Mio figlio di 3 anni è spesso nervoso e irasciblie

Inviata da unamamma · 21 gen 2021

Buongiorno, sono madre di due figli di 3 e di 1 anno.
Mio figlio "grande" è sempre stato un bambino molto obbediente, sopratutto con me, che tra tutti sono quella più severa, è attento e gentile e anche molto ben educato: chiede spesso il permesso per fare qualcosa e ringrazia quando riceve qualche attenzione, anche cose particolari, come quando gli diamo una medicina, ci ringrazia per avergli dato qualcosa che lo fa stare meglio. E' un bimbo riflessivo che ascolta molto tutto quello che lo circonda, a volte purtroppo copia anche atteggiamenti che vede e ha da sempre avuto qualche momento oppositivo.
Ultimamente è però eccessivamente oppositivo, ci sono momenti in cui dice no a tutto, a volte senza neanche sentir la domanda: certe volte si risponde di no da solo!!! Poi ovviamente non mette in pratica i no ma la situazione è snervante. In aggiunta, ha episodi di rabbia improvvisa, a volte legati a qualche nostro rifiuto (anche se noi non siamo genitori troppo permissivi quindi è abituato a ricevere no) oppure quando gli chiediamo di pazientare: vuole tutto e subito. Altre volte si arrabbia senza una reale causa: si mette a piangere, grida, spinge la sorella. Con lei ha un rapporto amore e odio, la adora e la riempie di baci e attenzioni però in alcuni momenti si vede proprio che la mal sopporta. Ed è prepotente, nel senso che vuole decidere lui se la sorella può giocare e con cosa e si arrabbia se la sorella non vuole quel gioco o non gioca come dice lei. Diciamo che dal mio punto di vista ha difficoltà a giocare insieme ad altri bimbi, non sempre, ma in alcuni momenti. Alcuni giorni quindi è tutto nervoso, altri invece sembra un angelo...
Noi abbiamo provato molte reazioni: sgridarlo, cercare di spiegargli, lasciarlo sfogare e parlargli dopo, abbracciarlo...funziona tutto e niente e noi non sappiamo cosa fare per aiutarlo, perchè ci dispiace troppo di vederlo così, anche perchè spesso poi lui si mortifica dei gesti che fa.
Anche a scuola ci hanno detto che è troppo nervoso e rabbioso e la cosa ci sta angosciando.
Ora, sicuramente la nascita della sorella l'ha spiazzato, sopratutto perchè dopo 4 mesi, causa coronavirus, ci siamo chiusi in casa a socialità nulla...
In più le nostre famiglie sono lontane e lui che prima era abituato a stare sempre con zii e nonni ora non li vede da mesi.
Anche il nostro stile di vita è diverso, viaggiavamo moltissimo, quasi ogni weekend, lui era abituato ad alberghi, ristoranti, aerei etc. Ora niente di niente.
Anche io, che sono la madre, sono più stanca e nervosa e mi rendo conto che spesso ho scatti d'ira ingiustificati verso di lui e questo sicuramente lo influenza. Però non so che fare. Cerco di stare sempre calma ma sono umana e a volte crollo, sopratutto considerando che non abbiamo nessun aiuto e i bimbi sono quasi sempre da soli con me; il padre è molto presente ma lavora di piu quindi la gestione è in carico a me per un 80%.
C'è qualche consiglio che posso seguire per migliorare questa situazione?

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Miglior risposta 24 GEN 2021

Carissima, sarai sicuramente molto provata perché prendersi cura da sola per la maggior parte del tempo di bambini di quell'età è sicuramente molto impegnativo e stancante. Cerca di rilassarti appena puoi e di recuperare le energie. Per il resto, i comportamenti del piccolo, che descrivi nella prima parte della lettera, sono assolutamente fisiologici e rientrano in quella fascia di età. È importante che tu per prima normalizzi tante cose per poi evitare di rimproverarlo o di sgridarlo. Il bambino si mortifica, si sente ferito. Non è prepotente e sicuramente non odia la sorella. Spesso siamo noi genitori che mettiamo delle etichette a certi comportamenti e poi diciamo di avere un problema. Un saluto affettuoso, dott.ssa Antonella Ricci

