Perché si è comportato così? Come dovrei comportarmi?

Inviata da Wallflower · 7 ago 2020

Buongiorno,
A maggio una mia compagna di università e il suo ragazzo mi hanno detto di voler far conoscere me con un amico di lui. È stata organizzata una cena a 4 poco più di un mese fa dopo che io finalmente me la sono sentita. Sono andata senza aspettative ed è stata una serata tranquilla. Mi ha riportata a casa e abbiamo chiacchierato finché mi ha chiesto il numero per uscire io e lui. Io accettai perché mi ha sin da subito colpito molto il suo carattere e il suo modo di fare. Abbiamo cominciato a uscire insieme sempre più frequentemente fino a vederci un giorno sì e uno no. Le giornate scorrevano velocemente, andava tutto in modo naturale e stavamo molto bene insieme, cosa confermata anche da lui che ai suoi amici e alla sua famiglia aveva raccontato di me e diceva di essere molto contento tanto che ho conosciuto la famiglia e i suoi amici volevano conoscermi e anche lui voleva e anzi, ne era sicuro che gli avrei conosciuto perché era davvero preso. Ho conosciuto la mamma e la sorella, ci sono stati più baci tra noi e tanta attrazione fisica ma ancora di più complicità a livello caratteriale e comprensione in quanto ci trovavamo molto sia nei pensieri che nei valori e nel modo di vivere la vita. Mi veniva sempre a prendere, mi cercava, organizzava sempre dove andare e cosa fare e ci teneva a pagare lui. Mi regaló anche una rosa e si confidò su cose personali. Ritengo importante che mi abbia fatto conoscere alla mamma soprattutto perché ha detto di non aver mai portato nessuna a casa perchè ne doveva valere la pena. Fu lui a dirmi che non voleva rovinare nulla con me, che sperava andasse bene, che gli piacevo e che aveva serie intenzioni aggiungendo che non era il tipo che arrivava a tanto per poi mandare tutto a rotoli. Mi dice anche che sono piaciuta un sacco a sua mamma e che era più probabile che fossi io a non sopportarlo più un giorno perché il non sopportare gli veniva abbastanza a primo impatto e non era PER NIENTE il mio caso. Io d'altra parte ero molto contenta anche io e sicura che nascesse qualcosa di serio e bello tra noi per il rapporto che si stava creando e perché ci vedevo molto molto compatibili e finalmente era una relazione che ritenevo alla pari, con rispetto e basi solide, una relazione sana come non ne avevo mai conosciute. Anche lui ammise che con me si era aperto subito e parlava tranquillamente di tutto mentre invece all'inizio era più timidino e tendeva a osservare, stessa cosa che è successa anche a me con lui.

