Sbagliare la scelta della facoltà universitaria

Inviata da Elly · 7 set 2020

Gentili Psicologi,
Sono una ragazza di 20 anni, sto per terminare il primo anno di università presso la facoltà di economia e sento di aver sbagliato completamente scelta.
Sono sempre stata molto brava nello studio, ho frequentato il liceo classico e mi sono diplomata con 100 e, forse anche per questo, ho sempre sentito forte la pressione delle aspettative che gli altri hanno di me, a partire dai miei genitori, i parenti, il mio ragazzo, gli amici, anche se, nella pratica, nessuno mi ha mai realmente pressato. Non so spiegarlo, è come se io, da sola, mi sia creato l'immaginario delle aspettative che gli altri hanno di me. Ho sempre amato lo studio, in particolare delle materie umanistiche, le lingue, la filosofia e mi appassiona la politica, motivo per cui, fino alla prima metà del mio quinto anno, ero decisa ad iscrivermi alla facoltà di scienze politiche. Poi la crisi più totale quando i professori iniziarono a dirmi che in una facoltà del genere sarei stata "sprecata", che avrei dovuto puntate ad entrare a medicina, che con scienze politiche non avrei mai trovata un lavoro e avrei buttato per aria anni di studio. Appurato però che medicina non facesse affatto per me perché, per quanto fossi comunque molto brava, lo studio delle materie scientifiche era per me davvero molto faticoso, mi decido a puntate su una scelta più vicina a quella iniziale e, quindi, di iscrivermi ad economia. Sapevo fin da subito che non fosse la facoltà per me più adatta ma ho cercato in tutti i modi di ignorarlo. Ora mi trovo paralizzata dall'ansia perché, nonostante i buoni risultati, mi sento inadatta, passo le giornate letteralmente a piangere davanti ai libri rimproverandomi, però, per il tempo che ciò toglie allo studio. Non sono felice ma allo stesso tempo non riesco a prendere la decisione di buttarmi e cambiare, nonostante il mio ragazzo e mia madre, vedendomi stare così male, mi incoraggino a farlo. Mi sento estremamente in colpa nei confronti dei mie genitori che hanno fatto e stanno facendo molti sacrifici per finanziare i miei studi e tutte le spese che studiare da fuorisede comporta e vorrei solo renderli orgogliosi di me, laureandomi nei tempi giusti e riuscendo a trovare un buon lavoro che possa ripagarli degli sforzi fatti. Ma come posso farlo se, anziché preparare l'esame di diritto privato, trascorro il mio tempo piangendo e in preda all'ansia di non riuscire a realizzare nulla? So che la scelta giusta sarebbe trovare il coraggio di cambiare ma non ci riesco.
Vorrei, inoltre, iniziare un percorso con uno psicologo perché mi sento sopraffatta dall'ansia. Sono sempre stata ansiosa, fin da bambina, ma mentre fino allo scorso anno la mia ansia mi portava a fare sempre di più, a studiare di più, ad approfondire maggiormente, ora mi paralizza. Trascorro intere giornate a pensare a cosa succederebbe se non passassi l'esame, se non mi laureassi in tempo, se non trovassi un buon lavoro. Non riesco più a godermi una serata con la mia famiglia o con gli amici perchè sento di star togliendo tempo allo studio. È ormai diventato un chiodo fisso ma mi vergongo a parlarne e a chiedere aiuto.

Mi scuso per il tempo sottrattoVi ma spero che le Vostre risposte possano essermi in qualche modo d'aiuto.

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Miglior risposta 8 SET 2020

Ciao Elly, fare scelte sbagliate non ti rende una persona peggiore, né tanto meno pregiudica la stima e l'amore che le persone vicine nutrono per te. Commettere errori di valutazione significa vivere, scommettere su qualcosa, provarci. I tuoi genitori non aspirano ad avere una figlia perfetta, i tuoi genitori si augurano che tu possa diventare una donna soddisfatta e sopratutto serena.
La paura del giudizio degli altri, che appare forte dalle tue parole, è espressione sopratutto del giudizio severo che dai a te stessa, ecco allora i sensi di colpa, la sopraffazione che paralizza. Ti invito a questo proposito a pensare all'ansia che provi in questo momento come a quell'amica che ti dice: "non perdere di vista le tue passioni, cambia strada che ce la fai!"
Chiedi aiuto ad un professionista che sappia sostenerti, sarebbe il primo passo verso il cambiamento.
Buona fortuna

Dott.ssa Sara Nepi Psicologo a Prato

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8 SET 2020

Cara Elly,
da quanto scrive emerge chiaramente l'insoddisfazione per la sua scelta universitaria che, chiaramente, le impedisce di impegnarsi come vorrebbe dato che non la sente adatta alle sue aspettative.
Tuttavia, credo ci sia dell'altro: il suo senso di colpa nei confronti dei suoi genitori nonostante la incoraggino a trovare un percorso di studi che la renda felice e motivata.
Le aspettative che crede gli altri abbiano su di lei.
Il pensare continuamente a "cosa succederebbe se non passassi l'esame".
Tutto questo mi da l'idea di una persona estremamente responsabile, matura e profondamente riconoscente ai sacrifici dei propri genitori che, sono sicura, siano già orgogliosi di lei.
Dall'altra parte, però, percepisco anche un forte senso del dovere che, probabilmente, si traduce in questa difficoltà ad ammettere anche solo la possibilità di fare errori. Come se non fosse accettabile l'idea di sbagliare o di chiedere aiuto per la paura di deludere chi le sta accanto e, credo, soprattutto lei stessa.
Chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza o di vergogna ma di grande maturità così come la scelta di rivolgersi ad un terapeuta.

Le auguro il meglio.



A. P. S. C. Filoxenia Psicologo a Mascalucia

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7 SET 2020

Gentile Elly,
dal suo testo emerge come la scelta universitaria non sia stata dettata da un interesse personale ma influenzata dal suggerimento di altri. Non essendo un suo progetto chiaramente non è comoda nella situazione in cui si trova. L'aiuto di un terapeuta le permetterebbe di cogliere quali sono le sue attivazioni positive per appropriarsi di possibilità per lei autentiche ma anche quelle negative per mettere a tema quale sia il significato della sua ansia.
In bocca al lupo,
Cordialmente
Dott.ssa Marta Brocca

Dott.ssa Marta Brocca Psicologo a Favaro Veneto

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