Ho un bambino di 6anni

Inviata da Adele. 28 set 2017 9 Risposte  · Psicologia sociale e legale

Ho un bambino di 6anni sono una mamma separata gia da 3anni gia all asilo ho avut, problemi non andava in bagno a scuola quando non voleva ubbidire si buttava a terra e non c era verso di farlo alzare adesso alle elementari va volentieri a scuola ma cmq non va in bagno a scuola e ultimamente si addormenta sul banco e non vuole fare nulla premetto che lui massimo le 9 va a letto e un bambino molto intelligente ma quando non riesce a fare qualcosa rinuncia subito cosa posso fare sono stata chiamata a scuola per il fatto che si addormenta grazie

scuola , mamma

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Buongiorno Adele,
credo suo figlio stia manifestando delle difficoltà attraverso delle forme somatiche che potrebbe essere utile decodificarle. Credo che dietro a ciascun comportamento "disfunzionale" ( considerando il non andare in bagno, fare i capricci o addormentarsi in classe ) ci sia un significato ben preciso e che rappresenti per lui una forma di comunicazione. Cercare di capire il motivo che lui attribuisce ai comportamenti e cosa lo spinge a farli potrebbe essere un primo passo per cercare di darne voce. La sua figura come genitrice poi rappresenta per il figlio un modello di riferimento importante, permettendole di poter chiarire molti dubbi e difficoltà. In tutto questo un percorso di terapia le può essere sicuramente d'aiuto per acquisire strumenti utili a riguardo.
Resto a disposizione
Una buona giornata
Francesco T.

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Se ho ben capito, lei riferisce che il suo bambino non va in bagno a scuola, in alcune occasioni è oppositivo e per ottenere quello che vuole si butta a terra; attualmente ciò che la preoccupa di più è che si addormenta a scuola.
E' chiaro che in età evolutiva, sarebbe opportuno raccogliere molti più elementi di quelli che lei riferisce, in ogni caso quel po' che lei racconta, mi fa supporre che si un b. refrattario alle regole, che ha difficoltà ad accettare le frustrazioni relative al "no!" dell'adulto. Inoltre, sia la ritenzione delle feci a scuola che il rifiuto di partecipare alla vita della classe, dormendo, sembrano confermare l'ipotesi oppositiva iniziale. Si potrebbe cominciare a dare qualche regola a casa, poche ma invalicabili salvo rarissime eccezioni.

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4 OTT 2017

Logo Antonietta Lapegna Antonietta Lapegna

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Gent le Adele
Sembra un evitamento di fronte a qualcosa che "sento di non essere in grado di fare " come se stessi sviluppando una concezione di me di NON ESSERE CAPACE e di aver bisogno che qualcuno stia con me ad aiutarmi. Forse c è la necessità di un consulto da uno psicologo e/o psicoterapeuta dell'età evolutiva per un' analisi della situazione non solo focalizzandosi sul bambino ma anche sulla relazione tra lei ed il bambino... cordialità Dott.ssa Edy Biancon

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3 OTT 2017

Logo Dott.ssa Edy Biancon Dott.ssa Edy Biancon

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Potrebbe risultare efficace sondare le amicizie che suo figlio ha costruito a scuola. Consolidarle anche fuori dalla scuola stessa e grazie a quelle indurlo ad imitare il comportamento degli amici a scuola.
Sentirsi sostenuto da altri bambini e cercare di imitarli è una strategia che può dare i suoi frutti, Saluti dott. Ghezzi

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3 OTT 2017

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Gentile Adele,
il suo bambino mette in atto delle somatizzazioni e delle strategie di evitamento, in sostanza esprime una difficoltà.
La separazione è avvenuta tempo fa, tuttavia bisogna comprendere quali rapporti genitoriali si sono instaurati in seguito a questo cambiamento e come vive il bimbo il clima familiare.
Un percorso di sostegno alla genitorialità potrebbe essere un valido supporto in questo momento.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

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1 OTT 2017

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Gentile Adele,
il suo bambino attraverso questi atteggiamenti, manifesta un vissuto di disagio. Ha condiviso con il suo ex marito queste problematiche? Queste condotte si manifestano solo in ambito scolare o anche in altri ambienti esterni alla sua abitazione?
Rimango a disposizione
Dott.ssa Vanda Braga

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30 SET 2017

Logo Dott.ssa Braga Vanda Dott.ssa Braga Vanda

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Buongiorno Adele,
Pongo alcune domande che possono essere utili a fare delle ipotesi sull'insorgere delle problematiche di suo figlio. 1)Le difficoltà manifestate dal suo bambino quando sono iniziate?
2)La separazione da suo marito come è stata? Conflittuale? Siete rimasti invece in buoni rapporti e i vostri scambi davanti al bambino sono sereni/pacifici?
La separazione dei genitori è un momento sempre delicato per i bambini, ed è necessario, sebbene possa essere difficile, soffermarsi a raccontare loro quello che sta succedendo in termini semplici ma il più possibile sinceri. Spesso i bambini sviluppano forti sensi di colpa per la separazione dei genitori e sottolineare che i motivi sono altri e che anche se non si è più moglie e marito si rimane tutta la vita genitori è fondamentale. Ci può essere la paura di perdere l'amore di uno dei genitori. La difficoltà ad andare in bagno, dal punto di vista psicologico (escludendo cause organiche ed alimentari e, da quello che ho capito succedendo solo a scuola, -ambiente esterno alla propria casa-) indica la necessità di avere il controllo almeno sul proprio corpo, non sentendolo in altre situazioni.
3)per quanto riguarda il sonno: avviene in momenti specifici? Verso la fine della scuola? Con materie specifiche? Potrebbe trattarsi di un disturbo del sonno quanto di una modalità per evadere da situazioni/pensieri difficili e che creano sofferenza.
Un'attenta raccolta anamnestica può fornire alcune ipotesi sulle problematiche del bambino; un percorso terapeutico lavorerebbe sul malessere sottostante, per far sviluppare una maggiore autostima e sicurezza che porterebbero alla diminuzione dei sintomi.

Resto a disposizione,
Dr.ssa Muzio Sara

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29 SET 2017

Logo Dr.ssa Muzio Sara Dr.ssa Muzio Sara

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Buongiorno Adele, suo figlio mette in atto dei comportamenti che sono evidenti segni di disagio. L'addormentarsi, pur avendo dormito un numero di ore adeguato, è indice di evitamento. Provi a mettersi nei suoi panni e a pensare cosa vorrei evitare di ciò che accade a scuola se fossi in lui? Cosa mi disturberebbe? Accenna solo alla separazione ma non sappiamo se il papà è ancora presente nella vita del figlio. Le consiglio di chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta per comprendere meglio i bisogni di suo figlio e per ripensare al suo ruolo genitoriale e per evitare che la situazione si cronicizzi. In bocca al lupo

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29 SET 2017

Logo Dott.ssa Nadia Pisanello Dott.ssa Nadia Pisanello

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Gentile Adele,
i comportamenti del suo bambino che lei ha descritto esprimono un evidente disagio che lei potrebbe imparare ad alleviare o anche risolvere attraverso l'apprendimento di un maternage più competente e funzionale e attraverso il rafforzamento della sua struttura di personalità mediante un adeguato percorso di psicoterapia.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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28 SET 2017

Logo Dott. Gennaro Fiore Dott. Gennaro Fiore

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