Paura d'amare

Inviata da Sara · 16 set 2015 Terapia di coppia

Salve. Sono una ragazza di 28 anni, sono vergine e non sono mai stata fidanzata. Credo di aver paura di innamorarmi, nonostante, paradossalmente io lo desideri tantissimo. Probabilmente sono troppo esigente e con aspettative eccessivamente alte, ma sto aspettando da sempre il ragazzo giusto. Eppure, se un qualsiasi ragazzo si interessa a me, mi sale subito l'ansia ed ho la sensazione di soffocare. Il mio solo pensiero è quello di fuggire. Sono diversa dalle mie coetanee, in quanto detesto le discoteche, il fumo e l'alcol. Sono una ragazza piuttosto solitaria, che adora leggere e stare in mezzo alla natura e agli animali. La mia famiglia è un po' all'antica. Mia madre è sempre stata la mia migliore amica, mentre con mio padre ho sempre avuto un rapporto decisamente conflittuale. Lui mi ha sempre criticata e non mi ha mai accettata per come sono. Spesso e volentieri mi ha urlato contro senza motivo. Da anni ormai soffre di depressione ansiosa ed è sempre stato aggressivo. Fin da piccola (sono figlia unica), ho assistito ai continui litigi dei miei genitori, al modo irrispettoso e sessista di mio padre nel trattare la moglie e mia madre mi ha sempre messo in guardia dagli uomini. Credo siano questi i motivi per cui ho timore del genere maschile. Non riesco a fidarmi, perché in ogni ragazzo che incontro, è come se intravedessi l'ombra oscura di mio padre, un uomo che vuole solo rendermi schiava e umiliarmi per il semplice fatto di essere donna. Secondo voi riuscirò mai a fidarmi di un ragazzo e a lasciarmi andare? Grazie.

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Miglior risposta 17 SET 2015

Gentile Sara,
lei ha già fatto da sola una corretta analisi delle origini della sua "filofobia". Ora il problema è decidere se affrontare la situazione e uscirne oppure no.
Per uscirne nel migliore dei modi è consigliabile un percorso di psicoterapia che la aiuti a guadagnare in assertività e autostima.
Tuttavia può cominciare entrando nell'ordine di idee che non tutti gli uomini che può incontrare sono simili a suo padre e che conoscere una persona e accettare un invito per una uscita o per una cena non è una cosa così grave da mandarla in panico. Anzi è preferibile che lei espliciti, in tal caso, direttamente il suo imbarazzo e la sua ansia all'interlocutore sicchè non dovrà fare l'ulteriore fatica di nasconderla col risultato che, invece, aumenta.
Vedrà che dopo questo primo passo, già inizieranno a cambiare i suoi pensieri e i suoi (pre)giudizi sull'universo maschile che finora è stato tutto racchiuso nella figura di suo padre.
Cordiali saluti e auguri.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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18 SET 2015

Ringrazio di cuore tutti i dottori e specialisti che gentilmente e con grande professionalità mi hanno risposto. Farò tesoro di ogni vostro cortese consiglio. Juliet, piacerebbe molto anche a me confrontarmi con te.
Purtroppo, analizzando attentamente i fatti, mi rendo conto che gran parte dei ragazzi con i quali sono brevemente uscita avevano molto in comune con mio padre. Di questi tempi credo sia, non impossibile, ma certamente difficile trovare un ragazzo con il quale entrare in totale sintonia e condividere ogni cosa. Almeno è cosi che secondo me dovrebbe essere un vero rapporto d'amore. La maggior parte dei ragazzi miei coetanei pensa solamente ad ubriacarsi e a sballarsi in discoteca. Serietà, fedeltà, costanza, pazienza e famiglia sono valori quasi totalmente scomparsi nella nostra attuale società moderna. Ed è un vero peccato. Ma non mi perdo d'animo.
Vi ringrazio ancora di cuore per le vostre risposte.

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17 SET 2015

Gentile Sara,
paura delle relazioni, ma nello stesso tempo desiderio di esse emergono da queste righe. Ha descritto se stessa nelle relazioni ed ha formulato un'ipotesi in merito alla genesi di questo suo approccio...tutto questo denota consapevolezza e capacità di osservarsi non indifferenti. Non si fermi a questo e metta queste sue attitudini a servizio di un percorso psicologico nel quale riflettere su di sè, sulla sua storia di vita e sulle sue ripercussioni nel qui ed ora, sul suo funzionamento relazionale generale e nelle relazioni sentimentali in particolare. Si conceda di esplorare questa paura e questa difficoltà a lasciarsi andare. Ed in parallelo con questo percorso inizi progressivamente a mettersi alla prova in interazioni con l'altro sesso...serenamente, senza aspettative, con il solo scopo di sentire sè stessa ed i suoi vissuti ed interpretarli.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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17 SET 2015

ho 28 anni e una situazione famigliare molto simile alla tua. mi piacerebbe parlare con te :(

