La psicologia del benessere nella vita quotidiana

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Psicologia del benessere in tutte le sue sfumature. Intervista alla Dott.ssa Eleonora Agostini su cosa significhi tale branca e come applicarla nella vita quotidiana.

10 dic 2015 · Tempo di lettura: min.
La psicologia del benessere nella vita quotidiana

Si parla tanto di Psicologia del Benessere, ma cosa significa realmente? Rivolgiamo i nostri dubbi alla Dott.ssa Eleonora Agostini, esperta in materia.

1. Come possiamo definire il "Benessere"?

Quando si parla di benessere solitamente si pensa ad uno stato di buona salute.

Secondo l'OMS (1948) la salute è "uno stato di benessere fisico, mentale e sociale e non solamente assenza di malattia o infermità", definizione che supera l'approccio medico e implica il prendere in carico la persona nel suo complesso. Non si parla più, quindi, solo di assenza di malattia, ma della possibilità per la persona di raggiungere delle adeguate condizioni sociali (economiche, lavorative, abitative etc.) e uno stato di equilibrio psicologico ed emotivo.

Se da un punto di vista strettamente oggettivo possiamo pensare alla salute e al benessere come a uno stato di assenza di malattia unito alla presenza di buone condizioni socio-economiche, da un punto di vista soggettivo, invece, il discorso si amplia: soggettivamente possiamo parlare di benessere come uno stato di piacere e soddisfazione dovuto al raggiungimento di obiettivi personali, ma non solo: è infatti altrettanto importante mettere la persona nelle condizioni di poter realizzare e incentivare tutte le sue potenzialità, ovvero di raggiungere un equilibrio tra risorse personali e ambientali.

Si può affermare che una persona sia in uno stato di benessere soggettivo se:

  • può raggiungere obiettivi significativi per se stessa;
  • è in grado di mobilizzare e sviluppare risorse;
  • può interagire a livello sociale e nelle relazioni interpersonali.

2. Che cosa s'intende, quindi, per Psicologia del Benessere?

Il campo della psicologia del benessere è molto vasto e riguarda quelle situazioni non strettamente legate a un disturbo psicologico, ma agli interventi atti a sviluppare e/o potenziare le risorse personali e strumenti utili e pratici per aiutare le persone a migliorare il proprio stato di benessere dell'individuo.

Lo psicologo del benessere interviene quindi sul miglioramento della qualità di vita dell'individuo, attraverso varie modalità: il potenziamento e una maggiore consapevolezza delle sue risorse e competenze, la "costruzione" e il rafforzamento delle caratteristiche personali necessarie, promuovendo l'acquisizione di nuove strategie comportamentali maggiormente efficaci per il Benessere personale. Questo processo avviene esplorando all'interno dell'individuo e promuovendo stati cognitivi, emotivi e comportamentali che gli permettano di sentirsi soddisfatto e realizzato e di raggiungere gli obiettivi desiderati.

Il lavoro psicologico nel campo del benessere è indirizzato a far emergere le risorse positive e a minimizzare l'influenza di tutto ciò che ostacola la crescita e lo sviluppo di una condizione di equilibrio psico- fisico e relazionale.

3. Quali sono gli strumenti di cui si avvale lo Psicologo del Benessere?

Lo psicologo del benessere si avvale di diversi strumenti e tecniche utili ad incrementare il benessere della persona.

Alcuni esempi:

  1. training di rilassamento psico-fisico e gestione dello stress (rilassamento muscolare progressivo, training autogeno, tecniche di meditazione e di visualizzazione e controllo della respirazione);
  2. tecniche per migliorare la gestione degli stati emotivi;
  3. training di assertività, volti all'apprendimento e al potenziamento delle capacità comunicative e relazionali della persona;
  4. riconoscimento e potenziamento delle proprie capacità relazionali e sociali;
  5. igiene del sonno e dell'alimentazione;
  6. training di incremento dell' autostima, tramite l'attivazione delle risorse psicologiche individuali;
  7. gestione dei disturbi psicosomatici e del dolore cronico, quali cefalea, contratture muscolari, mal di schiena, mal di testa; ipertensione, disturbi digestivi;
  8. training per la gestione del peso corporeo, che può essere molto utile per aderire con successo alle regole di un piano alimentare volto alla perdita di peso, imparando a gestire efficacemente i momenti di frustrazione e l'emotività incontrollata che spesso porta a sovralimentarsi;
  9. disassuefazione dal fumo, attraverso la gestione dell'impulso a fumare, l'educazione alla salute, la sostituzione e la promozione di comportamenti maggiormente salutari.

4. Qual è lo scopo ultimo della terapia? Quali situazioni cerca di risolvere?

Come dicevo la psicologia del benessere non si occupa di stati patologici, ma ha lo scopo di aiutare le persone a esprimere il loro potenziale, a padroneggiare più efficacemente le situazioni vissute, uscendo da situazioni di "blocco" o "sovraccarico" in cui si può avvertire stress, si possono presentare varie lamentele somatiche e/o si può avere l'impressione di non essere in grado di prendere decisioni o risolvere i propri problemi della vita quotidiana.

La linea da seguire è quella del "benessere psicofisiologico", cioè la ricerca di un equilibrio psicofisico che si traduce in uno stile di vita più sano, non all'insegna dello stress e delle tensioni muscolari che portano ad ansia, insonnia, nervosismo persistente, mal di testa, problemi di alimentazione, cattiva digestione, etc.

5. Come si capisce di aver trovato il benessere?

Generalmente i pazienti riferiscono di essere usciti da questi stati di "blocco" e si percepiscono più efficaci e in grado di gestire i loro vissuti. Ciò significa non sentirsi più in balia degli eventi, ma padroni della propria vita e più in grado di determinare gli eventi. Nel contempo possiamo aspettarci una significativa riduzione, fino alla scomparsa, dei disagi somatici.

Nel complesso ciò che io osservo è che i pazienti apprendono modalità e stili di vita più sani e sono più soddisfatti.

6. Dopo aver seguito le sedute, come mantenere il benessere raggiunto?

Ciò che consiglio è di far diventare gli "esercizi" (rilassamento, meditazione, tutte le tecniche di cui ho accennato) una parte integrante della propria vita. Ciò che è importante è rimanere focalizzati sugli obiettivi che, grazie ai cambiamenti apportati, è stato possibile raggiungere e da quelli trarre la motivazione per porsi obiettivi nuovi.

Le nostre capacità sono come i muscoli: vanno costantemente allenate!

psicologi
Scritto da

Chiara Signorelli

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Commenti 1
  • Franca

    Sono infermiera in servizio dal 1984. Diplomata alla scuola di counseling.