarmi, a dirmi che non gli piace il mio comportamento di adesso e di quando siamo stati in albergo, che sono una bambina capricciosa ed egoista. Non riuscivo a crederci, ero allibita, mi passa sua madre. Mi ritrovo due persone coalizzate contro di me e mi hanno massacrata. Lei a dirmi che la famosa cena era stata pessima, che ho troppi parenti, che voglio fare solo quel che voglio io e che lui è troppo buono e non sa dire di no. Io incredula, mai imposto niente, sempre comprensiva per la situazione di sua mamma, ogni giorno domandavo come stava. È riuscito anche a distorcere la realtà dei fatti, a manipolare per portarla dalla sua. La stessa persona che mi adorava adesso mi stava trattando come un bidone della spazzatura. Nemmeno avuto la forza di controbattere, anzi come una mendicante ho chiesto di darmi un altra possibilità come se davvero fosse colpa mia e lui a dirmi che abbiamo corso troppo e non è possibile tornare indietro, che siamo incompatibili (andavano d accordo in ogni dove), che è stato solo un mese. Sua madre ad accusarmi la sera di Pasqua di averglielo portato via, costringendola a mangiare da sola con sua marito sapendo che il giorno dopo sarebbe partito con me. Che per colpa mia è dimagrito, non mangia e non dorme quando in realtà e solo colpa sua. Poi mi chiede “ma lui è innamarato di te?”, non ci ho visto più, le dico di ripassarmi suo figlio, poi lei… sua vuole riparlare, non c e la facevo piu e chiudo il telefono in faccia. Da lì finito tutto. Mai più sentito. Io mi domando solo come si può passare dall’essere la donna della sua vita all’essere il nemico. Due settimane prima mi aveva detto “grazie per avermi regalato metà del tuo cuore, così ti terrò sempre con me”e lo sentivo che mi amava. Credo possa essere stato pilotato da sua madre ma nemmeno un rimorso, il nulla, son passati due mesi e sono ancora incredula. Faccio fatica ad accettare che sia finita così, sul più bello, era un amore che ancora doveva sbocciare completamente e non ci è stato permesso di viverlo. Sono stata la prima ragazza a conoscere i suoi, la prima a cui ha detto ti amo, prima che mi presentasse ai suoi voleva portarmi con loro il prossimo anno in Argentina…ora tutto è crollato

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Miglior risposta 5 GIU 2018

Cara Giusy
Comprendo tutta l'amarezza e il dispiacere che stai provando. Hai creduto di aver trovato un grande amore e invece hai scoperto a tue spese che si trattava probabilmente di un uomo di 40 anni che in realta' e' un bambino mai cresciuto, con diverse problematiche personali, il piu' giovane rappresentante di un sistema familiare disfunzionale. Rallegrati di aver speso solo un mese per rendertene conto e sii grata a questa madre e alla sua antipatia nei tuoi confronti che ha fatto svelare subito la natura fragile ed inconsistente di questo finto principe azzurro. Fai tesoro tuttavia delle emozioni che hai provato, quella sensazione di essere amata come non mai...e ti auguro di provarla ancora e questa volta con qualcuno che abbia la capacita di provare sentimenti profondi e duraturi.
I miei auguri
Dr.ssa Ilaria Beltrami, psicologa clinica roma

Dr.ssa Ilaria Beltrami Psicologo a Roma

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