Il problema nasce dopo l'ultima uscita. Usciamo, andiamo a pranzo al lago, fila tutto bene, addirittura mi tiene per mano per la prima volta, alla domanda del proprietario del ristorante che conosceva "è la tua ragazza lei?" Risponde di sì (nonostante non avessimo mai ufficializzato), mi tiene la mano in tutto il tragitto, mi accarezza la faccia sorridendo, mi saluta dicendomi "ci vediamo domani?" E quando se ne va mi manda un altro bacio dalla macchina. Durante l'uscita fa anche progetti su cosa fare anche ad agosto. Finita l'uscita mi scrive anche e parliamo. È molto a modo e dolce come sempre e nella buonanotte scrive "ci sentiamo domani". Sicuramente vi starete chiedendo dove sia il problema. Il giorno dopo lui non si fa sentire. Io d'altra parte aspetto convinta che si faccia sentire dopo il lavoro (lui 23 anni io 20 anni) ma niente. Comincio a pensare e a non capire la situazione. Non so se prenderla come una tattica, come una chiusura, come un è successo qualcosa, non so niente e non so come comportarmi. Continuo ad aspettare e proprio non si fa sentire (questo succede a distanza di un mese dal primo incontro). Il giorno dopo gli scrivo io ma più distaccata del solito e gli chiedo se fosse successo qualcosa. Risponde di no, che si è solo svegliato con la luna storta, che purtroppo è lunatico a volte e senza motivo e quindi è rimasto rintanato in casa e che era curioso di vedere se gli avrei scritto io. Continuiamo a parlare ma percepisco che c'è qualcosa di strano nonostante lui sia posato e alla mano come sempre. La sera sparisce alle 20 e la mattina dopo mi dice di essersi abbioccato ma alla mia risposta sparisce di nuovo al ché il pomeriggio gli dico chiaramente di percepirlo strano e che non mi sembra che sia tutto okay e che se gli andava avrei voluto parlarne dal vivo. Qui arriva la doccia fredda. Mi dice di aver provato a contattarmi per chiedermi di parlare 10 minuti perché doveva parlarmi. Io, arrabbiata sul momento e avendo capito dal tono di voce, gli dico se voleva chiudere di dirlo lì e stop. Mi dice che non si sente pronto, che è un problema tutto suo, io non ho fatto nulla per fargli cambiare idea, che sono una bravissima ragazza, molto posata, molto carina e che gli piace anche passare il tempo con me ma dopo aver passato due notti in preda alle ansie ha capito di non essere pronto. Mi dice che possiamo rimanere amici e andarci a prendere un caffè ogni tanto visto che a lui piace passare il tempo con me ma dice che non mi biasima se non me la sento e sono arrabbiata e che è disponibile a parlarne dal vivo. Decidiamo di parlarne l'indomani dal vivo a esattamente un mese dalla nostra conoscenza. Intanto il giorno prima la mia amica e il ragazzo che ci hanno fatti conoscere si lasciano per volontà di lui (suo amico).
Dal confronto ne torno inizialmente sollevata ma poi ancora più confusa e dispiaciuta di prima perché ci ho creduto davvero tanto e ci credo tutt'ora a quello che c'è stato tra me e lui. Sono convinta che sarebbe cresciuto il nostro legame e che eravamo molto compatibili.
Prima del confronto ne parlo con più di una persona perché era l'ultima cosa che mi aspettavo tanto che, cosa mai fatta, una settimana prima avevo detto tutto ai miei genitori perché andava tutto molto bene e avevamo entrambi intenzioni serie. Le persone con cui ne parlo hanno pareri discordanti: c'è chi dice di prendersi una pausa, chi dice che non gli interessavo (cosa che nego assolutamente su due piedi, con tutta la convinzione di questo mondo anche perché se no non sarei stata la prima che ha fatto conoscere e non avrebbe parlato così ai suoi amici, cosa che io venivo a sapere dalla mia amica fidanzata con il suo amico). La maggior parte delle opinioni però verge sul fatto che lui fosse realmente preso ma si fosse fatto prendere dalla paura della relazione non avendone mai avute di significative e che dovevamo darci tempo per continuare la frequentazione magari senza impegno (io non gli ho mai messo pressione, non gli ho mai parlato di metterci insieme né nulla). Mi calmo un po' grazie a queste opinioni e rifletto.
Arriva il momento. Viene lui sotto casa mia. Vado e mi ribadisce la stessa cosa, senza guardarmi negli occhi ma guardando per più di due ore i suoi piedi. Cerco di capire se è paura ma mi dice che può essere, che magari invece è perché non gli è nato quel sentimento particolare, che non si sente pronto perché sarebbe incostante e non è giusto, che ci sperava anche lui davvero tanto ma ha capito questa cosa, che era convinto di volere una relazione stabile ma forse era più il desiderio di averla che il sentirsi pronto. Insomma, si contraddice più volte e dice di non avere le idee chiare, di non sapere ma di avermelo voluto comunicare subito per evitare che si rafforzasse il legame e di farmi stare peggio dopo. Dice che non se la sente di diventare un punto di riferimento per qualcuno. Dice che probabilmente non saremmo andati a parare da nessuna parte, che sta cosa dentro di lui prima o poi sarebbe scoppiata. Mi dice che i dubbi gli sono nati davvero da un momento a un altro perché giovedì quando aveva la luna storta non sentiva la necessità di sentirmi come non voleva sentire anche