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17 SET 2015

Salve Sara, dalla sua lettera sembra essere consapevole del fatto che i genitori rappresentino per i figli dei modelli e così anche il rapporto che intercorre tra loro incide sull'idea che avremo dell'amore e sul tipo di rapporto che in futuro vorremmo costruire. Se, come dice, ha vissuto in un ambiente familiare poco sereno, pieno di conflittualità, è normale che in questo momento lei abbia il timore di avvicinarsi a qualcuno, per quanto lo desideri. Inoltre i messaggi che ha ricevuto quali il non fidarsi degli uomini attualmente sembrano incidere sui rapporti che vive. Tuttavia, al di là delle esperienze negative vissute nell'infanzia è sempre possibile darsi la possibilità di vivere un rapporto d'amore autentico, anche grazie ad un percorso terapeutico dove può darsi la possibilità di riscrivere il suo copione di vita facendo pace con il passato, sentendo che ha il diritto di amare e di essere amata e imparando a riconoscere la persona giusta con cui creare un legame solido e duraturo. Per ulteriori chiarimenti, sono a disposizione.
Dott.ssa Cadamuro Martina

Dott.ssa Cadamuro Martina Psicologo a Musile di Piave

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17 SET 2015

Gentile Sara,
mi colpisce la sua richiesta e soprattutto la consapevolezza con la quale descrive la situazione di vita che sta affrontando. Ritengo, in accordo con il suo punto di vista, che la difficoltà che vive nell'instaurare un legame sentimentale e nel prestarsi a livello sessuale derivi dai rapporti poco funzionali che ha con i suoi genitori: un rapporto forse troppo invischiante con una madre "Migliore amica" e un rapporto conflittuale con un padre "sofferente e umiliante". Per rispondere alla sua richiesta credo che lei potrà sbloccarsi e lasciarsi andare, incontrando un uomo verso il quale sperimentare fiducia solo nel momento in cui si prenderà cura dei conflitti che ha interiorizzato, durante la sua crescita, in relazione alle prime due persone importanti ovvero i suoi genitori. Per fare questo le consiglio di iniziare ed intraprendere un percorso psicoterapeutico, il quale la aiuterà a definirsi e a differenziarsi rispetto alla sua famiglia, ma soprattutto a rompere il legame inconscio e disturbante che ha interiorizzato e che oggi non le permette di realizzare ciò che più desidera.
Io stessa prenderei a cuore il suo caso. Rimango pertanto a disposizione.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Anna Gallucci

Dott.ssa Anna Gallucci, Psicologa - Psicoterapeuta Psicologo a Vicenza

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16 SET 2015

Cara Sara,
sebbene, come ci racconta, non abbia mai avuto esperienze emotivo-sessuali con ragazzi potenziali fidanzati, da queste poche righe lei per prima ci fa notare come il primo fondamentale rapporto con il maschile non sia stato una buona esperienza.
E mi viene da pensare alla bimba che era, che cerca l' approvazione di un papà che, anzichè coccolarla e trattarla da principessa, la fa sentire criticata e probabilmente sminuita, dimostrandosi al contempo irrispettoso e aggressivo con la mamma e, quindi, con il femminile.
E penso che da queste basi la piccola Sara sia diventata una donna che non può non essere dubbiosa circa il mondo maschile in quanto la valutazione che fa degli uomini che incontra, non può non essere influenzata dall' immagine che si è costruita negli anni.
Credo che parlarne in terapia potrebbe esserle molto d' aiuto per elaborare questa infanzia conflittuale con la figura di riferimento maschile e per strutturare una nuova immagine di questo mondo "sconosciuto" ma del quale si mostra giustamente curiosa....
Le faccio un grandissimo "in bocca al lupo" :)

Dott.ssa Ilaria Visconti

Anonimo-125947 Psicologo a Firenze

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16 SET 2015

Cara Sara,
chiede "riuscirò mai...". Ebbene, ecco la buona notizia quel "mai" è relativo!

Finora lei ha vissuto l'esperienza di non riuscire a lasciarsi andare ad una storia d'amore a causa dei timori che le ha suscitato la figura di suo padre. Ha scelto di non legarsi.
Allo stesso modo, può scegliere di concedersi di provare esperienze diverse.

Cominci facendo un esperimento. Osservi gli uomini che incontra o con i quali interagisce annotandosi tutte le occasioni in cui li trova aggressivi e autoritari. Ad ogni occasione ricordi anche di annotare il suo grado di timore verso quella persona.

Nel frattempo, valuti l'opportunità di esplorare insieme ad uno psicologo la sua difficoltà a lasciarsi andare con il sesso maschile.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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16 SET 2015

Gentile Sara,
la risposta a questa domanda non può prescindere dal consiglio di effettuare una psicoterapia per elaborare quei vissuti che lei individua, molto probabilmente giustamente, come alla base delle sue paure e della sua diffidenza nei confronti dell'altro sesso.
Le consiglio perciò di non tardare a consultare uno/a psicologo psicoterapeuta di sua fiducia e con cui si trovi a suo agio.
La psicoterapia della Gestalt è particolarmente idonea ad esplorare le relazioni interpersonali anche del passato, ma anche altri indirizzi possono essere efficaci, anche integrati. In ogni caso concordi tempi ed obiettivi con il professionista.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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