Dott.ssa Antonella Ricci Psicologo a Tivoli

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23 GEN 2021

Salve sarebbe opportuno approfondire e osservare i comportamenti del bimbo: per esempio frequenta la scuola dell' infanzia? In quali momenti ha episodi di rabbia? Potrebbe essere dovuto a una scarsa accettazione del " no " come risposta, manifestando la sua frustrazione con comportamenti di ribellione; inoltre la nascita della sorella potrebbe aver influito notevolmente. Consiglierei di rivolgervi a uno psicologo dell' età evolutiva per capire quali comportamenti adottare. Cordialmente dott.ssa Bonaria Peri psicologa psicoterapeuta

Studio di Psicologia dott.ssa Peri Bonaria Psicologo a Massa

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22 GEN 2021

Carissima, p3bso che potrebbe provare con suo figlio a fare dei giochi per imparare a esprimere le emozioni e ad identificarle in maniera corretta. Inoltre, potrebbero eseere di aiuto esercizi/giochi di rilassamento per bambini. Certo questo potrebbe aiutare ma sarebbevil caso di osservare quando il bambino ha questi comportamenti/atteggiamenti e con quale intensità, al fine di capire se il disagio esiste e perchè o se si tratta di un comportamento dovuto alla situazione attuale.
Resto a vostra disposizione per eventuali consigli, anche tramite consulenza on line.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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22 GEN 2021

Gentile utente, mentre stavo leggendo la sua lunga lettera per un po' ho dimenticato che suo figlio ha appena 3 anni. Dalle parole che usa per descrivere il suo atteggiamento mi sembra che ci sia, da parte sua , scarsa consapevolezza di quelli che sono i bisogni e le abilità di un bambino così piccolo. Non le nascondo le mie perplessità riguardo al fatto che il bimbo arrivi a ringraziarvi quando prende una medicina perché si rende conto che voi genitori lo fate per il suo bene. Trovo molto più sano il fatto che si ribelli e che si opponga alle vostre richieste poiché i bambini attraverso i loro "no", mostrano di voler affermare la loro personalità. E' probabile che qualcosa nello stile educativo adottato da lei e da suo marito debba essere modificato, per questo le suggerirei un percorso psicologico, in modo che possiate avere un riferimento adeguato su come interagire con entrambi i bimbi. Mi rendo conto del carico al quale lei è sottoposta e questo è un motivo in più per rivolgersi ad un professionista e cercare il sostegno e le indicazioni necessarie. Ci tengo a sottolineare che il disagio del suo bambino non ha sicuramente a che fare con il cambiamento del vostro stile di vita familiare; mi riferisco ai viaggi, gli hotel gli aerei. I bambini hanno bisogno di tutt'altro. La saluto cordialmente.

Dottoressa Daniela Noccioli Psicologo a Cascina

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22 GEN 2021

Buongiorno,
uno dei motivi principali potrebbe essere questa situazione di isolamento sociale con la quale siamo obbligati a convivere ormai da un anno, infatti i primi a risentirne sono proprio i piccolini, prima abituati a stare in socialità, adesso confinati in casa, rinunciando al naturale bisogno di spendere più tempo possibile all’aria aperta e al contatto con i pari. Quindi il loro modo per esprimere questo periodo di disagio potrebbe essere proprio quello da lei descritto...

Inoltre... provi a permettere al bambino di sbagliare. Gli dia dei consigli, ma lasci che sia lui stesso a rimediare ai propri errori. I bambini hanno bisogno di fare le cose da soli per potersi sentire capaci e per aumentare la loro autostima.
Purtroppo al momento, non mi sento di poterle dare grandi consigli non conoscendo a pieno la situazione.
Per il momento le auguro una buona fortuna per il futuro!
Dr. Gramaglia Giancarlo.

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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22 GEN 2021