nessun altro neanche per chiedermi come stavo ed è qui che dice forse non mi è nato quel coinvolgimento sentimentale. Gli dico che forse abbiamo due visioni diverse: che per lui è una cosa fuoco e fiamme subito, per me è una cosa più graduale. Anche perché il fatto che non mi abbia scritto a me non sembra un problema perché capitano dei giorni in cui non si ha voglia di sentire nessuno e lui mi disse anche che non gli piaceva messaggiare, motivo per cui io evitavo di scrivergli o di nutrire la conversazione per telefono, aspettando di vederlo di persona per parlare a pieno. Dice che è convinto sia la scelta giusta, che è probabile che si pentirà e che gli tornerà la voglia di vedermi e sentirmi ma a quel punto lo terrà come conseguenza. Dice che davvero aveva intenzioni serie altrimenti non si sarebbe mai sognato di fare tutto quello che ha fatto, che era preso ma forse non abbastanza, dice che non gli è mai capitato un rapporto così sincero sin da subito (parlavamo molto, scherzavamo molto, ci prendevamo in giro molto, ci coccolavamo, ci interessavamo l'uno dell'altro e la pensavamo uguale su molte cose). Dice che il tempo con me gli passa veloce. Gli chiedo se non sono stata nulla per lui e dice che il fatto che io dica così gli fa male perché sembra che non mi abbia trasmesso e che metta in discussione la verità della sua persona. Gli chiedo allora cosa sono per lui e mi dice che sono una persona speciale. Gli chiedo cosa vuole fare di questa situazione e mi dice che non lo sa, che non ha le idee chiare e se avrei potuto dirglielo prima io ma ero confusa anche io. Gli dico tutto quello che provo, che penso e che sento per lui e della nostra relazione, mi apro sul fatto che anche io abbia avuto paura delle relazioni spiegandogli le cause e il dolore che provavo in quel momento. Gli ribadisco che per me rimane una persona oro, che l'avevo scelto, che mi piaceva come tutto andava naturale ed era alla pari e che stavo davvero bene con lui così come lui ripete che con me il tempo gli passava veloce. Comincia ad agitarsi, cammina avanti e indietro, con le mani nei capelli, guardando per terra, facendo silenzio finché gli chiedo cos'ha e dice che è incasinato, che deve riflettere, che si sente in colpa dopo che gli ho detto che per me rimane una persona d'oro, gli chiedo se non si fosse capito e mi dice che sentirsele dire fa un altro effetto. Gli dico anche che mi dispiace molto di perdere una persona come lui perché è quello che realmente penso. Se non mi interessa una persona e non penso ne valga la pena chiudo sul nascere. Rifiuta la pausa perché non gli va di lasciare in stand by, non sarebbe giusto. Rifiuta anche di rimanere amici perché dice che sia lui che io saremmo in imbarazzo perché non mi vedeva come un'amica. Insomma, si contraddice un sacco di volte e torno ancora più confusa tra i suoi sono convinto e i suoi ho le idee confuse, devo riflettere, non lo so, non me le sono fatto queste domande.
Fuma più del solito, è davvero visibilmente agitato e fa dei grandi momenti di silenzio in cui pensa ma senza dire cosa pensa se non che ha un sacco di pensieri in testa. Va avanti e indietro, mette mani nei capelli, sugli occhi, ha la voce tremolante e un tono estremamente basso finché dice la mia convinzione però rimane quella. Dico che mi dispiacerebbe buttare qualcosa di così bello senza che neanche lui sia convinto, che non ho problemi a lasciarlo andare e che gli lascerei il suo tempo per riflettere tranquillamente. Dice che gli dispiace ma per aver causato dispiacere e non perché sta buttando qualcosa di bello senza essere convinto perchè pensa sia la cosa più giusta. Il confronto si chiude dopo più di due ore con lui che a un certo punto esplode dicendo "ora me ne devo andare e starmene un po' da solo nella mia camera, devo riflettere". Stiamo un altro po' in silenzio a guardarci. Gli dico che spero trovo qualcuna che lo prenda di più, che probabilmente siamo a due punti diversi, io avrei voluto continuare volentieri a conoscerlo e lui no, tanto che sempre con voce molto tremolante e bassa mi risponde sì a "è l'ultima volta che ci vediamo e parliamo?". Ci guardiamo ancora in silenzio, viene di fianco a me sempre in silenzio e visibilmente scosso, col pugno sulla faccia e apre le braccia timidamente come a chiedermi di abbracciarlo. Le apro anche io timidamente e ci abbracciamo per molto molto tempo, lui a un certo punto stringe anche più forte e mi dice con voce rotta scusa e alla fine che sono proprio una brava persona. Ci stacchiamo e ci guardiamo ancora e mi dice sempre con la stessa voce rotta come dal pianto ciao e lo saluto anche io. Quando si gira sembra quasi che pianga.
In più, quando gli chiedo cosa gli piaceva di me dice tutto e dice che se la stava vivendo nel presente e che stava bene ed era convinto di volere una relazione stabile, ma io gli dico che se così fosse e se la stesse vivendo nel presente allora non starebbe pensando ai rischi futuri e dice che ho ragione. Inoltre, mi ha confermato che giovedì voleva vedere se mi sarei fatta sentire io e quindi va in contraddizione col non sentire il bisogno di sentirmi.
Mi dice anche che sa già che questi giorni se li vivrà male.

