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Sentimenti congelati

Inviata da El il 27 gen 2018 Psicologia risorse umane e lavoro

Salve, sono una donna di 36 anni, ho un lavoro da 7 anni in un call center che ormai mi provoca rifiuto e senso di frustrazione, ma che attualmente mi consente di pagare il mutuo e le bollette.
Le mi aspirazioni artistiche sono arenate, a causa di un percorso di studi completamente sbagliato e senza attuali sbocchi reali.
Ho una relazione con un uomo che va avanti da circa 7 anni, all'inizio tra alti e bassi, burrascose interruzioni e ritorni appassionati, ora da più o meno 4 mesi, più stabile e tranquilla.
Lui ha già una figlia, io no; e spesso, toccando l'argomento, la risposta è "io ho già una figlia grande, quindi da questo punto di vista ho già dato.
In questa relazione mi sono ritrovata a smussare e riformulare alcune mie idee (dettate dall'educazione e da retaggi familiari e culturali), maturando, evolvendomi, trovandomi a rivedere e superare ostacoli che in passato non ho neanche mai valutato.
Ora da qualche giorno, mi ritrovo a sentirmi apatica, stanca e svuotata (mi sono chiesta più volte, guardandolo se all'improvviso non sento più nulla), consapevole del fatto che probabilmente l'idea di una famiglia con lui non sarà mai fattibile...
Il senso di vuoto e di "emozioni congelate" non riguarda solo lui, ma anche la mia famiglia, le mie amiche...mi sento distaccata, non coinvolta, ascolto i discorsi con la mente sempre distratta.
Guardando indietro, nel mio vissuto, con cadenza di 7 anni, ho avuto sempre delle crisi esistenziali, che mi hanno sempre portato a cambiamenti rivoluzionari di lavoro e relazioni (con uomini che per un motivo o per un altro non sentivo "giusti" accanto a me).
In questo caso è diverso.... so con certezza che l'uomo che vorrei accanto come conpagno di vita ha le caratteristiche del mio attuale compagno...
Allora cos'è questo senso di cambiamento?Forse sono legata a un'idea di amore adolescenziale, come dice Shakespeare, ho l'amore negli occhi piuttosto che nel cuore?
È segno di crescita e di difficoltà a lasciare andare un mio vecchio modo di sentire e vivere le relazioni?
Credo che maturare, anche in un rapporto, significhi a un certo punto focalizzarsi su cose più importanti, che sentire sempre le farfalle nello stomaco e gli occhi sognanti,basandosi su altri tipi di certezze e solidità.
Vorrei capirci qualcosa in più.
Grazie.
EL

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Gentile El,
quello che scrive non consente di poterle dare un’opinione o delle indicazioni mirate alla sua situazione, tuttavia le lascio qualche spunto di riflessione che spero possa tornarle utile: nel suo breve racconto parla di “emozioni congelate” e di distacco nell’ambito delle sue relazioni personali soffermandosi poi su due importanti ambiti della sua vita, ovvero l’ambito lavorativo e professionale e quello emotivo relazionale. In entrambi questi ambiti sembrano esserci degli elementi di frustrazione che le impediscono di poter realizzare a pieno la sua persona e a cui lei sembra essersi adattata ed aver in qualche modo accettato. Mi chiedo se questa situazione possa in realtà aver creato in lei uno squilibrio che in questo momento sta caratterizzando la sua esistenza. Inoltre nel suo racconto ci sono ulteriori aspetti della sua storia di vita, come le crisi esistenziali a cui fa riferimento, che avrebbero bisogno di essere meglio analizzati. Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta della sua zona per far chiarezza su quelle che sono le sue reali esigenze e su quale sarebbe il modo a lei più funzionale per agire in questo momento.

Cordialmente,
Dott. Colamonico Damiano

Dott. Damiano Colamonico Psicologo a Torino

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