Buon pomeriggio Signora,non mi sembra di rilevare nulla di allarmante in ciò che ha scritto: il rapporto tra fratelli , soprattutto se vicini di età , è spesso contrassegnato da quest’altalenanza di amore- odio e una “dose “di oppositivita’ “è fisiologica in ogni bambino. Inoltre nel caso specifico per cause di forza maggiore e ‘ venuta meno la frequenza con figure significative diverse dai genitori ed e’ probabile che a qualche livello Suo figlio ne abbia risentito. Ritengo importante contenere la rabbia del bambino mostrandosi fermi e decisi nel momento in cui lo si rimprovera, ma stando attenti a non sgridarlo troppo spesso o senza motivo, altrimenti potrebbe avere la sensazione di aver subito un’ingiustizia. Come ha detto Lei stessa siamo esseri umani e non sempre è facile controllarsi, soprattutto considerato il fatto che Lei gestisce un carico non irrilevante. Le suggerirei di prendere in considerazione l’idea di avvalersi dell’aiuto di un professionista , non solo e non tanto per i problemi che espone che, ripeto, non mi sembrano preoccupanti, quanto per poter beneficiare di un Suo personale spazio di supporto che potrebbe aiutarLa a gestire più serenamente varie situazioni correlate alla vita personale e familiare. Consideri che molti di noi lavorano in modalità telematica,il che può consentire di organizzarsi in tempi celeri anche in epoca pandemica.
Cordialmente
Dottoressa Daniela Raffa
(Psicologa- Psicoterapeuta)

Dottoressa Daniela Raffa Psicologo a San Giovanni la Punta

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22 GEN 2021

Buongiorno Signora, lei è molto lucida e consapevole circa le difficoltà di suo figlio e comprende anche come alcuni cambiamenti, repentini ed improvvisi (il vostro stile di vita, nascita della sorella, lockdown, chiusura e scarsi rapporti sociali, soprattutto se con figure per suo figlio molto significative e familiari) abbiano influito sulla irritabilità, rabbia e nervosismo di suo figlio. È un periodo purtroppo a cui, ciascuno di noi, sta facendo fatica ad adattarsi, ma non per questo deve sentirsi impotente di aiutare suo figlio.
I suoi sentimenti e stati d’animo poi, sono assolutamente comprensibili, dato il momento storico che stiamo vivendo. Le consiglio di accogliere le fatiche e le emozioni di suo figlio, cercando di trovare uno spazio di dialogo, tranquillo in cui suo figlio si sente a proprio agio di esprimerle come si sente; è inutile parlare con lui quando è arrabbiato o eccessivamente nervoso (è più utile cercare di parlare in un momento di calma, magari di gioco condiviso). Trovi uno spazio, in cui siete soli o magari anche quando c’è il papà, in cui lui possa aprirsi, che sia un momento dedicato SOLO a lui, in cui cercate di dirgli che capite come si può sentire, che è un momento difficile per tutti e che ritorneremo, si spera presto alla normalità, in cui potrà ritornare a fare sport, stare con gli amici e vedere nonni e zii ed anche a viaggiare. Trovate poi dei momenti da trascorrere e condividere con lui, esclusivi con mamma e papà od insieme a tutta la famiglia. Trasmettergli il messaggio che se è anche tutto molto difficile la mamma e papà lo aiuteranno e gli staranno vicini.
Le faccio un grosso in bocca al lupo!

Dott.ssa Giulia Spagnolo Psicologo a Bologna

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22 GEN 2021

Cara mamma,
La situazione che lei porta è molto comune nei bambini di quella fascia d'età. Tenga conto che tra i due e i tre anni i bimbi iniziano a definire il loro carattere e la loro personalità, anche attraverso scatti di rabbia ai nostri occhi immotivati; ma per loro è questo il modo per esprimere la loro frustrazione. Come ha detto lei, la vita per suo figlio è molto cambiata negli ultimi mesi e lui sente anche la vostra ansia legata al periodo. Le sue reazioni sono lecite, ed anche se finché ci si è dentro sembra che non passeranno mai le assicuro che con tanta pazienza da parte vostra il bimbo imparerà a gestire le sue emozioni negative.
È difficile ma cerchi di non dare troppo peso ai capricci che fa, lo lasci sfogare e quando si calma provi a fargli esprimere che cosa l'ha fatto arrabbiare o preoccupare. Un bimbo che butta fuori è molto più sano di uno che tiene dentro.
Se possibile lo faccia giocare magari in giardino o al parco così che possa liberare tutta l'energia tipica dei bambini di tre anni. Se a lui piace leggere potete cercare dei libri o fare dei lavoretti inerenti alle emozioni.
Anche per lei i momenti di sconforto sono più che leciti, non se ne colpevolizzi e non nasconda la sua tristezza; i bambini devono imparare che esiste anche quella.
Saluti

Dott.ssa Valeria Scollo Psicologo a Mogliano Veneto

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