Sono giorni che ci penso e non riesco a capire, se è convinto o non ha le idee chiare, se non è preso (cosa che ritengo falsa in realtà anche perché fa fatica a esternare alcuni sentimenti che con me ha esternato), se è davvero un problema suo di non sentirsi pronto e non sentirsi in grado (ha annuito fortemente quando gliel'ho detto). Io in cuor mio spero sia solo paura, che davvero io ci abbia visto bene (quando gli dicevo forse ci ho visto male che eri davvero preso e ci tenevi molto a me mi diceva assolutamente no, che non ci avevo visto sbagliato e che non era stata una frequentazione passeggera e insignificante ma mi chiedo come possa essere cambiata la situazione in una notte). Spero che questo tempo che gli sto lasciando magari si accorga di quanto valesse il nostro rapporto e che magari senta un po' la mancanza e che fosse solo dovuto al suo momento con la luna storta (anche se diceva, non ti parlo solo di un momento, non mi sento pronto). Io non gli sto scrivendo anche se a volte avrei un sacco la voglia di sentirlo almeno e sto sentendo la mancanza, io ero proprio serena con lui però allo stesso tempo mi chiedo se non sia peggio non fargli sapere che mi manca ma non voglio neanche che passi il messaggio che non ce la faccio senza di lui perché l'ho scelto ben consapevole e perché era quello che cercavo. Sto aspettando fra poco meno di due settimane che è il suo compleanno ma non so come comportarmi. Magari scrivergli sarebbe come non accettare la sua scelta, non lo so.

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Miglior risposta 9 AGO 2020

Buongiorno,
il suo scritto, lungo e dettagliato, così ricco di particolari, rende bene l'idea di come lei stia cercando di analizzare la situazione per comprenderla. Quando si ha a che fare con la vita interiore di un'altra persona (desideri, paure, intenzioni, propositi...) non è sempre facile capire tutto! Per una ragione innanzi tutto: l'altro può essere davvero confuso e in contraddizione e volere e non volere contemporaneamente. Da quello che lei descrive pare che lui si sia spaventato proprio perchè tra voi tutto filava bene. La paura della relazione è un ostacolo non da poco e non ha a che fare col sentimento. Non resta che dargli tempo, tutto quello che vuole e anche di più e non angustiarsi troppo, non è lei che non va bene. Vale sempree la pena di ricordare che cercare di trattenere chi dice di volersene andare è il modo migliore per farlo scappare del tutto. Provi a proseguire la sua vita, impegnandosi in quello che più la interessa e la far stare bene... e per ciò che riguarda lui, qualunque mossa lei decida di fare, provi a non farsi guidare dall'ansia.
Buona vita!
Dott.ssa Franca Vocaturi

Franca Vocaturi Psicologo a Torino

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